PIEMONTE ARTE: GAUDE A CARMAGNOLA, MONFORTE DA CASORATI A RAMA, LUCIANA CARAVELLA, PASSIONE ROSSO, DEMARCHI, MICCOLI…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

 

CARMAGNOLA. ALLA CELEGHINI “MATERIA E COLORE” DI GINO GAUDE

MONFORTE D’ALBA. RITRATTI DEL XX SECOLO: LE COLLEZIONI DELLA FONDAZIONE BOTTARI LATTES E OLTRE. Da Felice Casorati a Carol Rama

Sabato 28 marzo 2026 alle ore 17,30 presso la sede della Fondazione Bottari Lattes a Monforte d’Alba. 

Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre: a partire dal 29 marzo 2026 le sale espositive della Fondazione Bottari Lattes, a Monforte d’Alba, saranno popolate da volti reali e immaginari, con oltre cinquanta opere tra quelle a firma di Mario Lattes e altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i più importanti maestri del ‘900. La mostra è a cura di Francesco Poli.

Nella sua vasta e articolata attività artistica, caratterizzata da raffinate suggestioni letterarie, così come da inquietanti visioni fantastiche e surreali, Mario Lattes ha sempre coltivato un grande interesse per la ritrattistica mai intesa in senso banalmente convenzionale. I suoi ritratti sono disegnati e dipinti con incisiva attenzione all’identità individuale, con connotazioni che vanno da quelle più intimistiche, come nel caso di familiari, a quelle fortemente espressioniste e visionarie. Nella mostra, particolare attenzione viene dedicata anche ai suoi numerosi autoritratti, attraverso cui l’artista sembra scavare a fondo dentro la propria problematica dimensione psicologica esistenziale. Accanto a una scelta dei lavori di Lattes, viene proposta una selezione di ritratti provenienti della collezione della Fondazione Bottari Lattes.

L’altra sezione dell’esposizione sarà dedicata a una serie di ritratti e autoritratti di pittori e scultori con i quali Lattes ha avuto rapporti e si è confrontato nel contesto artistico della sua generazione. La selezione comprende opere di pittori e pittrici come Mario Reviglione, Felice Casorati, Jessie Boswell, Carlo Levi, Francesco Menzio, Daphne Maugham, Nella Marchesini, Italo Cremona, Luigi Spazzapan, Mario Calandri, Carol Rama; e scultori come Giacomo Manzù, Umberto Mastroianni, Sandro Cherchi e Mario Giansone.

La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 16,30; mentre sabato, domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione.

In occasione di questa esposizione si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Bottari Lattes e l’Ente Fiera di Alba, che ha inserito la mostra all’interno del calendario di eventi culturali promosso da Vinum Alba 2026, la fiera internazionale dei vini del Piemonte.

LUCIANA CARAVELLA:IL SEGNO E L’IMMAGINE

Socia fondatrice dell’Associazione “Senso del Segno”, Luciana Caravella è scomparsa negli ultimi giorni del mese di febbraio dopo un lungo percorso di sofferte esperienze.

Nata a Torino nel 1970, si era formata all’Accademia Albertina di Belle Arti, allieva di Sergio Saroni, mentre ha seguito il Corso di Tecniche dell’Incisione con Vincenzo Gatti e Daniele Gay e, inoltre, quello Libero del Nudo con Ermanno Barovero.

In particolare, ha approfondito una personale ricerca intorno alla preziosità espressiva e formale delle puntesecche, raggiungendo una “scrittura” caratterizzata da una incisiva trama segnica, da un tessitura nitida e meditata e da una visione che rivela la puntuale resa del suo dettato di matrice figurativa.

Un discorso, quindi, che dal Premio Matteo Olivero a Saluzzo alle esposizioni del “Senso del Segno”, dal Museo Geologico di Castell’Arquato alla mostra sulla “Via Crucis” nella Cappella di San Rocco a Monasterolo di Cafasse, sino alla rassegna “15 anni di incisioni della Scuola Libera del Nudo” all’Albertina, delinea il clima e il racconto di Luciana Caravella legato ai valori della forma e di una sensibile grafia.

E le pagine di questa grafia sono presenti nel repertorio degli Incisori Italiani, nei volumi III e IV, secondo una visione capace di trasmettere il senso di un’interiorità rivelata attraverso la trasparenza delle conchiglie, al fregio ripreso da un edificio Liberty o dall’antico portale di una chiesa torinese.

Arte e storia, tecnica e suggestive memorie, sottolineano l’itinerario conoscitivo e il linguaggio della Caravella nato, in sintesi, all’interno del suo studio, tra lastre, disegni e prove d’artista, permeato dai profondissimi silenzi.

  Angelo Mistrangelo

 

“PASSIONE ROSSO”, SINGOLARE E INTERESSANTE MOSTRA A NOVARA

Un momento dell’inaugurazione

Sabato 28 febbraio è stata inaugurata a Novara in un affollatissimo Centro Culturale “ArtenovA” (Vicolo della Canonica 3/b) e alla presenza di organizzatori e autorità (nella foto un momento dell’inaugurazione) una mostra collettiva di carattere singolare per il tema proposto e di sicuro interesse per il valore significante e tecnicamente valido delle opere presentate (apertura: venerdì, sabato e domenica dalle 15,30 alle 18,30; ingresso libero). L’ideazione e la realizzazione di mostra e catalogo sono di Eva Boglio, Violetta Viola e Carlo Muscarello, con allestimento della mostra a cura di Emilio Mera e patrocinio del Comune e della Provincia di Novara.

Il colore “Rosso” era ovviamente il tema proposto e le motivazioni che hanno portato a questa scelta sono bene descritte nell’esaustivo catalogo che accompagna la rassegna. “Passione Rosso” scrive Violetta Viola è “un viaggio sensoriale e coinvolgente nel colore che, più di ogni altro, ha sempre infiammato e stimolato l’immaginazione degli artisti di ogni epoca e cultura. Il rosso non è soltanto un semplice pigmento; è una forza magnetica e potente che attraversa il tempo”. Quindi, attraverso molteplici linguaggi artistici: la pittura, la fotografia, la scultura, l’arte digitale, le opere offrono un vasto campionario di interpretazioni che vanno ben oltre la tecnica, arrivando a toccare nel profondo gli stati d’animo.

scorcio della mostra

La figura femminile è protagonista di questa esposizione e incarna elementi di forza, erotismo e intensità e la rassegna termina, evidentemente non a caso, l’8 marzo, la giornata della ormai famosa e diffusissima “Festa della donna”.

Il rosso, come rileva Eva Boglio, “è stato uno dei primi colori utilizzati dagli esseri umani fin dall’antichità per dipingere sulle pareti delle caverne” e il suo pigmento veniva ricavato da minerali naturali come l’ossido di ferro e l’ocra rossa.

Le opere di “Passione Rosso”, come scrive Federica Mingozzi nella sua presentazione della rassegna, “sono state pensate con uno scopo precipuo: suscitare emozioni non solo legate alla bellezza, all’aspetto estetico, ma soprattutto smuovere quel mondo nascosto e interiore che abita ognuno di noi in fondo”. Grazie alla concessa libertà compositiva gli artisti hanno percorso strade diverse: alcuni nei soggetti dei loro lavori hanno ricercato il valore cromatico, mentre altri si sono orientati su una specifica attenzione al soggetto proposto, mentre il colore apparentemente restava in secondo piano; tuttavia in questo caso la potenza delle immagini arriva con grande forza allo spettatore e il rosso mostra irrequietezza ma anche contemporaneamente tranquillità di fondo.

Il catalogo della rassegna termina con un pensiero di Anna De Zuani che conferma quanto detto. “C’è chi ama il blu, chi ama il giallo, o il rosa… Perché il colore influenza il nostro stato d’animo e ci può rasserenare o dare energia o farci parlare con la nostra anima… e tu che colore sei?”.

In mostra sono proposti i lavori di una cinquantina di artisti (nelle foto alcuni scorci delle sale), tutti di buon livello, eseguiti, come si è detto, in diverse tecniche; molti si richiamano alla lezione figurativa e paesaggista, ma altrettanti all’astrattismo e all’informale. Riportiamo qui di seguito i nomi degli espositori: Luigi Abbiati,  Rosanna Angotti, Giovanni Baratto, Claudio Barberis, Giugi Bassani, Daniela Bigotta, Eva Boglio, Giorgio Bologna, Gabriella Botta, Carla Brandinali, Simona Campolo, Alessandro Caraglio, Viola Carraro Dito, Mario Carratta, Gianluigi Casiraghi, Vincenzo Castaldo, Katiuscia Cialone, Maria Collella, Roberto Colombo, Paolo Crotti, Anna De Zuani, Danilo Diotallevi, Maria Caterina Filice, Teresio Fornara, Imperia Galedi, Giannina Gobatto, Kamalele (Gabriele Targa), Angelo Lavatelli, Liliana Lozzi, Aldo Marchini, Marco Marroccu, Emilio Mera, Melina Merlino, Roberto Minera, Laura Monaco, Monica Monti, Sonia Morelli, Carlo Muscarello, Leonardo Pagani, Maria Teresa Pelizzaro, Claudia Pinton, Margherita Pomati, Anna Maria Raimo, Faik Skopeci, Stefania Stellin, Claudia Tanzi, Tiziana Tomasucci, Angelo Ugazio, Gabriella Vandone, Violetta Viola.

Questa rassegna è quindi una vera esplosione di “Rosso”, ma, come scrive Giorgio Bologna “Il colore è ininfluente senza il calore della partecipazione, laddove l’ordine è il piacere della ragione”.

Condivido pienamente il pensiero di Bologna. Il colore, certo il rosso, ma anche gli altri colori appaiono opachi, vuoti se non sono accompagnati e realizzati dall’appassionata partecipazione dell’artista, mentre l’ordine delle stesure, delle campiture, delle cromie non può che essere l’espressione di una attenta razionalità compositiva.

Enzo De Paoli

 

ROBERTO DEMARCHI. TALISMANI. AD OGNUNO IL PROPRIO TALISMANO

 

Cherasco. Terra acqua aria fuoco. Sculture materiche 2017-2025 di Cecilia Miccoli

Chiesa di San Gregorio dall’8 marzo al 3 maggio 2026

 

Cecilia Miccoli

Sabato 7 marzo alle ore 17.30, nella Chiesa di San Gregorio di Cherasco, sarà inaugurata la mostra dell’artista Cecilia Miccoli “Terra Acqua Aria Fuoco – sculture materiche 2017-2025”.

Cecilia Miccoli si forma e opera in ambito giuridico-economico, lontano dalle pratiche artistiche. Nel 2015 scopre nella scultura ceramica una forma espressiva a lei affine, capace di accogliere e assecondare la sua esigenza espressiva. Avvia così un percorso – non accademico – costruito attraverso studio autonomo, sperimentazione e workshop con ceramisti affermati, fino a definire una pratica propria fondata sulla natura stessa della materia. La sua attenzione si concentra sulle qualità fisiche della terra, peso, plasticità, texture, utilizzate come strumenti espressivi ma anche come linea guida per la modellazione.

Le sue opere in grés assumono così un linguaggio essenziale e materico in cui gesto e materia instaurano un dialogo continuo. Vive a lavora a Torino.

«Ogni opera ha risposto con una voce propria, ma tutte, in fondo, hanno raccontato di aver avuto la stessa origine: sono nate da un’esigenza creativa ancora indefinita, non progettuale, che le mani hanno modellato istintivamente nella terra. – dice nella prefazione del catalogo la scultrice Cecilia Miccoli – Lavorare la terra mi ha insegnato questo: la forma non appartiene mai del tutto a chi la crea. La terra si lascia modellare, ma pone resistenze ha inclinazioni proprie, che vanno percepite, ascoltate e assecondate».

«Desidero esprimere, a nome dell’Amministrazione comunale, il più sentito apprezzamento per il lavoro e il percorso artistico di Cecilia Miccoli. – dice la delegata alla cultura Mara Degiorgis – il suo cammino rappresenta un esempio di come l’arte possa emergere da un’esigenza profonda e sincera. Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in uno spazio di grande valore storico e simbolico per la nostra comunità: l’incontro tra la ricerca contemporanea di Cecilia Miccoli e l’atmosfera della Chiesa di San Gregorio crea un dialogo suggestivo tra passato e presente, tra spiritualità del luogo e forza primordiale degli elementi. Questa esposizione è un’opportunità per la cittadinanza di avvicinarsi a un linguaggio essenziale e materico che parla di origine, trasformazione e ascolto. Invito tutta la comunità a partecipare e a lasciarsi coinvolgere da un’esperienza che, attraverso la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco, ci riporta all’essenza stessa del creare».

La mostra sarà aperta e visitabile da domenica 8 marzo a domenica 3 maggio 2026, con i seguenti orari: sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.

Ingresso libero.

 

Novara. “77ª Mostra Gruppo Labronico. Gli artisti del Sodalizio a Novara – Alfredo Giannoni e la pittura livornese”

Giovanni March, Porto di Livorno

La mostra  è visitabile dal 13 marzo 2026 al 12 aprile 2026 presso il Complesso Monumentale del Broletto di Novara, in Sala dell’Accademia e in Galleria Giannoni ed è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. L’esposizione, inclusa nel biglietto della Galleria Giannoni, intende porre in dialogo la contemporaneità del Gruppo Labronico con lo straordinario patrimonio conservato nei Musei Civici di Novara collezionato da Alfredo Giannoni.

In occasione della 77° mostra del Gruppo Labronico in Sala dell’Accademia, l’Ufficio Musei, in accordo con l’Amministrazione Comunale, ha voluto rendere omaggio a questo gruppo di artisti esponendo alcune opere collezionate da Alfredo Giannoni afferenti alla storica e prestigiosa associazione nata a Livorno nel 1920.

Una parte della mostra si svolge in Sala dell’Accademia dove sono proposte le opere dei ventotto Soci Cultori Viventi, impegnati in pittura, grafica e scultura, che rappresentano quanto di meglio viene realizzato oggi nella parte costiera della regione Toscana.

Elenco di seguito i nomi dei componenti del Gruppo Labronico che prendono parte all’esposizione: Enrico Bacci, Stefano Bottosso, Adastro Brilli, Riccardo Chirici, Deborah Ciolli, Fabrizio Giorgi, David Giroldini, Paolo Grigò, Fabio Leonardi, Massimo Lomi, Fiorenzo Luperini, Massimiliano Luschi, Marco Manzella, Giovanna Marino, Marco Meini, Roberto Pampana, Piero Pastacaldi, Piera Pieri, Stefano Pilato, Piero Rolla, Marcello Scarselli, Isabella Staino, Alessio Vaccari, Melania

Vaiani, Laura Venturi, Agostino Veroni.

Un’altra sezione della mostra è esposta in Galleria Giannoni.

Alfredo Giannoni entra in contatto con la pittura toscana e in particolare con il Gruppo Labronico grazie a Giulio Cesare Vinzio e a Plinio Nomellini con cui instaura un rapporto di amicizia e di stima. Essi diventano i principali referenti per i contattati con i pittori di ambito toscano, con il risultato che, tra gli acquisti del collezionista novarese, cominciano a rientrare anche le opere dei pittori livornesi appartenenti al Gruppo Labronico. Gli artisti esposti sono Cafiero Filippelli, Beppe Guzzi, Giovanni Lomi, Giovanni March, Corrado Michelozzi, Renato Natali, Gino Romiti, Giulio cesare Vinzio e Giovanni Zannacchini, molti dei quali sono anche i firmatari dell’atto costitutivo dell’associazione.

La mostra in Galleria Giannoni prevede l’esposizione di dodici opere, dieci delle quali restaurate per l’occasione, solitamente conservate nei depositi museali. L’intento della mostra è quello di esporre opere solitamente non visibili nel percorso permanente della Galleria e di mostrare il risultato di questa campagna di restauri che ha reso possibile anche la scoperta di un dipinto di Giovanni March, a oggi, inedito. Inoltre permette di valorizzare anche il patrimonio già esposto nel percorso permanente, che è ricco di artisti toscani tra i quali Giulio Cesare Vinzio, Giovanni Fattori, Valmore Geminiani, Plinio Nomellini, Italo Nunes Vais e Lorenzo Viani, alcuni dei quali legati al Gruppo Labronico.

I restauri sono stati autorizzati e diretti dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Biella Novara Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.

Il restauro, eseguito da Simona Lauro con la supervisione della Funzionaria della Soprintendenza Benedetta Brison, ha permesso di eliminare le cause di degrado e di portare di nuovo alla luce la brillantezza dei colori sia dei dipinti sia delle cornici.

L’inaugurazione della mostra è prevista giovedì 12 marzo 2026, alle ore 16, nel Salone Arengo, presso il Complesso Monumentale del Broletto. Ingresso gratuito.

 

 

32 OPERE DI TROUBETZKOY DAL MUSEO DEL PAESAGGIO DI VERBANIA ALLA GAM DI MILANO

 IL SECONDO ATTO DELL’OMAGGIO AL PRINCIPE SCULTORE

 

 Dal 27 febbraio al 28 giugno alla Galleria d’Arte Moderna di Milano la mostra Paul Troubetzkoy lo scultore della Belle Époque, esposte anche una trentina di opere della collezione del Museo del Paesaggio di Verbania.

Si tratta del secondo atto dell’omaggio al principe scultore partito con la mostra al Museo d’Orsay di Parigi che si è chiusa a gennaio con un grande successo di pubblico: ha contato oltre 230 mila visitatori.

43 sono state le sculture in prestito dal Museo del Paesaggio di Verbania a Parigi, 13 sono tornate sul Lago Maggiore, la restante parte ha proseguito il viaggio verso il capoluogo lombardo.

L’esposizione alla GAM ricostruisce con un’ottantina di opere il percorso non comune di questo artista. Oltre ai ritratti che lo hanno reso famoso, mette in risalto la sua scultura animalista. Con sculture provenienti dal Museo del Paesaggio, che conserva uno dei più significativi fondi dell’artista, e da importanti collezioni italiane e straniere come il Musée d’Orsay e il Petit Palais di Parigi, il San Francisco Museum of Fine Arts, il Museo Sorolla di Madrid, il Detroit Institute of Art, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma , solo per citarne alcuni.

Accanto all’esposizione una serie di eventi collaterali, conferenze e visite guidate. Segnaliamo che venerdì 8 maggio alle ore 16 alla GAM si parlerà di “Troubetzkoy. Camelie e Lago Maggiore”,  in collaborazione con FuoriOrticola conferenza con Roberto Troubetzkoy-Han, Carola Lodari  e Andrea Corneo.

 Dopo l’importante vetrina parigina, una nuova occasione dunque di promozione per il Museo del Paesaggio verso un bacino, quello della vicina Lombardia, da sempre strettamente legato a Verbania e al lago Maggiore.

 

La conservatrice e direttrice artistica del Museo del Paesaggio Federica Rabai aggiunge: “Questa è stata anche una importante operazione di valorizzazione del patrimonio del nostro museo perché tutte le opere in prestito, con la supervisione della Soprintendenza, sono state restaurate con il contributo di Museo d’Orsay, GAM  e CMS Cultura che hanno creduto in questo progetto. Il restauro  è stato effettuato tra l’ottobre 2024 e il febbraio 2025 da Gabriella Bonollo e dal suo staff direttamente nelle sale espositive del museo, sotto gli occhi dei visitatori che hanno molto apprezzato questa esperienza insolita”. Sempre Rabai annuncia: “In concomitanza con la mostra alla Gam di Milano verrà pubblicato un art dossier dedicato a Paolo Troubetzkoy, a cura dello storico dell’arte e nostro collaboratore Stefano Martinella. Un omaggio al principe scultore che si affianca alla mostra di Omar Galliani allestita a Palazzo Viani Dugnani fino al 12 aprile“.

Chi, dopo l’incontro milanese, vorrà approfondire la conoscenza con Troubetzkoy troverà al Museo del Paesaggio alcune sculture rientrate da Parigi e un’interessate e quasi inedita selezione legata in particolare al periodo americano dell’artista con star hollywoodiane, indiani pellerossa e cow-boys. Tra le “chicche”, Jean Bugatti alla guida dell’auto (1929) in una versione molto più grande rispetto a quella esposta alla GAM.

La mostra di Troubetzkoy a Milano rappresenta la tappa finale di uno straordinario percorso intrapreso da anni dal Museo del Paesaggio e in particolare dal suo conservatore Federica Rabai, che ha portato la nostra realtà al Museo d’Orsay di Parigi con un enorme successo di pubblico e di critica” dichiara il presidente del Museo del Paesaggio Massimo Terzi e conclude: “Siamo certi che da questa esperienza milanese porteremo a casa un ulteriore successo e fiduciosi che i capolavori di Troubetzkoy contribuiranno in modo significativo ad ampliare nell’area di Milano e della Lombardia l’interesse verso le magnifiche collezioni del nostro museo e il Lago Maggiore”.

  

IL MUSEO DEL PAESAGGIO DI VERBANIA

Il Museo del Paesaggio di Verbania, sul Lago Maggiore,  ospita a Palazzo Viani Dugnani la Gipsoteca di Paolo Troubetzkoy, nato proprio a Verbania. Per desiderio dell’artista gli eredi donano al Museo tutte le opere in gesso lasciate sia nella residenza verbanese che nello studio di Neuilly sur Seine, in Francia, oltre 300 sculture.

Il museo ha una ricca collezione di tele realizzate tra Ottocento e Novecento. Tra gli artisti: il pittore di montagna Federico Ashton; esponenti del naturalismo lombardo come Achille Tominetti e Guido Boggiani; il verista Arnaldo Ferraguti;  i divisionisti, da Vittore Grubicy De Dragon a Carlo Fornara; maestri del Novecento come Mario Tozzi. Per la scultura, Arturo Martini.

Palazzo Viani Dugnani ospita attualmente anche due grandi tele di  Paolo Veronese: l’Allegoria della scultura e l’Allegoria con la sfera armillare e diverse mostre temporanee.

ALLA RISCOPERTA DI UN VOLTO. OMAR GALLIANI PER PAOLO TROUBETZKOY

a cura di Vera Agosti

Museo del Paesaggio, Palazzo Viani Dugnani, via Ruga 44, Verbania

26 ottobre 2025 – 12 aprile 2026

Info, orari e costi: www.museodelpaesaggio.it – segreteria@museodelpaesaggio.it

ChieRI ART, quinta edizione della mostra dedicata al riciclo artistico

Inaugurazione di ChieRI_ART 2026, sabato 7 marzo ore 17,30 presso la Chiesa di Santa Lucia in piazza Duomo.

Questa è la quinta edizione dell’esposizione dedicata al riciclo artistico, unica sul territorio chierese.

Il tema di quest’anno è “Donne, accordi di vita”.Circa 30 opere per una mostra di riciclo artistico al femminile che intreccia materia e memoria, corpo e suono.

Oltre venti artiste internazionali trasformano materiali di scarto in opere che raccontano i ritmi vitali, i cicli primordiali, le pulsazioni invisibili che regolano l’esistenza delle donne.

Dai ritmi circadiani alla ciclicità del corpo, dalla voce come respiro originario al canto come atto politico, le opere esplorano la forza generativa e creativa del femminile.

La musica, l’emissione vocale, il suono diventano strumenti di emancipazione, protesta, resistenza. Ogni lavoro è un accordo tra fragilità e potenza, tra esperienza individuale e memoria collettiva. Un’orchestrazione plurale che restituisce alla materia scartata una nuova vita, così come alle storie delle donne viene restituito spazio, ascolto, risonanza.

Per un 8 marzo aRternativo.

 

 

G.A.M.: PROROGATE FINO AL 12 APRILE LE MOSTRE DELLA TERZA RISONANZA INCANTO, SOGNO, INQUIETUDINE

La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino annuncia la proroga fino al 12 aprile 2026 delle mostre della TERZA RISONANZA, il ciclo espositivo avviato nell’autunno 2025, nell’ambito della programmazione culturale di Fondazione Torino Musei.

La proroga offrirà al pubblico un’ulteriore occasione per visitare le esposizioni anche nel periodo delle festività pasquali, prolungando l’esperienza di un percorso che ha riscosso grande interesse di critica e partecipazione di pubblico, confermato da un’affluenza che continua a mantenersi costante nel tempo.

La Risonanza rappresenta il filo conduttore della programmazione della GAM di Torino, intrecciando mostre, collezione e progetti in un insieme organico. La TERZA RISONANZA ha aperto un capitolo dedicato all’incontro tra incanto, sogno e inquietudine, delineando un paesaggio visionario in cui i confini tra realtà e immaginazione si fanno permeabili.

In questo contesto, la mostra NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni, a cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato, ripercorre la rappresentazione del notturno tra arte e scienza, restituendo la notte come spazio di introspezione, conoscenza e visione.

Con Anger Pleasure Fear, Linda Fregni Nagler, nel percorso a cura di Cecilia Canziani, esplora la fotografia come luogo di memoria e costruzione dello sguardo, interrogando la materialità e il potere narrativo delle immagini.

La personale Frangibile, dedicata a Elisabetta Di Maggio e curata da Chiara Bertola e Fabio Cafagna, conduce il pubblico in un’esperienza in cui la fragilità della materia e il gesto dell’intaglio diventano strumenti di contemplazione e conoscenza.

Completa il percorso l’omaggio a Lothar Baumgarten. Culture Nature, a cura di Chiara Bertola con Virginia Lupo, che attraverso fotografie, film e installazioni riflette sul rapporto tra natura e cultura, portando alla luce saperi e visioni alternativi.

Proseguiranno inoltre fino al 12 aprile anche gli interventi dell’“Intruso” di questa TERZA RISONANZA, Davide Sgambaro. Le sue opere, collocate negli spazi interni del museo, si inseriscono nel percorso espositivo in dialogo con i temi che attraversano l’intero ciclo di mostre.

Alessandria. Rappresentare l’Universo. I globi Terrestri e Celesti di Pietro Maria da Vinchio (XVIII sec). Mostra fotografica  5 -27 marzo 2026

Biblioteca Civica “Francesca Calvo”- Sale Storiche

Da giovedì 5 marzo presso le Sale Storiche della Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di  Alessandria sarà visitabile la mostra fotografica Rappresentare l’Universo dedicata a Pietro Maria da Vinchio, frate cappuccino e cartografo del Settecento, figura enigmatica e affascinante che torna oggi alla luce grazie a un meticoloso lavoro di ricerca durato più di un anno. Le foto di Lucio Laugelli illustrano le opere del frate, mappamondi e sfere celesti realizzati come vere e proprie opere d’arte. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Davide Lajolo onlus, con il supporto del Centro Servizi per il Volontariato di Asti e Alessandria, unisce storia, arte e memoria locale in un percorso espositivo che racconta la genialità di un uomo capace di coniugare scienza e bellezza.

Pietro Maria, originario di Vinchio e attivo tra Casale Monferrato e Alessandria, fu autore di splendidi globi celesti e terrestri, opere di rara precisione tecnica e di notevole valore estetico. Realizzati in cartapesta, gesso e inchiostro tra il 1739 e il 1751, raffigurano la volta celeste con costellazioni, figure mitologiche e segni zodiacali, e la Terra così come era conosciuta nel Settecento: con Europa, Asia, Africa e Americhe, ma senza la costa orientale dell’Australia, scoperta solo vent’anni dopo la morte del frate. L’esposizione, che presenta anche le immagini dei due globi della Biblioteca del Seminario Vescovile di Casale Monferrato, è stata allestita nelle sale che ospitano la sfera terrestre conservata presso la Biblioteca Civica di Alessandria, per favorire la contestualizzazione dell’opera nell’ambito della produzione del frate cartografo in occasione delle visite guidate e delle iniziative didattiche. La mostra costituisce l’avvio di un percorso di valorizzazione delle due sfere appartenenti alle collezioni civiche, che si completerà con una tavola rotonda il 19 marzo prossimo presso la Sala convegni del Museo Civico di Palazzo Cuttica.

La mostra sarà visitabile negli orari di apertura al pubblico della Biblioteca Civica: dal  lunedì  al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.00, il martedì e il giovedì anche dalle ore 14.00 alle ore 18.00. Ingresso libero

 

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Azienda Speciale “Costruire Insieme”

 

Galleria Simóndi. Rêverie, mostra collettiva a cura di Matilde Vitale, con opere di Chiara Baima Poma, Luca De Angelis, Olmo Erba, Giuseppe Mulas e Morigen Yan. 

INAUGURAZIONE

giovedì 5 marzo 2026, 18—21

DURATA

06.03—24.04.2026

(Giuseppe Mulas, Sognare la notte, 2026, acrilico, olio, spray, pigmento puro su tela di lino, 180×200 cm – ph Mattia Giordano)

Con la rêverie si entra in una dimensione altra, in cui la razionalità cede il passo all’immaginazione e il sogno ad occhi aperti diventa uno spazio per pensare la realtà più liberamente. È un territorio poroso che affiora, si trasforma e risuona interiormente, dove i confini tra interno ed esterno, tra reale e surreale, si fanno labili. Questo fantasticare è un fenomeno ampiamente discusso e approfondito dal filosofo Gaston Bachelard nel saggio La poetica della rêverie (1960), in cui scrive: “La rêverie ci mette nello stato di un’anima che immagina”, descrivendo un modo per abitare il mondo attraverso le rappresentazioni piuttosto che attraverso i concetti. La rêverie non spiega, non dimostra: evoca.Nasce così, su questa ispirazione, una mostra dedicata ai nuovi orizzonti della pittura, caratterizzata dall’attesa e dall’ascolto, da silenzi che invitano lo sguardo a sostare e a perdersi. Elementi naturali, animali, figure, atmosfere sognanti e fantastiche sono al centro dello spazio espositivo. Le opere in mostra si collocano in una soglia intermedia, dove gesti minimi e pratiche solitarie si manifestano in un tempo dilatato. Nella rêverie l’immagine non chiede di essere decifrata, ma vissuta come esperienza.In questo contesto, anche la simbologia animale assume un ruolo significativo: espressione universale e antica, essa associa tradizionalmente qualità umane, divine o morali a diverse specie, riflettendo le culture, le religioni e le paure dell’uomo. Allo stesso tempo, la vegetazione trascende la sua sfera rappresentativa e si anima di una presenza autonoma. Animali e natura si manifestano in modo evocativo e poetico, diventando capaci di incarnare metamorfosi e desiderio, e di condurre lo sguardo in uno spazio sospeso tra reale e sognato.

In Rêverie le opere di Chiara Baima Poma, Luca De Angelis, Olmo Erba, Giuseppe Mulas e Morigen Yan entrano in dialogo, costruendo un campo di risonanze più che di significati univoci. 

 

Rassegna Casa Accademia. La nuova stagione espositiva al Pastis di Torino

Giovedì 11 Marzo 2026 alle ore 18.30, il locale Pastis, situato in Piazza Emanuele Filiberto, ospiterà la prima mostra della stagione espositiva di Casa Accademia 2026, progetto in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti e l’Associazione Culturale Azimut.

Come  nei precedenti anni, questo progetto offre una vetrina privilegiata per le opere degli studenti dell’Accademia, con un ciclo di mostre da Marzo a Luglio 2026, curate dal corpo docente.

Il progetto

Il progetto Casa Accademia si inserisce nella vocazione di disseminazione delle proposte artistiche degli studenti all’interno della città, promossa dal Direttore dell’Accademia, Salvo Bitonti, in sintonia con la vocazione complessiva delle Istituzioni AFAM, e si propone di rafforzare il legame tra giovani artisti e il tessuto culturale torinese, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire nuove proposte artistiche in un contesto dinamico e stimolante.

Nato come un progetto promosso dal compianto Edoardo Di Mauro, critico d’arte militante, talent scout e già Direttore e Vicedirettore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Casa Accademia si propone di essere un ponte tra la formazione e le professioni creative e artistiche, dando la possibilità ai migliori studenti dell’Accademia di fare esperienza e muovere i primi passi nel circuito dell’arte contemporanea torinese.

Ogni mostra sarà curata dai docenti dell’Accademia, affiancati da uno studente o un ex studente in qualità di assistenti curatori, favorendo così un’esperienza formativa diretta nel campo della curatela artistica oltre che nel campo della realizzazione dei lavori artistici veri e propri.

Le mostre inaugureranno nei giovedì indicati alle 18.30 e dureranno fino a domenica con oraro 18.00 – 22.00 Tutte le mostre avranno luogo nella sede della Conserveria Pastis – Piazza Emanuele Filiberto, 11, Torino –