PERSONAGGI NOVARESI 25. GUIDO DEI CONTI DI BIANDRATE

Stemma dei Biandrate
I Conti di Biandrate furono una famiglia di conti del Medioevo, che prende il nome dal paese di Biandrate nella provincia di Novara (nella foto stemma della famiglia). Ebbero probabilmente origine da un ramo della famiglia dei Conti di Pombia, probabilmente originaria della zona di Vienne in Francia e giunta in Piemonte durante il Regno di Ugo di Provenza (anche se altri ritengono fossero discendenti del marchese Ardoino Glabrione). La discendenza dei Conti di Biandrate ebbe origine da Uberto II, figlio di Uberto detto “il Rufo”, mentre dai suoi fratelli Adalberto e Guido I discesero rispettivamente le stirpi dei Conti da Castello e dei Conti del Canavese. Dopo Uberto II e dopo suo figlio Ottone, la discendenza giunge ad Alberto I di Pombia/Biandrate, che in un documento del 1093 si qualifica come Conte di Biandrate, titolo che, dopo di lui, porteranno tutti i suoi discendenti (nella foto uno dei castelli dei Biandrate).
Guido, il figlio di Alberto, rimase orfano molto piccolo. Qualcuno ha sostenuto che avesse circa 5 anni nel 1119, quando la madre, ricordata come Contessa di Biandrate, senza precisazione del nome, partecipò all’assedio di Como del 1119 in aiuto dei Milanesi e circa 13 nel 1127, quando la stessa madre, sempre con Guido, prese parte all’attacco finale contro la città. Quindi con una data di nascita intorno al 1114. Non si conosce la data del suo matrimonio, ma se nel 1158 uno dei suoi figli era già suddiacono della Chiesa romana e in età da essere eletto arcivescovo di Ravenna, la sua nascita sembra doversi anticipare a prima del 1114. Guido sposò nel 1142 una sorella di Guglielmo III del Monferrato, quindi una figlia del marchese Ranieri. Ebbe i seguenti figli: Ranieri o Raniero, Guido IV, Ottone II, Guglielmo, Uberto IV, Lanfranco, Ruffino.

Castello dei Biandrate di San Giorgio Canavese
Guido III di Biandrate ebbe un ruolo importante nella storia del suo tempo. Con lui la famiglia incrementò notevolmente il proprio potere e i propri domini. Il matrimonio con la sorella del marchese Guglielmo di Monferrato fu molto importante perché univa due delle più potenti famiglie dell’Italia settentrionale, unite tra l’altro nella politica filoimperiale. Inoltre Guglielmo aveva sposato una sorellastra di Corrado III di Svevia, zia quindi del futuro Federico I. Già alleato di Lotario III, morto questi e succedutogli Corrado III (nella foto una sua miniatura), nel 1138 Guido andò in Germania per rendergli omaggio e ottenere la conferma dei suoi beni. Nel 1141 è tra i testimoni del diploma imperiale in favore di Ranieri di Bulgaro. All’inverno 1140/1141 sarebbe datato il privilegio di Corrado III in suo favore che testimonia la vastità dei possessi del Biandrate e cioè tutto il Novarese ad eccezione di Novara, tutta l’Alta Val Sesia, la Val d’Ossola, la riva del Ticino da Sesto Calende a Cerano più le regalie di Castano e Lonate. Partecipò alla seconda crociata insieme a Guglielmo di Monferrato ed è anche possibile che Guido abbia seguito l’imperatore Corrado III di Svevia nel fallito assedio di Damasco e sia tornato con lui in Europa nell’autunno 1148.
Morto Corrado III il 15 febbraio 1152, nel marzo 1152 assistette all’incoronazione di Federico Barbarossa (nella foto), che lo zio Corrado III aveva nominato proprio erede. Da questi ottenne la conferma di tutti i suoi beni. Anzi i suoi possedimenti risultano ampliati; si aggiungono infatti numerosi beni nel Chierese. Il Biandrate possedeva oltre agli altri territori tutto il comitato di Novara esclusa la Città ed era questo il problema principale dei suoi rapporti con Milano. I Biandrate erano già legati a Milano da prima, come dimostra la presenza all’assedio di Como della vedova di Alberto. Il rapporto si sviluppò ulteriormente con Guido, che cercò di rafforzare ed estendere il dominio della famiglia. Egli credette di potersi servire di Milano per frenare il pericolo rappresentato dai nascenti comuni posti nei suoi territori. I Milanesi, da parte loro, dovevano ritenere utile appoggiarsi a quella potente famiglia feudale per estendere la propria influenza verso il Piemonte e le città piemontesi.

L’Imperatore Corrado III
Nel 1154 Guido ospitò il nuovo imperatore con tutta la corte nel suo castello di Biandrate, dove Federico rifiutò l’accordo proposto dagli ambasciatori milanesi. Seguì la distruzione di Momo, Trecate e Galliate, avamposti di Milano. Nel febbraio 1156 Guido è a Francoforte dove ottiene un diploma imperiale. L’imperatore oltre a prendere il Biandrate sotto la sua protezione e a confermargli tutti i beni e diritti già concessi gli riconosceva il comitato e vescovato di Novara e inoltre altri privilegi anche nei vescovati di Vercelli e Ivrea, trasformando il semplice dominio in potere concreto. Tornato Federico in Germania, i Milanesi passarono all’offensiva nella valle di Lugano e verso il Novarese.
Sconfitti i Pavesi, passavano il Ticino. Allora i Pavesi, il marchese Guglielmo di Monferrato, Obizzo Malaspina e altri sette conti e marchesi si riunirono a Vigevano. A questo punto i Milanesi posero il Biandrate a capo del loro esercito per l’assedio contro Vigevano che venne conquistata il 18 giugno. Si poteva parlare di un tradimento di Guido verso l’imperatore, ma il fatto si spiega solo con l’interesse reciproco. Milano voleva avere un abile condottiero per le sue truppe, staccando così il potente signore dai suoi alleati, mentre il Biandrate non voleva inimicarsi Milano da cui dipendeva per una grande parte del suo territorio. Nelle imprese condotte dai Milanesi nei mesi successivi Guido non compare più, così come non era presente alle dure trattative imposte dai Milanesi dopo la resa. Invece il 4 novembre 1157 era di nuovo presso l’imperatore, in Borgogna, insieme con Guglielmo di Monferrato e i vescovi di Trento, Spoleto, Treviso, Ivrea e Novara, probabilmente per preparare la nuova spedizione italiana dell’Imperatore.
Nel 1158 Federico Barbarossa assediò Milano e il Biandrate persuase i Milanesi a sottomettersi a Federico. Pare che a partire dal 1165 poi Guido cessi ogni attività politica di rilievo e che egli sia stato a poco a poco sostituito dai figli che già avevano cominciato a figurare negli atti imperiali. Nel 1168 i comuni della Lega Lombarda sconfissero l’imperatore, che fu salvato e ospitato dai Biandrate nel loro castello di Monteacuto d’Asti, mentre le milizie della Lega distrussero Biandrate e il suo castello che non risorse più. Poco dopo Guido deve essere morto.
In sintesi i Conti di Biandrate furono una potente famiglia feudale che ebbe grandi possessi nel Novarese, in Val Sesia, nel Canavese e nel Vallese. Certo nel periodo in cui godette del favore dell’Imperatore Federico I acquisì grande potenza, ma in seguito, quando i comuni della Lega vinsero e la stessa famiglia fu divisa in più rami, la sua potenza si ridusse notevolmente. Ottone, figlio di Guido, nel 1170 doveva giurare la cittadinanza di Vercelli e nel 1202 i conti dovevano in una convenzione riconoscere l’autorità del Comune di Novara.
Nel 1926, con sua deliberazione, il Commissario Prefettizio di Novara, in ricordo dell’importanza storica della famiglia nel Novarese, intitolò quella che era chiamata fino ad allora la “Via vecchia per Biandrate”, nel quartiere di Santa Rita, ai “Conti di Biandrate”.
Enzo De Paoli




