PIEMONTE ARTE: STATUE PALAZZO MADAMA, FELICE ANDREASI, TESORI A RANVERSO, GERMINALE, MOTTURA…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

Nuova collocazione per le quattro statue monumentali di Palazzo Madama

Le quattro grandi statue allegoriche posizionate nella Galleria Carlo Emanuele I di Palazzo Madama

 

Sono in corso i lavori di trasferimento delle quattro monumentali statue allegoriche del Buon Governo – Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza – nella Galleria Carlo Emanuele I di Palazzo Madama, dove troveranno la loro nuova collocazione definitiva. La Galleria, ancora interessata dai lavori di musealizzazione e allestimento, sarà aperta al pubblico al termine dell’intervento complessivo.

La movimentazione rappresenta una nuova tappa del grande progetto di restauro e valorizzazione di Palazzo Madama, uno degli interventi più significativi realizzati sull’edificio nella sua storia recente, oltre che uno dei progetti qualificanti del Piano Strategico della Fondazione Torino Musei.

Il progetto è promosso dalla Fondazione Torino Musei con il sostegno determinante della Fondazione CRT, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama, che ha accompagnato e finanziato il grande intervento di restauro e consolidamento della facciata juvarriana.

Un programma che supera la dimensione del restauro monumentale e interviene sui percorsi museali, sulla fruizione e sull’apertura di nuovi spazi, con l’obiettivo di restituire piena leggibilità agli oltre duemila anni di storia racchiusi nel Palazzo e rafforzarne il ruolo di Museo della Città.

La collocazione delle statue nella Galleria Carlo Emanuele I costituisce uno degli interventi qualificanti di questo percorso. Il Piano Strategico ha infatti individuato nella valorizzazione degli spazi e nella rigenerazione dei percorsi di visita uno degli assi fondamentali per il rilancio di Palazzo Madama, con l’obiettivo di costruire una lettura unitaria dell’edificio e delle sue straordinarie stratificazioni storiche. In questa prospettiva, la Galleria è destinata a diventare uno spazio strategico del futuro percorso museale, capace di mettere in relazione le origini romane della città, l’evoluzione del Palazzo e la nascita della Torino capitale.

Con il completamento dei lavori di musealizzazione e di allestimento, la Galleria sarà quindi restituita al pubblico come nuovo spazio del museo, integrando le sculture originali nel racconto storico e architettonico del Palazzo.

Le quattro statue erano state rimosse dalla balaustra del corpo centrale della facciata juvarriana nel luglio 2022, durante una delle operazioni più complesse e spettacolari del grande cantiere di restauro. Alte oltre quattro metri e del peso di più di tre tonnellate ciascuna, furono sezionate, protette all’interno di apposite strutture e calate a terra mediante un complesso sistema di movimentazione da un’altezza di circa 27 metri. L’operazione fu condotta dalla Cooperativa Archeologia di Firenze e da Arte Restauro Conservazione di Cristina Maria Arlotto, sotto la direzione dell’architetto Gianfranco Gritella. Alla ditta Martina Service srl, che aveva già seguito nel 2022 la discesa delle statue dalla balaustra a terra, è stato affidato anche il loro trasferimento all’interno della Galleria Carlo Emanuele I.

Realizzate dallo scultore carrarese Giovanni Baratta nel 1726, le opere sono scolpite in marmo di Brossasco e costituiscono uno degli elementi più riconoscibili dell’apparato monumentale della facciata juvarriana. La loro rimozione si rese necessaria a seguito delle condizioni conservative determinate dalla lunga esposizione agli agenti atmosferici e delle criticità emerse nel corso delle approfondite indagini diagnostiche che hanno preceduto l’intervento.

Una volta a terra, le opere sono state sottoposte a un articolato intervento di restauro, consolidamento e messa in sicurezza, realizzato anche all’interno del padiglione trasparente appositamente allestito in piazza Castello, che ha consentito al pubblico di seguire da vicino le diverse fasi del lavoro. Anche questa fase di intervento è stata resa possibile grazie al sostegno mirato della Fondazione CRT e ha riguardato le superfici marmoree, il consolidamento delle parti maggiormente fragili e il recupero della leggibilità complessiva delle sculture, nel rispetto della materia originale.

Il restauro delle statue si è inserito nel più ampio cantiere della facciata juvarriana, avviato nel 2022 e sviluppato attraverso fasi successive. Il primo intervento ha riguardato l’avancorpo centrale, con un complesso lavoro di consolidamento strutturale, restauro dei rivestimenti marmorei e recupero degli undici grandi serramenti barocchi; il progetto è quindi proseguito sui due settori laterali della facciata, completando progressivamente il recupero dell’intero fronte monumentale. La sequenza degli interventi ha consentito di affrontare in maniera organica conservazione, sicurezza strutturale e valorizzazione architettonica, restituendo piena leggibilità a uno degli elementi più iconici di Piazza Castello e dell’immagine stessa di Torino.

Il recupero della facciata costituisce una delle componenti di un programma di trasformazione molto più ampio. Il Piano Strategico della Fondazione Torino Musei ha posto il rilancio complessivo di Palazzo Madama tra le proprie priorità, definendo un progetto unitario nel quale restauro monumentale, consolidamento strutturale, apertura di nuovi spazi, riallestimento e ridefinizione dei percorsi di visita concorrono a una visione complessiva di valorizzazione.

Il programma si articola in diversi lotti funzionali che hanno interessato e interessano progressivamente le facciate, le strutture sommitali e la meravigliosa terrazza che sarà aperta al pubblico, gli spazi interni e i percorsi di visita, con l’obiettivo di restituire al pubblico un Palazzo più completo, attraversabile e comprensibile, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente e continuo.

In questa prospettiva, Palazzo Madama rafforza il proprio ruolo di grande luogo identitario della città: non soltanto spazio di conservazione della memoria, ma museo capace di raccontare le origini, le trasformazioni e l’evoluzione di Torino, offrendo a cittadini e visitatori una chiave di lettura unica della sua storia e del suo rapporto con il presente.

L’obiettivo è restituire al pubblico un Palazzo pienamente fruibile, da scoprire e conoscere, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente.

Nel mese di ottobre il progetto proseguirà con il posizionamento sulla terrazza delle copie delle quattro statue, che consentiranno di restituire alla facciata la propria configurazione monumentale, garantendo al tempo stesso la migliore conservazione degli originali all’interno della Galleria.

 

 

IL RITRATTO DI FELICE ANDREASI TRA TEATRO E PITTURA

In anteprima assoluta il 18 settembre viene proiettato al Teatro Litta di Milano il docufilm “Io sono Felice” firmato da Michael Zampino e Antonio De Lucia, che racconta di uno dei maggiori attori dello spettacolo italiano (Torino 1928- Cortazzone d’Asti 2005). Con Enzo Jannacci e i protagonisti del Gruppo Motore, ha trasformato negli anni Settanta il cabaret italiano al mitico Derby Club di Milano, tra parodia, surrealismo e grottesche impressioni.

Il filmato viene presentato in concorso, nella categoria Lungometraggi, al “12° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, a vent’anni dalla scomparsa dell’attore e pittore con immagini inedite dagli archivi di RAI Teche (con Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto), della famiglia Andreasi e di Antonio De Lucia.

Prodotto da Sud Sound Studios (Gianfranco Tortora) e Associazione Bigatera, il docufilm si avvale della fotografia di Stefano Paradiso, del montaggio di Gianluca Cristofari e delle musiche originali di Massimo Fedeli. In tale dimensione si rinnova l’attenzione intorno alla stagione creativa, teatrale e poetica di Andreasi, mentre il filmato scorre senza pause e, in sintesi, richiama gli aspetti di una personalità che appartiene alla cultura e allo spettacolo (teatro, cinema e televisione), tra partecipazione e satira. Il tutto sviluppato attraverso l’incisivo e fortemente interiorizzato segno della pittura: dalle polveri per realizzare i colori alle tele, dalla successione delle immagini alla ricerca di un proprio e personalissimo linguaggio (tra le prime mostre la sociale della “Promotrice” al Valentino del 1959, con “Il temporale” e “Andezeno”), reso evidente dalla mostra al Piemonte Artistico Culturale del 1994, corredata dalla monografia con testi, tra gli altri di Nico Orengo, Alberto Cottino e Giovanni Arpino, Omega Edizioni.

Il continuo e inesausto dialogo con le pagine pittoriche è, quindi, il tema di una narrazione che affiora dalle testimonianze della moglie Grazia, del fratello Eufemio (l’amicizia con Carlo Levi dei “Sei di Torino”), degli attori Stefano Sarcinelli, Giuseppe Cederna, Flavio Oreglio e ancora del regista Guido Chiesa, convolti dall’intervistatore e narratore Federico Pellegrino, insieme alle figure che, di volta in volta, arricchiscono e completano le scene.

Un docufilm che ricrea il tempo di Andreasi, tra Torino e l’ambiente quotidiano di Cortazzone d’Asti, tra atmosfere permeate da una sottile malinconia al fluire dei volti, dei luoghi e di una visione d’insieme puntualmente ripresa dalla regia.

 

   Angelo Mistrangelo

 

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Arte sacra ritrovata: tesori a Ranverso

 Il Crocifisso e il Reliquiario d’altare tornano nella Precettoria dopo il restauro. Una giornata tra arte, devozione popolare e musica, con una visita tematica e un concerto d’organo, sabato 19 settembre

 

Tornano a raccontare la storia della Precettoria due opere che per secoli hanno accompagnato la vita religiosa del complesso: un Crocifisso e un Reliquiario d’altare della fine del XVIII secolo, realizzati in legno dorato e argentato. Dopo l’intervento di restauro, le due opere saranno presentate al pubblico sabato 19 settembre, in un pomeriggio dedicato all’arte sacra, alla devozione e alla musica. Il Crocifisso e il reliquiario si inseriscono in una storia più ampia: quella di una Precettoria profondamente legata alla devozione popolare e alla vita del territorio. Privi, oggi, di un apparato documentario che consenta di ricostruirne con precisione la storia, erano certamente destinati agli altari della chiesa. Il recente intervento di restauro ha permesso di recuperare la leggibilità delle opere e di restituire evidenza alla qualità delle loro superfici: la pulitura ha fatto riemergere l’argentatura del legno e la doratura a foglia d’oro, presente sia sul Cristo della Croce sia nella decorazione del Reliquiario. Sono inoltre state consolidate le parti più fragili e interessate da fratture, soprattutto le braccia del Cristo e le estremità della croce.

L’intervento è stato reso possibile grazie alla generosità di Maria Rita e Franco Panicco che hanno scelto di sostenere il progetto in occasione del loro 60esimo anniversario di nozze, celebrato nel 2025. Il restauro è stato realizzato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, che sarà presente all’appuntamento con Stefania De Blasi e la restauratrice Roberta Capezio, del Laboratorio di Arredi Lignei, per raccontare al pubblico il lavoro svolto sulle due opere.

La giornata comincia alle 15.30 con una passeggiata narrata dedicata all’arte sacra e alla devozione popolare, un percorso attraverso i tesori di Ranverso per riscoprire il rapporto tra la Precettoria e le comunità che nei secoli l’hanno vissuta. Dagli oggetti legati al culto di Sant’Antonio a Vienne alle terrecotte seicentesche dedicate a Sant’Isidoro, dal celebre polittico di Defendente Ferrari, nato come ex voto contro la peste, agli affreschi di Giacomo Jaquerio, che immortalano la storica processione dei contadini, la visita attraverserà opere e immagini che raccontano una fede profondamente radicata nella vita quotidiana e nel mondo rurale.

Alle 16.30 seguiranno i saluti istituzionali, i ringraziamenti alla famiglia Panicco e la presentazione delle due opere e del loro restauro, con un racconto divulgativo delle tecniche e delle operazioni che hanno permesso di restituire nuova leggibilità al Crocifisso e al Reliquiario.

A chiudere l’appuntamento, alle 17.15, la musica con il concerto d’organo di Luca Benedicti sull’organo della chiesa.

La partecipazione alla presentazione e al concerto è gratuita. La visita tematica delle 15.30 è a pagamento, con un contributo di 5 euro, oltre al biglietto di ingresso alla Precettoria.

GLI ARTISTI DEL PIEMONTE ARTISTICO ALLA “SANT’AGOSTINO”.

Nelle sale della Casa d’Arte Sant’Agostino, in corso Tassoni 56, si inaugura mercoledi’ 16 settembre, alle 17, l’annuale mostra sociale dell’Associazione Piemonte Artistico Culturale, presieduta da Claudio Fassio, che rinnova l’attenzione intorno al mondo dell’arte e, in particolare, delle artiste e artisti presenti in questa occasione, per scoprire luoghi e impressioni che esprimono le interiori e personali riflessioni.

Per questo nuovo appuntamente che, in qualche misura annuncia la rassegna del prossimo anno per i settanta anni dalla fondazione dell’Associazione (nata nel 1957), viene proposta un’ampia collettiva con dipinti, sculture, tecniche miste, grafiche, acquerelli e incisioni, accompagnata da un testo in catalogo di Angelo Mistrangelo.

Un incontro, quindi, che concorre a delineare le esperienze in atto, a fissare un “corpus” di raffigurazioni capaci di coinvolgere il pubblico, di trasmettere il clima di una narrazione sempre attenta al valore compositivo, al dato cromatico e a una visione che travalica la realtà per trasmettere l’essenza di rivisitate memorie.

E sono 64 le opere che caratterizzano l’esposizione, risolte con una controllata misura espressiva, con un segno meditato e sensibile, con la consapevolezza di delineare un classico ritratto femminile o una bevitrice di vermouth, un anziano curdo, un bambino e una vietnamita, sino ai ritratti dedicati a Ottavio Mazzonis e a un singolare “Cavour”.

In ogni caso, la pittura restituisce volti, figure e sguardi che appartengono a questo nostro tempo quanto mai complesso, a una stagione di affioranti nature morte, di intensi notturni, tra la neve a Reano e i paesaggi nordici, il Pian della Mussa e una delicata e limpida corolla rosa.

Ritorna, di volta in volta, l’immagine del grattacielo di Piazza Castello o di un tramonto, di una metafisica figura o del Duomo di Chieri o, ancora, di Monforte d’Alba con il fascino del territorio regionale e i profondissimi silenzi dell’alba, con lo scorrere delle acque e una nevicata in città fra i ricordi dell’infanzia, con la stanza segreta dei giocattoli, e il treno Freccia Rossa per raggiungere le luminose località montane.

Attraverso una scultura su marmo rosa e una pennellata immediata e gestuale, un reticolo di segni e una pietra filosofale in metallo e vetro, si misura il dialogo che intercorre dagli artisti alla materia, dal dato cromatico ai lavori in cui è più evidente una sottesa spiritualità, tra rivisitazione e contemplazione. Fino ad avvertire l’odierna dimensione di “sempre connessi” e di una struttura astratto geometrica, dell’immagine di una modella e delle naturalistiche sponde del torrente Sangone.

Il tutto appare, in certi casi, immerso in atmosfere impalpabili, in un alternarsi di pieni e di vuoti, in ambienti con ceramiche decorate, mentre è possibile cogliere una fantastica sinfonia di colori, senza perdere di vista i vivaci fiori di campo, i Laghi di Avigliana, le orme lungo i versanti collinari del Roero e le luci veneziane.

Una “sociale” legata alle ricerche intorno alla cultura visiva che fanno parte dell’attività, consolidata nel tempo, di una Associazione – ha scritto l’artista e critico d’arte Albino Galvano nel 1969 – che “ha sempre cercato di assumere un ruolo, per cosi dire, di equilibratore, non chiudendosi ad espressioni di esperimentazione anche audace, né, d’altra parte, rifiutando gli aspetti ancora vitali della tradizione”.

(orario:martedì-venerdì9,30-12,30/ 14,30-18,30, sabato 9,30-12,30, lunedì 14,30-18,30, sino al 26 settembre).       

 

LUIGI MOTTURA ALL’INTERNO DELLA PITTURA

Da Campo Base presso il Villino Caprifoglio, sede di “1 Caffè ETS”, in viale Medaglie d’Oro 88, si apre martedì 22 settembre, alle 18, la mostra retrospettiva dedicata all’artista pittore Luigi Mottura (Torino 2 dicembre 1938 – 27 dicembre 2025), promossa da Vittoria e Zeno Mottura con “l’obiettivo di donare attraverso i suoi quadri un aiuto concreto ai tanti progetti che mediante la piattaforma “1 Caffè ETS” vengono realizzati ogni giorno. Con un particolare ringraziamento a Luca Argentero (socio fondatore e Vicepresidente) e Silvia Meacci per “aver accolto con entusiasmo la proposta di devolvere in aiuti l’intero ricavato della mostra”.

Un’esposizione resa possibile, inoltre, dalla collaborazione professionale di Adriano Campisi, Claudio Ruffino e Tommaso Buzzi, che hanno contribuito a ridefinire la stagione artistica di Luigi Mottura.

Una stagione contraddistinta da una ricerca meditata, misurata e caratterizzata da un linguaggio scandito da un continuo dialogo dell’artista con la materia, con la sottesa tensione della linea, con una visione legata alla definizione delle composizioni secondo una scrittura incisiva e puntuale. Dove si avverte il continuo e inesausto fluire di un personalissimo alfabeto, delle cadenze di un messaggio che è contemporaneamente intuizione, memoria e racconto, in una sorta di esperienza che si rinnova e completa attraverso la sequenza delle strutture primarie realizzate mediante “una miriade di semplici tratti di matita, disposti geometricamente sulla tela”, ha rilevato Francesco Prestipino, raggiungendo un’entità formale “estremamente pura”.

Indicazioni e contenuti che concorrono a delineare l’essenza di immagini sospese, di un tratteggio insistito ed estremamente controllato, di una pittura appartata, singolare, sicuramente segnale della sua personalità tra musica e stratificazioni di colori, mai esplodenti, ma sempre mantenuti all’interno di un registro di figure geometriche. Tanto che in occasione della mostra allo Studio Laboratorio di Anna Virando, presentata da Pino Mantovani, i lavori esposti  esprimevano un astrattismo impreziosito dal colore finemente elaborato, dalla grafia dei pastelli e dalla sensibilià della luce che trasformava le superfici in sorprendenti ed emblematici richiami ad architetture mentali.

Attento ai valori della cultura visiva del Novecento, dall’interesse per Kandinsky alla poetica di Rothko, Mottura ha sempre ricercato una propria forma, un proprio linguaggio e un dipingere inteso come ricordo, alternarsi di frammenti e ritmico movimento.

Ogni gesto, ogni subitanea impressione e ogni accensione musicale

fanno parte della sua stagione, del coinvolgente andante compositivo dei quadri presentati alla Paolo Tonin Arte Contemporanea nel 2013, in cui era implicito il rimando ai brani che ascoltava dipingendo, che accompagnavano una rattenuta gestualità e stabilivano connessioni con una narrazione a cui appartiene, ha scritto Davide Dal Sasso, “in qualche modo, la traduzione visiva di frammenti sonori che lo stupiscono e suscitano in lui una certa gioia, tanto da doverle condividere con chi farà esperienza delle sue opere”.

E sono documenti di un itinerario che unisce “Variazione 30” a “Sindone 1”, “Adagio” a “Allegro con brio”, in una successione di raffinatissime pagine pittoriche che travalicano la complessa realtà quotidiana per riscoprire il senso profondo di una rivelata interiorità (orario:lunedì – venerdì 9-18, sino al 13 novembre).

 

  Angelo Mistrangelo

 

TERZA EDIZIONE DI GERMINALE – MONFERRATO ART FEST. LA MOSTRA DIFFUSA DARTE CONTEMPORANEA NEL MONFERRATO

11 SETTEMBRE – 4 OTTOBRE 2026

 

Inaugurata l’11 settembre 2026 la terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest, la rassegna di arte contemporanea diffusa, a cura di Francesca Canfora, intitolata Di marne feconde, un mare. Un’edizione che invita a un’esplorazione profonda del territorio, dalle stratificazioni del paesaggio culturale fino alle sue origini geologiche, per riscoprire la memoria nascosta sotto la superficie delle colline monferrine. Il Monferrato, oggi simbolo di una civiltà agricola d’eccellenza, custodisce infatti l’eredità di un antico mare: le marne, composte da argilla e calcare, raccontano attraverso fossili e sedimenti milioni di anni di trasformazioni e continuano a nutrire il paesaggio, la viticoltura e l’identità del territorio. Questa relazione profonda tra natura e cultura si manifesta anche negli Infernot, architetture sotterranee scavate nella pietra e riconosciute come Patrimonio Mondiale UNESCO. Con il tema Di marne feconde, un mare, Germinale 2026 invita a guardare ciò che si trova sotto i nostri piedi: un sottosuolo inteso come luogo di memoria, trasformazione e possibilità, un “mare solido” che attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea torna a raccontare storie millenarie e nuove visioni del futuro.

Le iniziative di Germinale si svilupperanno tra l’11 settembre e il 4 ottobre in 30 sedi espositive, in 19 comuni del Monferrato e con 65 artisti coinvolti: 26 invitati, 9 in residenza, 18 per il Premio Selva e 12 per il The Monferriner. 

Artisti affermati e mid-career invitati: Luigi Mainolfi, Richi Ferrero, Paola Anziché, Simone Benedetto, Domenico Borrelli, Boscolo/Rossetto, Gianluca Brando, Chiara Capellini, Claudio Cravero, Agata Ferrari Bravo, Gabriele Garbolino Rù, Ferdi Giardini, Carlo Gloria, IDEM studio, Sophie Anne Herin, Marguerite Kahrl, Davide Mineo, Jessica Moroni, Johannes Pfeiffer, Paolo Piscitelli, Daniele Ratti, Tamara Repetto, Ugo Ricciardi, Raffaele Salvoldi, Enrico Tealdi e Marzio Zorio.

Tra gli ospiti più attesi di questa terza edizione figura Luigi Mainolfi (Rotondi, 1948), protagonista di importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel. Mainolfi è oggi presente nelle principali istituzioni museali italiane e straniere. La scelta della Direzione Artistica di esporre una sua opera negli spazi di Palazzo di Città ad Asti nasce dalla volontà di creare un dialogo tra la ricerca artistica internazionale e l’identità culturale del territorio, in continuità con il legame,  già instaurato nel 1995 da Luigi Mainolfi, attraverso la realizzazione dei Drappi dello storico palio. Al maestro, al termine della conferenza stampa, verrà consegnato un Premio alla carriera da parte della Fondazione Asti Musei e di Germinale Monferrato Art Fest.

Ospite speciale di quest’anno è anche Richi Ferrero (Torino, 1951), artista, regista e autore torinese formatosi nel teatro sperimentale, che progressivamente ha superato i confini della scena per sviluppare un linguaggio in cui teatro, arti visive, luce e spazio urbano si intrecciano. Dalle grandi installazioni di piazza ai progetti di illuminazione artistica e monumentale, fino alle più recenti opere di arte visiva, Ferrero ha la capacità di trasformare lo spazio in un’esperienza estetica e percettiva, facendo della luce uno dei tratti più riconoscibili della sua ricerca.

 

 

GERMINALE PER UN MUSEO DIFFUSO

Uno degli scopi di Germinale è la produzione di almeno un’opera, per ogni edizione, che possa rimanere in modo permanente sul territorio.

Per il 2026 è stato realizzato un murale dall’artista Carlo Gloria come omaggio alla comunità di Rinco, frazione di Montiglio Monferrato. L’opera nasce da un percorso partecipativo che coinvolge abitanti e comunità locale: i cittadini hanno contribuito alla progettazione e sono stati ritratti nel dipinto. Il murale – autofinanziato dall’artista e dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria APS – si inserisce nella visione di Germinale di creare un museo diffuso di opere permanenti sul territorio, dove l’arte nasce dalle persone e dai luoghi che rappresenta.

 

LE RESIDENZE D’ARTE

Parte fondante del progetto saranno le Residenze d’arte, destinate ad ospitare talenti emergenti per tutta la durata della rassegna e ad offrire loro un luogo che sarà al tempo stesso atelier e spazio espositivo. In questo panorama, abitanti e visitatori avranno l’opportunità non solo di fruire delle opere in esposizione, ma anche di conoscere e incontrare personalmente gli artisti.

Per l’edizione 2026 saranno previste 9 Residenze, tutte inserite nel circuito di visita ufficiale di Germinale. Gli artisti selezionati tramite bando sono:

Luca Alberti, Selene Cardia, Alessandro G. Colasanto, Lisa De Marchi, Giacomo Feltrinelli, Ingeborg Tysse, Michela Longone, Tommaso Rabino, Giordano Tricarico.

 

LIVE PROGRAM

Agli eventi espositivi si affiancherà un fitto calendario di talk su tematiche legate all’arte, performing arts e workshop.

In continuità con quanto realizzato nella scorsa edizione, si rinnova la collaborazione con Casa degli Alfieri, il cui programma di spettacoli e Performing Arts animerà i giorni di apertura dell’evento e le varie sedi durante tutto il periodo della rassegna.

 

I 19 COMUNI PARTNER DELLA RETE DI GERMINALE, GLI ARTISTI E LE SEDI ESPOSITIVE

Asti

PALAZZO DI CITTÀ: Luigi Mainolfi

PALAZZO MAZZETTI: Domenico Borrelli

Casale

CASTELLO DEL MONFERRATO: Ugo Ricciardi, Sophie-Anne Herin

CHIOSTRO PICCOLO DEL MUSEO CIVICO BISTOLFI: Simone Benedetto

CHIOSCO LIBERTY: Tommaso Rabino – Artista in residenza

Alfiano Natta  

CHIESA DI SANT’AGATA: Daniele Ratti

CASTELLO DI RAZZANO: Tamara Repetto

Calliano Monferrato

PASSERELLA PANORAMICA: Ferdi Giardini

EX CHIESA SS. ANNUNZIATA: Giacomo Feltrinelli – Artista in residenza

Camagna Monferrato

SOTTERRANEO DEL MUSEO DELLA RESISTENZA DEL BASSO MONFERRATO: Marzio Zorio

IPOGEO DI SANT’EUSEBIO: Jessica Moroni

Castagnole Monferrato

EX ASILO REGINA ELENA: Premio Selva Artisti in mostra: .Superficie, Francesco Casati, Noemi Comi, Alessandro D’Aquila, Alice Dicembrino, Silvio Giannini, Nurgul Gokcen, Nadezda Golysheva, IREERE, Gabriele La Torre, Lilla Alessia, Federico Luise, Matteo Messori, Francesco Pacelli, Davide Solieri, Daria Tiflea, Nikodem Rafal Trojnar, Claudia ZanagaCastell’Alfero

CASTELLO DEI CONTI AMICO: Lisa De Marchi, Selene Cardia – Artiste in residenza

Cocconato

EX FARMACIA: The Monferriner – Artisti in mostra: Marco Cerminara, Gabriele Diversi, Silvia Gariglio, Lorenzo Gnata, Housedada, Luigi Leuce, Yoshi Mari, Adele Marroni, Edelfa Chiara Masciotta, Lorenzo Miola, Max Ramezzana, Valerio Sigismondi.

EX TEATRO- SALONE COMUNALE: Giordano Tricarico, Alessandro G. Colasanto – Artisti in residenza

Frinco

CASTELLO DI FRINCO: Davide Mineo

Luca Alberti – Artista in residenza

Grazzano Badoglio

CHIESA DEI SANTI VITTORE E CORONA, CHIOSTRO: Johannes Pfeiffer

Moncalvo

CANTINA SETTE COLLI: Opera permanente

I CAPPUCCINI 1624:  Gabriele Garbolino Rù

Montiglio Monferrato

PIEVE DI SAN LORENZO: Gregorio Furnari- progetto speciale Micromondi

QUASI FONDAZIONE CARLO GLORIA: Paola Anziché, Paolo Piscitelli, Carlo Gloria

Murisengo Monferrato

CHIESA DI SAN MICHELE: Ingeborg Jorgensen Tysse  – Artista in residenza

EX ASILO LAVAZZA: Michela Longone  – Artista in residenza

Olivola 

LE VIE CENTRALI DEL BORGO: Claudio Cravero

Piovà Massaia

EX ASILO UMBERTO I: Agata Ferrari Bravo, Marguerite Kahrl

Portacomaro 

CASA DELL’ARTISTA: Enrico Tealdi

EX TEATRO IPOGEO SAN BARTOLOMEO: Raffaele Salvoldi

Viarigi 

CHIESA DI SAN SILVERIO: Chiara Cappellini

TORRE DEI SEGNALI: Idem Studio

Villadeati

CHIESA DELLA SS. TRINITA’: Boscolo / Rossetto

Vignale Monferrato

INFERNOT: Richi Ferrero

 

 

Bra: al via la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi” in collaborazione con il Museo Egizio

A Palazzo Mathis un percorso unico, tra reperti e amuleti inediti. Apertura al pubblico dall’11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027  

 

È stata inaugurata martedì 8 settembre 2026, nella suggestiva cornice di Palazzo Mathis a Bra, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”, evento culturale di punta della stagione autunnale promosso dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio.

Alla cerimonia d’inaugurazione sono intervenuti il Sindaco di Bra Gianni Fogliato, il Vicesindaco e assessore alla Cultura Biagio Conterno, il responsabile dell’ufficio Ricerca e Curatela del Museo Egizio Federico Zaina e Alessandro Girardi, curatore del Dipartimento Ricerca e Curatela – Mostre itineranti del Museo Egizio e curatore dell’esposizione braidese.

L’esposizione offre ai visitatori un viaggio affascinante attraverso amuleti, steli votive e reperti provenienti dai magazzini del Museo Egizio – molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico – per esplorare il pantheon egizio, il significato della cultura materiale nella vita quotidiana e il ruolo del sovrano come tramite tra uomini e divinità.

Info, orari e biglietteria

La mostra aprirà ufficialmente le porte al pubblico a partire da venerdì 11 settembre 2026 e sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.

Sede: Palazzo Mathis (piano nobile), Piazza Caduti per la Libertà 20, Bra (CN).

Giorni e orari di apertura al pubblico: Dal venerdì alla domenica: dalle ore 10:00 alle 18:00. Dal lunedì al giovedì: ingresso riservato alle scuole su prenotazione.

Aperture straordinarie: 8 dicembre, 26 dicembre e 6 gennaio.

Tariffe: Intero 6,00 euro | Ridotto 4,00 euro (over 65, studenti universitari, ragazzi 6-12 anni, possessori Abbonamento Musei, residenti a Bra) | Gratuito per bambini under 6 e disabili.

Biglietti: I biglietti possono essere acquistati direttamente presso il botteghino di Palazzo Mathis oppure comodamente online su Ticket.it (link diretto: https://www.ticket.it/mostre/evento/egitto-sulle-tracce-degli-dei.aspx).

Per garantire un’ottimale fruizione delle opere, gli ingressi avverranno in modalità scaglionata.

Per informazioni e prenotazioni scolastiche è possibile contattare l’Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra al numero 0172.430.185 o alla email: promozione@comune.bra.cn.it. Maggiori info su www.turismoinbra.it. (em)

 

Museo MIIT Museo Internazionale Italia Arte – ‘PINOCCHIO E IL BICENTENARIO COLLODIANO – LA VOCE INTERIORE, ANATOMIA DELLA SPERANZA’

15-28 SETTEMBRE 2026

Il Museo MIIT celebra il Bicentenario collodiano con una interessante mostra dedicata al mondo dello scrittore e, in particolare, a Pinocchio. La favola di Pinocchio non è semplicemente la storia di un burattino di legno che diventa bambino; è l’archetipo universale del faticoso e meraviglioso processo di costruzione dell’essere umano. Questa mostra si inserisce nelle pieghe di questo racconto senza tempo, esplorando il confine sottile dove la materia inerte si fa coscienza, e dove l’errore diventa la scintilla necessaria alla redenzione.

Il percorso espositivo si snoda lungo una duplice direttrice visiva: l’astrazione e la realtà.

L’astrazione rappresenta la dimensione invisibile della storia: la metamorfosi dell’anima, i conflitti morali, i sogni generati dai trucioli e, soprattutto, quella “voce interiore” – incarnata dal Grillo Parlante – che non è mai un dogma rigido, ma una bussola intima, fragile e interiore. È lo spazio geometrico ed emotivo in cui la speranza prende forma prima ancora di diventare azione. Dall’altro lato, la realtà irrompe con tutta la sua spigolosa concretezza: la durezza del legno, le tentazioni tangibili del Paese dei Balocchi, le illusioni ingannevoli del Campo dei Miracoli e la cruda verità del ventre della balena. La realtà è il terreno dello scontro, il luogo in cui Pinocchio sperimenta la fragilità della bugia e il peso delle proprie scelte.

In questo dialogo tra il concettuale e il figurativo, la mostra svela l’”anatomia della speranza”. Pinocchio ci insegna che diventare umani non è un destino biologico, ma una conquista etica. La vera trasformazione avviene solo quando il burattino smette di muoversi per puro istinto egoistico e scopre l’empatia, il sacrificio e la cura dell’altro. Solo allora i fili invisibili del condizionamento sociale si spezzano. La Voce Interiore invita il visitatore a guardarsi allo specchio, a smascherare le proprie finzioni e a riscoprire, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, che la speranza non è un’attesa passiva, ma un atto di profonda e coraggiosa disobbedienza verso tutto ciò che ci rende statici, come il legno.

TITOLO MOSTRA: ‘pinocchio e il bicentenario collodiano – la voce interiore, anatomia della speranza’

SEDE ESPOSITIVA: Museo MIIT, corso Cairoli 4 – Torino

DATE MOSTRA: 15-28 Settembre 2026

INAUGURAZIONE: Inaugurazione Martedì 15 Settembre, dalle ore 18.00

ORARI VISITE: dal martedì al sabato 15.30-19.30 – info: 011.8129776 / 334.3135903

Torino. Mariella Bogliacino. Percorsi 

a cura di Riccardo Dellaferrera

Inaugurazione 15 settembre ore 18.00

dal 15 settembre al 31 ottobre 2026

Mostra allestita presso Specht residenzen – Corso Palestro 5, Torino:

VISITE su APPUNTAMENTO info@swannarte.com, tel. 333 2455018 / 011 1848377

Il linguaggio artistico di Mariella Bogliacino costituisce una risorsa per chi cerca nell’arte non soltanto un’esperienza estetica, ma una possibilità di interrogare il presente, di attraversarne le contraddizioni e di salvaguardare, attraverso lo sguardo, una dimensione etica dell’esistenza. Swann Art Gallery e Specht Residenzen presentano PERCORSI, mostra che riunisce alcuni dei cicli fondamentali di una ricerca che, nell’arco di circa quarant’anni, non ha mai smesso di confrontarsi con il proprio tempo. Non si tratta dunque soltanto di ripercorrere una lunga esperienza artistica, ma di riconoscere, attraverso opere appartenenti a momenti e linguaggi differenti, la persistenza di una domanda: come può l’individuo continuare a essere umano all’interno di una società che sembra progressivamente perdere la misura dell’umano? È forse a partire da questa domanda che acquista significato il sottotitolo di questa presentazione: la vera sfida è il bene comune.L’intera parabola artistica di Bogliacino nasce infatti da uno studio costante e rigoroso del presente, delle sue tensioni sociali e politiche, delle sue contraddizioni più profonde. Il tempo storico non è per lei uno sfondo neutro, ma una materia viva da attraversare, rielaborare e trasformare. Guerre, violenze, ingiustizie, disuguaglianze, sfruttamento dell’ambiente e progressiva subordinazione dell’esistenza alle logiche economiche non vengono assunti come temi esterni alla pittura: entrano direttamente nel suo linguaggio e ne determinano la necessità. Da qui nasce anche l’urgenza di una pittura fortemente materica, spesso affidata a tecniche miste, nella quale colore, gesto e segno diventano strumenti di una conoscenza che passa attraverso il corpo e la sensibilità prima ancora che attraverso una razionalità astratta. La materia pittorica viene spinta fino ai limiti della bidimensionalità tradizionale, caricandosi di spessori, rilievi, increspature, stratificazioni. La superficie sembra non essere più sufficiente: la pittura tende a farsi corpo. Ed è proprio il corpo uno dei luoghi fondamentali della ricerca di Bogliacino. Un corpo concreto, vulnerabile, finito, attraversato da forze vitali e distruttive; un corpo che non può essere separato dalla dimensione sociale e politica dell’esistenza. La materia non è quindi una scelta puramente formale: è il punto in cui il pensiero si incarna, in cui la riflessione sulla condizione umana diventa gesto, peso, resistenza, ferita. La storia e il mito, e in particolare la cultura greca classica, costituiscono in questo percorso un altro strumento essenziale. Non vengono mai assunti come repertorio nostalgico o come citazione erudita, ma come forme ancora attive attraverso cui interrogare il presente.(…)

Riccardo Dellaferrera, settembre 2026

Fondazione Amendola. Francesco Casorati. Una passione razional-geometrica incantata

Inaugurazione 17 settembre ore 18

 

Arte, gioco e collezionismo: alla Galleria del MAU di Torino arriva “Pagine d’Album 2.0” di Pietro Meletti

 Sede: Galleria del MAU – Museo d’arte Urbana di Torino – Via Rocciamelone 7/C

A cura di: Marcello CorazziniCSA Farm Gallery.

Testo critico: Marcello Corazzini.

Inaugurazione: giovedì 17 settembre 2026 – h.18,30

Date mostra: 17/30 settembre 2026

Orari mostra: la mostra è visitabile dal giovedì al sabato dalle 16.30 alle 19.00

e dal lunedì al mercoledì su appuntamento telefonico al +39 333 5427256;

Info: info@museoarteurbana.it  –  info@csafarmgallery.it

 

Torino si prepara ad un’esperienza espositiva del tutto insolita e coinvolgente.

Negli spazi della Galleria del MAU (in Via Rocciamelone 7/c) debutta Pagine d’Album 2.0, la nuova mostra personale di Pietro Meletti. Riedizione aggiornata e riallestita del fortunato progetto presentato lo scorso novembre presso la CSA Farm Gallery, l’esposizione trasforma lo spazio della galleria in un territorio di confine tra il linguaggio dell’arte contemporanea, la dimensione ludica e la febbre del collezionismo.

Il percorso si compone di 72 opere rigorosamente in formato 31×27,5 cm, realizzate tra il 2003 e il 2005 e stampate in digitale su stucco tirato a mano su tavola. L’allestimento si sviluppa con precisione geometrica su tre pareti, alternando 6 gruppi di 12 opere e per file parallele, 36 opere orizzontali e 36 verticali.

A suggellare il concept della mostra è il catalogo stesso, concepito ironicamente e fedelmente come un vero e proprio album di figurine da completare, arricchito da una bustina allegata che contiene le opere d’arte destinate ai visitatori. Un chiaro omaggio al celeberrimo tormentone fanciullesco del “ce l’ho, ce l’ho, manca”.

Alla base di questo imponente corpus di lavori c’è “La Storia“, un meticoloso archivio digitale che Meletti ha costruito nel tempo, salvando inizialmente i suoi materiali su ben 59 CD-ROM prima di trasferirli su hard disk. Ciascuna opera esposta porta con sé questo titolo emblematico, accompagnato dal numero del supporto di provenienza, configurandosi come un “multiplo” realizzato in una tiratura limitata di massimo nove copie.

La cifra stilistica e il processo creativo affondano le radici in una ricerca radicale: Meletti attinge a immagini di scarto, prelevate da VHS, film per adulti e successivamente dal web, caratterizzate da una forte compressione e da una bassa risoluzione. Attraverso un peculiare procedimento “analogico” eseguito con strumenti digitali ormai obsoleti, l’artista adotta una strategia di “soft technology” e di riciclo che si scaglia contro le logiche del frenetico metamercato digitale odierno.

Il titolo della mostra — che strizza l’occhio anche all’opera “Fogli d’Album” di Sylvano Bussotti — apre a una profonda riflessione sul dualismo tra l’innocenza perduta del gioco e la smania adulta del possesso, interrogando il pubblico sul labile confine che separa il valore semantico e culturale dell’opera d’arte dalla sua mercificazione come oggetto da collezione.

 

ASTI. MOSTRA “CUORI CORAGGIOSI”, LABORATORIO CREATIVO SULLE EMOZIONI

Venerdì 18 settembre alle 18 alla Biblioteca Astense Giorgio Faletti si terrà l’inaugurazione della mostra “Cuori Coraggiosi”, organizzata dal Cepim – Centro Down di Asti, in collaborazione con Empatia Creativa LAB, con lo scopo di spazio agli elaborati realizzati da ragazzi e ragazze dell’associazione durante il laboratorio creativo sulle emozioni. Attraverso la creatività prende forma un percorso nel mondo delle emozioni dal quale nascono opere autentiche, capaci di raccontare vissuti personali e condivisi. Il laboratorio ha lo scopo di creare un posto sicuro dove ognuno possa sentirsi libero/a di sperimentare la propria creatività; uno spazio in cui la creatività diventa linguaggio e cura, dando voce all’unicità di ogni individuo e favorendo la libera espressione di sé. La mostra rappresenta un momento di condivisione, riflessione e valorizzazione del lavoro svolto, mettendo al centro creatività, impegno e crescita personale. L’evento vedrà la partecipazione delle Autorità e dei giovani autori, che racconteranno in prima persona il percorso e le esperienze vissute, accompagnati dalla docente Aurora Sabino. L’ingresso è libero.

 

 

 

 

BENE VAGIENNA. L’11 OTTOBRE L’INAUGURAZIONE DELL’OPERA PUBBLICA DI IVAN ARGOTE

Domenica 11 ottobre alle 11.30 si terrà alla Rotonda di Bene Vagienna (CN) l’inaugurazione dell’opera pubblica dell’artista Iván Argote, che fa parte di Radis, il progetto di arte nello spazio pubblico nato per avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico esteso e in contesti non convenzionali, ideato e sostenuto dalla Fondazione Arte CRT, ente “art oriented” della Fondazione CRT, in collaborazione con la Fondazione CRC e curato da Marta Papini.

Vi segnaliamo che venerdì 9 ottobre, alle ore 11, è previsto un incontro stampa con l’artista Iván Argote e la curatrice.

Oltre all’opera di Iván Argote sarà possibile visitare la mostra collettiva La mano sinistra del buio a cura di Marta Papini, che accoglierà nel Palazzo Lucerna di Rorà di Bene Vagienna opere della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC.

 

 

 

 

 

PIEMONTE COLORS 2026. IL 27 SETTEMBRE L’ESTEMPORANEA TORNA A MURIAGLIO FRAZIONE DI CASTELLAMONTE 

La frazione Muriaglio di Castellamonte (To) si conferma paese d’arte.

Il 27 settembre, dalle 8.30, il paese per la quinta volta, grazie all’impegno dell’Associazione Filarmonica Muriagliese, tornerà ad ospitare l’estemporanea di pittura “Piemonte Colors”.  L’evento sarà come sempre coordinato e curato dalla pittrice Paola Buzzi, vera anima artistica del borgo.  

I temi di quest’anno saranno: “I vicoli del Borgo”, “Panorami da Muriaglio” o “Uva, castagne e funghi di Muriaglio”.

È fondamentale far giugnere con anticipo la propria preiscrizione alla mail info@filarmonicamuriagliese.it.

Per informazioni telefonare al numero 349.5815224.

Artisti da tutto il Piemonte e oltre si daranno appuntamento presso il pittoresco borgo con vista sia sulle montagne sia sulla pianura canavesana e torinese per immergersi tra scorci naturali e angoli pittoreschi. I partecipanti sceglieranno in totale libertà la location presso cui sistemarsi per dar vita alla loro opera.

Possono partecipare artisti con qualsiasi espressione e tecnica libera purché maggiorenni.

Alle 8.30 avrà luogo l’iscrizione all’estemporanea.

Alle 11 chi lo desidera potrà prendere parte alla visita guidata del mulino settecentesco. Seguirà dalle 12.30 il pranzo presso la Casa della Musica (prenotazioni entro il 23 al numero 389.7609850 oppure 320.1447443).

Alle 15.30 si entrerà nel vivo della fase di premiazione con la consegna delle opere presso la Casa della Musica.

A quel punto la giuria si ritirerà per deliberare mentre il pubblico, dalle 16.30, potrà assistere al concerto in piazza della Filarmonica Muriagliese.

Anche il pubblico potrà esprimere il proprio giudizio deponendo durante la giornata la scheda nell’apposita urna. Al vincitore verrà assegnato un buono acquisto di materiali.

 

ALMESE. RICETTO PER L’ARTE. MOSTRA DI SARA FERRERO E PAOLA ZANELLA

Al Ricetto per l’arte di Almese, un luogo in cui storia, arte e cultura si intrecciano, diventando patrimonio condiviso e spazio di incontro per l’intera comunità venerdì 11 settembre si è inaugurata  la mostra che dà il via alla seconda parte della stagione artistica 2026, con le opere di due artiste Sara Ferrero di Avigliana  e Paola Zanella di Rivoli con studio a Buttigliera Alta.

Metamorfosi, la forma dell’imprevisto nasce dall’incontro tra due artiste che condividono un linguaggio comune: la terra come origine, il gesto come atto creativo, la materia come luogo di relazione tra essere umano e natura.È proprio in questo contesto che prende forma una mostra che mette in dialogo attraverso due percorsi differenti,  le ricerche di Sara Ferrero e Paola Zanella, due artiste accomunate da una profonda relazione con la materia e con la sua inesauribile capacità di trasformazione.

 

 

ROCCATRE. MOSTRA “MA PER LE VIE DEL BORGO…”

Felice Casorati_La nuvola nera_1958_olio su tela_85x85

ARTISTI: Nino Aimone, Felice Casorati, Francesco Casorati, Mauro Chessa, Italo Cremona,Sandro De Alexandris, Mario Giansone, Giorgio Griffa, Francesco Menzio, Giulio Paolini, EnricoPaulucci, Claudio Rotta Loria, Salvo, Filippo Scroppo.Giorgio Da Silva, Paul De Flers, Tali Dello Strologo, Bepi Ghiotti, Michel Gribinski, BaharHeidarzade, Claire Robert, Nina Silla, Ariel Trettel.

Sede: Galleria d’Arte Roccatre – Via della Rocca 3b, Torino

Inaugurazione: Giovedì 17 settembre 2026, ore 18

Durata: 17 settembre – 17 ottobre 2026

TORINO – Giovedì 17 settembre 2026, la Galleria d’Arte Roccatre inaugura la stagione espositivacon la mostra collettiva “Ma per le vie del borgo…”, un progetto interamente dedicato all’identitàartistica e al fermento creativo del celebre quartiere torinese Borgo Nuovo all’interno del quale lagalleria stessa ha la propria sede.L’esposizione nasce con la volontà di restituire l’essenza profonda di un territorio che, nel corso deidecenni, è stato molto più di uno sfondo urbano: è stato un vero e proprio laboratorio a cieloaperto e un punto di incontro per generazioni di creativi. La mostra riunisce infatti le opere di artististorici del calibro di Felice Casorati, Italo Cremona, Giulio Paolini e Salvo, che hanno vissuto elavorato nel quartiere Borgo Nuovo e artisti contemporanei, che vi risiedono e operano ancoraoggi, testimoniando così una vitalità culturale che non si è mai interrotta.Vedremo pertanto un dialogo tra generazioni e linguaggi differenti, legati da un unico filoconduttore: l’attaccamento a queste strade, capaci di trasformarsi da semplice scenario quotidianoa fonte di ispirazione e sperimentazione.

INFO E CONTATTIGalleria d’Arte RoccatreVia della Rocca, 3b – 10123 Torino

Orari: martedì-sabato 10.30-12.45 | 15.30-19.30

GALLERIA FOGLIATO. “TRA 800 E 900”

A. FONTANESI La raccoglitrice olio cm. 16×24

Martedì 22 settembre verrà inaugurata la mostra “TRA 800 E 900 ” che si protrarrà fino al 17 ottobre 2026. Saranno presenti un centinaio di opere provenienti da raccolte private e dalle famiglie degli artisti.   Quest’ultima mostra, l’ottantaduesima, è un’occasione per salutare i collezionisti, i clienti, i pittori e gli amici che ci hanno accompagnato in questi anni. Li ringraziamo tutti per la fiducia accordata che ha permesso di trasformare le pareti della “Galleria Fogliato” in un luogo di sinceri rapporti umani. Elenco dei pittori presenti: L. Ajmone, A. Beccaria, V. Benisson, E. Bertea, L.Bistolfi, F. Boccardo, A. Bosia, C. Bossoli, V. Bussolino, L. Calderini, M. Calderini, N. Cannicci, V. Caprile, G.B. Carpanetto, V. Cavalleri, G. Chiesa, B. Ciardi, E. Ciardi, G. Ciardi, L. Crosio, L. Delleani, C. Ferrario, C. Follini, A. Fontanesi, G. Gandi, C. Gheduzzi, G. Gheduzzi, V. Ghione, B. Ghivarello, F. Gioli, E. Gola, G. Guarlotti, V. Irolli, A. Lupo, C. Maggi, L. Onetti, C. Piacenza, C. Pollonera, G.B. Quadrone, E. Reycend, G. Ricci, C. Saccaggi, A. Tavernier, F. Vellan.

 

 

 

 

Arte, gioco e collezionismo: alla Galleria del MAU di Torino arriva “Pagine d’Album 2.0” di Pietro Meletti

 Sede: Galleria del MAU – Museo d’arte Urbana di Torino – Via Rocciamelone 7/C

A cura di: Marcello CorazziniCSA Farm Gallery.

Testo critico: Marcello Corazzini.

Inaugurazione: giovedì 17 settembre 2026 – h.18,30

Date mostra: 17/30 settembre 2026

Orari mostra: la mostra è visitabile dal giovedì al sabato dalle 16.30 alle 19.00

e dal lunedì al mercoledì su appuntamento telefonico al +39 333 5427256;

Info: info@museoarteurbana.it  –  info@csafarmgallery.it

 

Negli spazi della Galleria del MAU (in Via Rocciamelone 7/c) debutta Pagine d’Album 2.0, la nuova mostra personale di Pietro Meletti. Riedizione aggiornata e riallestita del fortunato progetto presentato lo scorso novembre presso la CSA Farm Gallery, l’esposizione trasforma lo spazio della galleria in un territorio di confine tra il linguaggio dell’arte contemporanea, la dimensione ludica e la febbre del collezionismo.

Il percorso si compone di 72 opere rigorosamente in formato 31×27,5 cm, realizzate tra il 2003 e il 2005 e stampate in digitale su stucco tirato a mano su tavola. L’allestimento si sviluppa con precisione geometrica su tre pareti, alternando 6 gruppi di 12 opere e per file parallele, 36 opere orizzontali e 36 verticali.

A suggellare il concept della mostra è il catalogo stesso, concepito ironicamente e fedelmente come un vero e proprio album di figurine da completare, arricchito da una bustina allegata che contiene le opere d’arte destinate ai visitatori. Un chiaro omaggio al celeberrimo tormentone fanciullesco del “ce l’ho, ce l’ho, manca”.

Alla base di questo imponente corpus di lavori c’è “La Storia“, un meticoloso archivio digitale che Meletti ha costruito nel tempo, salvando inizialmente i suoi materiali su ben 59 CD-ROM prima di trasferirli su hard disk. Ciascuna opera esposta porta con sé questo titolo emblematico, accompagnato dal numero del supporto di provenienza, configurandosi come un “multiplo” realizzato in una tiratura limitata di massimo nove copie.

La cifra stilistica e il processo creativo affondano le radici in una ricerca radicale: Meletti attinge a immagini di scarto, prelevate da VHS, film per adulti e successivamente dal web, caratterizzate da una forte compressione e da una bassa risoluzione. Attraverso un peculiare procedimento “analogico” eseguito con strumenti digitali ormai obsoleti, l’artista adotta una strategia di “soft technology” e di riciclo che si scaglia contro le logiche del frenetico metamercato digitale odierno.

Il titolo della mostra — che strizza l’occhio anche all’opera “Fogli d’Album” di Sylvano Bussotti — apre a una profonda riflessione sul dualismo tra l’innocenza perduta del gioco e la smania adulta del possesso, interrogando il pubblico sul labile confine che separa il valore semantico e culturale dell’opera d’arte dalla sua mercificazione come oggetto da collezione.

Fossano. Mostra personale di CORRADO ODIFREDDI

Dal 3 al 25 OTTOBRE 2026 in Fossano, nella Chiesa di San Giovanni in Borgo Vecchio, via Garibaldi, 71.

Apertura SABATO 3 OTTOBRE 2026 ore 18,00.

ORARIO VISITE:  VENERDI’, SABATO e  DOMENICA 17,30 – 19,30

INGRESSO LIBERO

 

 

 

 

 

 

BORGO PO & DECORATOPRI. MOSTRA FOTOGRAFICA

Giovedì 17 settembre 2026, ore 17:30: Inaugurazione della mostra Fotografie 1976-2026 di Umberto Capra.

Dialoga con l’autore Claudio Cravero.

«La fotografia è stata ed è per me oggetto di studio e riflessione, ma rimane soprattutto una passione, una possibilità espressiva che mi permette di fondere artigianalmente ricerca della bellezza e dell’emozione, tecnica e manualità. Non sono né un professionista né un artista, ma, da dilettante, mi ci diletto, intensamente.

Le immagini qui presentate non sono una raccolta sistematica, quanto piuttosto una campionatura  rapsodica, che privilegia i due estremi del lasso temporale considerato. Interi periodi, temi, stili, reportage di viaggi (che avrebbero ciascuno richiesto gran parte dello spazio di questa intera mostra) sono stati necessariamente esclusi a favore di un tentativo di tracciare i punti di partenza e di (provvisorio)  arrivo della mia esperienza e riflessione fotografica di questi cinquantanni».

GALLERIA SIMONDI. INSPIRA. TRATTIENI. ESPIRA.

CAPITOLO 1

Chiara Baima Poma / Botto&Bruno / Fatma Bucak / Roberto Casti / Paola De Pietri / Francesca Ferreri / Eva Frapiccini / Giulia Iacolutti / Emily Jacir / Marguerite Kahrl / Lala Meredith-Vula / Laura Pugno / Victoria Stoian /  Flaminia Veronesi / Morigen Yan.

INAUGURAZIONE 17 settembre 2026, 18:00—23:00

DURATA18.09—10.10.2026

PALAZZO SCAGLIA DI VERRUAvia Stampatori, 4 – Torino

Trattieni. Espira. inaugura la nuova sede della galleria e celebra un momento di passaggio, trasformandolo in un’occasione di incontro e di condivisione. È una mostra, ma anche una festa: un invito ad abitare uno spazio nuovo e a riconoscere il valore del tempo che esso suggerisce, facendone un rito condiviso.La festa, in questo senso, non è l’eccezione rumorosa che interrompe la quotidianità. È un tempo comune, sottratto alla produttività, alla velocità e all’urgenza, che restituisce spazio all’incontro e alla presenza. È il momento in cui una comunità si riunisce non soltanto per guardare, ma per riconoscersi attorno a un’esperienza condivisa.La galleria trova oggi casa all’interno di Palazzo Scaglia di Verrua, uno dei pochi palazzi rinascimentali ancora visibili a Torino. Attraversarne il cortile significa rallentare naturalmente il passo. La città rimane appena oltre il portone, mentre lo spazio interno apre a un luogo di quiete, contemplazione e attenzione. Non uno spazio separato dal mondo, ma un punto da cui tornare a guardarlo con maggiore consapevolezza.

Da questa esperienza nasce il titolo della mostra. Il respiro scandisce la vita con un ritmo essenziale, comune a ogni essere vivente: inspirare, trattenere, espirare. Un gesto semplice, spesso inconsapevole. Il respiro non interrompe il tempo: ne rivela il ritmo. Ci ricorda che ogni pausa non è una sospensione della vita, ma la condizione che rende possibile continuare a osservare e immaginare.Le opere riunite in mostra restituiscono la pluralità di sguardi che caratterizza il percorso della galleria. Attraverso linguaggi differenti — fotografia, scultura, suono, installazione, video — gli artisti interrogano alcune delle questioni più urgenti del nostro presente: le trasformazioni ambientali, i conflitti, le migrazioni, i confini, le fragilità dei sistemi politici e sociali. Non cercano di rappresentare il mondo in modo esaustivo, né di offrire risposte definitive. Piuttosto, aprono uno spazio di percezione. Il percorso espositivo presenta un’opera di ciascun artista rappresentato e opere di artisti con i quali la galleria ha avviato un dialogo, riconoscendone il valore della ricerca. È un gesto che guarda contemporaneamente al percorso costruito fino a oggi e a quello che ancora deve prendere forma. Ogni opera custodisce una storia, ma insieme alle altre diventa parte di un racconto più ampio, capace di delineare una direzione comune senza rinunciare alla pluralità delle ricerche. Uno sguardo che tiene insieme memoria e prospettiva, radicamento e trasformazione.La serata inaugurale accoglierà The Outsider (live), la performance sonora site-specific di Roberto Casti. Il progetto prende forma dai suoni del contesto urbano: il paesaggio sonoro del quartiere viene registrato e restituito dal vivo all’interno della galleria, intrecciandosi a un set di improvvisazione analogico e digitale influenzato dalle presenze sonore provenienti dall’esterno.Ogni performance è irripetibile, perché prende forma dalla relazione con il luogo che la ospita e con il paesaggio sonoro che lo attraversa. Un’opera che non chiude la mostra, ma ne prolunga il gesto inaugurale, mettendo in dialogo ciò che è fuori e ciò che è dentro e immaginando il loro confine come uno spazio di scambio, interdipendenza e alleanza.

 

CHIERI. “LA LUCE NELL’ARTE”CON IL GRUPPO LIBER ART LIFE

Ha avuto successo il 12 e 13 settembre in San Filippo la mostra “La luce nell’arte” a cura del gruppo chierese Libert Art Life guidato da Marisa Valle e con la partecipazione dei suoi allievi, tra cui Angelina Giorgio.

Nelle foto i protagonisti dell’evento, confortato da una buona presenza di visitatori.

 

FUORI PIEMONTE

Carrara. (Yours) in the undoing*. *[Nel (tuo) disfare]. La scultura tra natura, trasformazione e rinnovamento

mudaC | museo delle arti Carrara

6 settembre 2026 – 10 gennaio 2027

 

Ha inaugurato domenica 6 settembre alle 18 al mudaC|museo delle arti Carrara ‘(Yours) in the undoing*. *[Nel (tuo) disfare]’, promossa dal Comune di Carrara. La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027 e propone le opere di cinque artiste: Anna Multone (piemontese di nascita, è di Borgosesia), Francesca Bernardini, Selene Frosini, Silvia Scaringella e Verena Mayer-Tasch, la cui pratica contemporanea incentrata sul marmo, converge attorno ai temi della trasformazione, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento.

Il progetto è il risultato del lavoro collettivo del gruppo curatoriale composto da Marco Filomeno, Yi-An Kang, Hunor Máté Mészáros, Chih-Ching Peng e Uliana Seregina, che è stato sviluppato nell’ambito del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Campus di Milano, sotto la guida del docente Emanuele Guidi. In dialogo con la collezione permanente del museo, la mostra si snoda attraverso la duplice accezione racchiusa nel suo titolo: il disfare come rovina, ma anche come gesto di liberazione. Uno scomporre di strutture arcaiche che possa portare alla costruzione di nuove architetture di pensiero.

«Con questa mostra abbiamo raccolto una sfida provando a ‘disfare’ la staticità della collezione permanente del nostro mudaC per restituirle nuovo movimento e nuove prospettive, attraverso le opere di 5 scultrici fortemente legate al nostro territorio e alla sua pietra – spiega l’assessora alla Cultura Gea Dazzi  –. Il loro ‘disfare’ ha creato così una connessione potente tra quella pietra e la natura in cui vive e respira. Una mostra omaggio dunque a Carrara, attraverso uno sguardo femminile che non è più solo cura ma anche rottura, ferita su cui interrogarci e da cui ripartire. Ringrazio tutte le nostre scultrici, che incarnano esperienze artistiche molto interessanti e diversificate, anche per la loro diversa età, e mi complimento per il progetto curatoriale coordinato da Emanuele Guidi, insieme a un gruppo selezionato di studenti del NABA di Milano, che ha saputo restituire la complessità di prospettive intorno alla scultura in marmo contemporanea».

«Yours) in the undoing*. *Nel (tuo) disfare. Sono queste le ultime parole di una lettera scritta dalla natura che non avremo mai l’occasione di leggere – dicono i curatori della mostra  –. Parole che a Carrara vengono incise nel marmo nel loro schiantarsi e precipitare nelle cave. Ciò che resta è un’eco che preferiamo ignorare in nome del progresso. In risposta a questa eco, (Yours) in the Undoing riunisce le opere di cinque artiste la cui pratica contemporanea incentrata sul marmo, converge attorno ai temi della trasformazione, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento, immaginando nuove possibilità di relazione con un materiale profondamente segnato dall’intervento umano».

L’esposizione si apre con la serie Fallen Leaves di Verena Mayer-Tasch: delicate foglie scolpite nel marmo incarnano una concezione ciclica dell’esistenza, in cui la morte diventa la condizione stessa per una nuova vita. Seguono Enwrapping e Over the Skin di Francesca Bernardini, strutture nate per proteggere, ma anche capaci di aprirsi alla trasformazione e alla rottura. Al centro del percorso, Memorabilia II di Anna Multone pone il visitatore di fronte a strumenti simbolici del controllo umano sulla natura, utensili custoditi in un cassetto da aprire o chiudere che evocano il fragile confine tra cura e controllo. È qui che la mostra si arresta e cambia direzione: Planimetrie Naturali di Silvia Scaringella propone infatti l’immagine di una natura che resiste a ogni tentativo di contenimento, mentre le sculture di Selene Frosini concludono il percorso con cavità scolpite nel marmo, dove la pietra lascia emergere forme organiche che ricordano radici o vene: nuovi germogli che trasformano la rovina in possibilità di rinascita. La sequenza rimane volutamente aperta: percorsa in senso inverso, infatti, questi segni di rinascita diventano il ricordo di un mondo in via di scomparsa. Al primo piano del museo, il percorso è in dialogo con le opere della collezione permanente del mudaC, in cui le forme del passato entrano in risonanza con le trasformazioni evocate dalle opere delle artiste. In questo spazio conclusivo, il disfare continua a emergere non come una perdita definitiva, ma come una possibilità: quella di ripensare il rapporto tra umano, natura e materia.

Un ringraziamento speciale a Marco Scotini, Direttore Artistico di NABA, e ad Andris Brinkmanis, Course Leader del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali.

Anna Multone (Borgosesia, 2001) nel 2020 si trasferisce a Carrara dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e durante il percorso accademico partecipa a diverse esperienze artistiche, tra cui mostre collettive, residenze, simposi e workshop di scultura in Italia e all’estero, come in Francia, in Portogallo, in Grecia e negli Stati Uniti. Nel 2025 realizza le sue prime mostre personali Terra/Memorie a Carrara e Terra/Sacra a Villa Faraldi (Imperia).

Francesca Bernardini (Carrara, 1974) è una scultrice italiana la cui ricerca si ispira al microcosmo naturale, traducendo ricordi, emozioni ed esperienze personali in forme organiche e morbide scolpite nel marmo. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara, si è formata nelle storiche botteghe della città. Oggi ha il proprio studio SGF scultura, a Torano, Carrara. Dai primi anni Duemila le sue opere sono esposte a livello internazionale in cinque continenti – Europa, Asia, America, Oceania, Africa – ha inoltre preso parte a numerosi simposi di scultura, realizzando anche opere monumentali per lo spazio pubblico.

Selene Frosini (Pontedera, 1988) è una scultrice italiana la cui pratica esplora il potenziale espressivo del marmo attraverso forme plasmate dall’assenza, dall’erosione e dalla tensione spaziale. Vive e lavora a Carrara. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze e ha partecipato a mostre, residenze e simposi internazionali di scultura. Nel 2023 ha ricevuto il Silver Prize al LihPao International Sculpture Biennial Award di Taipei.

Silvia Scaringella (Roma, 1986) è un’artista italiana la cui pratica indaga le relazioni tra comportamento umano e animale, sistemi collettivi e dinamiche della società contemporanea. Lavorando principalmente con il marmo, combina ricerca antropologica e sociologica con forme scultoree organiche. Vive e lavora tra Roma e Carrara. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara e ha studiato presso la Iwate University in Giappone. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale e fanno parte di importanti commissioni pubbliche permanenti in Italia, Giappone e Cina, tra cui l’Aeroporto di Fiumicino a Roma e la Fondazione Fiumara d’Arte in Sicilia.

Verena Mayer-Tasch (Mainz, 1968) è una scultrice tedesca residente a Carrara, dove ha conseguito il diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti, dal 1996. La sua opera indaga la memoria degli istanti che la vita lascia scivolare via: gesti quotidiani, oggetti dell’infanzia, presenze assenti e forme della natura.

 

L’INDOMITA VERTIGINE DELL’ESSERE. Strigarum Arcana. I tarocchi delle Streghe alla Rocca di Gradara

 

Dal 19 settembre al 1° novembre 2026, per la prima volta vengono presentate insieme le 78 tavole originali di Strigarum Arcana, l’intero mazzo di Tarocchi ideato e realizzato a mano dall’artista Ardo Quaranta. La mostra, a cura di Cecilia Casadei, è promossa dal Comune di Gradara e da Gradara Innova s.r.l., in collaborazione con la Direzione della Rocca di Gradara.

Sono 78 tavole originali, un intero mazzo di Tarocchi disegnato e calligrafato a mano, un percorso visivo che assume la figura della Strega come simbolo di libertà attraverso l’affermazione della propria individualità.

Dal 19 settembre al 1° novembre 2026, la Rocca di Gradara ospita L’Indomita Vertigine dell’Essere, mostra personale di Ardo Quaranta dedicata a Strigarum Arcana, I tarocchi delle Streghe. Per la prima volta il progetto viene presentato pubblicamente nella sua forma completa, riunendo tutte le 78 tavole originali che compongono gli Arcani Maggiori e Minori.

La mostra sarà inaugurata sabato 19 settembre alle ore 21.00, con una visita guidata e gli interventi dell’autore e della curatrice Cecilia Casadei.

Un mazzo di Tarocchi come opera unitaria

Strigarum Arcana nasce dal confronto con una tradizione iconografica che, nei secoli, non è mai rimasta immobile. I Tarocchi hanno continuamente assorbito linguaggi, valori, paure e aspirazioni delle società che li hanno prodotti, trasformando le proprie figure pur conservando una struttura simbolica riconoscibile.

Il progetto di Ardo Quaranta si colloca consapevolmente dentro questa evoluzione. Non cerca una rottura con la tradizione, ma una sua interpretazione contemporanea: al centro del mazzo compare la Strega, non come figura folklorica o semplicemente esoterica, ma come simbolo di autodeterminazione, libertà individuale e irriducibilità della propria identità. È da questa tensione che prende forma il titolo della mostra, L’Indomita Vertigine dell’Essere: la difficoltà, il rischio e insieme la necessità di assumere pienamente ciò che si è.

Per Quaranta, la libertà evocata da Strigarum Arcana non consiste nel rifiuto di ogni vincolo, ma nella possibilità di scegliere chi essere e assumersi fino in fondo questa scelta. La Strega nasce da qui: dalla tensione tra ciò che il mondo assegna all’individuo e ciò che l’individuo decide di diventare.

 

APPUNTAMENTI

Sabato 19 settembre — Inaugurazione

Ore 21.00 — Inaugurazione e visita guidata, con interventi dell’autore Ardo Quaranta e della curatrice Cecilia Casadei.Ingresso gratuito alla mostra.

Domenica 20 settembre

Ore 17.30 — Visita guidata con l’autore.Ingresso gratuito alla mostra.

Sabato 26 settembre

Ore 17.30 — Visita guidata, durata circa 30 minuti.Ore 19.00 — Incontro con l’autore:Storia dei tarocchi e origine della divinazione con le carteIngresso gratuito alla mostra.

Domenica 4 ottobre

Ingresso gratuito alla Rocca in occasione della prima domenica del mese.

Sabato 31 ottobre — Notte delle StregheOre 17.30 — Visita guidata, durata circa 30 minuti.

Domenica 1° novembre — Chiusura della mostraIngresso gratuito alla Rocca in occasione della prima domenica del mese.Ore 17.30 — Visita guidata con l’autore e chiusura della mostra.

INFORMAZIONI

L’Indomita Vertigine dell’EssereStrigarum Arcana, I tarocchi delle Streghe

Ardo Quarantaa cura di Cecilia Casadei

19 settembre – 1° novembre 2026Rocca di Gradara

Promossa da Comune di Gradara – Gradara Innova s.r.l.in collaborazione con la Direzione della Rocca di Gradara

Per tutto il mese di settembre la Rocca è aperta dal lunedì alla domenica, ore 9.00–19.00, con chiusura della biglietteria alle 18.15.

Gli orari relativi al mese di ottobre saranno comunicati attraverso i canali ufficiali della Rocca non appena definitivi.

L’ingresso alla mostra è gratuito in occasione degli eventi e delle visite guidate. L’eventuale visita alla Rocca è soggetta alle normali modalità di bigliettazione, salvo le giornate a ingresso gratuito previste dal calendario.

ce nel 2015 dello Studio Marmore+ a Carrara, Mayer-Tasch ha partecipato a numerose mostre e simposi internazionali di scultura in Europa, Asia, Medio Oriente e Sud America. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Argentina, Austria, Cina, Francia, Germania, Israele, Italia, Lussemburgo, Siria, Turchia e Uzbekistan.