PIEMONTE ARTE: CARMAGNOLA, SALONE DEL LIBRO, BIELLA, RIVOLI, VERCELLI, SETTIMO, “NEL MIRINO”, “MURI URLANTI”…

 

CARMAGNOLA, PALAZZO LOMELLINI: MOSTRA ENZO FARAONI

inaugurazione venerdi’ 19 aprile 2019 – ore 18

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Carmagnola presenta la mostra Enzo Faraoni a cura della Galleria d’Arte Pirra di Torino, presso Palazzo Lomellini dal 19 aprile al 19 maggio 2019.

Enzo Faraoni, pittore e incisore fiorentino scomparso nel 2017, è uno dei protagonisti dell’arte figurativa italiana della seconda metà del Novecento. Al suo lungo, solitario e coerente percorso artistico, questa ampia retrospettiva di oltre sessanta opere vuole rendere omaggio.

Faraoni è un lirico, per il quale è impossibile distinguere il dato del reale da quello dell’emozione, e le sue opere raccontano la poetica quotidianità delle cose più semplici attraverso un delicato ventaglio cromatico. Si tratta di nature, vive o morte, su fondi spesso oscuri, ma articolatissimi per luci improvvise e sottotoni di marroni, di ocre e di grigi che si diffondono attorno al soggetto, in un balenare di luci e coni d’ombra che creano dinamici suggerimenti prospettici. Una luce fuggente, che pare quasi l’elogio dell’ombra, animata da brevi accensioni cromatiche sulle fisionomie delle sue, spesso assorte, modelle. Tipici sono i tavoli ingombri di umili oggetti, di ortaggi e di fiori. Le nature morte di Faraoni prendono vita da questi tavoli, densi di materia e concepiti in un disordine apparente, che reca in sé rigori di cadenze e di ritmi. Domina la sobrietà, non c’è gerarchia di valori, ogni cosa è parte essenziale. Attraverso il segno Faraoni esprime la sua visione dolorosamente poetica dell’esistenza, la sua malinconica percezione di cose, persone, luoghi, ognuno strettamente connesso all’altro. Ogni opera è un viaggio interiore teso a cogliere la verità delle cose nel loro manifestarsi senza artificio. Ne risulta una pittura disadorna, aliena al superfluo, perché intrinsecamente elegante e bilanciata, ma al tempo stesso indubbiamente evocativa e capace di introdurci alla congeniale dimensione dell’artista, quella rivolta all’anima di tutte quelle cose senza storia apparente.

CATALOGO IN MOSTRA

INGRESSO LIBERO

ORARI: GIOVEDI’, VENERDI’, SABATO 15.30 – 18.30

             DOMENICA 10.30 – 12.30; 15.30 – 18.30

Palazzo Lomellini – Piazza Sant’Agostino 17 – info Comune di Carmagnola – tel. 011.9724238

www.comune.carmagnola.to.it www.palazzolomellini.com

 

IL XXXII SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO È ARRIVATO

Dal 9 al 13 maggio 2019, Il gioco del mondo

Annunciati programma e novità per l’edizione 2019

Il Salone Internazionale del Libro di Torino torna dal 9 al 13 maggio 2019 nei Padiglioni 1, 2, 3 e Oval di Lingotto Fiere. Cinque giorni per raccontare Il gioco del mondo, ovvero ibridazioni e identità, felicità e crisi, logiche e irrazionalità, evoluzioni e battute d’arresto: il contemporaneo con le sue tensioni, controversie e speranze attraverso la pluralità delle voci e visioni di scrittori, scienziati, giornalisti, artisti, registi. Un appuntamento in cui ascoltare e condividere storie diventa non solo strumento di decodifica del reale ma anche volontà del superamento delle barriere e responsabilità del fare, in una logica di ripensamento delle relazioni umane.

Il programma della XXXII edizione del Salone del Libro è stato presentato al Teatro Espace martedì 16 aprile 2019 da Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro; Giulio Biino, Presidente della Fondazione Circolo dei lettori; Maurizia Rebola, Direttore della Fondazione Circolo dei lettori e Nicola Lagioia, Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino. Alla presenza, tra gli altri, di Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, e Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino.

Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2019 è un progetto di Associazione Torino, la Città del Libro e Fondazione Circolo dei lettori, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, e di MiBAC Centro per il libro e la lettura, Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, Italian Trade Agency ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Fondazione Sicilia e Fondazione con il Sud. Con il riconoscimento della Direzione Generale Cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali.

Novità sugli spazi e biglietteria

A partire da mercoledì 17 aprile – saranno aperte le biglietterie sul sito salonelibro.it. Invariati i prezzi: € 10 il biglietto intero, € 8 il ridotto. Il biglietto per i bambini dai 3 ai 6 anni è di € 2,50, per i giovani dai 7 ai 26 € 8. Il Salone è aperto giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 20, venerdì e sabato dalle 10 alle 21.

Tra le novità, i 2 ingressi alla fiera. Si potrà entrare da via Nizza 294 e da via Mattè Trucco 70. A quello storico dal Padiglione 1, quindi, si aggiungerà il secondo accesso dall’Oval. Infatti, i 13.000 mq dell’Oval ampliano il Salone, che passerà da 51.000 a 63.000 mq di spazi espositivi, per una manifestazione più grande, immaginata come una mappa composita in grado di restituire la molteplicità delle case editrici e della produzione letteraria italiana, alternando piccoli e grandi editori.

40 le sale per gli incontri, tra queste la Sala Oro dedicata ai grandi eventi. Altra novità del 2019 è il trasferimento del Bookstock Village nel Padiglione 2, cuore del Salone, che avrà anche corridoi più ampi, spazi liberi e di sosta. Aumenteranno infatti le aree di ristorazione per il pubblico e i servizi.

E ancora, il 2019, è l’anno in cui nasce, in seno alla manifestazione, il primo Board di Sostenibilità multi-stakeholder legato a un evento, per avviare il percorso che porterà verso un Salone del Libro sostenibile. L’iniziativa Il Prossimo Passo, voluta da Maurizia Rebola e da Silvio Viale, e incoraggiata da Stefania Farina, si inserisce nel quadro dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile approvata dalle Nazioni Unite nel 2015.

Le tre inaugurazioni

La sera di mercoledì 8 maggio, ore 20.30, ad aprire la riflessione del Salone del Libro sarà l’Intervista impossibile a Leonardo Sciascia, a 30 anni dalla morte del più scettico scrittore del Novecento italiano. Ha contraddetto e si è contraddetto, così recita il sottotitolo dell’evento. La curatela del testo è affidata a Christian Raimo, scrittore e critico culturale, mentre la regia è nelle mani di Veronica Cruciani. Sul palco, il talentuoso Fausto Russo Alesi, giovanissimo Premio Ubu, interpreterà lo scrittore, mentre la giovane attrice Linda Caridi sarà una giornalista che va a trovarlo nella sua casa senza tempo di Racalmuto.

Fernando Savater prenderà parola giovedì 9 maggio, ore 11, presso la Sala Oro del Lingotto, con la grande lezione inaugurale Dov’è l’identità culturale europea, per trovare risposte a una serie di domande di stringente attualità. Che cosa accomuna i cittadini del Vecchio continente? Forse un certo modo di intendere la democrazia? Oppure un particolare riguardo verso valori umani non negoziabili? La letteratura, l’arte, la filosofia? O il modo in cui si guarda all’idea di comunità? Risponderà uno dei pensatori più importanti degli ultimi decenni per tracciare un identikit dell’Europa in un anno che vede appuntamenti importanti, dal trentennale della caduta del Muro di Berlino alle elezioni europee.

 

Ma per la prima volta anche il Bookstock Village avrà una sua inaugurazione. Giovedì 9 maggio alle ore 10.30 saranno Paola e Claudio Regeni, a raccontare, con il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi, loro figlio Giulio, il suo lavoro in Egitto e i desideri che aveva per il proprio futuro e per quello del mondo. Interviene Alessandra Ballerini, l’avvocato che dopo la sua morte sta lavorando per ottenere verità e giustizia.

 

 

 

PROTAGONISTI DEL RINASCIMENTO A BIELLA

Importante rassegna ricostruisce uno spaccato della storia di Biella attraverso vita ed opere di Sebastiano Ferrero e figli

Si dice che per gestire il presente e il futuro sia importante conoscere il nostro passato, le nostre radici. Certamente era questo il pensiero degli organizzatori della mostra “Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli 1519 – 2019”, che sarà inaugurata giovedì 18 aprile, alle ore 18, a Biella, articolata su tre sedi espositive: Palazzo Ferrero, Palazzo La Marmora, Museo del Territorio Biellese. La mostra è il risultato di una collaborazione tra Palazzo Ferrero e Palazzo La Marmora che, per questa occasione, hanno lavorato con il Museo del Territorio Biellese (presso il complesso di San Sebastiano), valorizzando l’antico legame tra Biella Piazzo e Biella Piano, che ha origine proprio nel Rinascimento.

Ma chi era Sebastiano Ferrero, protagonista di questa rassegna? La storia ci insegna che Sebastiano, nato a Biella nel 1438 e morto a Gaglianico nel 1519, è stato un feudatario, uomo politico e diplomatico, vissuto nel basso medioevo e legato a casa Savoia, che ebbe la sua signoria nelle terre del Biellese e del Vercellese. Egli, ricordato anche nella storia del ducato di Milano, apparteneva ad una potente famiglia e fu signore del Piazzo, borgo storico situato sulle alture di Biella. Ebbe potestà su Gaglianico, Borriana, Sandigliano, Candelo e relativo ricetto. Fu inoltre artefice, assieme ai figli Giovanni Stefano e Bonifacio, cardinali, e Agostino, vescovo di Vercelli, della costruzione della chiesa e del chiostro dedicati a San Sebastiano. Fu infine sepolto nella chiesa del convento intitolato a San Domenico, al Piazzo di Biella.

La mostra, che, come si è detto, è articolata su tre sedi, è curata dal professor Mauro Natale e si propone di illustrare la ricchezza culturale e figurativa della città di Biella e del suo territorio, in un percorso che si snoda dal Quattrocento al Cinquecento. Sebastiano Ferrero, i suoi fratelli, i suoi figli e nipoti furono importanti committenti di opere d’arte: nel corso del tempo molte di queste sono state trasferite fuori dal Biellese e sono oggi in importanti collezioni pubbliche e private italiane e straniere. A Palazzo Ferrero, attraverso strumenti multimediali, saranno presentati i temi che legano Sebastiano ad alcuni luoghi del Biellese che furono suoi feudi: Gaglianico, Candelo, Benna e Masserano. A Palazzo Lamarmora sarà allestito un percorso storico, con documenti originali, audiovisivi e pannelli, per narrare la vita di Sebastiano Ferrero, fondatore delle fortune della famiglia e protagonista di una straordinaria carriera politica in ambito italiano ed europeo. Presso il Museo del Territorio Biellese saranno visibili invece, tutte insieme, opere d’arte dell’illuminata committenza Ferrero, tra le quali il trittico di Bernardino de Conti, costituito dalla leonardesca Vergine delle rocce e dalle ante che raffigurano i Ferrero, trittico ricomposto in questa mostra dopo 500 anni.

La mostra continuerà fino al 18 agosto 2019.

Enzo De Paoli

 

RIVOLI: INAUGURAZIONE WALL PAINTING TERZO PARADISO CON LA PARTECIPAZIONE DI MICHELANGELO PISTOLETTO

A cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea In collaborazione con Camera di commercio di Torino, ISMEL e Cittadellarte Fondazione Pistoletto I.I.S. Giulio Natta, Rivoli

Mercoledì 17 aprile 2019 dalle ore 10

Mercoledì 17 aprile, Michelangelo Pistoletto inaugurerà all’I.I.S. Natta di Rivoli il wall painting realizzato dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli con gli studenti, in omaggio al suo Terzo Paradiso e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU – Agenda 2030. Il segno-simbolo, immerso in campiture cromatiche che evocano i loghi dei 17 Obiettivi ONU – Agenda 2030, rigenera gli spazi, in particolar modo il Teatro (da 400 posti) e connota in modo inconfondibile l’istituto scolastico, particolarmente attento a educare i giovani al connubio tra tecnologia e sostenibilità. Si tratta di un potente segno di rinascita, portatore di un messaggio diffuso su scala globale che mette l’arte al centro della trasformazione sociale responsabile: il segno-simbolo del Terzo Paradiso ideato dal maestro Pistoletto inscrive nella linea dell’infinito un cerchio, evocativo a sua volta dei cicli della rigenerazione della materia e della circolarità del tempo. Il Terzo Paradiso, creato e tracciato dall’artista per la prima volta sull’Isola di San Servolo a Venezia in occasione della Biennale d’Arte, dal 2005 è diventato una grande oper-Azione collettiva aperta ad azioni partecipative in tutto il mondo grazie alla collaborazione tra Cittadellarte e il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, che con l’Istituto Natta ha un legame speciale, così come con le scuole del territorio (in particolare ricordiamo che l’Istituto Oscar Romero dal 2017 è Ambasciata del Terzo Paradiso). L’azione si arricchisce di ulteriori significati in relazione al progetto internazionale Rebirth-day dal 2012, che per Pistoletto è l’anno della ri-nascita, in contrasto con la connotazione di “fine del mondo” attribuita alla data del 21-12-2012. La realizzazione del wall painting con azioni partecipate dagli studenti nello spazio del foyer del teatro dell’Istituto è anche il simbolo della crescita dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione dell’I.I.S. Natta e della comune scelta del Collegio Docenti a favore dell’inserimento della Storia dell’arte all’interno di questo specifico corso di studi. Il wall painting e l’evento inaugurale fanno inoltre parte di un ampio progetto interdisciplinare, che vede la collaborazione del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli con ISMEL – Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali e Camera di commercio di Torino. In accordo con l’Istituto Natta il Dipartimento Educazione ha infatti avviato nel 2019 una inedita e specifica programmazione di attività con gli studenti, correlata al progetto MaToSto (Marchi Torinesi nella Storia) 2018-2019, realizzato dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con ISMEL nell’ambito del Punto Impresa Digitale. ISMEL collabora con Camera di Commercio di Torino alla realizzazione del progetto che nasce dalla volontà di approfondire la conoscenza dei marchi registrati dalle aziende presso l’ente camerale, che ha mantenuto nel proprio archivio storico memoria cartacea di tutte le registrazioni di domande di marchi nazionali ed internazionali, effettuate presso i suoi uffici dal 1926 a oggi, nella consapevolezza dell’importanza e del valore di questi documenti pubblici. Con MaToSto si è deciso di iniziare un lavoro di studio e approfondimento dei marchi storici: ogni marchio è una storia attraverso la quale scoprire la città di Torino , le imprese locali e quelle che, negli anni, si sono affacciate sul suo mercato, anticipando il loro arrivo con questo particolare “biglietto da visita”, ed è anche un potente segno significante, uno spunto per portare gli studenti ad approfondire e a interessarsi a particolari tematiche trasversali, utili sia per i propri studi sia per un indirizzamento al lavoro. La mattinata sarà anche l’occasione per coinvolgere delegazioni di allieve e allievi non solo delle scuole superiori di indirizzo artistico e grafico della provincia, ma anche delle scuole secondarie di primo grado del territorio cittadino: contemporaneamente all’incontro in teatro, si svolgeranno attività ludiche e formative, con la regia dei peer educator dell’Istituto, con lo scopo di far conoscere i Global Goals alle più giovani generazioni e stimolare concreti propositi di azione su queste tematiche.

PROGRAMMA Dalle ore 10 Michelangelo Pistoletto inaugura il wall painting e incontra gli studenti A seguire Presentazione del progetto presso il Teatro dell’Istituto Saluti Rita Esposito – Dirigente I.I.S. Giulio Natta Guido Cerrato – Dirigente Area Sviluppo del territorio e Regolazione del Mercato – Camera di Commercio di Torino Amalia Mascolo – Dirigente I.I.S.S. Oscar Romero Moderatore Giovanni Ferrero – Presidente ISMEL Interventi Michelangelo Pistoletto con Fortunato D’Amico – Curatore e Francesco Saverio Teruzzi – Coordinatore Ambasciate del Terzo Paradiso/Rebirth Anna Pironti – Responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

 

VERCELLI: OMAGGIO A LUISA FACELLI E COLLETTIVA DI PRIMAVERA

Arte e cultura alla Casa d’Arte “Viadeimercati” di Vercelli

Lo scorso sabato 6 aprile ’19 si è tenuta a Vercelli, presso la Casa d’Arte “Viadeimercati” in Via Morosone 3, l’iniziativa “Aperitivo con Luisa Facelli”, in ricordo di questa critica d’arte che è stata, per la Casa d’Arte, una presenza fondamentale e costante, di cui ora tutti sentono in maniera particolare la mancanza.

Luisa Facelli è stata insegnante, poetessa, artista, critica, ma soprattutto, come ricordano gli amici e i colleghi, una persona solare, ricca di energia, piena di vita. Per questo motivo, nel corso della serata del 6 aprile, sono state lette alcune sue poesie e sono stati esposti alcuni suoi lavori, con l’accompagnamento di un po’ di musica al pianoforte, riscoprendo il piacere di trascorrere insieme qualche momento in amicizia, anche con un calice di bollicine e qualche stuzzichino.

E’ stata anche l’occasione di inaugurare la collettiva di primavera con opere della stessa Luisa Facelli e di maestri dell’arte moderna e contemporanea, come Lucio Fontana, Aldo Mondino, Pablo Picasso, Valerio Berruti, Matteo Negri, Antonio De Luca, Daniela Vignato, Massimo Gurnari, Alessandro Bellucco, Corrado Bonomi, Jurunn Monrad, Jessica Carroll e Felice Boselli con due preziose nature morte con pesci e conchiglie del ‘700.

Alcuni degli artisti presentati hanno notorietà internazionale. Tra gli altri ci soffermiamo su Lucio Fontana (Rosario Santa Fé 19 febbraio 1899 – Varese 6 novembre 1968) che, dopo essersi dedicato inizialmente alla scultura, sotto la guida del padre, frequenta l’Accademia dii Brera, dove è allievo di Wildt. Dopo un primo periodo figurativo, nel 1930 partecipa al gruppo astrattista lombardo e nel 1946 sottoscrive in Argentina “Manifiesto blanco”, ponendo le basi dello Spazialismo, fondato a Milano nel 1948, insieme a Crippa, Joppolo e altri.

La successiva produzione astratto-informale rimane coerente alle tesi spazialiste e si può distinguere in vari cicli: le “evoluzioni” (1948), le “pietre” (1951-1957), i famosi “buchi” (1949-1968) e gli altrettanto famosi “tagli” (1958-1968) e ancora i “barocchi” (1954-1957), i “gessi” (dal 1954), le “nature” (dal 1959), gli “oli” (1957-1968), la serie della “Fine di Dio” (1963-1964), gli “inchiostri” (1963-1968), i “metalli” (1961-1965) e i ”teatrini” (1964-1966).

Enzo De Paoli

 

SETTIMO TOR., MOSTRA “20 LUGLIO 1969: IL PRIMO PASSO SULLA LUNA”

Dal 2 al 20 maggio 2019 | Palazzina SIVA, Via Leinì, 84 – Settimo Torinese

50 anni fa la missione Apollo 11 della NASA portava per la prima volta l’uomo sulla Luna. Quell’evento segnò una svolta epocale nell’esplorazione spaziale e rappresentò un avvenimento straordinario nella storia dell’umanità. All’interno del “Festival 365” (il calendario degli appuntamenti del Festival dell’Innovazione e della Scienza in programma tutto l’anno) la Palazzina SIVA di Settimo Torinese ospiterà, dal 2 al 20 maggio, la mostra “20 luglio 1969: il primo passo sulla Luna”, organizzata dalla Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana di Settimo Torinese in collaborazione con Luigi Pizzimenti, giornalista e storico del Programma Apollo. La mostra ripercorre, attraverso documenti e memorabilia, la storia della missione Apollo 11, facendo riferimento anche alle sei missioni del Programma Apollo, da Apollo 11 ad Apollo 17, esclusa Apollo 13 che non raggiunse mai la superficie lunare. La Palazzina ospiterà 11 pannelli illustrativi per raccontare protagonisti, tecnologie, strumenti e materiali delle missioni lunari; 9 teche espositive, corpo principale dell’esposizione, contenenti oggetti originali, riproduzioni e modelli; documenti e reperti storici del Programma Apollo, ed in particolare della Missione Apollo 11.

La Palazzina Siva, recentemente riqualificata da Fondazione ECM, è la fabbrica di vernici in cui ha lavorato Primo Levi ed è stata scelta come location per la mostra perché oltre che testimone dell’olocausto, Levi è stato un uomo di scienza (molte sue opere raccontando il suo essere chimico”) ed un importante scrittore di fantascienza, con tantissimi racconti fantastici firmati con lo pseudonimo Damiano Malabaila.

La mostra si inserisce nel palinsesto degli eventi di divulgazione scientifica presenti sul territorio settimese, primo tra tutti il Festival dell’Innovazione della Scienza che quest’anno si svolgerà dal 12 al 19 ottobre 2019 e avrà come tema portante il tempo, argomento che verrà affrontato nelle sue varie declinazioni: cambiamenti climatici, paradossi temporali, velocità, futuro della tecnologia, musica, ecc.

Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana

Sede legale: P.zza della Libertà, 4Sede amministrativa: via Giannone 3

10036 – Settimo Torinese – Tel. 011.8028746-750

 

TORINO, MOSTRA: ”NEL MIRINO. L’ITALIA E IL MONDO NELL’ARCHIVIO PUBLIFOTO INTESA SANPAOLO 1939-1981”

Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

13 aprile – 7 luglio 2019

Mostra a cura di Aldo Grasso e Walter Guadagnini

Si è aperta al pubblico sabato 13 aprile 2019 a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino – la mostra “Nel mirino – L’Italia e il mondo nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo 1939-1981”, prima organica ricognizione sullo straordinario patrimonio dell’Agenzia, acquisito nel 2015 da Intesa Sanpaolo che, attraverso il proprio Archivio storico, lo conserva, restaura, studia e valorizza anche con il supporto di esperti, come è avvenuto in occasione della realizzazione di questa mostra. Curata da Aldo Grasso e Walter Guadagnini, l’esposizione – realizzata da CAMERA con Intesa Sanpaolo nell’ambito di Progetto Cultura, il programma triennale delle iniziative culturali della Banca – presenta alcuni degli episodi cruciali della storia e della cronaca italiane e mondiali in un periodo che va dal 1939, anno in cui Vincenzo Carrese volle chiamare “Publifoto” la sua agenzia – nata a Milano nel 1937 con il nome Keystone -, fino al 1981, anno della scomparsa del fondatore. Quasi mezzo secolo di eventi raccontati attraverso 240 immagini realizzate dai fotografi di quella che è stata per un lungo periodo l’agenzia fotogiornalistica più importante del Paese. Sono gli anni d’oro del fotogiornalismo e, per evidenziare il legame inscindibile tra le immagini e la stampa del tempo, la mostra è costruita sul modello di una rivista illustrata, attraverso le sezioni dedicate alla politica, alla cronaca, all’estero, al costume, alla società, alla cultura e allo sport. All’interno di queste sezioni, il focus cade su fatti e personaggi che hanno dato un’impronta decisiva a questi anni, e alle storie che, anche grazie all’abilità dei fotografi, sono divenute parte integrante dell’immaginario collettivo del XX secolo. Come dichiara Aldo Grasso, massmediologo e co-curatore della mostra: l’enorme patrimonio che ci ha lasciato la Publifoto ci restituisce un mondo ormai consegnato alla storia (1939-1981) ma che pure, grazie a questa esposizione, ritrova una nuova vita e suscita intatte emozioni. Il lavoro del fotografo, infatti, è sempre duplice: da una parte saccheggia ma insieme conserva; denuncia ma insieme consacra. Per questo ogni raccolta di fotografie è un viaggio avventuroso, è il racconto passionale di questo viaggio animato dal ricordo di imprese mirabolanti, di personaggi, di apparizioni che mantengono nella disposizione l’intatta vivezza, l’emozione sospesa e irripetibile del gesto fissato una volta per sempre.

Tra le numerose vicende riportate alla luce si segnalano, per rilievo storico, mediatico o fotografico, il referendum e la proclamazione della Repubblica Italiana nel 1946, le conseguenze dell’attentato a

Togliatti del luglio del 1948, le storie criminali di Rina Fort e del sequestro di Terrazzano, l’alluvione del Polesine, la tragica fine del Grande Torino, il concerto dei Beatles a Milano, la costruzione della rete autostradale italiana, i protagonisti di Cinecittà. Un autentico viaggio nella storia e nella cronaca, attraverso gli scatti – talvolta vintage, talvolta ristampati a partire dai negativi presenti nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo – di autori come lo stesso Carrese, Fedele Toscani, Tino Petrelli, Peppino Giovi, Carlo Ancillotti e di altri collaboratori dell’agenzia, a volte rimasti anonimi. Alla vita dell’agenzia, al lavoro quotidiano dietro le quinte è dedicata la prima sala della mostra, così da immergere subito lo spettatore nel cuore della pratica fotogiornalistica ed evidenziare i molteplici ambiti nei quali l’agenzia operava, come ad esempio quello

pubblicitario. In questa sezione saranno anche esposti alcuni oggetti originali dell’Archivio: cassettiere, buste contenenti le fotografie divise per argomento o per nome, raccolte di riviste, tutti oggetti che permettono di comprendere l’organizzazione del lavoro in un’epoca ancora dominata dalla carta, nella quale ancora non esisteva il digitale che oggi permea di sé anche questo lavoro.

La mostra e il suo allestimento sono anche un’occasione per analizzare il rapporto tra fotografia e carta stampata e leggere correttamente la natura stessa di queste fotografie, che nascevano e vivevano con scopi ben precisi, che dettavano non solo regole tecniche, ma anche un’estetica, che ha influito in maniera decisiva sulla percezione popolare del linguaggio fotografico. Una visione dunque a 360 gradi di un fenomeno che ha inciso sull’idea stessa di comunicazione e di giornalismo nell’Italia del secondo dopoguerra. Per sottolineare il legame con la realtà odierna dell’Archivio, saranno esposte alcune opere fotografiche realizzate per la mostra dal fotografo Pino Musi, che rappresentano e interpretano ambienti e dettagli dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo nella sua attuale collocazione. Una selezione di immagini dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo sarà valorizzata e condivisa con il pubblico anche nella mostra “NOI …non erano solo canzonette”, in programma alla Promotrice delle Belle Arti di Torino nel medesimo periodo e fino al 7 luglio, una grande rappresentazione della storia italiana tra musica e immagini. La vicinanza di contenuti e la medesima volontà di far apprezzare la bellezza e il valore di un bene storico e artistico come l’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, ha permesso di stringere un accordo di scontistica reciproca tra le due esposizioni. La mostra a CAMERA è inoltre accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, contenente i saggi dei curatori, di Guido Guerzoni, della responsabile dell’Archivio storico di Intesa Sanpaolo Barbara Costa, la riproduzione di tutte le opere esposte e la pubblicazione di due storici articoli di Franco Di Bella e Giovanna Calvenzi.

Orari di apertura (Ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura)

Lunedì 11.00 – 19.00

Martedì Chiuso

Mercoledì 11.00 – 19.00

Giovedì 11.00 – 21.00

Venerdì 11.00 – 19.00

Sabato 11.00 – 19.00

Domenica 11.00 – 19.00

 

 

MUSEO PIETRO MICCA: “GALLERIE PER RIFUGI ANTIAEREI 1943-1945”

 

REGIONE PIEMONTE, MOSTRA FOTOGRAFICA “MURI URLANTI”, LE DIVISIONI DELL’UOMO

Le immagini di 28 fotografi celebrano la Liberazione con il linguaggio delle arti visive, dal 17 al 30 aprile. L’inaugurazione martedì 16 aprile alle ore 17,30 Nella storia, i muri sono stati strumenti di difesa dall’invasore e di separazione tra uomini dimoranti nello stesso territorio. Le barriere non sono soltanto materiali, costruite con pietre o mattoni, come dimostrano le immagini della mostra “Materiali Resistenti: Muri Urlanti. La fotografia tra memoria e testimonianza”, che martedì 16

aprile, alle ore 17,30, verrà inaugurata nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165, alla presenza dell’assessore regionale ai Diritti civili. Organizzata dalle associazioni “Arte Totale” e “Il Terzo Occhio photography”, da un’idea di Stefano Greco, la mostra descrive anche una variegata serie di muri fisici e metaforici, che come dei diaframmi dividono popoli e nazioni. Muri che a volte esistono anche nella psiche: non si vedono, ma forse incidono di più, perché fanno parte della coscienza degli uomini e sono più difficili da scavalcare od aggirare.

La mostra, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città di Torino e della Sezione Anpi di San Mauro e Castiglione Torinese, comprende le opere di 28 fotografi, che hanno partecipato ad un percorso di ricerca costruendo un variegato panorama interpretativo sui “Muri Urlanti”, tema del settimo appuntamento della Biennale di fotografia “Materiali Resistenti”, che dal 2005 ha l’intento di celebrare la lotta per Liberazione attraverso il linguaggio delle arti visive.

Questi i fotografi protagonisti della mostra: Rocco Agostino, Mauro Alessandria, Angelo Baffa Giusa, Antonio Baiano, Candido Baldacchino, Valerio Bianco, Giorgio Boschetti, Maria Carla Bresciano, Renata Busettini, Franco Bussolino, Giovanni Cappello, Roberto Cavallo, Marco Corongi, Claudio Cravero, Pierfranco Fornasieri, Salvatore Giò Galliano, Massimo Gea, Stefano Greco, Mauro Guglielminotti, Emilio Ingenito, Paola Parodi, Federico Ranghino, Paolo Emilio Rossi, Ercole Saletti, Valeria Sangiorgi, Giorgio Veronesi e Pier Paolo Viola. La direzione artistica è curata da Stefano Greco, Franco Bussolino ed Emilio Ingenito.

La mostra, ad ingresso gratuito, si potrà visitare da mercoledì 17 a martedì 30 aprile,

dalle ore 10 alle 18 (chiusura il giorno di Pasqua, domenica 21 aprile).

Info: artetotale@libero.it ; cell. 347-8766596.

 


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