PASSIONE FUMETTI di Giancarlo Vidotto – Un anno senza te, FRANTUMI e Residenza Arcadia


L’entusiasmo con cui il direttore editoriale della Bao Publishing Michele Foschini ha presentato i 5 giovani autori presenti alla Torino BAO Night dell’8 giugno 2017 al Circolo dei Lettori non ci ha messo molto a contagiare tutto il pubblico presente. Un entusiasmo nato dalla consapevolezza di aver “scoperto” nuovi talenti e visto nascere le loro opere. Un entusiasmo che ho condiviso ancora di più dopo avere letto le tre graphic novel presentate:

“Un anno senza te” di Luca Vanzella e Giopota

“FRANTUMI” di Giovanni Masi Rita Petruccioli

“Residenza Arcadia” di Daniel Cuello

 


Se Giovanni Masi e Luca Vanzella, entrambi sceneggiatori, sono già noti per aver scritto fumetti per Sergio Bonelli Editore (Orfani e Dylan Dog) e Cosmo Comics (Beta), i disegnatori Giovanni Pota (Giopota) e Rita Petruccioli si presentano al pubblico per la prima volta con opere lunghe e importanti, così come Daniel Cuello (vive a Udine ma è argentino) che scrive e disegna i suoi fumetti interamente da solo.

Rita Petruccioli è una illustratrice romana molto famosa e quotata (si possono vedere sue opere su www.ritapetruccioli.net) che si è cimentata per la prima volta con il mondo dei fumetti proprio con FRANTUMI. “Il mio problema inizialmente è stato confrontarmi con la tridimensionalità del fumetto rispetto all’illustrazione. Ho dovuto cambiare completamente impostazione mentale.”

 


 

“Passare da 16 pagine a 200 è come passare da un salto al parapendio” ha dichiarato Giopota (www.giopota.com). “Luca mi ha dato l’opportunità di crescere. Nella corso della realizzazione di questa storia il mio stile si è evoluto, tanto che dopo un anno di lavoro ho dovuto buttare via quello che avevo già realizzato e rifare tutto da capo”. Per Luca Vanzella “questo tipo di fumetto dà la libertà di raccontare veramente qualcosa che senti, quello per cui hai deciso di fare questo lavoro. Averlo fatto mi ha saziato, anche se so già che mi tornerà la voglia di ricominciare”.

 

Daniel Cuello è famoso per le vignette umoristiche e le storie brevi dei suoi vecchietti su internet (www.danielcuello.com) anche se ha confessato di avere già scritto storie lunghe, se pure non ancora pubblicate. In “Residenza Arcadia” ho voluto mantenere la tendenza triste e malinconica, ma dai finali spesso umoristici, delle mie storie brevi e rappresentare le tragedie della vita con il mio stile. In questo libro ho introdotto alcune variazioni cromatiche nei colori, anche se fondamentalmente ho usato i soliti 10-12, dai toni smorti e opachi, per poter rappresentare al meglio e con pesantezza i racconti dei miei vecchietti”.

 

Giovanni Masi ha confessato di aver scritto due volte Frantumi – la seconda adattandolo alle specificità dello stile di Rita Petruccioli – per raccontare “cosa succede quando qualcosa va veramente male. Quando la tua vita va in frantumi”. “E’ stato il mio sogno, mi sono messa totalmente al servizio di Giovanni” ha dichiarato Rita Petruccioli, “è anche il primo libro dove ho potuto lavorare sul colore con funzioni narrative. Ho utilizzato dei colori dominanti per rappresentare i diversi luoghi in cui si svolge la storia e i tre personaggi principali sono caratterizzati ciascuno da due colori”.

Anche Giopota ha colorato personalmente i suoi disegni “cercando di dare quasi l’idea di un cartone animanto”.

 

 

“Un anno senza te” parla di cosa succede quando finisce una storia importante, di come ci si sente quando non si riesce a smettere di pensare a chi ci ha lasciato. Una storia scandita in episodi che si svolgono nei 12 mesi dell’anno, da settembre ad agosto di quello successivo, su 215 pagine. E’ ambientata a Bologna, città di cui Giopota ci regala bellissime vedute. Il protagonista è uno studente universitario, Antonio, con cui interagiscono e si confrontato principalmente i suoi tre amici, Zeno, Tobia e Anita. Un libro che dà una visione delicata e intelligente dell’argomento, che stimola riflessioni pur rimanendo sempre divertente e di piacevole lettura. Un libro che riserva anche qualche divertente sorpresa, sia nell’interpretazione del mondo, sia soprattutto per il Dizionario dei sentimenti misconosciuti e delle azioni minime, che ci spiega termini come la clausnoia, sonderare, la zemblanità, materspeculum, l’edondromia, l’asincairosia ed emofene, quasi tutti inventati da Luca Vanzella.

 


“Frantumi” colpisce per il titolo potente e per lo stile affascinante dei disegni di Rita Petruccioli. Inizia alla Stazione Termini di Roma – che l’autrice ha dichiarato amare per le linee particolari e caratteristiche che esprime – ma, quando tutto va in frantumi, l’azione si sposta in un mondo nuovo, metafisico, dove Mattia, il protagonista, affronterà uno strano viaggio per ritrovare la sua Sofia. Qui incontrerà Laila, che lo accompagnerà e lo guiderà in una realtà che cade a pezzi. Insieme vivranno un’avventura – che solo i disegni di Rita Petruccioli potevano raccontare in modo efficace – per ritrovare soprattutto se stessi. Un viaggio che gli autori hanno fatto insieme ai loro personaggi, tant’è che Giovanni Masi ha raccontato che “scrivere questa storia mi ha cambiato talmente tanto che ad un certo punto mi sono reso conto che il finale che avevo inizialmente pensato poi non funzionava più e ho dovuto cambiarlo”.

 

“Quello di Daniel è un libro che fa male. Ci sono momenti di pura genialità ed è una cosa che non ti aspetti”. Concordo in pieno con quanto detto da Michele Foschini a proposito di “Residenza Arcadia”.

Daniel Cuello aveva già partecipato al BAO Pride – affollatissimo incontro all’ultimo Salone del Libro di Torino – insieme a Zerocalcare, Leo Ortolani e Giacomo Bevilacqua, autori che, come lui, hanno un occhio particolare per il mondo che li circonda e un modo nuovo ed efficace per descriverlo. “Mi piace osservare la realtà e raccontarla in tutte le sue ombre, ma in modo leggero, senza essere troppo pesante e senza ancorarla ad un luogo preciso”. Questa è Residenza Arcadia: tagliente e impietoso, acuto e ironico, cattivo e disincantato, come i numerosi protagonisti del libro, nessuno dei quali si può definire positivo. Un racconto denso di elementi che lo ancorano al nostro tempo ma che potrebbe essere invece un prossimo futuro, in un qualunque paese del mondo, anche l’Italia, o l’Argentina ancora oppressa dalla dittatura militare.

Un libro dall’umorismo sottile e divertente che racconta di tante storie e che fa venire voglia di leggerne ancora.

 


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