PIEMONTE ARTE: VIGLIATURO, PITTORI VENETI, CAMBIANO, ALESSANDRI, GIANUZZI, VALSECCHI, TORNACO, AUTUMNUS…

 

Coordinamento artistico: Angelo Mistrangelo

 

PESSIONE, CASA MARTINI: MOSTRA PERSONALE “MIXING GLASS” DI SILVIO VIGLIATURO

Casa Martini continua il suo ciclo di appuntamenti culturali ospitando a Pessione l’artista chierese e maestro del vetro Silvio Vigliaturo, con una mostra personale curata da Anselmo Villata dal titolo “Mixing Glass”: ambientata nella suggestiva cornice dei musei aziendali, la mostra sarà visitabile dal 11 settembre al 20 ottobre 2019. Il progetto “Mixing Glass” è stato sviluppato all’interno del XIII Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali del Sole 24Ore Business School con la progettazione di una mostra che potesse dare spazio ed esaltare la produzione artistica di Silvio Vigliaturo. La location prescelta è Casa Martini che, con il Museo di Storia dell’Enologia, rappresenta la cornice perfetta capace di accogliere ed entrare in dialogo con le opere in mostra.

Il museo racconta infatti il legame millenario tra l’uomo, la produzione e il consumo del vino, il simbolo più vivo della convivialità e del piacere di stare insieme: la pregevole collezione comprende al suo interno alcuni rari vetri di epoca romana. Non mancano le testimonianze delle manifatture veneziane, accanto a quelle boeme, francesi e dell’area tedesca: dal Rinascimento all’Ottocento in una carrellata multicolore di raffinati oggetti in vetro per il servizio e la degustazione del vino.

Fulcro della mostra “Mixing Glass” è il tema della Mescolanza – forse il più significativo e ricorsivo elemento del maestro Vigliaturo negli ultimi dieci anni di attività – affrontato, in prima battuta, a livello tecnico. L’artista crea le sue maestose sculture dando vita a una ricca commistione di tecniche e materiali: vetro, acciaio, oro e argento si fondono in una soluzione unica e immediatamente riconoscibile, che trasfigura l’elevata abilità artigianale in un suggestivo procedimento alchemico. I grandi forni della bottega di Vigliaturo, situata di fronte al maestoso Duomo gotico di Chieri, trovano la loro perfetta metafora nel Mixing Glass, il bicchiere usato per la preparazione dei cocktail, un contenitore in cui gli ingredienti, miscelati con sapienza, danno vita a ricette classiche o nuove sperimentazioni. Ognuna delle tematiche che danno corpo alla mostra trae quindi nella Mescolanza il suo fondamento teorico. Casa Martini parteciperà alle Giornate Europee del Patrimonio 2019 del 21 e 22 settembre con eventi a tema, realizzati nell’ambito della mostra e in collaborazione con l’artista. La mostra è organizzata da Casa Martini e I.N.A.C. – Istituto Nazione di Arte Contemporanea con il patrocinio di Federculture e con la collaborazione dell’ Archivio Storico Martini & Rossi

 

CHIERI: MOSTRA DI PITTURA “IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE”

A Chieri, nella cappella sconsacrata del complesso San Filippo, mostra di pittura “Immigrazione ed Integrazione- i Veneti arrivati in Piemonte prima e dopo la 2^Guerra Mondiale. Inaugurazione Sabato 14 settembre alle 17.

La mostra sarà aperta sabato 14 e 21 settembre e domenica 15 e 22 settembre dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30.

Espongono:

LINO BALDASSA – Nato a Chieri – e ivi residente – il 19/05/1966. I suoi primi dipinti nel 1995 ritraevano paesaggi e marine. Conobbe il pittore e maestro dell’iperrealismo Luigi Benedicenti.

Per Lino Baldassa la pittura è da sempre momento di vita e di passione. Propone vedute suggestive.

Sempre impegnato in ricerche stilistiche e nuove tecniche. Ha partecipato a numerose mostre, manifestazioni e collettive ottenendo segnalazioni e premi.

MARIO PIVATO – Nato a Noventa Vicentina (VI) il 09/12/1939.

Residente a Chieri dal 1952. La sua passione è sbocciata nell’età giovanile. Completamente autodidatta. Per lui la pittura è come un rifugio non disturbato da eventi e dallo scorrere del tempo.

Ama riprodurre quadri di pittori famosi oltre che dilettarsi in opere paesaggistiche. Mario Pivato crea un universo proprio, dove alberi, esseri viventi e paesaggi

interagiscono in un mondo ordinato e controllato.

ORNELLA BOZZOLAN – Nata a Chieri dove vive e lavora. Ha frequentato il Liceo Artistico e ha poi perfezionato le tecniche di pittura e grafica con vari corsi. Da anni espone in mostre collettive e personali con importanti riconoscimenti di critica e di pubblico. Tutto ciò testimonia quanto Ornella Bozzolan possegga requisiti, facilmente verificabili e deducibili, nelle proposte

naturalistiche ed urbane in genere e nella trattazione della figura umana. L’uso prevalente del chiaroscuro le permette di conseguire importanti effetti scenografici.

MAURIZIO SICCHIERO – Nato a Rovigo nel 1949. Arriva in Piemonte nel 1954 e si stabilisce a Chieri dal 1956. Alternando studio e lavoro nel 1975 si è diplomato al Liceo Artistico di Torino. In seguito si è specializzato in tecniche incisorie con Gianni Demo”. Ha ottenuto riconoscimenti dalla critica specialistica in molte manifestazioni a livello nazionale ed internazionale. Molte sue opere

sono inserite su cataloghi e pubblicazioni d’arte. Attualmente si dedica anche all’illustrazione disegnando e dipingendo opere per la copertina di pubblicazioni di vario tipo.

IDA DORELLA – Nata a Torino il 23/04/1968. Risiede a Chieri. Si è diplomata maestra di arti applicate presso l’Istituto Statale d’Arte “A. Passoni”. Ha incominciato ad imbrattare tele sin da piccola, dove si divertiva a dipingere il mondo che vedeva con matite colorate. La natura è la sua prima fonte di ispirazione. E’ attratta dai paesaggi, animali e fiori che la portano in una dimensione surreale dove cerca di cogliere ogni colore e profumo.

LEONARDO GUERRINO ZAGO – Nato a Cavarzere (VE) il 05/12/1949. Si trasferisce in Piemonte giovanissimo. Attualmente vive a Chieri. Una passione la sua nata in età giovanile poi ripresa più avanti come autodidatta accumulando notevoli esperienze grazie alle numerose manifestazioni di pittura a cui ha partecipato. Ha frequentato i corsi di laboratorio di pittura e studio della figura del nudo presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. Ha, inoltre, frequentato gli studi quinquennali al Primo Liceo Artistico di Torino, diplomandosi in arti figurative. Molteplici le segnalazioni dei critici e i premi conseguiti e le sue opere sono conosciute anche oltre i confini nazionali. Ha ideato una tecnica unica nel suo genere: Bassorilievi su tela. Tale tecnica può essere definita l’anello di congiunzione tra pittura e scultura.

 

CAMBIANO: NATURA E RICICLO, DUE MOSTRE IN DIALOGO

Il Comune di Cambiano, nell’ambito di un programma dedicato al riciclo, riuso e sostenibilità, promuove il progetto espositivo ARTISTI DALLA PARTE DELLA NATURA E DEL RICICLO: L’ALBERO COME RINASCITA E VITALITÀ. Due mostre in dialogo su pagine parallele di lettura

Inaugurazione:

Aspettando Cambiano come Montmartre – XXXII edizione

Vernissages itineranti sabato 14 settembre 2019 dalle ore 16

A partire dalla Chiesetta dello Spirito Santo

Le due mostre

1) Chiesetta dello Spirito Santo

Piazzetta dello Spirito Santo

Nel vento, tra i rami, ascolterò il tuo canto

a cura di Silvana Nota

Artisti:  Izabél Alcolea, Rosanna Bonavia, Tegi Canfari, Giustino Caposciutti, Lidia Delloste, Marta Distefano, Laura Frus, Mario Giammarinaro, Mery Rigo, Valeria Scuteri

Allestimento Daniela Gioda

Orari di apertura  (Ingresso libero)

dal 14 al 29 settembre 2019 – ven sab dom 15.30 – 18.00

2) Sala Consiliare del Comune di Cambiano

Piazza Vittorio Veneto Cambiano

L’Araba Fenice: Riuso funzionale, Riciclo artistico

a cura di Valeria Torazza – Associazione Culturale Peppino Impastato

Artisti e creativi:

Giulio Agostino, Maria Cristina Busnelli, Manuela Cavallo, Gabriella Chiminello, Roberto De Fanti, Daniela Evangelisti, Margherita Fantini, Caterina Fiore, Gianni Gianasso, Graziana Giunta, Giancarlo Laurenti, Angelo Lussiana, Giusi Maglione, MuSE, Maurizio Rivetti, Marco Roascio, Adriano Rosso, Marilde Saliani, Daniela Santucci, Claudia Scalera, Alice Silvestro, Anna Torazza

Orario di apertura (Ingresso libero)

dal 14 settembre al 13 ottobre 2019 – ven sab dom 15.30 – 18.00

 

TORINO, CONSIGLIO REGIONALE: IL “MAGICO ORIENTE” DI LORENZO ALESSANDRI

Una quarantina di fotografie in bianco e nero e a colori realizzate dal pittore Lorenzo Alessandri nel corso di alcuni viaggi in India, Nepal e Tibet. È quanto propone la mostra “Magico Oriente – I viaggi di Alessandri”, che si è inaugurata lunedì 9 settembre nella sala espositiva dell’Urp del Consiglio regionale del Piemonte, in via Arsenale 14/G, a Torino. L’esposizione, promossa dal Circolo fotografico “Il Mascherone” di Giaveno (To) e curata da Concetta Leto, intende evidenziare lo stretto rapporto che intercorre tra alcune immagini fotografiche e i suggestivi dipinti del pittore torinese che – a metà degli anni Sessanta del Novecento – diede il via al movimento artistico Surfanta opponendo un linguaggio fantastico e surreale a quello astratto e concettuale dell’epoca.

Affascinato fin dall’adolescenza dal “magico Oriente”, Alessandri compì studi approfonditi tra templi e città perdute: nel 1966 visitò l’India, nel 1973 e nel 1979 conobbe il Nepal e nel 1991 si recò in Tibet, paese che sognò per tutta la vita. Aperta fino al 16 ottobre, la mostra è visitabile dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30 e il venerdì dalle 9 alle 12.30.

 

CASTELLO DEL VALENTINO, MOSTRA “PIERO GIANUZZI. IL GIOCO DELLE PARTI”

Inaugurazione: giovedi’ 12 settembre 2019, dalle ore 18.00

Dal 12 al 21 settembre 2019

Dopo la storica mostra al Museo MIIT di Torino, che ne ha celebrato il ventennale dalla scomparsa, prosegue il lavoro di valorizzazione dell’opera di Piero Gianuzzi con la mostra “ Piero Gianuzzi. Il Gioco delle Parti“, dal 12 al 21 settembre 2019, nella Sala delle Colonne del Castello Reale del Valentino, a Torino. La mostra, in partnership con il Museo MIIT e la rivista internazionale Italia Arte, presenta una selezione delle opere di Piero Gianuzzi (Torino 1937 – Alpignano 1996) in un’antologica che si sviluppa in un percorso attraverso le diverse stagioni del ‘900, in maniera coerente con un linguaggio sempre personale e dall’originale visionarietà. L’esposizione traccia un affresco della creatività di Gianuzzi, prendendo in esame una serie di lavori che contribuiscono a formare, unitamente alla variegata produzione dell’artista che fu sempre affascinato dall’indagine sull’Essere, una personalità complessa e profondamente ancorata ad una attenta e sincera rappresentazione dell’esistenza. Un’interpretazione del mondo, della vita e dell’Uomo che Piero Gianuzzi ci restituisce nei ‘frammenti’ di memoria, ironicamente definiti dall’artista ‘affreschi’, quasi a sottolineare quanto l’arte riesca a rendere immortale ed eterno l’attimo dell’ispirazione e della creazione. Dal titolo della mostra, si comprende come ‘il gioco delle parti’, oltre a rappresentare l’essenza della filosofia di questa serie di dipinti, sia anche specchio della personalità complessa e articolata dell’autore, sempre alla ricerca di una risposta ai quesiti fondanti della nostra esistenza, ma con ironia, leggerezza, intensità di spirito e di osservazione. Questa viene infatti intesa come incessante evoluzione dell’uomo, sfida aperta al cambiamento, all’innovazione, alla ricerca non soltanto in campo artistico, ma anche, più profondamente e simbolicamente, nella sfera personale e profonda dell’anima di ognuno. Nel gioco delle parti di Piero Gianuzzi si alternano personaggi, volti, momenti dell’esistenza quotidiana, che assurgono ad iconici stati d’animo, personali quanto universali sentimenti. Piero Gianuzzi coglie l’essenza dei suoi personaggi, raffigurandoli spesso incorniciati da uno spazio definito e circoscritto, quadro nel quadro, alla maniera fiamminga, esaltando così il ruolo della scenografia e dell’ambiente circostante, quello dell’osservatore e del protagonista, complementari e in stretto dialogo reciproco di sentimenti ed emozioni. Anche ottimo incisore, Gianuzzi esalta nel tratto continuo la definizione delle prospettive, i diversi piani compositivi, l’armonica consonanza dei toni e dei colori in una suggestiva, silente ed onirica metafora della vita. E’ il caso del personaggi vestiti con abiti talari, ritmati nelle quinte teatrali di un ambiente, quasi pirandelliana citazione, che dell’uomo restituisce diverse concezioni, da quella sacrale e spirituale, a quella terrena e laica, in una continua, simbolica lotta tra bene e male. I grandi Soli rossi, le sagome abbozzate e nette di gabbiani in volo, il mare e gli orizzonti abitati da personaggi anonimi, quindi universali, da navi e barche lontane ci raccontano di un artista sempre pronto alla scoperta, moderno Ulisse alla ricerca di se stesso e dell’Altro, dell’inconoscibile e dell’ignoto dell’anima del mondo. Il desiderio di libertà, la continua sperimentazione su materiali e con tecniche diverse trovano in Gianuzzi una raffinata scuola di pensiero, che spazia dalla metafisica al simbolismo, rendendo l’immagine elemento riconoscibile e riconducibile a un’idea, a una realtà. L’istante effimero della verità e del sogno, così vicini e inscindibili nell’arte di Gianuzzi, diventano elemento fondante di un alfabeto pittorico nuovo, in cui la solitudine si fonde con la speranza, scardinando il pessimismo tradizionale di gran parte della pittura del Novecento, per assurgere, invece, a nuovo strumento di bellezza. Nel teatro della vita i protagonisti delle opere di Gianuzzi inseguono l’inconscio, tentano di decifrarne gli alfabeti più nascosti e profondi, dall’infanzia alla vecchiaia per giungere, infine, alla conoscenza della terrena fragilità umana, di quella ‘realtà immaginata’ che per tutta la vita ha affascinato l’uomo e l’artista.

Piero Gianuzzi (Torino 1937 – Alpignano 1996) affronta le prime esperienze pittoriche fin dalla più giovane età. Frequenta gli studi dei grandi pittori del momento e ne assimila gli insegnamenti, maturando al tempo stesso una propria tecnica pittorica, di cui è indiscusso caposcuola. Su un sottile foglio di zinco (2 decimi di millimetro), Gianuzzi incide un solco con tratto rapido e continuo seguendo le indicazioni del disegno preparato in precedenza. Il bulino non deve mai fermarsi, non concedere pause, che disturberebbero la continuità del segno. Il pennello poi, completa cromaticamente, con effetti visivi stupefacenti, l’opera artistica. Il progresso tecnico è tumultuoso e trova l’ideale legame con l’intuizione artistica che è geniale.  Nel 1971, dopo un normale iter pittorico, inizia a dipingere per tematiche, sviscerando soggetti di volta in volta a carattere biografico, sociale, filosofico o “semplicemente” estetico. Anche la natura infatti è per lui oggetto di studio e osservazione specie in alcune sue espressioni a lui particolarmente congeniali. Le tematiche principali da lui sviluppate sono relative all’Umanità. Immagini allo specchio, La vita e la morte di un commesso viaggiatore, Il cavallo, I girasoli, i Collage, I gabbiani, Vita e morte di un venditore di quadri,  Frammenti e affreschi. L’ultima fatica dell’artista è rappresentata da quattro tematiche sviluppate in 150 opere che si concatenano in un’unica grande espressione di grande forza emotiva e validità concettuale: “Il gioco delle parti”, “rappresentazione dell’umana commedia”, come sottolinea l’artista, che comprende:  Metafisica e simbolismo, I Musei, Teatro – spettatori e palcoscenico, Il possibile dell’impossibile.

Molte le recensioni su giornali, quotidiani, riviste di settore, e i servizi Rai e radiotelevisivi. Le sue opere si trovano in collezioni sia pubbliche che private in Italia e all’estero.

Castello del Valentino – Sala delle Colonne

Viale Mattioli, 39

10125 Torino

Orari:

lun/ven 10.00/12.00 – 16.00/19.00

sab 10.00/12.00 – 16.00/18.00

 

TORINO ART GALLERIES: “OUVERTURE 2019”

L’Associazione TAG, Torino Art Galleries presenta Ouverture 2019 che si terrà a Torino giovedì 19 settembre 2019 dalle ore 18 alle 22 e vedrà coinvolte in una inaugurazione coordinata tredici tra le più influenti ed importanti gallerie d’arte contemporanea di Torino che richiameranno gli art lovers in un tour attraverso le nuove mostre disposte nella città e collegate da una mappa in distribuzione nei luoghi espositivi. Giunto alla sua decima edizione, l’evento apre la nuova stagione espositiva torinese e coinvolge le gallerie torinesi che già nel 2000 si erano costituite in associazione con l’intento di fare sistema e creare sinergie utili a costruire un’offerta coordinata in alcuni momenti dell’anno, con il prezioso contributo della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.  Il programma di questa edizione di Ouverture 2019 è particolarmente ricco di mostre significative e di interessanti compleanni: innanzitutto quello di Ouverture,che compie i suoi primi dieci anni; poi i trent’anni di un socio storico come la Galleria di Alberto Peola che propone una mostra collettiva dal titolo “Trenta volte Settembre” a cura di Francesca Comisso (fino al 25 ottobre). La Galleria Norma Mangione presenta invece “Ventiquattr’ore di luce” la personale di Salvo (fino al16 novembre). Photo&Contemporary inaugura una mostra in occasione della presentazione al pubblico del portfolio d’artista di Giovanni Gastel “The Body”, pubblicato da Prearo Editore (fino al 15 ottobre), mentre la galleria Febo&Dafne presenta Zamfira Facas nella personale dal titolo “Trasformazioni”. Negli spazi torinesi della Galleria Tucci Russo, in via Davide Bertolotti, 2, torna uno dei padri della Land Art: “Richard Long” (fino al 25 gennaio 2020). Due mostre personali da Raffaella De Chirico: Irina Gabiani in “Across the Universe” e nella project room Mattia Ferretti con “Axis mundi” (fino al 26 ottobre). La Galleria In Arco organizza la personale “Fabrizio Plessi: Sperimentale” (fino al 21 dicembre). Weber & Weber presenta la personale di Pietro Campagnoli, “Mutatio tempore” (fino al 26 ottobre). Alla Galleria Riccardo Costantini, Andrea Villa presenta “Salotto Borghese. Italia agli immigrati” (fino al 12 ottobre). La galleria Gagliardi e Domke propone la personale di Paolo Consorti “Ending”. Da Giorgio Persano è visitabile “Systems of Systems”, mostra personale di Paolo Cirio (fino al 28 settebre), mentre nei due spazi della Galleria Franco Noero sono in corso due mostre: la personale di Darren Bader dal titolo “Interlude” (nella sede di Piazza Carignano 2, fino al 5 Ottobre) e la personale “Subito dopo l’oggetto più distante” di Gabriel Sierra (negli spazi di Via Mottalciata 10/B, fino al 28 Settembre). Impegnata proprio in quei giorni alla fiera Art Chicago, Luce Gallery, altro associato di Tag, espone Caitlin Cherry nella personale “Noisyboy”, ma solo a partire dal 26 settembre (fino al 22 ottobre).

Fondata nel 2000, l’Associazione TAG – Torino Art Galleries – riunisce alcune gallerie d’arte torinesi. L’Associazione ha per scopo la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, come elemento di crescita culturale del territorio e della comunità locale, favorendo lo sviluppo di una sensibilità artistica attraverso l’incontro delle arti plastiche e figurative con il pubblico, gli appassionati e le nuove generazioni. Si pone come soggetto di riferimento per gli Enti Locali, collaborando alle loro iniziative e al tempo stesso ideando e realizzando diversi progetti e attività specifiche ed autonome, tra i quali si ricordano: “ManifesTO” (in collaborazione con il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea e l’Assessorato alla Cultura della Città di Torino), “Outlook” (in collaborazione con la Fondazione Palazzo Bricherasio), e le differenti edizioni di “Ouverture”, realizzate grazie al supporto della Fondazione per l’Arte Moderna e ContemporaneaCRT e della Camera di Commercio di Torino

 

TORINO, BIBLIOTECA UNIVERSITARIA: MOSTRA DI FRANCO VALSECCHI

Connessioni – Linguaggio tra Arte e Scienza – Biblioteca Nazionale Universitaria, Torino   

Sabato 14 settembre 2019, alle ore 11, si inaugura nella Sala Mostre dell’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria, in piazza Carlo Alberto 5, la mostra dedicata alla ricerca dell’artista Franco Valsecchi, intitolata «Connessioni. Linguaggio tra arte e scienza», a cura di Angelo Mistrangelo. Ospitata nel programma espositivo della Biblioteca Nazionale Universitaria, con l’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria, il patrocinio della Città di Torino e la fattiva collaborazione della Famiglia Valsecchi, l’esposizione si sviluppa attraverso 54 opere che documentano il percorso espressivo e l’intenso e interiorizzato linguaggio concettuale di Franco Valsecchi (Biella 1929-Torino 2015). Per questa occasione, vengono presentati i lavori dei cicli «Numeri trauma», «Mutazioni», «Io entità», «Genesi», «Situazioni», «Composizioni strutturali» e «Arte Psichica», che hanno riscosso nel tempo un ampio riconoscimento da giornalisti e critici d’arte come Giorgio Sebastiano Brizio, Claudio Cerritelli, Paride Chiapatti, Angelo Dragone, Albino Galvano, Francesco Prestipino, Franco Torriani.

Formatosi pittoricamente negli studi di Cesare Maggi, Guido Mosca, Raffaele Pontecorvo e Antonio Zucconi, Valsecchi ha frequentato la scuola di grafica pubblicitaria diretta dal creativo Armando Testa. Nel 1975 ha vinto il 1° Premio al XIV° Premio Internazionale di Grafica Joan Mirò a Barcellona, con l’opera «Genesi».

La Regione Piemonte gli ha dedicato nel 2005 una mostra, curata da Angelo Mistrangelo, nella sede del Piemonte Artistico Culturale a Torino.

MOSTRA: Franco Valsecchi «Connessioni. Linguaggio tra arte e scienza        

Sede: Biblioteca Nazionale Universitaria, Sala Mostre Auditorium Vivaldi,

in piazza Carlo Alberto 5

Inaugurazione: sabato 14 settembre, alle ore 11

Periodo: 14-28 settembre 2019

Orario:  lunedì-venerdì 10-18, sabato 10-13, ingresso libero        

Info:  eventi@abnut.it  tel. 0118101125

 

QUARTZ STUDIO: SARA ENRICO, ANDREA RESPINO

via Giulia di Barolo 18/D

opening 16 settembre 2019 h 19:00

16.09.2019 – 23.10.2019

Lunedì 16 settembre 2019, alle 19.00, Quartz Studio ha il piacere di presentare Mai un vestito dunque, adeguato, un progetto di Sara Enrico (Biella, 1979) e Andrea Respino (Mondovì, 1976), appositamente concepito per Quartz Studio. Per i due artisti, coppia nella vita, questa è la prima occasione di contatto tra le loro ricerche.

Mai un vestito dunque, adeguato è la sintetica e all’apparenza inappellabile frase che i due artisti hanno ironicamente pronunciato a proposito della mostra, come estrapolando un momento all’interno di un dialogo più ampio. Nei dipinti di Andrea Respino specifici oggetti ed ambienti concorrono a dare forma ad un mondo popolato da uomini, i quali palesano la propria condizione d’incertezza attraverso improbabili o parziali vestizioni. Alla gestualità manifesta dei dipinti di Respino, risponde il lavoro di Sara Enrico nel quale l’indole poetica e performativa della materia è prima trattenuta e poi diffusa dalle superfici e attraverso i processi che l’artista impiega nelle forme scultoree. Enrico vede nell’intreccio fisico e semantico una possibilità di traduzione, coesistenza e scomposizione della complessità, lavorando sull’equilibrio precario e sul riverbero materiale del linguaggio stesso.

Sara Enrico (Biella, 1979) vive e lavora a Torino. Tra le mostre personali segnaliamo: Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Italia (2019); Marsèlleria, New York, USA (2018); TILE Project Space, Milano, Italia (2017); Fonderia Artistica Battaglia, Milano, Italia (2016); L‘A Project Space, Palermo, Italia (2015); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia (2014); GAM, Galleria d‘Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Italia (2013); Viafarini-in-residence, Milano, Italia (2012).

Andrea Respino (Mondovì,  1976) vive e lavora a Torino. Tra le mostre personali di Andrea Respino come Alis/Filliol segnaliamo: Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano, Italia (2017); Pinksummer, Genova, Italia (2016); Istituto Italiano di Cultura, Parigi, Francia (2016); MEF Museo Ettore Fico, Torino, Italia (2015); GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Italia (2014); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia (2013); Pinksummer, Genova, Italia (2012); Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo, Italia (2012); Cripta747, Torino, Italia (2010); blank, Torino, Italia (2010).

La mostra resterà aperta dal 16 settembre al 23 ottobre 2019, su appuntamento.

 

NANDO CRIPPA ALLA GALLERIA MEB DI BORGOMANERO

La Galleria MEB Arte Studio di Borgomanero (Via San Giovanni 26) apre la nuova stagione espositiva con la mostra “Nando Crippa – Still Life”, curata da Marco Emilio Bertona e con testo di Marco Rota. Dopo l’inaugurazione che si terrà sabato 14 settembre, alle ore 18,00, presso lo spazio della Galleria in Via San Giovanni, la rassegna proseguirà fino al prossimo 26 ottobre. Nando Crippa, artista e scultore, è nato nel 1974 a Merate, in provincia di Lecce. Diplomato al Liceo Artistico Statale di Bergamo, ha quindi frequentato la facoltà di architettura del Politecnico di Milano e l’Accademia di Brera e ora vive e lavora a Casatenovo (Lecce). Ha esposto le sue opere al Museo Casa del Console di Calice Ligure, a Palazzo Bricherasio di Torino, al Museo Gianetti di Saronno, al Museo del Parco di Portofino. Nel 2006 ha vinto il Premio Banca Aletti e nel 2017 si è tenuta una sua mostra antologica presso la Galleria Credito Valtellinese/MVSA, Sondrio. L’artista, grazie ai suoi studi e alle sue esperienze presso la facoltà di Architettura, ha cominciato a concepire la scultura come una architettura, quindi come una costruzione. Le sue opere scultoree, sempre figurative, sono realizzate con la terracotta colorata e riprendono episodi di vita quotidiana, scene silenziose con personaggi collocati in contesti vagamente metafisici. Le opere sono ‘pacate’ e, come molti sostengono, “trasmettono tranquillità e richiamano situazioni che ci sembrano familiari anche se non le abbiamo mai vissute”. E’ insomma un mondo fortemente personale, anche se può essere condiviso, dove regna il silenzio. Quanto alla sua scelta artistica Nando Crippa ricorda: “Ho cominciato copiando le pubblicità che trovavo sulle riviste di moda… già allora cercavo le scene in cui i personaggi erano più enigmatici, un po’ trasognati, distratti, assorti nei propri pensieri, come assenti… non mi piace che la ‘storia’ sia chiara. Se un uomo seduto su un muretto o su una scalinata guarda fisso davanti a sé, puoi immaginarti qualsiasi cosa”. Il materiale principale che l’artista utilizza per le sue sculture è l’argilla o creta, che viene modellata senza alcuna necessità di disegni preparatori. Le sue figurine di creta non sono, per scelta, troppo rifinite. Sono realizzate con pochi tratti decisi e marcati. Seguono quindi le varie fasi tecniche per giungere al risultato finale: essiccazione, cottura, colorazione. Le sue sculture quindi… sono ultimate e possono prendere vita…

Enzo De Paoli

 

FILATOIO DI CARAGLIO: I SEGRETI DELLA TESSITURA CON “LEONARDO E IL TESSILE”

Domenica 15 settembre, a partire dalle ore 15, attività esperienziale rivolta sia agli adulti che ai bambini all’interno del calendario di “Persone Patrimonio d’Impresa”

Domenica 15 settembre a partire dalle ore 15, presso il Filatoio di Caraglio (Via Giacomo Matteotti, 40)si terrà “Leonardo e il tessile”, laboratorio esperienziale per bambini e genitori alla scoperta della tecnica e della pratica della tessitura. L’appuntamento anticipa l’inaugurazione della mostra “L’altra tela di Leonardo. Le geniali invenzioni nelle macchine tessili”, con cui, nel cinquecentenario dalla sua scomparsa, dal 5 ottobre il Filatoio celebrerà l’ingegno dell’artista fiorentino nell’invenzione e messa a punto di dispositivi e macchine per una delle attività più importanti del suo tempo, l’arte tessile. Il laboratorio è parte del calendario di welfare culturale “Persone Patrimonio d’Impresa. Tre luoghi della cultura si aprono al mondo delle imprese”, progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione CRC (Bando “Musei Aperti 2017”) dall’associazione Castello del Roccolo, in collaborazione con il Filatoio di Caraglio e il Forte di Vinadio, con la partnership di Regione Piemonte, Fondazione Piemonte dal Vivo, Hangar Piemonte, Fondazione Artea e Comune di Vinadio, oltre al patrocinio della Città di Busca e del Comune di Caraglio.Per partecipare all’attività è necessario prenotarsi telefonando al numero 349/5094696. L’ingresso è a pagamento, con biglietto welfare aziendale 5 euro. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet www.personepatrimoniodimpresa.it.

Il laboratorio propone una coinvolgente attività creativa per grandi e piccini, trasformando i partecipanti in “apprendisti tessitori”. Dopo una breve visita al setificio di Caraglio per scoprire come veniva prodotto il filo di seta, l’attività del laboratorio “Leonardo e il tessile” porterà alla realizzazione concreta di un tessuto: utilizzando piccoli telai a mano, i bambini e i loro genitori intrecceranno tra loro filati diversi per materiale, spessore e colore attraverso lo schema più semplice, quello della tela. I manufatti tessili che si otterranno saranno così tutti differenti, ognuno frutto del lavoro, dell’espressione “artistica” e della sensibilità di ciascuno. Ma l’attività esperienziale si spingerà oltre: se i pezzetti di stoffa sono già belli presi singolarmente, immaginate che bel risultato si otterrà unendoli tutti insieme! Come tante tessere di un unico puzzle, tutte le strisce di tessuto, cucite insieme, formeranno un unico grande tessuto, in cui sarà rappresentato ogni membro del team di lavoro, ognuno con le sue prerogative e specificità, ma comunque tassello imprescindibile dell’insieme.

L’iniziativa si rivolge in particolare agli imprenditori e ai lavoratori delle imprese del territorio, che con le loro famiglie possono conoscere in maniera divertente e coinvolgente la storia dell’industria legata alla produzione di seta nei secoli scorsi in provincia di Cuneo e allo stesso tempo scoprire gli spazi espositivi del Filatoio di Caraglio. La modalità di prenotazione è duplice: i lavoratori possono aderire singolarmente all’evento, fornendo i dati del loro posto di lavoro e fruendo in questo modo del biglietto welfare aziendale valido anche per i familiari; gli imprenditori interessati possono acquistare un carnet di biglietti da distribuire ai loro dipendenti, oppure siglare delle convenzioni di collaborazione anche estese ad altre proposte di visita, presso il Castello e Parco del Roccolo di Busca e il Forte di Vinadio.

 

MOSTRE A TORNACO

“Belio: il paesaggio della Chimera” e “Una finestra sul Territorio”

La nuova amministrazione comunale di Tornaco, comune in provincia di Novara, ha inaugurato lo scorso sabato 7 settembre le mostre: “Belio: il paesaggio della Chimera” e “Una finestra sul Territorio”. Belio (Elio Bozzola) presenta nelle sale del Museo Etnografico dipinti che illustrano il paesaggio raccontato dallo scrittore Sebastiano Vassalli nel suo capolavoro “La Chimera” (nella foto un’opera in mostra). L’artista ha dichiarato che la scomparsa prematura e quasi improvvisa di Vassalli nel 2015 ha fatto riaffiorare in lui il ricordo di un incontro mai dimenticato e il desiderio di farlo rivivere in una serie di opere. “Le pagine di Sebastiano –scrive Belio- hanno sempre stimolato i miei sentimenti e la mia immaginazione, in particolare tutte quelle in cui è descritta la natura. Tra tutti i suoi scritti ho scelto di far vivere, attraverso la mia pittura, l’ambiente e la natura del romanzo ‘la Chimera’, forse il più ricco di suggestioni paesaggistiche. Perché la natura è come la poesia fuori dal tempo e dai suoi traffici. Un ponte sull’infinito”. L’artista, che è nato a Galliate nel 1942, dove vive e lavora, si è diplomato nel 1961 presso il Liceo Artistico di Brera, ha iniziato l’attività come grafico pubblicitario, per poi ottenere l’abilitazione all’insegnamento, prima per la Scuola Media inferiore, successivamente per i Licei Scientifici e gli Istituti Magistrali. Nella metà degli anni sessanta ha iniziato a dipingere, cominciando ad esporre dal 1967. Nel suo lungo percorso artistico ha sempre privilegiato le rappresentazioni naturalistiche. L’attenzione per la natura si è concretata prima in lavori di astrazione geometrica. Quindi le geometrie hanno fatto da cornice ai suoi intensi e minuziosi frammenti naturalistici. In seguito il paesaggio e la natura, ripresi anche con evidenti finalità ecologiche, si sono imposti più decisamente. Le opere in mostra a Tornaco rientrano in quest’ultima e più recente fase. Certo è che nel corso della sua attività Belio ha sempre avuto come riferimento la natura, le sue forme, i suoi colori, i suoi ambienti. Quanto alla mostra “Urban Sketchers nel Novarese, Una finestra sul territorio” gli ideatori si sono prefissati di promuovere il territorio (gli 88 comuni della provincia), utilizzando originali strumenti di comunicazione, quali lo storytelling, per narrare le peculiarità storiche, artistiche, naturalistiche e le unicità proprie del Novarese, attraverso l’innovativa formula di illustrazione del disegno in stile “cahier de voyage”, che ha portato appunto alla realizzazione di questa mostra. Gli illustratori (Urban Sketchers), chiamati a raffigurare i paesaggi del Novarese sono stati selezionati grazie alla collaborazione del Liceo Artistico Casorati di Novara e di Romagnano Sesia; studenti e ragazzi già diplomati, in questi ultimi mesi hanno tratteggiato, comune per comune, i beni artistici più rilevanti del Novarese. La mostra è composta da 24 quadri di dimensioni 30×40 cm e di altri 8 quadri di dimensioni 40×50 cm. Le mostre, che proseguiranno fino al 13 ottobre, sono allestite presso il Museo di Tornaco (Villa Marzoni) e sono aperte al pubblico nelle seguenti giornate ed orari: sabato e domenica dalle 15,00 alle 18,00.

Enzo De Paoli

 

BORGO MEDIEVALE: AUTUMNUS- FIORI E PIANTE DAL MEDIOEVO

21-22 Settembre 2019

Orario: 9.00-19.00

Borgo Medievale Torino

Ingresso gratuito- attività e visita in Rocca a pagamento

Durante il Medioevo il mercato era un luogo di acquisti, ma anche di incontri e di socializzazione, poiché vi si ritrovavano persone appartenenti a tutti gli strati sociali. Ricchi e poveri, uomini e donne, giovani e anziani, tutti in cerca di buoni affari, rendevano i mercati medievali posti affollati e vivaci. Autumunus è una manifestazione floro-vivaistica che vuole porsi come appuntamento annuale per esperti, appassionati e cittadini, ideata da Theatrum Sabaudiae Torino con il supporto scientifico di Anna Peyron e il Patrocinio del Comune di Torino.

Autumnus è un Mercato Medievale di piante della stagione che, contrariamente a quanto si pensa, è la più ricca di frutti. Autunno significa infatti “arricchimento”.

A partire dall’allestimento, che si ispirerà ai mercati medievali ritratti nei quadri Fiamminghi, passando attraverso la scelta mirata di vivaisti e piante, fino ad arrivare alle attività manuali e ai laboratori proposti, sarà come fare un tuffo nel Medioevo.

Lotta alla plastica, conoscenza di fiori e piante di stagione, know-how antichi, artigianalità, semplicità e bellezza sono le principali tematiche culturali che saranno messe in luce durante la manifestazione anche attraverso un ricco palinsesto di eventi collaterali.

Il Borgo Medievale di Torino è un Ecomuseo; gioiello del 1884.

Come ecomuseo, oltre alla sua importanza architettonica, è indissolubilmente legato al proprio contesto naturalistico. Racchiuso all’interno del Parco del Valentino e prospiciente al Fiume Po esso custodisce al suo interno anche un giardino costituito tra il 1997 e il 2000 frutto di ulteriori ricerche storiche e botaniche approfondite. Le tre aree di cui è composto permettono di approfondire argomenti legati alle diverse categorie di piante (alimentari, cosmetiche, esotiche) e di studiare usi e costumi antichi su alimentazione, cura del corpo, medicina…

 

ORTO BOTANICO, CONFERENZA “IL GIARDINO ABUSIVO”

Martedì 17 Settembre 2019, ore 16

Aula Magna, Orto Botanico di Torino – Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, Viale Mattioli 25, Torino

Conferenza “After Leonardo – tra arte contemporanea e scienze botaniche – Il giardino abusivo”

A cura di Eugenio Tibaldi

A partire dalla figura di Leonardo, pittore, scienziato e architetto, Tibaldi realizza un’opera viva e in continuo divenire, la cui esistenza è strettamente legata alle dinamiche museali, un paesaggio contemporaneo che coniuga l’estetica “informale” tipica delle periferie urbane e riferimenti all’architettura classica, proponendo al contempo una riflessione sulla società contemporanea e sulla necessità di un vivere partecipato e di una cura collettiva. Composta da tre elementi dislocati su diversi piani in corrispondenza della monumentale rampa del museo, Giardino abusivo è a tutti gli effetti un orto su più livelli, ospitato all’interno di strutture realizzate con vecchi mobili, frigoriferi e oggetti di uso comune, che trovano una nuova e inedita vita. L’opera è stata commissionata dal Comune di Milano, verrà inaugurata il 19 settembre alle 18 al Museo del 900 di Milano ed entrerà nella collezione dei musei civici di Milano.

Organizzata dall’Orto Botanico di Torino, dalla Sezione regionale Piemonte-Valle d’Aosta della Società Botanica Italiana e dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

INGRESSO LIBERO

 

 

 

 


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