Passione Fumetti: è arrivata La fine del mondo

La fine del mondo è arrivata. La trovate in edicola, la potete comprare online o ricevere a casa in abbonamento. La fine del mondo è una rivista di fumetti – di soli fumetti – che esce mensilmente come supplemento de Il Manifesto. Supplemento che si può acquistare separatamente a soli 4 euro. Sì, soli 4 euro per 72 pagine. Vi vengono pubblicate storie realizzate da autori italiani e non solo, che fanno parte – almeno quelli presenti nei due numeri ad oggi pubblicati – di quel mondo del fumetto che si compra in libreria, ai saloni (del libro e del fumetto) e in fumetteria. Insomma gli autori di quelli che spesso vengono definiti graphic novel e che difficilmente si possono trovare in edicola. Fino ad ora, perché con La fine del mondo ci sono arrivati.
…ed è una rivoluzione nel mondo del fumetto

Il fatto che nel 2026 esca una nuova rivista di fumetti è già una cosa di per sé straordinaria, quasi incredibile. Certamente in edicola resistono riviste come Linus – diretta dal grande Igort – e le classiche Lanciostory e Skorpio, ma sono molte di più quelle che negli anni passati sono scomparse: Comic Art, L’Eternauta, Corto Maltese, Orient Express, Pilot, Frigidaire, Blue, ANIMALs, tanto per fare qualche nome tra i più noti. In un periodo in cui il fumetto non sembra passarsela molto bene, soprattutto quello da edicola, certamente quella de La fine del mondo è una scelta coraggiosa. Coraggiosa e meritevole, perché con quattro euro si possono leggere 72 pagine di fumetti inediti, realizzati appositamente per la rivista da autori che, se si vuole leggere da altre parti, occorre comprare libri che in media costano sui 20 euro.

tavole di presentazione di Maicol & Mirco
Infatti, il pregio di una rivista è soprattutto quello di essere una vetrina che consente ai lettori di scoprire nuovi autori, ma anche di allargare la propria visione sul mondo del fumetto e sui temi che questo affronta. È successo a me negli anni ’80, quando, attratto da riviste come L’Eternauta, Comic Art e Corto Maltese, ho scoperto tutta una serie di autori, dai grandi maestri a quelli che pubblicavano i primi lavori (Leo Ortolani e Paolo Bacilieri, per fare due esempi), ma anche nuovi modi di fare fumetto. E se a prima vista il Perramus di Sasturain e Breccia mi faceva storcere il naso, leggendolo ho cambiato idea. Una cosa che da allora mi è successa tante altre volte. Non è forse la scoperta di qualcosa di nuovo, verso cui magari siamo inizialmente scettici o diffidenti, ma che poi ci conquista, una delle esperienze che danno un senso alla nostra vita. Oggi questo – almeno nel mondo del fumetto – torna ad essere possibile grazie a La fine del mondo.
Storie a puntate

tavole di presentazione di Maicol & Mirco
Le storie sono a puntate, sì, una cosa che sembra non piacere molto. Ma siamo sicuri? Tralasciando i maestri del passato (di cui ha parlato Maicol & Mirco nell’intervista su Il Manifesto), la maggior parte degli autori più famosi e letti ai nostri giorni hanno iniziato – e spesso lo fanno ancora – pubblicando fumetti a strisce, puntate su blog o piattaforme online, gratis. Con i quattro euro, la mia impressione è che paghiamo il lavoro redazionale, la stampa e la distribuzione, non so quanto possa andare agli autori, anche se per poche pagine ognuno. Ma non ho dubbi che in futuro le storie confluiranno in volumi e ognuno di noi avrà la possibilità di prendere quello o quelli che più ha apprezzato sulla rivista. E se leggere una storia a puntate comporta uno sforzo in più, quello di ricordarsi le puntate precedenti – o andarsele a rileggere – anche per gli autori è una sfida. Se devo raccontare una storia a puntate, nelle poche pagine di ognuna ci devo mettere qualcosa che abbia senso, che colpisca il lettore, che gli faccia venire voglia di leggerne il seguito o semplicemente perché gli è piaciuto e vuole leggerne ancora.
La fine del mondo

Maicol & Mirco – Zerocalcare – Zuzu – Dottor Pira – Andrea Fabozzi – Shintaro Kago e Veruska Motta alla presentazione de La fine del Mondo a Lucca Comics & Games 2025
Il n. Zero – che in realtà è un numero Uno – è stato presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2025, dove era possibile acquistarlo in un affollato stand al Padiglione Napoleone e il cui progetto è stato raccontato dal suo ideatore e curatore, Micheal Rocchetti (Maicol & Mirco), nel corso di un incontro all’Auditorium San Romano il 31 ottobre, a cui hanno partecipato anche Zerocalcare, Zuzu, Dottor Pira e Shintaro Kago. Intervistato da Veruska Motta, Maicol & Mirco ha raccontato di come gli è venuta la pazza idea di una nuova rivista e di come ha coinvolto gli autori che vediamo al lavoro nel numero Zero. Il direttore de Il Manifesto, Andrea Fabozzi, ha spiegato invece le ragioni che hanno consentito all’idea di diventare realtà, mentre gli autori presenti hanno dato qualche anticipazione sulle storie a cui stanno lavorando.
Gli autori e le storie

Ai numeri Zero e Uno de La fine del mondo – ad oggi pubblicati – hanno partecipato 15 autori, con 13 storie sul numero zero e 14 sul numero uno. Ad aprire il n. Zero è Gipi (Gian Alfonso Pacinotti) – autore anche della copertina – con una storia di fantascienza, guerra e mostri, che lascia a bocca aperta per i disegni e i colori meravigliosi, inconfondibili nello stile ma che allo stesso tempo a me ricordano il maestro del fumetto argentino Juan Giménez. Dio della guerra è il titolo della storia in cui veniamo catapultati, nel pieno dell’azione, con situazioni e dialoghi che accendono la curiosità di sapere come, dove, quando e, soprattutto, cosa succederà. E se qualcosa in più scopriamo nel secondo episodio (sul n. 1), questo non fa che aumentare la voglia di leggerne ancora, esattamente come dovrebbe essere.

Shintaro Kago, autore giapponese pubblicato in Italia dalla Hollow Press e da Hikari Edizioni, è presente sulla rivista con una serie a episodi: World Hygiene Expo – completamente senza parole – in cui riprende temi tipici della sua produzione: la tecnologia, la paranoia, il corpo in mutamento e il suo rapporto con le macchine, che sfociano in visioni inquietanti e orrorifiche.

Che pasticcio signor Gattini! è il fumetto a puntate realizzato da Zerocalcare e colorato da Alberto Madrigal. Si tratta di una bella novità per Zerocalcare: in scena ci sono animali antropomorfi che vivono in una società che ha in comune con la nostra tutte le storture relative alla comunicazione, alle disparità sociali e geopolitiche, alla gestione del potere. Sua è anche la copertina shock del numero 1. La fine del mondo ospita poi Sulla cassa del morto di Lise e Talami (Alessandro Lise sceneggiatore e Alberto Talami disegnatore), in cui la vita di una isolata casa di riposo viene sconvolta dall’arrivo di un Capitano di marina che continua a comportarsi come se comandasse una nave.

vignette di Eliana Albertini da “Il lavoro dei sogni” pubblicato su La fine del mondo n. Zero
Potrebbe andare peggio è la serie realizzata da Alice Socal (autrice di Cry me a river per Coconino Press e di altri fumetti per Eris Edizioni, Canicola e MalEdizioni) sulla vita di una giovane mamma a Berlino, mentre Kalina Muhova – vincitrice del Gran Guinigi 2024 per la migliore storia breve con Odio l’estate (Rulez) – in Art School ci racconta le sue esperienze di bambina che voleva realizzare il sogno di diventare un’artista. Anche la protagonista del racconto di Eliana Albertini, autrice di Malibu (BeccoGiallo Editore), Cosa c’è fuori (Franco Cosimo Panini Editore) e Anche le cose hanno bisogno (Rizzoli), è lei da bambina alle prese con un originale e poetico lavoro dei sogni, con la speranza di guadagnare un po’ di soldi.

vignette di Vitt Moretta da Robe rotte: Blue Monday pubblicato su La fine del mondo n. 1
Ne La locanda, Zuzu (Giulia Spagnulo), autrice di Cheese, Giorni Felici e Ragazzo per Coconino Press, racconta di come l’incontro con uno scarafaggio – di cui ha la fobia – possa diventare il modo di rivedere il rapporto con sé stessi e con il mondo. Un’altra giovane autrice ad essere ospitata su La fine del mondo è Martina Sarritzu, autrice di Sciame e Vacanze in scatola (con Tuono Pettinato), entrambi per Canicola Edizioni. Nei due episodi di First loves I failed, Martina racconta di come nella nostra società, e ad ogni età, sia tutt’altro che scontato affrontare l’amore o quello che ci sembra possa esserlo. Vitt (Vittoria) Moretta, autrice de Il tramonto di Sea Breeze (Coconino Press), per La fine del mondo realizzerà una serie di storie autoconclusive, sotto il nome ombrello di Robe rotte, storie di vita e di inquietudini, esordendo sul n. 1 con Blue Monday.

Ken di Corriere di Dottor Pira dalla presentazione di La fine del mondo in edicola
Ken il Corriere è un fumetto folle e spassoso del mitico Dottor Pira (Maurizio Piraccini), autore di Gatto Mondadory (Coconino Press), Gabonzo – l’invincibile robot (Feltrinelli Comics) e di tanti altri libri, nonché componente del collettivo Super Amici, con Ratigher, Maicol & Mirco, LRNZ e del compianto Tuono Pettinato.
Anche Maicol & Mirco – di cui consiglio l’emozionante L’isolo (Bao Publishing) – è, ovviamente, protagonista sulla rivista con una nuova serie intitolata Il mio amico Satana, il diavolo in persona, chiamato – o meglio evocato – per risolvere i problemi del mondo da una bambina di 6 anni.

Completano la rivista le vignette satiriche e ambientaliste I Disumani di Bruno Bozzetto, maestro dell’animazione italiana (Signor Rossi, West and Soda, Allegro non troppo) e sceneggiatore dei graphic novel Minivip & Supervip (Bao Publishing) e Tugèin (Renoir Comics), entrambi per i disegni di Grégory Panaccione, e quelle altrettanto provocatorie di Blu, artista di strada di fama mondiale che opera sotto pseudonimo.

Immagini ©La fine del mondo / il manifesto / autori citati
Foto incontro a Lucca Comics & Games 2025 ©Giancarlo Vidotto



