LE PERLE NERE DELLA MUSICA a cura di Edoardo Ferrati
OSN Trilogia romana di Respighi

Ottorino Respighi
Le fontane di Roma (1916) La fontana di Valle Giulia all’alba / La fontana del Tritone al mattino (La fontana di Trevi al meriggio / La fontana di Villa Medici al tramonto I pini di Roma (1924) I pini di Villa Borghese / Pini presso una catacomba / I pini del Gianicolo / I pini della via Appia Feste romane (1928) Circense / Giubileo / L’ottobrata / La Befana
ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE RAI diretta da ROBERT TREVINO
registrazione: Torino, Auditorium “Toscanini” RAI, novembre 2022
etichetta discografica: Ondine ODE 1425-2 (CD) durata: 1h.06’27”
Tra tutti i compositori della cosiddetta “Generazione dello Ottanta” che nell’Italia del primo ‘900 proposero un rinnovamento del linguaggio musicale europeo. Ottorino Respighi (1879-1936).esempio di maggiore respiro culturale europeo.
Dopo gli studi musicali presso il Conservatorio di Bologna con Giuseppe Martucci e luigi Torchi, nel 1900 fu a San Pietroburgo per seguire i corsi di Rimskij Korsakov, due anni dopo si trasferì a Berlino per perfezionarsi con Max Bruch, Nel 1913 rientrò in Italia dedicandosi all’insegnamento e poi dal 1925 solo alla composizione.
La sua produzione sinfonica coniuga il senso della natura, l’interesse per l’animo e le tradizioni popolari e il gusto delle antiche forme liturgiche del canto gregoriano con ampi richiami alla contemporanea cultura musicale europea.
In questo contesto nasce il ciclo dei poemi sinfonici romani in cui Respighi, sfruttando le sue straordinarie doti di orchestratore. riporta le sensazioni provocate nella visita alla città di Roma Accanto all’animo popolare romano troviamo citazioni dalla coeva cultura europea. La fontana di Villa Giulia ricorda il ruscelletto della “Moldava” di Smetana; la fontana di Trevi ha assonanza con “La Mer” di Debussy- Tra i pini del Gianicolo si sentono le favole di “Ma mére l’Oye di Ravel, il “Petroushka” di Stravinskij, impazza sia piazza Navona che a Villa Borghese, mentre lo spirito de “Le sacre du Printemps” è presente nei Circense e nell’Ottobrata. Il ritmo ostinato della marcia nei pini della Via Appia, abbinata sl suo clamoroso crescendo che richiama il Boléro di Ravell. La trilogia vanta una lunga vita discografica con proposte affidate alle più celebri orchestre e ai direttori più blasonati.
L’etichetta finlandese Ondine immette sul mercato una uscita tardiva che s’inserisce nella zona alta della discografia. Il direttore statunitense Robert Trevino impone alla trilogia il gioco sapiente dei colori e dei timbri dove emergono gli interventi dei legni. Il tutto racchiuso in un calore espressivo che non rinuncia alla finezza de tratteggio Un banco di prova per saggiare la bravura delle prime parti dell’OSN , mostrando così di conoscere davvero il colore e l’accento specifico dei canti popolari citati.
Accurata la resa tecnica della registrazione che permette di apprezzare nei particolari le qualità di un disco che si inserisce in una lista di interpretazioni memorabili senza il timore di sfigurare e con la certezza d’imporsi in un posto di primo piano.


