A MONTALDO SCARAMPI CONSEGNATE Piante ‘da tartufo’
Sabato scorso nel cortile della sede dell’Unione Collinare Valtiglione a Montaldo Scarampi si è svolta una bellissima iniziativa. ll Sindaco dí Azzano Claudio Carretto (Assessore dell’Unione), il Sindaco Daniele Prasso (Presidente dell’Unione) e i Sindaci dei Comuni facenti parte dell’Unione , che hanno creduto in questo progetto, fondamentale per la tutela delle nostre eccellenze, promossa dalla Comunità Collinare Val Tiglione e Dintorni erano presenti. Si ringraziano gli assessori regionali Marco Gabusi e Debora Biglia per la presenza costante e attenzione al nostro meraviglioso territorio. La nostra storia profuma di tartufo. Si è raccontato il futuro di pioppi, salici, querce e carpini micorrizati al Tuber Magnatum Pico per dare nuova vita alle tartufaie. Si sono consegnate ai Comuni aderenti le nuove piante micorrizate per la produzione del Tuber Magnatum Pico. Le nostre tartufaie naturali soffrono per l’invecchiamento e il cambiamento climatico. Piantare oggi pioppi, salici, querce e carpini significa garantire che, tra 5-6 anni, la nostra terra continui a regalarci il suo “oro bianco”. Non è solo agricoltura: è difesa della nostra identità e della nostra storia. Tradizione che si rinnova. Radici che guardano avanti. Una goccia d’acqua nel mare? Forse. Ma è proprio da queste gocce che nascono i cambiamenti veri. Il tartufo non è solo un prodotto d’eccellenza: è tradizione, è storia, è identità del nostro territorio. Eppure le piante invecchiano, la siccità e i cambiamenti climatici mettono a dura prova le nostre tartufaie naturali. Per questo investire oggi, significa guardare al domani. Le nuove piante – fornite dai Vivai Roagna – sono pioppi, arbarin, salici, querce e carpini: specie selezionate perché possano iniziare a dare i primi frutti, nella speranza che vengano curate e valorizzate nel tempo. È un gesto che parla alle giovani generazioni: seminare oggi per raccogliere domani. Perché il nostro territorio si difende anche così, con scelte lungimiranti e con la volontà di custodire ciò che ci rende unici. Investire nel futuro: nuove radici per il nostro Tartufo Bianco. L’intervento di un tartufaio ha ribadito che i tartufi per nascere hanno bisogno di piante che siano produttive. Le piante sono coltivate in vivaio, ma arrivano da piante tartufigene, piante vecchie che fanno i tartufi. Vengono presi i polloni, poi vengono ovviamente piantate in vivaio e viene così costruita la pianta di 2 anni. Il classico arborin piemontese è una pianta tartufigena per eccellenza che purtroppo quest’anno non ha prodotto tanti tartufi,ma questo non dipende dalla pianta in sé, ma dal clima e anche dalla zona. E grazie anche ai trifulau e ai loro cani, perché senza di loro non possiamo apprezzare questo prezioso fungo sotterraneo (ipogeo) molto pregiato, appartenente al genere Tuber, che vive in simbiosi con le radici di alberi come querce e tigli, formando una partnership per scambiare nutrienti.
Alessandra Gallo


