Asti. Reati contro il patrimonio, la Procura sequestra beni per 700 mila euro

Un’articolata e complessa indagine patrimoniale, svolta dal pool misure di prevenzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, composto da due magistrati e da un luogotenente dei Carabinieri in servizio presso la Sezione di Polizia Giudiziaria, ha condotto dapprima al sequestro e, successivamente, alla confisca di beni per un valore complessivo superiore a 700.000 euro. Il provvedimento, adottato dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Torino con decreto depositato il 7 ottobre 2026, su proposta della Procura della Repubblica di Asti, riguarda una villa di pregio con piscina situata nel territorio del Comune di Mango, con i relativi arredi, accessori e pertinenze, nonché un conto corrente bancario e le somme su di esso giacenti. Gli accertamenti, protrattisi per circa tre anni, hanno richiesto l’esame di una rilevante mole di documentazione bancaria, societaria, fiscale e giudiziaria, anche di provenienza estera. Particolare rilievo hanno assunto gli atti acquisiti da un procedimento celebrato in Svizzera e le successive verifiche svolte dalla Polizia Giudiziaria, che hanno consentito di ricostruire trasferimenti di denaro e operazioni societarie utilizzate per schermare la disponibilità dei beni. La proposta di confisca ha riguardato un soggetto già destinatario della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale e gravato da numerosi precedenti per reati prevalentemente contro il patrimonio e comunque produttivi di profitto. Il Tribunale ha ritenuto che l’immobile, benché formalmente intestato a società, fosse nella piena disponibilità del proposto e che gli ingenti investimenti effettuati per l’estinzione dei finanziamenti gravanti sul bene e per la sua ristrutturazione risultassero sproporzionati rispetto ai redditi leciti dichiarati. Il valore attuale della proprietà è stato stimato, secondo le diverse valutazioni tecniche esaminate, in una forbice compresa tra circa 560.000 e 700.000 euro. All’esito del procedimento, nel quale la difesa ha depositato un’ampia documentazione e proprie consulenze tecniche, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Torino ha disposto la confisca dell’intero compendio immobiliare e del conto corrente, confermando l’amministratore giudiziario già nominato. L’esecuzione del decreto è stata affidata al Comando Provinciale dei Carabinieri di Asti. I beni confiscati restano sottoposti alla gestione dell’amministratore giudiziario secondo la disciplina prevista dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nell’interesse dell’amministrazione pubblica competente. Il provvedimento di confisca è suscettibile dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge. La persona interessata deve pertanto essere considerata non definitivamente destinataria della misura sino alla conclusione del relativo procedimento.