PASSIONE FUMETTI: Martin Mystère, i detective dell’impossibile e le strisce a fumetti


Di Martin Mystère non ce n’è uno solo.
C’è quello che troviamo in edicola ogni due mesi sulla serie nata nell’aprile del 1982 – mensile fino a maggio 2005 – e giunta in questi giorni al n. 355, “Le strane morti del signor Max”, una bella avventura realizzata da Enrico Lotti e Alfredo Orlandi. Un Martin Mystère che vive nella nostra contemporaneità e che, contrariamente alla regola dei fumetti seriali, nel tempo è invecchiato (bene), insieme a noi.

Docteur Mystère e gli altri


C’è il suo omonimo ottocentesco Docteur Mystère, nato sugli albi 174 e 175 della serie regolare e poi protagonista di 5 avventure pubblicate sugli Almanacchi del Mistero dal 1998 al 2004. Tre di queste sono state ristampate prima in albi alla francese, da Alessandro Editore, e poi in volume unico, da Mondadori Comics. Il protagonista prende il nome e alcune caratteristiche da un romanzo di Paul d’Ivoi, “Le Docteur Mystère”, e richiama i classici di Jules Verne, H.G. Wells ed Emilio Salgari, in chiave steampunk.

C’è il Martin Mystère degli anni ’30 – una versione particolarmente simpatica e alternativa, in cui il nostro eroe e i suoi amici agiscono come personaggi dell’epoca – comparso sull’albo dei 30 anni e su due speciali annuali (3 storie raccolte nel bel volume “Fuori tempo!”).
E il Martin Mystère del futuro, un androide che ne mantiene ricordi e conoscenze, protagonista di due avventure speciali in compagnia di Nathan Never, “Prigioniero del futuro” e “Il segreto di Altrove”, oltre ad alcune apparizioni in altre storie.

C’è il Martin Mystère ricreato per le “Nuove avventure a colori”, la miniserie di 12 albi pubblicati da novembre 2016 a ottobre 2017. Una nuova lunghissima avventura, dinamica e brillante, che risponde alla domanda “come sarebbe Martin Mystère se fosse stato creato ai giorni nostri?”.

Le strisce a fumetti di Martin Mystère


Ma, oltre ad avere diverse incarnazioni, Martin Mystère è un personaggio che, fin da subito, è uscito dai confini della serie a fumetti della Sergio Bonelli Editore, per comparire in altre pubblicazioni, altri media, o come testimonial di eventi, manifestazioni e campagne sociali e culturali.
Tra le pubblicazioni extra Bonelli, Martin Mystère annovera ben 5 lunghe apparizioni su quotidiani locali a partire da metà degli anni ’80, in forma di striscia a fumetti. Storie che sono state recentemente ristampate nel bel volume “Le avventure a striscia di Martin Mystère” dalla Sergio Bonelli Editore.

Brick Bradford, l’eroe delle strisce a fumetti americane a cui assomiglia Martin Mystère

Le strisce a fumetti sono nate sui quotidiani americani agli inizi del ‘900, sia in forma di strisce giornaliere (una singola striscia di 4/5 vignette), sia di tavole domenicali (spesso una intera pagina). Pur essendo spesso storie ad ampio respiro, le singole strisce (o tavole) venivano concepite per essere leggibili e comprensibili anche singolarmente (dal lettore occasionale), caratteristica che qualifica in modo significativo il ritmo narrativo dell’intera storia. Le strisce, inizialmente soprattutto umoristiche (Yellow Kid, Bibì e Bibò, Little Nemo), divennero con il tempo sempre più adulte, in linea con i lettori dei giornali. Nacquero così, a partire dagli anni ’30, Flash Gordon, il Tarzan dei fumetti, Brick Bradford, Mandrake, Phantom, Agente Segreto X-9 e tantissimi altri.

Questo fenomeno è invece pressoché sconosciuto in Italia, dove giornali e fumetti non si sono quasi mai incontrati. Le avventure a striscia di Martin Mystère sono quindi una piacevole rarità, frutto della tenacia del vulcanico Alfredo Castelli, come lui stesso ci spiega nell’introduzione al volume che le raccoglie.
Delle 5 avventure di Martin Mystère a striscia, 3 sono adattamenti di storie già pubblicate e 2 sono state scritte e disegnate appositamente per la pubblicazione sui giornali. Queste ultime sono state successivamente ristampate dal Club Amici del Fumetto e sul n. 12 della collana Martin Mystere Extra, in versione rimontata albo Bonelli.

Il tesoro del Loch


Il tesoro del Loch (54 tavole di due strisce cadauna) è una rielaborazione dell’avventura apparsa su Martin Mystère Special n. 2 “Il tesoro di Loch Ness” (1985), di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini, pubblicata sul quotidiano pomeridiano La Notte dall’11 luglio al 2 settembre 1988. Un bel classico di Martin Mystère, dove appaiono per la prima volta Dee e Kelly, insieme alla frizzante Angie. Alfredo Castelli ha adattato la narrazione allo stile delle strisce in modo certosino, modificandone ritmo e alcuni dialoghi. Particolarmente apprezzabile lo stile di Alessandrini, all’epoca più sporco e “meno elegante”, ma che ancora oggi conserva un grande fascino.

Space Invaders


Ritroviamo Giancarlo Alessandrini e Aldredo Castelli anche nella seconda avventura, Space Invaders, adattamento della storia pubblicata sugli albi 64 “Fantasmi a Manhattan” e 65 “Space Invaders” della serie regolare (a sua volta adattamento di una storia breve apparsa su Messaggero estate dell’agosto 1986). Space Invades a strisce è stato pubblicato dall’11 luglio al 10 settembre 1990 sui quotidiani del gruppo Repubblica-L’Espresso in 53 tavole di 3 strisce cadauna. Una storia importante, anche per i richiami alla tecnologia dell’epoca (che oggi appare lontanissima), abilmente rielaborata da Castelli e disegnata da un Alessandrini in piena fase evolutiva.

Tempo Zero


Tempo Zero è un’altra classica – e mitica – storia di Martin Mystère, scritta da Alfredo Castelli e disegnata da Giovanni Freghieri, apparsa sulla serie regolare negli albi 46, 47 “Tempo Zero” e 48 nel 1986, rielaborata per i quotidiani del gruppo Repubblica- L’Espresso in 60 tavole di 3 strisce, pubblicate dal 30 giugno al 7 settembre 1992. Affascinante l’idea di base, così come è affascinante il diabolico Mister Jinx, in una storia che si rilegge volentieri, anche in questo formato.

L’amuleto di Tin Hinan


L’amuleto di Tin Hinan è stata realizzata appositamente per la pubblicazione sul quotidiano Il Giorno, da Alfredo Castelli per i disegni di un – già bravissimo – Lucio Filippucci. 27 tavole di 3 strisce apparse a puntate settimanali dal 23 aprile al 24 ottobre 1993. La storia è ambientata in massima parte a Milano e, oltre che di misteri, tratta anche dei problemi dell’immigrazione, con spunti di significativa attualità, nonostante risalga a quasi 25 anni fa.

Il mistero della camera rossa


Anche Il Mistero della camera rossa è stato realizzato direttamente per la pubblicazione su quotidiano, dove apparve, a due puntate a settimana, dal 9 settembre al 26 ottobre 1994 su Il Piccolo di Trieste. 14 tavole di 3 strisce realizzate da Alfredo Castelli e Franco Devescovi incentrate su Trieste e i suoi misteri. Una storia breve ma corposa, in cui non mancano azione e ritmo, nonostante lo spazio dei dialoghi sia ancora maggiore del solito.

Allan Quatermain


Completa il volume la riedizione a colori, rivista e corretta, di un’avventura che costituisce il banco di prova di Martin Mystère: Allan Quatermain “Destinazione Messico”. Realizzata da Alfredo Castelli e Fabrizio Busticchi, ispirandosi all’avventuriero creato da Henry Rider Haggard, contiene già molti elementi che caratterizzeranno il futuro Detective dell’impossibile, come la pistola a raggi e la presenza di Java. Oltre alle tavole delle prime due puntate, pubblicate nel 1978 sul settimanale SuperGulp, nel volume viene completata l’avventura sotto forma di racconto illustrato, ripreso dalla pubblicazione su “Lo strano caso del Professor Martin Mystère e del Dottor Allan Quatermain”, realizzato dall’A.N.A.F. nel 1990. Molto interessante anche la parte redazionale sulle vicende che hanno portato alla genesi dei due personaggi.

Immagini ©Sergio Bonelli Editore
A Martin Mystère ho dedicato l’articolo “Martin Mystère e il Barone di Munchausen” nell’aprile del 2016

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