PIEMONTE ARTE: PITTARA A SALUZZO, PREMIO CHIERI ARTE, FAVARA E ALLEVA A NOVARA, CERAMICHE SONORE A CASTELLAMONTE, SACCOMANDI…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
SALUZZO. 49ª MOSTRA NAZIONALE DELL’ANTIQUARIATO
dal 23 maggio al 2 giugno 2026
Castiglia, Salita al Castello – Saluzzo
Inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18
Curatore: Franco Brancaccio
La Mostra sarà occasione per inaugurare la nuova esposizione permanente del quadro di Carlo Pittara “Fiera di Saluzzo” oltre alla collaterale dedicata alla paesaggistica del ‘600 e ‘700
Saluzzo celebra il bello che non invecchia mai. La 49° Mostra Nazionale dell’Antiquariato, evento di punta di START Storia e Arte a Saluzzo, che dal 23 maggio al 2 giugno trasformerà la Castiglia in uno scrigno di meraviglie antiche.
La 49° edizione della Mostra Nazionale dell’Antiquariato si prolunga in questa edizione fino alla Festa della Repubblica: dieci giorni di immersione totale nella storia, un lungo ponte festivo che permetterà ai visitatori di perdersi tra le sale medievali della Castiglia e di ammirare pezzi unici che attraversano i secoli.
«Il gusto e la definizione di bellezza cambiano negli anni», spiega il curatore Franco Brancaccio, all’ottavo anno consecutivo alla guida della mostra, «ma Saluzzo resta una nicchia dove la tradizione ha radici profonde e l’attenzione all’arte antica non è mai venuta meno». La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Amleto Bertoni con il patrocinio del Comune di Saluzzo, conferma il suo ruolo nel panorama nazionale dell’antiquariato, collocandosi accanto alle più prestigiose rassegne italiane. Dopo anni di crescendo e consolidamento, la Mostra si presenta come un appuntamento imperdibile per collezionisti, appassionati e semplici curiosi.
Venti tra le più importanti case antiquarie italiane e internazionali animeranno gli spazi aulici del Castello dei Marchesi.
Tra queste: Ars Antiqua di Milano, Arte Torino, Galerie Saint Laurent dalla Francia, Novarino Fine Art, Antichità Fabrizio Fallavena da Cento, Antichità La Pieve da Sabbio Chiese, e molte altre provenienti da Genova, Torino, Pinerolo, fino ad Aversa.
Una selezione accurata che garantisce qualità e varietà, capace di raccontare epoche, stili e territori diversi attraverso mobili, dipinti, ceramiche, oggetti preziosi.
Anche nell’edizione 2026 spicca il ruolo dell’antiquariato da giardino, un’intuizione ispirata da Paolo Pejrone, storico del giardino e architetto di fama internazionale, resa possibile grazie alla collaborazione con Silvio Armando.
Il cortile interno della Castiglia si trasformerà in uno scenario suggestivo dove pietra, marmo e ferro battuto dialogheranno con la storia del luogo, offrendo uno sguardo inedito sulla bellezza degli spazi esterni e sull’arte antica applicata al giardino. Accanto alla mostra principale, la Castiglia ospiterà una mostra collaterale dedicata alla pittura paesaggistica del Seicento e Settecento, con opere provenienti dalle scuole lombarda, veneta, genovese e siciliana. Un percorso parallelo pensato per incuriosire e sorprendere, capace di ampliare lo sguardo del visitatore oltre i confini dell’oggetto d’arredo, verso la rappresentazione della natura e del territorio.
Quest’anno la manifestazione si arricchisce di un evento storico: l’inaugurazione della nuova esposizione permanente del monumentale dipinto di Carlo Pittara “Fiera di Saluzzo” (1880), un olio su tela di dimensioni eccezionali (8,11 x 4,09 metri) che restituisce al pubblico uno spaccato vivido della vita saluzzese di fine Ottocento.
Realizzato nel 1880 per la IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino il grande dipinto rievoca una fiera seicentesca, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, mostrando una parata con cavalieri, personaggi in costume e moltissimi animali a grandezza naturale.
Conservata per molti decenni nei depositi della GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, l’opera è stata esposta tra il 2019 e il 2020 e ha preso corpo il progetto di concederla in comodato d’uso alla Città di Saluzzo che ne ha previsto la presentazione all’interno della Castiglia in un allestimento caratterizzato da elementi multimediali che permetteranno di approfondire i diversi aspetti artistici dell’opera e il suo contesto storico.
In questo dialogo tra opere d’arte antica si inserisce una curiosità che renderà l’edizione 2026 ancora più significativa per gli appassionati di Carlo Pittara: accanto al grande quadro “Fiera di Saluzzo”, i visitatori potranno ammirare un altro Pittara portato da uno dei galleristi della Mostra, Davide Masoero di Secol-Art Torino. Si tratta del “Ritratto di giovane Signora”, un pastello firmato e datato in basso a sinistra “Pittara 1887 Paris”. Non si conosce l’identità della figura femminile rappresentata, ma la qualità assoluta del pastello fa pensare a una committenza prestigiosa concessa all’artista in uno dei suoi frequenti soggiorni parigini. Non di meno importante è la cornice dorata coeva dell’opera che reca a tergo l’etichetta originale dell’artigiano corniciaio, testimonianza preziosa del contesto storico e del mercato artistico dell’epoca.
Informazioni
Sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 20 | Feriali dalle ore 15 alle ore 20
Biglietti – Giornaliero: 10€, ingresso gratuito: fino a 18 anni compiuti
Ridotto 5€: gruppi di minimo 15 persone con guida (previa prenotazione); over 65; tesserati FAI;
possessori della APC GOLD CARD – Associazione Produttori Caravan e Camper
In occasione della 49ª Mostra Nazionale dell’Antiquariato, a Saluzzo dal 23 maggio al 2 giugno 2026, coloro che si presenteranno per la visita del Castello della Manta beneficeranno di una riduzione del 30% sul biglietto di ingresso a quota intera. Non sono inclusi i servizi di visita guidata o servizi attivi in quell’arco di tempo.
Servizio di navetta gratuito nei giorni feriali e festivi: domenica 24 e 31 maggio e martedì 2 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19 (con giri ogni 30 minuti). Percorso: Piazza Montebello – Piazza Buttini – Piazza Castello.
Oltre l’immagine 2026, Premio Chieri Arte, undicesima edizione.
Chieri. Nata come collettiva di Natale dell’Unione Artisti del Chierese, negli anni è evoluta con la caratteristica dell’opera inedita, incentivando la realizzazione di opere nuove finalizzate alla mostra/concorso.
Ogni anno il limite del numero delle opere diventa la dimensione dello spazio espositivo Palazzo Opesso di Chieri, sede ormai storica dell’associazione. Si aggiungono nuovi artisti/soci e se guardiamo gli anni di realizzazione delle opere ci accorgiamo che si consente anche ad artisti di esporre opere magari rimaste nascoste, per vari motivi.
Il concorso si articola su due giurie: quella tecnica, che ogni anno cambia formazione, in modo da non catalogare e inquadrare il concorso, dato che le giurie per natura non possono essere oggettive ma risentono dei vari membri che le compongono. Quest’anno la giuria tecnica è composta da Tegi Canfari, artista chierese, Vittorio Varrè, artista chierese e Giorgio Gatti, fotografo e gallerista chierese
La seconda giuria invece è il pubblico, invitato a votare le cinque opere preferite.
La mostra si è aperta il 16 maggio e si conclude con la premiazione il 14 giugno.
Orario: da lunedì a venerdì ore 16-19. Sabato, domenica e festivi ore 10,30-12,30 e 16-19. Ingresso libero
NOVARA. TRA NATURA E SEDUZIONI. Mostra delle opere di Favara e Alleva presso “Azimut”

Il tormento di Medusa, dipinto di Roberta Favara
Lo scorso venerdì 15 maggio, alle ore 17,00 è stata inaugurata presso “Azimut Novara” (via Canobio 7) la mostra “Tra natura e seduzioni” con opere delle pittrici Roberta Favara e Cristina Alleva. La rassegna, che presenta una selezione significativa dei lavori delle due artiste, è stata curata da Vincenzo Scardigno, con contributi critici di Federica Mingozzi e continuerà fino al 5 giugno.
Per ciò che riguarda Roberta Favara, pittrice esperta decisamente figurativa, benché le sue figure siano sempre simbolo o metafora di concetti di grande profondità, ricordiamo i dipinti ad olio su tela: “Matilde”, “Sensualità porpora”, “Il tormento di Medusa”, “Tra reale e riflesso”, “Il riflesso della speranza”.
Nel dipinto “Il tormento di Medusa” (nella foto) il soggetto richiama immediatamente la figura mitologica di “Medusa”, ora interpretata in una chiave moderna, introspettiva e psicologica, lontana dall’immagine del mostro terrificante dell’arte classica e barocca. In questa interpretazione il dipinto non cattura il momento della pietrificazione e della violenza, ma un istante di profonda e silenziosa solitudine. La malinconia che traspare dal dipinto suggerisce che la sua natura mostruosa non sia una scelta ma una condanna. I serpenti non sono più creature estranee, ma pensieri contorti, ansie e traumi che si affollano nella mente della protagonista. Gli occhi, che nel mito uccidono, qui sono specchi di un dolore introiettato; non guardano lo spettatore per sfidarlo, ma sembrano essere persi nel ricordo di una bellezza perduta e di una ingiustizia subita.
Il lavoro “Il riflesso della speranza” emana invece una atmosfera di profonda melanconia e contemplazione; non c’è azione ma solo la quiete di una osservazione silenziosa. La bambina, simbolo di resilienza, è ferma, composta, quasi solenne di fronte al disastro. Il vestito rosso spicca sullo scenario urbano devastato, reso da una tavolozza di grigi e bruni; il colore rosso è l’unico elemento “vivo” in un mondo monocromatico.

Paesaggio di lago, dipinto di Cristina Alleva
A proposito dell’altra espositrice, annotiamo che Alleva Cristina ha iniziato a dipingere nel 2010 con colori acrilici, poi ha sperimentato il colore ad olio che permette maggiori sfumature e soddisfazione nei risultati finali. All’inizio autodidatta, ha poi frequentato corsi serali di pittura metafisica organizzati da Ezio Saino a Novara e da quel momento ha iniziato a dipingere con passione. Altri suoi maestri sono stati Oronzo Mastro, Vittorio Alfieri e Bernardo Ariatta.
Fin dall’inizio ha prediletto la pittura a spatola. Al proposito l’artista ha dichiarato: ”Questa mia tecnica mi è risultata subito facile e immediata”. Alleva dipinge per lo più paesaggi, a volte nature morte, animali e volti. Nel suo lavoro c’è certamente la ricerca del l’accostamento cromatico. I paesaggi sono ricchi di una esuberanza vitale certamente diversa dalla rappresentazione e quindi dal ricordo di un qualcosa di già avvenuto. Non si tratta quindi di una rigida e ormai definita apparenza compositiva ma di un qualcosa di mutevole in quanto vivo, una somma di variazioni del mondo visibile.
La pittrice riconosce di amare la pittura impressionista e i temi naturalistici, ma riconosce anche dI affrontare con piacere la pittura astratta. In mostra sono presenti in particolare dipinti naturalistici a spatola che richiamano certamente la lezione impressionista da lei tanto amata. Si ricordano tra gli altri i seguenti dipinti a spatola: ”Vegetazione naturale” e “Paesaggio di lago” (nella foto).
Enzo De Paoli
CASTELLAMONTE. MOSTRA “CERAMICHE SONORE”
Sabato 23 maggio 2026, alle ore 16.30, presso il Centro Congressi Martinetti di Castellamonte, saràinaugurata la mostra delle opere selezionate per la quinta edizione del Concorso Ceramiche Sonore 2026, promosso dalla Città di Castellamonte e curato da Giuseppe Bertero.L’iniziativa si inserisce nell’ambito di “Buongiorno Ceramica”, evento promosso da AiCC diFaenza, diffuso tra le sessanta città italiane della ceramica.Numerosi gli artisti partecipanti, presenti con opere di grande valore artistico: non solo semplicifischietti, ma autentiche sculture sonore capaci di coniugare ricerca estetica, creatività esperimentazione acustica. Creazioni originali e suggestive che sapranno stimolare la fantasia deivisitatori, suscitando meraviglia, curiosità e stupore.Ad accompagnare l’esposizione saranno il raffinato manifesto realizzato da Guglielmo Marthyn e ilcatalogo curato da Luca Chiartano, preziosi strumenti di approfondimento dedicati alla mostra e aisuoi protagonisti.Accanto alle opere saranno inoltre presenti pannelli descrittivi riservati agli artisti e alle creazioniesposte, con particolare attenzione alle opere premiate.
La mostra resterà aperta fino al 24 maggio 2026 e riaprirà successivamente in occasione della 65ªMostra della Ceramica di Castellamonte, in programma dal 23 agosto al 14 settembre 2026
COSTIGLIOLE. SERGIO SACCOMANDI. IL TEATRO DELLA PITTURA

A Casa Prunotto fino al 31 maggio, per Costigliole Cultura
AL SALONE DEL LIBRO UNA MONOGRAFIA SUL FUTURISTA DOTTORI
All’interno dell’ampia e poliedrica proposta culturale e letteraria del Salone del Libro al Lingotto, si scopre nello spazio della Regione Umbria una pressante “Chiamata alle Arti”!, caratterizzata dall’approfondita e documentata monografia di Massimo Duranti sull’Aeropittore Futurista Gerardo Dottori (Perugia, 1884-1977), Gangemi Editore International.
Una pubblicazione che è stata presentata alla Libreria OOLP e, successivamente, sempre con Massimo Duranti e la studiosa Sally Paola Anselmo Pinottini, nello stand della Regione Umbria con una significativa partecipazione del pubblico.
E propria Sally Paola Anselmo Pinottini ricorda e sottolinea che “nella storica Galleria d’Arte di famiglia “Narciso” qui a Torino nel 1997 era stata allestita dal professor Marzio Pinottini, in collaborazione con Massimo Duranti e Antonella Pesaola, la prima mostra antologica di questo artista a vent’anni dalla scomparsa del 1977. In questa monografia, ricca anche dei contributi di Andrea Baffoni, Francesca Duranti e Antonella Pesaola, si dà conto
della versalità della stagione Futurista che si è espressa nell’aeropittura, nel nuovo paesaggio moderno, nell’arte sacra, nella pittura murale e nelle arti applicate”.
Un libro e una ricerca in cui è possibile cogliere – rileva ancora la studiosa torinese – “la storia della nascita all’arte dell’uomo Dottori, come già nell’antologica del 1977 alla “Narciso”, dalle opere divisioniste del 1904 come “Fanciulla umbra” alle contestazioni contro l’Accademia di Belle Arti di Perugia, dove poi entrerà docente e direttore, fino alla personalissima cifra futurista di tutte le opere lungo l’arco della sua creatività”.
Apparati storiografici, regesti cronologici, critici ed espositivi completano un pregevole ed esaustivo volume che richiama l’attenzione intorno alla stagione innovativa del movimento Futurista “dai fertilissimi pollini presenti tutt’oggi nella contemporaneità”. Mentre Marzio Pinottini, nel saggio “Il misticismo umbro di Dottori”, ha messo in evidenza che la celebre opera “Trittico della velocità” rappresenta un “esempio paradigmatico della miglior pittura europea”.
A. Mis.
Pastis. Verbo Natura di Maria Chiara Pernici e Nicole Boffa
Selezionate da Domenico Borrelli e Paolo Grassino
A cura di Elisabetta Mottola, Federica Chiesa e Nina Panico Inaugurazione giovedì 21 maggio 2026 dalle ore 18.30
Conserveria pastis, piazza E. Filiberto 11a, Torino

Nicole Boffa, Verbonatura
L’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e il Pastis presentano, all’interno della rassegna Casa Accademia 2026, Verbo Natura di Nicole Boffa (2004) e Maria Chiara Pernici (2001), selezionate dai professori Domenico Borrelli e Paolo Grassino, a cura di Elisabetta Mottola, Federica Chiesa e Nina Panico.
Casa Accademia è una rassegna d’arte, curata da Roberto Mastroianni, che offre una vetrina privilegiata per le opere degli studenti dell’Accademia, con un ciclo di mostre da Marzo a Luglio 2026, curate dal corpo docente. Il progetto Casa Accademia si inserisce nella vocazione di disseminazione delle proposte artistiche degli studenti all’interno della città, promossa dal Direttore dell’Accademia, Salvo Bitonti, in sintonia con la vocazione complessiva delle Istituzioni AFAM, e si propone di rafforzare il legame tra giovani artisti e il tessuto culturale torinese, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire nuove proposte artistiche in un contesto dinamico e stimolante. Nato come un progetto promosso dal compianto Edoardo Di Mauro, critico d’arte militante, talent scout e già Direttore e Vicedirettore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Casa Accademia si propone di essere un ponte tra la formazione e le professioni creative e artistiche, dando la possibilità ai migliori studenti dell’Accademia di fare esperienza e muovere i primi passi nel circuito dell’arte contemporanea torinese.
Lo spazio del Pastis si fa scenario di una bi-personale in cui le due artiste propongono un dialogo sinergico, la cui sintesi dà vita a un ambiente immersivo che, attraverso la decostruzione del linguaggio, opera una riconfigurazione del concetto stesso di natura che assume tratti artificiali.
Il progetto di Maria Chiara Pernici si sviluppa a partire da una riflessione filosofica sull’oggetto-letto, scomponendo la semantica a livello visivo, tramite l’ausilio di vari vocabolari di lingua italiana. Tale processo culmina nella produzione di un video che raccoglie frammenti di visioni dal punto di vista di un uomo disteso: soffitti e cieli, interno ed esterno si alternano, restituendo un insieme eterogeneo di realtà che convergono e si compenetrano.
La riflessione di Nicole Boffa si colloca in tale scenario ed è volta a reinterpretare il concetto di natura attraverso una lente intima ed emotiva. Per l’artista, corpo e natura condividono la stessa identità materica: due entità interconnesse che si configurano come una sola realtà, rivelando una reciproca e totale appartenenza. La traduzione di forme organiche attraverso materiali industriali suggerisce una ridefinizione contemporanea dell’ecosistema naturale.
L’opera appare come una ramificazione che richiama il sistema venoso e si espande lungo le pareti abbracciando lo spazio; si genera così una natura artificiale che ingloba integralmente l’ambiente restituendone le trame vitali.
In questa esposizione la natura viene indagata attraverso due prospettive complementari: una più analitica, legata alla dimensione sociale, l’altra più viscerale, connessa all’espressione del corpo.
Verbo Natura propone una rivoluzione del linguaggio che passa tramite la frammentazione visiva in Metterei le conchiglie dentro i cuscini (2026) di Pernici, diramandosi nelle forme di Foresta Artificio (2026) di Boffa prodotte in poliuretano espanso.
Il percorso espositivo intende delineare, attraverso una duplice prospettiva analitica ed emozionale, un confine permeabile e fluido in cui la dimensione interiore e quella esterna convogliano. La natura, in questo spazio di transizione si tramuta in artificio e il linguaggio, liberato dalle sovrastrutture convenzionali, si fa testimone di un’alterità che rivela la voce della realtà contemporanea.
VERBANIA. TERRE INQUIETE, PERSONALE DI TULLIO PERICOLI
Terre inquiete è la personale di Tullio Pericoli, curata da Elena Pontiggia, allestita alMuseo del Paesaggio di Verbania, sul Lago Maggiore, dal 30 maggio al 1 novembre 2026 nella sede di Palazzo Viani Dugnani (via Ruga, 44).
Terre inquiete presenta la figura e l’opera di Tullio Pericoli attraverso uno dei temia lui più cari e congeniali: quello della natura e del paesaggio. 50 le opere esposte,metà delle quali inedite. A partire dall’immagine-guida della mostra, “L’osservatoredi paesaggi”: un uomo si affaccia su una veduta che diventa spunto per unariflessione sull’attualità.
A lungo noto soprattutto per la sua attività di disegnatore e ritrattista, Pericoli ha in realtà sviluppato fin da ragazzo una coerente ricerca pittorica che ha avuto nel paesaggio il suo centro fondamentale.
Ma l’artista precisa: “I miei non sono quadridi un paesaggista. Uso il paesaggio come una lingua che mi consente di esprimerele mie idee, per parlare anche di quanto sta avvenendo nel mondo”. AggiungePericoli: “Non voglio lanciare messaggi ma capire qualcosa della pittura e farlo ilmeglio possibile. Il paesaggio diventa il mezzo per comunicare le mie sensazioni ela mia inquietudine rispetto alla realtà di oggi. La pittura non deve raccontare inmodo troppo dichiarato ma filtrare il racconto con la complessità e molteplicità disignificato delle immagini”.
Alba. La Biblioteca civica ospita la mostra “L’anima del segno e del colore: percorsi figurativi”
La Biblioteca civica “Giovanni Ferrero” di Alba, da giovedì 21 a sabato 30 maggio, ospita la mostra “L’anima del segno e del colore: percorsi figurativi” degli allievi del CPIA 2 (Centro Provinciale Istruzione Adulti) “Gino Strada” di Alba.
Le opere esposte sono state realizzate dagli iscritti ai corsi di disegno e pittura per adulti organizzati dal CPIA e condotti dalla professoressa Stefania Vergari.
La mostra non è una semplice rassegna di opere, ma il diario visivo di una sfida: quella di imparare a osservare la realtà per poi reinventarla, attraverso la propria singolare sensibilità. Ogni opera esposta rappresenta il risultato di un percorso che parte dallo studio delle tecniche classiche per arrivare alla sperimentazione moderna.
Oltre le abilità tecniche, emerge il vissuto personale degli allievi in un itinerario che tocca diverse corde espressive: la struttura e il volume, la delicatezza cromatica e l’energia della materia.
La mostra sarà visitabile gratuitamente durante l’orario di apertura della biblioteca (martedì, mercoledì e venerdì 9.00-12.30 e 14-18; giovedì 9.00-13.30 e 14.00-19.00; sabato: 9.00-12.30; chiuso lunedì e festivi). Per informazioni: 0173 292468 – biblioteca@comune.alba.cn.it
PIACENZA. “VULNERABILIA”, MOSTRA DI ELISA FILOMENA E MILENA SGAMBATO
23 maggio – 6 settembre 2026
Inaugurazione sabato 23 maggio ore 17.30
Gli spazi al piano terreno della Galleria Biffi Arte accolgono da sabato 23 maggio lamostra bipersonale di Elisa Filomena e Milena Sgambato.
Il lavoro delle due pittrici, di origine piemontese Filomena, campana Sgambato, si sviluppa attorno al complesso tema della vulnerabilità: rispecchiando l’assunto tradizionale per il quale gli elementi più deboli della nostra società sono sentiti e percepiticome vulnerabili, Filomena e Sgambato mettono spesso in scena giovani fanciulle oragazzini ancora in cerca della loro strada nel mondo. Ma anche le due pittrici si sentono vulnerabili, tanto da inserire, tra gli oltre 30 dipinti esposti in mostra, i loro due autoritratti.
La bipersonale si costruisce tramite giochi e rimandi di corrispondenze sui soggetti e i colori.
Nella Sala delle Colonne, Adamo ed Eva di Milena Sgambato e La Processione diElisa Filomena dialogano in rapporto alla creazione dell’essere umano e ai misteri dell’esistenza immersi in un tempo ancestrale. Accanto, un continuo colloquio su questo rapporto tra la natura, il cosmo e l’essere umano.
Nel Salone d’Onore, il ritmo tra le opere si fa più contrastato nella ricerca di temi personali, dove emergono forza vitale eintrospettiva e il tema della vulnerabilità si fa ancora più preponderante. Al centro della sala, due paraventi inediti dipinti dalle artiste, oggetti esili e leggeri per celare e proteggere dagli sguardi altrui.
La mostra prevede anche due piccole e separate personali all’interno delle due Sale del Paradiso: per Elisa Filomena, una raffinata selezione di carte, mentre per Milena Sgambato l’affascinante serie degli Unicorni, ovvero le persone straordinarie, eccentriche e originali, un po’ diverse dal resto del mondo.
Le due artiste, hanno anche numerosi punti di contatto in quella che è la loro ricerca non soltanto tematica ma anche tecnica. Il gesto è veloce, immediato, si lavora spesso per velature e trasparenze, soprattutto nel caso di Elisa Filomena, mentre questo aspetto si notava in particolare nella produzione precedente di Milena Sgambato. L’importante è cogliere il momento presente, la sensazione e la psicologia dei personaggi e della scenaritratta.
Elisa Filomena, mistica, ci parla anche di un mondo fatto di spiriti e di presenze che sembrano sovrannaturali, per quanto proiezioni appartenenti alla mente e al cuore dell’uomo.
Milena Sgambato, invece, concretizza con delicatezza scene di vita anche quotidiana sublimata dalla sua pittura che dona evidenza psicologica e sentimentale ai suoi personaggi.
Una mostra al femminile che solo apparentemente ci parla condelicatezza. Osservando con attenzione tutti i dettagli delle scene ritratte, noteremo anche il perturbante e il misterioso, che appartengono alla nostra esistenza.
Mostra personale “Sextant” dell’albese Walter Accigliaro a Torino
Dal 30 maggio al 12 giugno 2026 è aperta una mostra personale di Walter Accigliaro a Torino. L’esposizione, intitolata Sextant, è allestita nella palazzina ottocentesca del Circolo degli Artisti ai Giardini Reali inferiori (corso San Maurizio, 6). Lo storico organismo associativo, fondato nel 1847 come Ente Morale, dal 2018 è trasferito nell’attuale edificio. Da molto tempo il Circolo degli Artisti ha accolto mostre di notevole rilievo per il Piemonte. Questa esposizione di opere dell’artefice albese ha il patrocinio ufficiale della Città Metropolitana di Torino.
Con la mostra Sextant (il sestante è lo strumento astronomico usato per calcolare la posizione) Accigliaro intende “fare il punto” su alcuni decenni del suo lungo operato artistico. Infatti nell’esposizione, curata da Clizia Orlando (qualificata docente astigiana, critico d’arte e consulente culturale), egli presenta una trentina di dipinti datati dal 1989 al 2025. Si tratta di una sorta di “campionatura” del suo rigoroso operato espressivo, articolato nel tempo tra neo-informale caldo e freddo, elaborazione aniconica, allusione simbolica. Con riferimento a tale ambito artistico, ma più in generale, per Giacinto Di Pietrantonio (Anni Ottanta, 1985) si tratta «di un investimento e di un’investigazione degli strati bassi e limacciosi della coscienza»; inoltre, come enuncia Claudio Cerritelli (Pittura aniconica, 2008), così la «pittura riflette su se stessa». Sono direttrici culturali che possono connotare anche la perdurata ricerca dell’artista albese. Già nel 2008 Clizia Orlando (Intorno alla colonna cosmica), fra l’altro, così aveva scritto per lui: «L’attitudine alla riflessione colta e alla sedimentazione emotiva si rivelano quali componenti essenziali della vocazione artistica di Walter Accigliaro, professate nella sollecitazione dialogica tra intersezioni geometriche e relazioni spaziali».
La documentazione fotografica e la composizione grafica del catalogo sono di Pierangelo Vacchetto. La direzione organizzativa della mostra è di Davide Mabellini, con la collaborazione di Franco Carena. La realizzazione tipografica del catalogo è opera della stamperia Balestra di Alba. La pubblicazione è prefigurata nell’ambito dell’editrice cuneese “Araba Fenice”.
Inaugurazione: sabato 30 maggio 2026, ore 17
Orario di visita alla mostra: dal lunedì al sabato 15,30-19,30
Info: 011/8128718
e-mail info@circoloartistitorino.it
Alba. “Donne” Sculture e disegni di Paolo Spinoglio
Inaugura sabato 23 maggio 2026 alle ore 17.00 la mostra personale di Paolo Spinoglio, ospitata negli spazi della Galleria Focus Tapis, in Via XX Settembre 3 ad Alba (CN).
L’allestimento è curato da Anna Virando. In esposizione sculture in terracotta e disegni dell’artista, in dialogo con i tappeti rari e pregiati della galleria: due mondi artigianali lontani nel tempo ma vicini nello spirito, accomunati dalla stessa cura per la materia e per la bellezza.
Le figure femminili di Spinoglio trovano in questo spazio una casa naturale, circondate dalla bellezza silenziosa dei tessuti che le accompagnano.
Visitabile dal 23 maggio al 21 giugno 2026 — giovedì e venerdì 11.00/18.00, altri giorni su appuntamento al 347 3126085.



