Torino. I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale restituiscono alla Soprintendenza un dipinto del Beaumont e un lampadario della residenza di Palazzo Chiablese mancanti dal 1943
Il giorno 3 luglio 2026, alle ore 15:00, durante una cerimonia tenutasi all’interno del Salone degli Svizzeri di Palazzo Chiablese, sede della Soprintendenza di Torino, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino hanno restituito, alla presenza del Soprintendente, una pala d’altare e un lampadario, provenienti dalla medesima residenza sabauda, dei quali beni si erano perse le tracce sin dal 1943. Le indagini del Nucleo TPC specializzato dell’Arma, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, sono scaturite a seguito della segnalazione ricevuta dagli storici dell’arte della Soprintendenza di Torino, per la presenza sul mercato di un dipinto ovale raffigurante una scena della “Sacra Famiglia”, posto all’incanto presso una nota Casa d’aste piemontese. Nel medesimo contesto, la Soprintendenza torinese, nelle verifiche dei vari beni già provenienti dallo storico Palazzo e nell’ambito dell’attività di tutela a cura dell’Ufficio Esportazione del Mic, individuava nel citato complemento d’arredo acquistato da un noto antiquario torinese all’estero nel 1985 proprio quello già esposto nel cosiddetto “Salotto di Parigi”.
Gli accertamenti svolti dai Carabinier,i unitamente agli storici dell’arte torinesi, hanno ricollocato i due beni all’interno di Palazzo Chiablese almeno fino all’anno 1943, quando a causa dei bombardamenti che colpirono proprio quella dimora, il tondo pittorico era stato trasferito al Castello Ducale d’Agliè – segretamente utilizzato come deposito – per preservarlo dalle conseguenze delle incursioni militari. Dopo il conflitto però, di entrambi i beni si erano perse le tracce.
Nello specifico, il dipinto raffigurante la “Sacra Famiglia”, realizzato dall’artista di Corte sabauda Claudio Francesco Beaumont (Torino, 4 luglio 1694 – Torino, 21 giugno 1766), tra l’altro attribuito erroneamente a una manifattura lombarda nel corso della vendita all’asta, si trovava all’interno della Cappella della Duchessa nel cosiddetto Appartamento d’Inverno della residenza reale di Palazzo Chiablese. Proprio nel 1943 questa Cappella fu distrutta dai bombardamenti e l’opera pittorica, già smontata precauzionalmente, rimane l’unica testimonianza tangibile di quel luogo ormai scomparso.
Il lampadario, di preziosa manifattura francese del 1850, realizzato in bronzo dorato e porcellana dipinta con scenette di genere ispirate ai temi galanti di Antoine Watteau e alle pastorali di François Boucher, fu acquistato a Parigi presso la ditta Manoury in occasione delle nozze di Ferdinando duca di Genova con Elisabetta di Sassonia e posizionato nel Salotto di Parigi, sempre nell’Appartamento della Duchessa. Il manufatto è stato rintracciato all’interno di un’abitazione privata, dove gli eredi di un noto antiquario torinese, avuta conoscenza della pubblica provenienza, hanno inteso immediatamente consegnare il bene alle Autorità perché potesse ritornare al proprio posto.
I beni, restituiti alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Torino, verranno sottoposti a un restauro e collocati nuovamente all’interno del percorso di visita di Palazzo Chiablese, esposti alla pubblica fruizione.
L’attività di restituzione, che rafforza ed evidenzia, ancora una volta, l’attività simbiotica tra i Carabinieri TPC e gli uffici periferici del Ministero della Cultura, si arricchisce in questo caso di un importante gesto da parte di un privato per lo Stato italiano e alla cittadinanza che potrà presto fruire del patrimonio recuperato.



