“Negozianti ed attività produttive di Pino Torinese cornuti e mazziati”
Alessandro Musso già a fianco dei commercianti per la protesta contro l’aumento esponenziale della TARi ha scritto a 100torri una lettera che pubblichiamo.
“Un paio di settimane fa mi sono fatto “portavoce” del malcontento di larga parte dei commercianti del centro di Pino Torinese, da mesi in difficoltà a causa del cantiere di via Roma.
Una situazione pesante per le attività produttive che denunciano importanti riduzioni di fatturato.In questi giorni mi sono imbattuto, su Facebook, in una pagina dedicata a Pino Torinese in un post che annunciava l’arrivo in paese di una iniziativa chiamata Alveare che dice sì.
Incuriosito ho approfondito la notizia e ho scoperto la nascita di questa centrale di acquisti che si compone di produttori di generi alimentari di vario tipo.
Con mia sorpresa però, scorrendo l’elenco nessuno di questi risulta attivo a Pino Torinese.Chi vuole acquistare i prodotti del paniere Alveare può andarli a ritirare presso la sede dell’associazione pinese Di tutti i colori.
Trovo questa situazione quanto mai bizzarra e contraddittoria.
Personalmente e per quanto possibile, cerco di acquistare nei negozi del paese per supportare l’economia locale.Pertanto mi domando come si possa pensare, in un momento così delicato per il commercio pinese, di mettere in piedi un’iniziativa che favorisce produttori esterni a scapito di quelli presenti sul territorio comunale.
Inoltre mi domando come possa un’associazione, in questo caso Di Tutti i colori, che riceve finanziamenti dal Comune di Pino, supportare chi viene da fuori invece di promuovere i nostri esercenti.
L’iniziativa dell’Alveare si aggiunge, ad una precedente (i Gas = gruppi di acquisto solidale) che ho scoperto approfondendo sull’Alveare, anche quella certo non favorevole alle attività produttive e commerciali del nostro paese.
Da cittadino pinese mi domando: perchè supportare mediante un’associazione di Pino commercianti che non risiedono nel comune, facendo concorrenza ai nostri esercenti? Esiste un assessore delegato al commercio. È al corrente dell’iniziativa Alverare che dice sì? Gli sta bene? Nel caso, però, coerenza vuole che se non si lavora nell’interesse del commercio e non lo si difende, ci si fa da parte e si lascia a chi ha a cuore il paese e la sua economia locale.
Da troppi anni il commercio a Pino è in grande difficoltà ma non esiste un piano strutturato di sostegno composto da incentivi fiscali ed eventi di promozione del commercio e del territorio.Ogni attività commerciale che chiude è una perdita secca per le entrate comunali oltre che un grave danno di immagine per il paese.
La desertificazione significa perdita di valore degli immobili, fuga delle famiglie e scarsa presenza dei giovani, nuovi consumatori e fonte di sviluppo della nostra società.”


