SORPRESE DI ARTE E STORIA CHIERESE. Le immagini dei Santi Giuliano e Basilissa nel Duomo

(Seconda puntata)

Numerose sono le immagini dei due Santi patroni della campagna che si conservano nel Duomo di Chieri. Le prime che vengono in mente sono le due che,  separate e incorniciate da eleganti colonnine scannellate (fig. 1), compaiono sul rivestimento d’argento dell’urna delle loro reliquie. Quella di destra rappresenta i due Santi a figura intera, con Santa Basilissa che tiene in mano la palma del martirio e San Giuliano che, vestito da militare, con la mano destra regge anche lui la palma simbolo del martirio e con la sinistra brandisce la spada. Nell’immagine di sinistra si vede l’arrivo davanti al Duomo di Chieri del carro trainato dai buoi con sopra l’urna dei due Santi e la scritta: “Inventio Sanctorum Juliani et Basilissae. Corpora per boves conducuntur sine viatore ad templum Divae Mariae  de Scala. (Ritrovamento dei Santi Giuliano e Basilissa. I loro corpi vengono condotti dai buoi, senza conducente, al tempio della Beata Maria della Scala)”.

 

Dal verbale della riunione del Consiglio comunale del 17 marzo 1681 sappiamo che a partire dalla fine del Seicento La scena del ritrovamento della tomba dei due Santi nella campagna ai confini di Chieri con Andezeno era raffigurato anche sulla sinistra della facciata del Duomo. In quella data, infatti,  “… li signori Ufficiali e Consiglieri come sopra congregati hanno risolto che…  si dipinga l’invenzione dei Santi Giuliano e Basilissa li cui corpi si conservano nella cappella dei Santi in detta Chiesa… ” . Probabilmente alla fine dell’Ottocento l’affresco era scomparso ma ne restava la memoria. Forse fu per questo che  il conte Edoardo Arborio Mella, curatore dei restauri del Duomo, nelle lunette che sovrastano le porte laterali della facciata, dal  pittore Enrico Gamba fece dipingere i busti dei due Santi: quello di  San Giuliano sopra la porta di destra (fig. 2); quello di Santa Basilissa sopra la porta di sinistra (fig. 3): due immagini scolorite per le intemperie, ma ancora sufficientemente leggibili.

Antonio Mignozzetti

(Continua)