PERSONAGGI NOVARESI 28. UGO FERRANDI, ESPLORATORE E GEOGRAFO

Ritratto di Ugo Ferrandi
Ugo Ferrandi (nella foto) è conosciuto come uno dei più grandi geografi-esploratori del Novarese e tali esplorazioni furono estremamente importanti per il consolidamento e la penetrazione coloniale italiana in Africa orientale. Anzitutto quindi esploratore e poi anche funzionario governativo, nacque a Novara il 6 gennaio 1852 da una ricca famiglia di proprietari terrieri. Dopo i primi studi compiuti a Novara alla scuola tecnica e all’istituto tecnico, frequentò l’istituto nautico di Genova, diventando a ventidue anni capitano di lungo corso nella marina mercantile.
Lasciò presto l’attività in marina, diventando agente nella società Bienenfeld, che aveva sedi in Aden e nell’Harar. Stabilitosi sulla costa somala, fu impegnato in commerci costieri a Mogadiscio ed in Arabia. Venuto a conoscenza della partenza dall’Italia della spedizione del generale Alessandro Asinari di San Marzano per vendicare l’eccidio di Dogali, lasciò la Somalia e andò in Eritrea, dove lavorò come consigliere e corrispondente di diversi giornali. Rimase in Eritrea fino al maggio 1888. Nel febbraio 1889 lavorò nell’Harar, da dove inviava informazioni alla Società d’Esplorazione Commerciale di Milano. La Società gli affidò poi il compito di effettuare ripetuti viaggi di conoscenza della costa somala. Visitò tutti gli scali di quella costa fino a Brava, arrivando quindi al corso del fiume Giuba. L’esplorazione era finalizzata ad acquisire le conoscenze necessarie per una futura penetrazione politica ed economica nell’interno della Somalia.
Tra il 1880 e il 1887 venne iniziato in Massoneria nella Loggia Ugo Foscolo di Novara. Nel 1893 fu incaricato, sempre dalla Società milanese, di effettuare una ulteriore esplorazione della zona d’accordo con la Società Geografica Italiana. Entrato a servizio della Società colonizzatrice del Benadir, in Somalia, partecipò alla cosiddetta spedizione Bottego-Ferrandi e raggiunse Lugh nel 1895, dove organizzò una stazione commerciale italiana della quale fu posto al comando.

Tomba di Ugo Ferrandi
Ferrandi si stabilì temporaneamente in tale cittadina e organizzò le difese dagli attacchi degli Abissini, tanto da meritarsi la medaglia d’argento al valor militare. Rimase in quella città fino al 1897. Terminato l’incarico non lasciò la Somalia, ma vi rimase per alcuni anni ancora al comando della stazione di Bardera, dove fu impegnato nell’amministrazione e in numerose azioni militari. Nel 1910 tornò a Lugh e tre anni più tardi fu nominato dal Governo Commissario dell’Alto Giuba ed in seguito della Somalia settentrionale. Inviato per l’ultima volta in Somalia dal Governo italiano nel 1923 per svolgere delle delicate trattative diplomatiche con i ras locali, approfittò di questa circostanza anche per effettuare alcuni rilievi aerei su quei territori.
Superati i settant’anni, rientrato definitivamente in Italia nel 1924, morì a Novara il 25 ottobre 1928, dopo aver donato i suoi oggetti e cimeli provenienti dai paesi da lui visitati alla Città. Il Museo di Storia Naturale cittadino (ora Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi) gli dedicò una sala nella quale il suddetto materiale venne esposto al pubblico.
Lasciò alla sua città anche una copiosa biblioteca di circa ventimila volumi, attualmente depositata presso la Biblioteca Civica Negroni. Di lui ci sono rimaste, insieme con la documentazione che si conserva in numerosi archivi pubblici e privati, due ampie relazioni: “Itinerari africani. Da Lugh alla costa” (aprile 1897), pubblicata a Novara nel 1902 e “Lugh. Emporio commerciale sul Giuba” edita a Roma nel 1903, a cura della Società geografica italiana. Un intero capitolo è dedicato alle popolazioni locali, con particolare attenzione alle loro credenze religiose, agli usi nuziali e funebri, alla vita sociale, all’organizzazione politica, alle espressioni più significative della loro tradizione folklorica. Interessanti anche le corrispondenze inviate dal Ferrandi al giornale “La Concordia” di Novara, relative ad un viaggio compiuto in Egitto nel 1881, e al giornale “Roma” di Napoli fra il 1887 e il 1888, mentre era al seguito della spedizione in Eritrea del generale San Marzano.
In suo onore nel 1933 il Governo italiano impose il cambio di denominazione del paese di Lugh in “Lugh Ferrandi”. A Novara invece il 30 dicembre 1939 gli fu dedicata l’intitolazione di quella che allora era denominata “Via dei Quartieri spagnuoli”, nel centro storico.
Fu sepolto nel cimitero di Novara in una tomba a terra (nella foto) per sua precisa volontà e nel suo testamento aveva anche disposto: “nessun monumento deve essere elevato sulla mia tomba. Una semplice croce latina in pietra. L’iscrizione non deve portare che il mio nome e cognome, la data di nascita e della morte e la sigla PX (PAX)”. E così fu. Ugo Ferrandi fu sepolto a terra in una semplice tomba accanto a quella della madre.
In via Ravizza 5, nel centro storico novarese, si può vedere, in suo ricordo, una lastra marmorea con una lunga iscrizione e con il suo volto in bronzo, modellato dal novarese Edoardo Tandardini nel 1931 (nella foto).
Enzo De Paoli


