PIEMONTE ARTE: OMETTO, SICCHIERO, CAMBIANO, NOVARA…

 

FONDAZIONE ACCORSI: LA SCOMPARSA DEL PRESIDENTE GIULIO OMETTO

«Vorrei che si riscoprisse questo gusto per il bello, per i preziosi oggetti d’arte». E queste parole sintetizzano il pensiero, la passione per l’arte e l’antiquariato, l’impegno di Giulio Ometto scomparso ieri, martedì 18 giugno, a Torino.

Un’intera vita, la sua, spesa all’insegna di un costante e continuo approfondimento delle tematiche a lui care, con la volontà di proseguire il cammino e la straordinaria stagione  dell’antiquario Pietro Accorsi, con la segreta certezza di trasmettere al pubblico il fascino indiscusso delle opere di Pietro Piffetti, «il re degli ebanisti, l’ebanista del re», esposte nelle sale del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto.

Nato a Legnago, in provincia di Verona, il 10 settembre del 1942, Giulio Ometto si è in seguito trasferito con la famiglia in Piemonte, e precisamente a Bra. Di formazione scientifica, si è sempre interessato al mondo dell’arte, ricercando, di volta in volta, un forte ideale di bellezza: «Grazie al tuo sapere e al tuo gusto – ha scritto Pietro Accorsi nel testamento – quanto farai per Torino sarà una cosa stupenda».

Presidente della Fondazione Accorsi-Ometto dal 1983, Ometto ha collaborato per 19 anni con Pietro Accorsi, che aveva conosciuto nel 1963 in occasione della mostra dedicata al Barocco Piemontese. E, dopo la sua morte, ne ha ereditato l’amore per gli arredi d’epoca, i dipinti, gli argenti e i capolavori del Rococò.

Nel Museo di Arti Decorative, si può ammirare un «corpus» di opere che documentano e testimoniano il valore di una collezione legata all’«Inginocchiatoio» di Luigi Prinotto e al «Ritratto di Maria Luisa Gabriella di Savoia bambina» di Louis-Michel van Loo, alle maioliche e alla terracotta «Il Trionfo della Virtù incoronata da geni e attorniata dalle Arti Liberali» del 1744 di Francesco Ladatte, di cui mi aveva descritto ogni particolare. E tra le ultime acquisizioni, si ricorda il dipinto «Piazza del mercato di Porta Palazzo a Torino» di Giovanni Michele Graneri, che aveva presentato con grande soddisfazione ai visitatori.

E dall’Omaggio a Fontanesi ai luminosi paesaggi di Enrico Reycend, si delinea un percorso espositivo caratterizzato dalle numerose mostre promosse durante la sua presidenza, come il recente viaggio in Italia di Giovanni Migliara. In questo ambito, si ricorda il ciclo dedicato a «I Maestri dell’Accademia Albertina», con le rassegne di Andrea Gastaldi, Giacomo Grosso e Cesare Ferro Milone, organizzate in stretta collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti.

Un percorso, perciò, quanto mai denso di eventi, che segnano un cammino intenso, ricco di incontri e rapporti con le altre realtà culturali e museali torinesi, e non solo, capace di rinnovare

l’attenzione intorno a lavori di assoluto prestigio e renderli «accessibili al pubblico».

                                               Angelo Mistrangelo

 

MAURIZIO SICCHIERO A SIENA

Il 30 giugno prossimo verrà inaugurata a Siena, nel chiostro della chiesa di san Cristoforo (a due passi da piazza del Campo) un’interessante mostra di incisioni eseguite da una sessantina di artisti italiani e stranieri, invitati per l’occasione. Il tema della manifestazione é: “Abbazie, Monasteri, Conventi e Pievi in provincia di Siena”. Questo evento rientra nel progetto ideato dall’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie Storiche della Toscana che prevede,  per ogni anno, la realizzazione di opere relative alla provincia scelta. Si è iniziato con la provincia di Arezzo, poi a quella di Firenze e quest’anno, come detto, la provincia di Siena. Il progetto intende toccare tutte le provincie della Toscana, quindi continuerà anche nei prossimi anni. Ad ogni evento viene pubblicato un bel catalogo, andando a creare una interessante collana. Partecipa all’evento l’artista chierese Maurizio Sicchiero, che presenta uno scorcio dei ruderi dell’Abbazia di santa Maria Assunta  di Montefollonico vicino a Torrita. Le altre due immagini di incisioni si riferiscono, una all’Abbazia san Michele Aecangelo a Passignano Firenze (2018), l’altra al santuario francescano di Chiusi della Verna Arezzo (2017).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAMBIANO, “CON GLI ALTRI OCCHI”: PROGETTO E MOSTRA

Dal 2016 il progetto CON ALTRI OCCHI ha coinvolto in escursioni, incontri e laboratori creativi 30 persone con disabilità, l’artista Juan Esteban Sandoval, gli esperti del Munlab Ecomuseo dell’Argilla, progettisti e operatori di Servizinrete, per giungere alla creazione di un’installazione collettiva in argilla. Il Comune di Cambiano è uno dei Comuni del territorio in cui opera Servizinrete e ha risposto da subito all’appello.

SABATO 15 GIUGNO 2019 viene così presentata al pubblico l’installazione che dal progetto prende il nome e che anima vie, piazze e vicoli del centro abitato a sud-est di Torino. L’inaugurazione alle ORE 16 IN VIA COMPAJRE A CAMBIANO, di fronte a “Villa Anna”, centro che ospita alcuni protagonisti del progetto. Da lì una passeggiata, guidata da una mappa e dai protagonisti del progetto, conduce alla scoperta di 160 sculture realizzate dai 30 partecipanti e dagli abitanti chiamati a condividere l’esperienza in occasione della

manifestazione “Cambiano come Montmartre 2018”. Tra tegole, su cornicioni, tra i rami fanno così capolino piccoli ritratti in terracotta che si svelano solo ad uno sguardo attento e invitano all’ “ascolto” di uno storytelling ispirato alle testimonianze di vita dei protagonisti del progetto. L’idea dell’artista Juan Esteban Sandoval prende le mosse proprio da queste storie, frammenti di vita raccolti in interviste

ai protagonisti del progetto. Si tratta dei loro racconti sui percorsi del quotidiano, luoghi resi ricchi dagli incontri con gli “altri”: il barista, la parrucchiera, i vicini di casa, i familiari, i bambini che vanno a scuola… ed ecco che i “segni” d’argilla prendono le sembianze di piccole teste, ritratti che donano nuova identità ai luoghi suggerendo chiavi di lettura diverse, e che trovano piena espressione in un itinerario alla scoperta

degli interventi d’arte collettiva. I luoghi, selezionati naturalmente dalle storie di vita raccolte, sono spazi aperti segnati su una mappa che svela l’installazione diffusa nel centro abitato di Cambiano. Lungo il percorso alcune postazioni sono il luogo in cui incontrare gli autori sorseggiando una bevanda fresca o gustando un frutto, prima di giungere al Munlab Ecomuseo dell’Argilla, ultima tappa del percorso, e condividere un aperitivo speciale a km 0. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

 

PERSONALE DI BELIO A NOVARA

Mostra a tema: “Il paesaggio della Chimera – omaggio a Sebastiano Vassalli”

Continua fino al 16 giugno 2019, presso Sala dell’Accademia del Broletto di Novara, una rassegna pittorica di Belio dedicata al romanzo più famoso di Sebastiano Vassalli, dal titolo. “Il paesaggio della Chimera – omaggio a Sebastiano Vassalli”, curata e presentata da Emiliana Mongiat.

Belio ha conosciuto personalmente lo scrittore Vassalli ed ha avuto con lui un breve ma intenso rapporto amicale; per questo Mongiat, nel suo testo in catalogo, scrive che “L’arte può nascere anche da incontri casuali che, in seguito, diventano il nucleo principale di suggestivi e personalissimi percorsi di lavoro: incontri dell’artista con le persone, con gli ambienti, con le parole. Questi ultimi meno diretti ma più profondi e intimi. Così è stato per questo nuovo lavoro di Belio (Elio Bozzola), la cui pittura è stata segnata, fin dall’inizio, da un suo “incontro” ravvicinato con la Natura, che lo ha portato ad indagare quel rapporto segreto e meraviglioso dell’uomo con le leggi dell’Universo, da cui dipendono i cicli della vita”.

Le parole della “Chimera” di Vassalli, lette e rilette, sono entrate nei pensieri dell’artista, trasformandosi in suggestioni, emozioni e infine in composizioni dipinte “acrilico su tela”. Le opere (oltre quaranta) si riferiscono in particolare a quei passaggi del romanzo dedicati alla natura, ai paesaggi novaresi, fatti di risaie, di acqua, di boschi, di radure. Il paesaggio, come ricorda lo stesso Belio, insieme ad Antonia e al Vescovo Bascapé, è un vero protagonista della Chimera. Per questo un artista come Belio, che ha dedicato al paesaggio e alla natura gran parte della sua produzione, in questa rassegna unisce l’omaggio a Vassalli al suo personale profondo interesse per il mondo naturalistico.

Vivissimi complimenti al pittore sono giunti anche da Paola Todeschino Vassalli, che così scrive nel suo testo presente nel catalogo della mostra: “Fu al termine del settembre 2018 che, invitata dall’artista nella casa –atelier di Galliate, mi trovai di fronte ad una produzione incredibile di opere in meticoloso ordine, Belio mi descriveva i quadri ad uno ad uno, facendo riferimento ai vari passi del romanzo. Era un susseguirsi di tele che esprimevano con colori netti, movimentate geometrie e immagini naturalistiche il significato più nascosto della storia di Antonia.  La pittura, come fa un prisma di vetro con la luce solare, aveva rappresentato, in uno spettro di colori e forme le parole e il tempo della letteratura”.

Enzo De Paoli

 

NOVARA: “COLLAGE”, OPERE DI ALDO RACCHI A CASA BOSSI

Continua fino al prossimo 7 luglio la mostra “Collage” con opere dell’artista Aldo Racchi, presso Casa Bossi di Novara (Via Pier Lombardo 4). Il percorso della rassegna, che si dipana attraverso una decina di locali della storica Casa Bossi di Novara, riassume, mediante alcuni nuclei di lavori dell’artista, le varie fasi e le diverse tecniche della produzione di Racchi, che ha sempre peraltro privilegiato l’astrattismo geometrico e l’assemblaggio di materiali cartacei con collage.

Aronese di nascita (nato il 20 luglio 1920 e morto il 14 settembre 2008), può certamente essere considerato “il poeta della carta, del collage e della tecnica mista”. Quello del pittore novarese è stato un itinerario artistico di 35 anni, iniziato in età matura, ma percorso intensamente e con profonda convinzione, segnato da rassegne personali e collettive e da molti consensi in Italia come all’estereo. Un itinerario condotto da sempre nell’antico solco astratto, ma con uno stile personale ed un particolare entusiasmo creativo, che ritroviamo in tutte le opere, comprese le ultime composizioni in tecnica mista, ove al collage ed alla tempera si mescolano spesso frammenti di tela e di materia.  Partito dal collage di carta multicolori, è giunto presto ad utilizzare il filo di ferro e materie varie, fino a definire un’interessante tecnica, che combinava felicemente carte, tempera e colore a spruzzo. Sono quindi seguite le composizioni a strappo ed i pastelli, fino ad approdare a nuove tecniche a collage, con materiali diversi, anche di genere vegetale (fiori e foglie), e in particolare di carte giapponesi di forte trasparenza tonale.

Il primo ad apprezzare il lavoro creativo di Aldo Racchi è stato Luigi Alberti, gallerista ad Omegna. Lo ha spinto, sostenuto, appoggiato, stimolando un desiderio e un piacere di fare che, in un permanente atteggiamento di discrezione, affina, perfeziona i risultati operativi. Ma siccome l’atto artistico era per Racchi un modo di essere libero, di incontrarsi con l’abilità e l’intelligenza delle proprie mani, di inseguire i propri fantasmi formali ed estetici, la sua ricerca risulta, come ricordava l’amico critico Eros Bellinelli, simpaticamente “disimpegnata” culturalmente e ideologicamente. Aldo Racchi insomma ci ha recato opere (collages, tagli, pastelli…) che rivelano intuizione espressiva, felicità e agilità compositiva, e infine intensa dolcezza lirica.

La mostra a Casa Bossi è aperta il sabato (10,00/12,30 e 16,00/19,00) e la domenica (16,00/19,00).

Enzo De Paoli

 

UNIONE INDUSTRIALE, CONFERENZA “ARTE FOLLE. PAZZI, SOCIOPATICI E GENI”

“Arte folle. Pazzi, sociopatici e geni” è il titolo dell’incontro con Massimo Centini che si terrà il 19 giugno alle 10.00, al Centro Congressi Unione Industriale Torino di via Vela 17.

Durante la mattinata, l’antropologo parlerà della figura dell’artista, divisa tra genio e pazzia, raccontata nel suo libro “Arte folle”, Yume Edizioni.

Dialogherà con lui il giornalista e critico d’arte Angelo Mistrangelo.

Modera: Katia Bernacci.

 

 

 

 

NOVARA: OIKOS – RICOGNIZIONI VISIVE TRA SPAZIO ABITATIVO E SPAZIO URBANO

Rassegna alla Casa Bossi di Novara

Continua fino al 7 luglio 2019, presso Casa Bossi di Novara (Via Pier Lombardo 4), la mostra “Oikos – ricognizioni visive tra spazio abitativo e spazio urbano”. Si tratta di una decina di grandi installazioni che caratterizzano altrettanti locali e spazi della storica Casa Bossi di Novara. L’edificio antonelliano, sede negli ultimi anni di molte iniziative artistico-culturali, ospita in questo caso, al suo primo piano, una serie di “opere” di giovani artisti dell’Accademia d’Arte di Venezia, “opere” tutte dedicate al tema casa-abitazione nel contesto (come dice lo stesso titolo) dello spazio urbano. Il tema è approfondito prevalentemente in chiave concettuale con l’eccezione del lavoro in foto, di carattere surrealista, dedicato alla coltivazione del riso e alla sua storia, con evidente riferimento a questa produzione caratteristica per la terra novarese.

Le opere concettuali richiamano in qualche caso, dal punto di vista progettuale e tecnico-realizzativo, le installazioni della nota Arte Povera di Germano Celant, e in particolare quelle di Jannis Kounellis, pittore e scultore greco, naturalizzato italiano, esponente di primo piano del movimento sopra richiamato. Opere nelle quali l’uso di prodotti e materiali di uso comune suggeriscono per l’arte una funzione radicalmente creativa, mitica, priva di concessioni alla mera rappresentazione.

Orario di apertura: sabato 10,00-12,30, 16,00-19,00; domenica 10,00-12,30.

Enzo De Paoli

REGIONE PIEMONTE: MOSTRA “BRUCIO ANCH’IO”

 

CHERASCO: ESPOSTA AL MUSEO ADRIANI UNA PARTE DELLA DONAZIONE BERTONE

L’ampliamento dello spazio espositivo consentirà di ottenere un sito adeguato e sicuro per mettere in mostra tutta la ricca collezione di monete

Il Museo “G.B.Adriani” conta oltre 10 mila oggetti tra monete antiche, medaglie, tessere, gettoni e nel 2014 si è arricchito di una donazione privata, quella di Paola e Aureliano Bertone, 500 pezzi pregiate tra monete, medaglie e oggetti monetiformi. Grazie anche a questo ultimo arricchimento il museo Adriani vanta una delle più importanti collezioni di monete celtiche presenti in Italia. Della cessione fanno parte anche monete romane del III secolo. Nel 2017 la ricca collezione cheraschese è stata citata anche nel dodicesimo volume della collana “Medieval European Coinage” pubblicato dalla Cambridge University. Parte di questo “tesoro”, in particolare la collezione Bertone, non è stato finora esposto: le sale del museo non permettono di mettere in mostra un numero così alto di oggetti preziosi. Per questo è stato predisposto un progetto di ampliamento delle sale espositive del Museo che si trova a Palazzo Gotti di Salerano. Il progetto prevede il recupero del sottotetto ed ha un costo di circa 800 mila euro. Di questi oltre 650 mila arriveranno dalla Regione Piemonte. In attesa dell’ampliamento, una piccola parte del “tesoro Bertone” è già stata messa in mostra la scorsa settimana. “Pur essendo un settore di nicchia – spiega il sindaco Carlo Davico – sono molti gli appassionati di numismatica che oggi accedono alle collezioni del Museo Adriano. Essendo un patrimonio della città è però doveroso che questi oggetti possano essere esposti e tutti possano vederli”. Aggiunge il vicesindaco Claudio Bogetti che ha seguito il progetto: “Esporre beni di così alto valore necessita di avere spazi non solo adeguati in termini di capienza, ma anche di sicurezza. Siamo grati alla famiglia Bertone che ha voluto donare questa importante collezione e come abbiamo promesso sarà visitabile da tutti. Grazie all’aiuto della Regione potremo portare a termine il restauro di palazzo Gotti di Salerano, sede del Museo, e dare giusta accoglienza alle monete”.  Presente all’esposizione anche Giorgio Fea, esperto numismatico, che ha curato i rapporti tra il Comune di Cherasco e la famiglia Bertone.

TORINO, MOSTRA DI RAUL VIGLIONE

REGIONE PIEMONTE: SI INAGURA LA MOSTRA “”APOLLO 11: L’IMPRONTA DELL’UMANITA’”

Inaugurazione a Torino della mostra “Apollo 11: L’impronta dell’umanita’”, venerdi’ 21 giugno 2019, ore 18,00, nella Sala Mostre Regione Piemonte, Piazza Castello 165 .

La mostra restera’ aperta fino al 7 luglio 2019. Orario 10,00 – 18,00

 

 

 

 

 

 

 

MEZZENILE, LIBRO E MOSTRA

Sabato 22 giugno 2019 alle ore 17,00 presso il Borgo del castello Francesetti a Mezzenile (TO), verrà presentato da Pierangelo Cavanna il 139° volume della Collana editoriale: Bruno Guglielmotto-Ravet e Veronica Lisino, La valle veloce. La Centrale elettrica di Funghera e la Ferrovia Lanzo-Ceres nel territorio e nel paesaggio. Fotografie, 1898-1916.

Seguirà l’inaugurazione della mostra Sei stazioni e due fermate. Soste fotografiche lungo la ferrovia Lanzo-Ceres, con immagini di Giorgio Cravero.

La mostra, a cura di Bruno Guglielmotto-Ravet e Marino Ravani,  rimarrà aperta  da martedì a domenica, ore 10-18, f ino al 28 luglio 2019.

 

 

 

 

 

TORINO, MUSLI: “POP-APP”

 


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