LE PERLE NERE DELLA MUSICA a cura di Edoardo Ferrati

Alfredo Casella (1883-1947)

– Concerto per archi, pianoforte, timpani e batteria op. 69; Paganiniana divertimento per orchestra su temi di Paganini op. 65; Scarlattiana divertimento su temi di Domenico Scarlatti per  32 strumenti op. 44 Solista. Alessandro Taverna / Orchestra Regionale della Toscana (ORT) diretta da Daniele Rustioni reg. Firenze, maggio 2017; edizione giugno 2019 Sony Classical 19075135122; durata 60:09

Alfredo Casella (Torino, 25 luglio 1883; Roma, 5 marzo 1947) riceve l’educazione di base e i primi insegnamenti dal padre Carlo, violoncellista di fama e dalla madre Maria Bordino, allieva di Carlo Rossaro (di cui ci siamo occupati in questa rubrica, 20 giugno scorso), donna di vasta cultura, cresciuta in un ambiente culturale stimolante dove frequenta personalità e artisti come Galileo Ferraris, Giuseppe Martucci e il celebre violoncellista Alfredo Platti, suo padrino di battesimo. All’età d undici anni Alfredo decide di dedicarsi solo alla musica: il 5 aprile 1894 tiene il suo primo concerto pubblico al Circolo degli Artisti di Torino. Successivamente intraprende gli studi di pianoforte, armonia e conrappunto. Dal 1901 è a Parigi dove segue le lezioni di composizione di Gabriel Fauré, figura fondamenale nella sua formazione musicale., e conosce Gide, Proust, Daudet, Degas e i compositori  Enescu, Ravel e Debussy. Con quest’ultimo suona spesso a quattro mani. Vince numerosi concorsi pianistici tra il 1899 e il 1903. Conclude gli studi a diciannove anni. Per un triennio tiene concerti in tutta Europa (come clavicembalista) con La Sociiété des Instruments Anciens: Amplia le sue conoscenze; Balakirev, Rimskij-Korsakov, l’esordiente Stravinskij, Glazunov, s’interssa a lungo di Richard Strauss e Mahler del quale promuove l’esecuzione di alcuni suoi lavori. Nel 1911 è eletto segretario della Société Indépendant , fondata da Ravel e presieduta da Fauré, con l’obiettivo di far conoscere e organizzare concerti di musica contemporanea. Dall’ambiente francese trae suggestioni e impulsi che si traducono da una parte in composizioni dominate dall’uso della poliarmonia, una tecnica politonale approfondita in senso armonico che utilizza la dissonanza in funzione di contrasto, dall’altra parte riceve l’impulso a procedere verso il neoclassicismo e a creare una musica strumentale italiana. A Roma,dove fissa la sua dimora, nasce, insieme con Respighi, Pizzetti, Malipiero e Gui, la Società Nazionale di Musica con lo scopo di diffondere e difendere le opere di giovani compositori, curare il patrimonio musicale del passato e i rapporti musicali con l’estero. A supporto della Società, vede la luce la rivista Ars Nova con interventi anche di pittori e scrittori tra cui Papini, Carrà, De Chirico, Savinio. La Società e la rivista saranno attive fino al 1919.. In questo periodo (1917-19) Casella si indirizza verso un linguaggio asciutto e lineare fino alla spigolosità degli anni Venti, che segna un mutamento radicale, caratterizzato dal definitivo abbandono di ogni retorica armonica e da uno spontaneo ritorno  al diatonismo e agli accordi  consonanti, nonchè alla conquista di semplicità armonica. Numerose sono le tournées e i concerti che lo portano in gio per il mondo, soprattutto negli Stati Uniti dove viene tenuto sotto contratto per tre anni per dirigere i concerti della Boston Symphony. Il compositore è davvero instancabile: nel 1923, con il patrocinio di D’Annunzio, fonda la sezione italiana della Società Internazionale per la Musica Comtemporanea.. Nell’ambito di tale progetto (1924) Casella organizza un tour in molte cittài italiane dove dirige Pierrot Lunaire di Schoenberg e L’histoire du soldat  di Stravinskij e Ravel, fa conoscere i,lavori di Milhaud, Poulenc, Bloch, Kodaly , Moratari, Labroca, Rieti. Intanto continua l sua attività di organizzatore musicale  con la nascita della prima edizione de Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Venezia (ancora attivo) che gli procura l’accusa di esterofilia, scatenando una pesante diffamatoria, aggravata in seguito da motivi razziali, essendo la moglie di origine ebraica. Docente al corso di perfezionamento  di pianoforte all’Accademia di Santa Cecilia di Roma. A Siena nel 1939 istituisce, con il contributo del conte Chigi Saraceni, le Settimane Musicali, tuttora attive, dove riesce a far conoscere il notevole e dimenticato repertorio di Vivaldi, A. e D. Scarlatt i e di compositori  dei secoli XVI e XVIII  quali Gabrielli, Monteverdi, Corelli, Torelli, Bassani, Seffani e Pergolesi.  Colpito da grave malattia nell’estate del 1942, Casella rinuncia al corso di perfezionamento pianistico, pur continuando a dare lezioni a casa, scrivendo, nel contempo, alcuni lavoti tra i suoi più significativi. Continuò anche a curare la revisione e l’edizione critica di Bach, Mozart, Chopin presenti ancor oggi nell’organizzazione didattica dei nostri Conservatori.. Compare per l’ultima volta in pubblico il 15 febbraio 1947 al Teatro Eliseo di Roma. Muore il 5marzo di quello stesso anno. Per fortuna degli studiosi esiste un imponente archivio presso la Fondazione “Giorgio Cini” di Venezia (isola di San Giorgio) , ricco di ventitremila documenti, donaro dagli eredu il 25 ottobre 2001, che documenta la vita del musicista per intero a cui vanno aggiunti altri documenti acquisiti in seguito: documenti in originale, copia fotostatica, manoscritti, scritti, saggi, revisioni e programmi dei concerti. Il CD pubblicato da Sony si apre con il Concerto per archi, pianoforte, , batteria e timpani op. 69 (1943) la cui prima esecuzione ebbe luogo a Basilea il 22 marzo 1945 diretta da Paul Sacher a cui l’opera è dedicata.Scritto in circostanze drammatiche durante le persecuzioni naziste cui furono oggetto Casella e la sua famiglia nell’oscuro periodo dell’occupazione tedesca di Roma. Il disegno del primo movimento (Allegro alquanto pesante) si richiama nel suo incedere a modelli bachiani, mentre nella Sarabanda (Grave ampio) il disegno melodico sembra oscillare tra gli stilemi classici e l’ariosità di un canto popolaresco. Paganiniana divertimento per orchestra su temi di Paganini op. 65 è un significativo esempio del gusto caselliano e brillante divertimento. Il brano venne commissionato nel gennaio 1941 per celebrare il primo centenario della Filarmonica di Vienna alla cui testa Karl Bohm guidò la prima esecuzione assoluta. Si tratta di uno dei brani più fortunati e significativi del compositore torinese. Paganiniana è strtturata in quattro movimenti dai piacevoli effetti nell’elegante gioco degli impasti timbrici e ritmici di un’orchestra ricca umori di stampo modernista. Scritta nel 1926 Scarlattiana ebbe immediato successo. Con essa Casella chiude in modo felice il suo antico proposito di riaprire il corso dello strumantalismo italiano di musica al quadrato in cui il ritmo scorre fluente e la melodia spazia con chiarezza e linearità di espressione. Il milanese Daniele Rustioni, direttore musicale dell’Opéra National de Lyon e dell’ ORT,  con questo CD dedicato a Casella raggiunge il terzo capitolo con oggetto il repertorio sinfonico tra  ‘800 e ‘900 (i precedenti erano dedicati a Ghedini e Petrassi). Ottimi i rsultati che si risolvono in un taglio agile e accurato, sempre sostenuto da immediata comunicativa musicale . Ammirevole per nitore e finezza il pianista Alessandro Taverna, anch’egli milanese. L’eccellente Orchestra Regionale Toscana risulta particolarmente scintillante nel settore dei fiati a cui sono affidate uscite solistiche.

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