PERSONAGGI NOVARESI 35. LANGHI MELCHIORRE, FONDATORE DELLA CAPPELLA DELLA CATTEDRALE

Monumento funebre di Langhi

Melchiorre Langhi è stato un importante arcidiacono, mecenate e benefattore del XVI secolo a Novara. Sacerdote, nato a Novara tra il 1470/1475 o, secondo altri, nel 1499, fu canonico a Gozzano. Chiamato a Novara dal vescovo Matteo Schinner, fu arcidiacono della Cattedrale dal 1512 al 1554 e morì nel 1555. Svolse il proprio mandato con serietà ed interesse adoperandosi anche per il miglioramento estetico, con affreschi e pitture di alcune chiese novaresi. Protonotario apostolico, nel 1531 fu nominato da Francesco II economo generale dello Stato di Milano, incarico importante da lui mantenuto fino al 1541 e consistente nella distribuzione dei benefici e delle cariche ecclesiastiche vacanti nello Stato, compito che comprendeva anche una delicata attività di mediazione fra il Duca (o l’Imperatore) e il Papa.

E’ ricordato come il fondatore della Cappella musicale della Città, che andò via via dotandosi di uno dei più ricchi archivi musicali italiani. Alla sua morte lasciò però anche un legato per l’istituzione a Novara della scuola dei “pueri cantores”, cioè la scuola per cantori a voci bianche. Infatti a lui è intitolata l’Accademia Melchiorre Langhi, un coro di voci bianche attivo sul territorio novarese.

La Cappella Musicale del Duomo novarese venne fondata nel 1564 proprio grazie al suo lascito testamentario ed ebbe come primo Maestro di Cappella Michele Varotto. In seguito furono suoi maestri, tra gli altri, il Generali, il Coccia e il Mercadante. Il vasto numero di manoscritti musicali tuttora conservati nell’Archivio Capitolare di S. Maria (oltre 4000) testimonia l’operosità dei maestri di Cappella che si sono succeduti nei secoli.

Particolare della Adorazione dei Magi di C. Piazza

L’attività della Cappella Musicale raggiunse il suo culmine nei primi mesi del 1711, in occasione della traslazione delle spoglie di San Gaudenzio nella Basilica attuale a lui dedicata. In quei giorni Novara divenne una sorta di “capitale” della musica, ospitando i più celebri musicisti dell’epoca.

Un altro periodo della vivacità artistica della Cappella Musicale del Duomo novarese si è avuto nel corso dell’Ottocento, grazie all’attività di maestri di Cappella quali i già citati: Pietro Generali, Carlo Coccia e Saverio Mercadante. Dal 1865, parallelamente alla costruzione dell’attuale Cattedrale antonelliana, è invece iniziata la sua fase discendente, conclusasi nel 1979, anno della morte dell’ultimo Maestro di Cappella, Luigi Sante Colonna. Dal 1995 è rinata per volontà del Card. Renato Corti, allora vescovo di Novara, sotto la direzione di Paolo Monticelli.

Quanto al suo mecenatismo artistico Langhi commissionò importanti opere d’arte. Nel quadriportico del Duomo attuale si trova il suo monumento funebre. In questo l’Arcidiacono viene ritratto non da morto ma a riposo, con un libro in mano (nella foto il monumento di Langhi).

Il monumento è opera di Giovanni Agostino De Busti detto il Bambaia. Il nome di Langhi è legato anche a uno dei dipinti che si trovano tuttora nel Duomo: “L’adorazione dei Magi”, in cui fece ritrarre se stesso e i suoi familiari nei panni dei Re Magi. “L’adorazione dei Magi” fu commissionato contemporaneamente al monumento funebre. Il dipinto fu realizzato fra il 1539 e il 1540 dal pittore lombardo Callisto Piazza, su commissione appunto

Scorcio degli affreschi di Lanino

di Langhi e si trova nella Cappella del Lanino, situata nell’area della sacrestia e degli ambienti storici annessi al Duomo di Novara.

L’esecuzione del dipinto ad olio era collegata alla presenza della Cappella che Langhi possedeva nell’antico Duomo, intitolata proprio ai Re Magi e prima ancora a San Bartolomeo, dove si trovava inizialmente anche il sepolcro (nella foto particolare del dipinto di C. Piazza).

Un altro ritratto di Melchiorre Langhi è inoltre tuttora visibile sempre nella Cappella del Lanino in Duomo. La Cappella era così detta perché lì furono trasportati fra il 1852 e il 1865 gli affreschi di Bernardino Lanino, che erano nella Cappella di San Giuseppe, al momento della demolizione del duomo romanico.

Gli affreschi rappresentano storie sacre e cicli decorativi di grande impatto visivo e vi compaiono ritratti, immagini e memorie storiche legate ai committenti dell’opera, così come appunto nuovamente il canonico Melchiorre Langhi (nella foto scorcio degli affreschi del Lanino).

Con la deliberazione del Commissario Prefettizio n. 385 del 18 novembre 1926 venne mutata a suo nome la vecchia via dell’Ospedale Maggiore, nel quartiere novarese di Sant’Agabio.

ENZO DE PAOLI