CARABINIERI FORESTALI DI MONDOVI’ DENUNCIANO PIROMANE RITENUTO RESPONSABILE DI 9 INCENDI BOSCHIVI DOLOSI VERIFICATISI L’ESTATE SCORSA NEL MONREGALESE E IN VALLE PESIO: E’ UN APPARTENENTE AL CORPO VOLONTARI A.I.B. DELLA REGIONE PIEMONTE

Un appartenente al Corpo Volontari A.I.B. (Anti Incendi Boschivi) della Regione Piemonte (T.C., di anni 39, originario di Villanova Mondovì e residente a Peveragno), è indagato per avere cagionato dolosamente numerosi incendi boschivi nell’estate scorsa, tra il Monregalese e la Valle Pesio, sfruttando il lungo periodo di eccezionale siccità della vegetazione ed elevate temperature. In particolare, gli eventi di cui è ritenuto responsabile (9 in totale) si sono verificati nei Comuni di Chiusa di Pesio (loc. Cavanero e loc. Peschiere), Peveragno (loc. Salto dell’Asino e Valfredda), Villanova Mondovì (loc. Monte Calvario e loc. Rolando) e Pianfei, nei pressi del Lago omonimo, in un arco temporale che va dal periodo pasquale sino alla seconda metà del mese di Agosto, bruciando una superficie boscata totale di circa 2 ettari.

Le indagini, protrattesi per molti mesi dell’anno corrente, anche in relazione alla reiterazione dell’azione criminosa, sono state condotte dal Nucleo Carabinieri Forestale di Mondovì, articolando l’attività in diverse fasi investigative che hanno permesso di appurare nel tempo utili elementi tali da chiudere il cerchio attorno al responsabile.

In occasione dei primi incendi appiccati, dalle ricognizioni e rilievi effettuati in campo sulle aree percorse dal fuoco, nonché dall’analisi di videoregistrazioni di impianti di videosorveglianza, sono scaturiti i sospetti su T.C..

L’uomo è attualmente indagato per il reato di incendio boschivo doloso, ai sensi dell’art. 423 bis c. 1 C.P., che prevede una pena che va da 6 a 10 anni di reclusione, con l’aggravante della violazione dei doveri inerenti all’esecuzione di incarichi o allo svolgimento di servizi nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi boschivi.

Il fenomeno degli incendi boschivi rappresenta un evidente danno per gli ecosistemi e il paesaggio, come si è potuto constatare la scorsa estate a seguito dei numerosi roghi che hanno interessato tutto il territorio nazionale e, in particolare, la Regione Piemonte, in cui è rimasta in vigore, sostanzialmente per l’intero periodo, la Dichiarazione Regionale dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, in relazione alle condizioni ambientali e predisponenti particolarmente critiche. Ma oltre a procurare indelebili ferite al territorio e all’ambiente, l’incendio boschivo costituisce un rilevante fatto sociale, essendo statisticamente un evento di origine pressoché umana, con considerevole dispendio di risorse economiche per le operazioni di spegnimento, mettenti anche a rischio il relativo personale impiegato (Vigili del Fuoco e Volontari A.I.B.). Non a caso, la L. 353/2000 ha introdotto nel codice penale italiano lo specifico reato di incendio boschivo, prevedendo pene molto severe per i responsabili.

Pertanto, gli esiti positivi dell’attività d’indagine svolta dai Carabinieri Forestali di Mondovì, rappresenta sicuramente un importante segnale al contrasto della piaga degli incendi boschivi dolosi, purtroppo in aumento anche in relazione alle condizioni climatiche sempre più estreme, e in cui tale comparto di specialità dell’Arma dei Carabinieri risulta specificatamente impegnato.