PIEMONTE ARTE: GALLINO, DE-COLL, GIORIA, CAMBIANO, SANTENA, NOVARA, CARAGLIO…

coordinamento artistico: Angelo Mistrangelo

 

VALENZA, MOSTRA “CONTEMPORARY ART” CON THEO GALLINO

CANDIOLO: MOSTRA “LESSICO QUOTIDIANO” DI PIER TANCREDI DE-COLL

visitabile nella Piazza Coperta dell’ Istituto di Candiolo dal 21 ottobre al 30 novembre 2019

Una mostra per raccogliere fondi attraverso la vendita dei quadri e del catalogo da destinare al dipartimento di Ginecologia Oncologica dell’Istituto di Candiolo. L’ iniziativa rientra nel progetto LIFE IS PINK, il mese rosa dedicato alla prevenzione dei tumori femminili.  I quadri di Pier Tancredi De-Coll’ saranno esposti nella Piazza Coperta dell’ Istituto di Candiolo –  Strada Provinciale, 142 km 3,95 –  dal 21 ottobre al 30 novembre. Sarà un breve momento  di fuga artistica in un luogo nel quale già convivono e proliferano l’arte di curare, l’arte di ricercare e l’arte di guarire.

 

CHIERI: CLAUDIO GIORIA, MOSTRA “EMOZIONI TRA LUCI ED OMBRE”

CAMBIANO: IL 13 OTTOBRE FINISSAGE IN… DANZA TRA LE OPERE DELL’ ARABA FENICE 2019

Nella Sala Consiliare dello storico Palazzo Comunale in piazza Vittorio Veneto a Cambiano, è in corso la mostra “L’Araba Fenice: Riuso Funzionale, Riciclo Artistico”, dedicata alla sostenibilità ambientale e nel 2019, in specifico, all’Albero. La mostra, organizzata dal Comune di Cambiano, è parte del progetto “Artisti dalla parte della Natura e del Riciclo: l’Albero come Rinascita e Vitalità – Due mostre in dialogo su pagine parallele di lettura”. Inaugurata in concomitanza con la manifestazione “Cambiano Come Montmartre”, l’esposizione prosegue con le aperture nel fine settimana, dal venerdì alla domenica, dalle 15.30 alle 18.00, e chiuderà domenica 13 ottobre con un evento molto particolare. L’Araba Fenice, giunta alla sua 8° edizione, è per vocazione orientata alla realizzazione di eventi collaterali e collaborazioni che, creando movimento, interesse e in alcuni casi stupore, portano a riflettere sull’ambiente e sui nostri stili di vita, in un contesto di bellezza, creato dagli artisti e dal luogo, e con un pizzico di leggerezza. Quest’anno l’opportunità di realizzare un evento collaterale, particolarmente interessante per i contenuti artistici, è scaturita dall’abito di Cenerentola di Angelo Lussiana e dalla generosa disponibilità di Alessandra Pomata.

Ballerina professionista diplomata all’Accademia Princesse Grace di Montecarlo, Alessandra Pomata ha ballato per 15 anni nella compagnia del Teatro Nuovo di Torino con coreografi e ballerini di fama internazionale quali Robert North, Caroline Carlson, Luciano Cannito, Pompea Santoro, Raffaele Paganini, Viviana Durante e molti altri. Da 20 anni insegna nelle migliori scuole di danza di Torino e provincia. E’ presidente fondatore e direttore artistico dell’Associazione Safeminas, insegna danza classica, danza contemporanea e laboratorio coreografico. Domenica 13 ottobre per il finissage, Alessandra Pomata sarà una Cenerentola speciale; ballerà tra le opere della mostra dando vita ad un tutù incredibile, realizzato in cartone da Angelo Lussiana. Danzando nella sala, con una breve coreografia estemporanea, porterà lo spettatore a vedere con nuovi occhi le opere dei 22 artisti del riuso e del riciclo presenti a questa edizione dell’Araba Fenice. L’evento è comune alle due mostre, conclude infatti un progetto ambizioso del Comune di Cambiano che grazie alla collaborazione di amministratori, associazioni, professionisti e artisti si è concretizzato in due esposizioni sul tema della sensibilizzazione ambientale e dell’arte. Il finissage è ad ingresso libero, e si svolgerà a partire dalle 16.30.

 

 

ASTI: MOSTRA “LA TELEVISIONE DEGLI ANNI ’70. OMAGGIO A UGO GREGORETTI”

Sabato 12 ottobre 2019  alle ore 17 in Asti, presso la Fondazione Eugenio Guglielminetti ( Palazzo Alfieri, corso Alfieri 375), sarà inaugurata la mostra “La TV degli anni ’70. Dal Romanzo popolare a “ Viaggio a Goldonia” di Ugo Gregoretti ”, omaggio al regista romano scomparso il 7 luglio scorso a 88 anni.

L’esposizione, in collaborazione con il Centro di Produzione RAI TV di Torino, presenta la collezione di bozzetti (a tecnica mista) eseguiti da Eugenio Guglielminetti nel decennio Settanta per gli allestimenti scenografici realizzati presso il Centro di Produzione RAI TV di Torino con la regìa di Ugo Gregoretti: i fondali scenografici per le cinque puntate monografiche dedicate al ciclo “Romanzo popolare” (1975), lettura critica dei testi ”L’Assedio di Firenze” di Francesco Domenico Guerrazzi (interpreti: Mario Scaccia, Mario Brusa, Paolo Poli, Laura Betti..), “ La freccia nel fianco” di Luciano Zuccoli ( interpreti: Bianca Toccafondi, Gabriele Lavia, Carmen Scarpitta…), “I ladri dell’onore” di Carolina Invernizio (interpreti: Gigi Proietti, Pier Luigi Aprà, Claudia Giannotti..), “Gli ammonitori” di Giovanni Cena (interpreti: Roberto Bisacco, Milena Vukotic, Franco Olivero..) , “I misteri di Napoli” di Francesco Mastriani (interpreti: Ferruccio Amendola, Nando Murolo, Mario e Luisa Santella…).

Il progetto sperimentato da Gregoretti, con la consulenza per la sceneggiatura di Umberto Eco, Folco Portinari, Ezio Raimondi, rivela l’intento analitico e pedagogico della sua comunicazione al  pubblico televisivo, sollecitato alla conoscenza di autori meno celebri dell’ultimo Ottocento, alle tematiche narrative e sociali dell’età contemporanea. Spettacolo e cultura raccontati mediante linguaggi innovativi, attraverso immagini che Eugenio Guglielminetti, con sintetica allusività,  traspone virtualmente in “cromakey”, rendendo veritieri luoghi, ambienti e personaggi descritti con minuzia dai romanzieri.

L’intervento del “ sociologo strutturalista” , come si autodefiniva Gregoretti, divenne costante presenza in tutte le sue trasmissioni, dai primi documentari degli anni Sessanta ( “ La Sicilia del Gattopardo”; “Controfagotto”) agli sceneggiati ( “Il Circolo Pickwick” di Dickens, 1968) fino al divertente “ Viaggio a Goldonia”, realizzato nel 1981 in tre puntate a colori, presso il Centro di Produzione RAI TV di Torino. In mostra, compaiono i modellini originali in legno ispirati agli edifici di Venezia, riprodotti dall’équipe tecnica e conservati presso gli Studi torinesi di via Verdi: proiettati sui fondali a collage di Eugenio Guglielminetti, offrono l’immaginaria ed affascinante evocazione delle giornate veneziane del 1750, tra campielli e canali, nell’eco di arguti dialoghi rielaborati dalle commedie di Carlo Godoni ed interpretati da oltre cento attori, tra cui Isa Danieli, Monica Guerritore, Mariano Rigillo, Fabrizio Bentivoglio, Paolo Graziosi,…, danzatori e cantanti sulle musiche di Fiorenzo Carpi. Tra le numerose testimonianze teatrali, saranno esposti i ritratti dedicati a Ilaria Occhini e Valentina Cortese, attrici recentemente scomparse.

La mostra, a cura di  Marida Faussone e Giuseppe Orlandi, sarà visitabile fino al 15 dicembre 2019: venerdì, sabato e domenica 16-18. Dal 29 novembre saranno esposti i “Presepi” di Eugenio Guglielminetti. Ingresso libero. Info: www.comune.asti.it Contatti: fond.eugenioguglielminetti@gmail.com Tel. 0141.095801

 

SANTENA: GALFIONE, GARBOLINO RU’, VALLE

NOVARA, “UN GIRO DI GIOSTRA”: MOSTRA DI SILVIO FAZIO

Continua fino al 13 ottobre, presso la Sala dell’Accademia del Broletto di Novara (Via F.lli Rosselli 20), la mostra “Un giro di giostra”, con opere pittoriche di Silvio Fazio, accompagnata da un ricco catalogo, con introduzione dello stesso artista, presentazioni di Sabrina Baldanza, Raffaele Molinari, Emilio Iodice (assessore alla cultura del Comune di Novara), Marisa Fazio e testi critici di Angela Inghilleri, che accompagnano le opere riprodotte. La rassegna propone 50 lavori, per lo più di grandi dimensioni, e approfondisce tutti i temi del mondo immaginario di Fazio, dai ricordi dell’infanzia (da qui il titolo della esposizione) alla letteratura, dalla musica alle suggestioni orientali. Assolutamente appropriata e adeguata l’introduzione dell’autore con cui si apre il catalogo, che bene illustra la mostra al visitatore. “In tutte le età della nostra vita ci sono state e ci sono musiche, canzoni, libri, poesie, parole, note che hanno a volte accompagnato e a volte generato i nostri incanti, le nostre nostalgie, i nostri attimi di pura gioia –scrive l’artista- la memoria di questi momenti è la nostra identità perché noi siamo quello che ricordiamo… ho cercato di trasformare questi momenti, queste sensazioni in forme e colori sulle tele con il desiderio di potere condividerle. Il dono più prezioso per me sarebbe quello di trasmettere le mie emozioni a chi voglia ‘guardare’ i quadri scoprendo o rivivendo dentro di sé sentimenti, anche diversi dai miei, ma ugualmente profondi, meravigliosi.”

La sua pittura, dalla tavolozza intensa e variegata, è figurativa e si concreta in lavori in cui il paesaggio, l’uomo, lo scorcio ambientale, l’atmosfera diventano protagonisti di rappresentazioni pregne di poesia e fascino. La produzione esposta si può dividere in due grandi serie afferenti ai temi della letteratura e della musica. Per la letteratura, tra gli scrittori che hanno ispirato con le loro opere l’autore, ricordiamo anzitutto Saint John Perse (16 lavori dedicati), quindi: L.F. Céline, Saffo, E. Vittorini, G. Leopardi, S.T. Kondrotas, M. Ondaatjie, I. Calvino, K. Kavafis, S. Quasimodo. Per la musica invece: J.S. Bach, V.F. Vavilov/G. Caccini, A. Vivaldi, W.A. Mozart, J. Pachelbel, L. van Beethoven, S.V. Rachmaninov, N.A. Rimsky-Korsakov, M. Ravel, C. Debussy, F. Battiato, Pink Floyd, M. Mussorgsky, P.I. Tchaikovsky, Keith Jarrett.

Silvio Fazio è nato a Palermo nel 1946 e fin dall’Università ha cercato di bilanciare con l’arte e la pittura gli studi e la professione di ingegnere. Trasferitosi dopo la laurea a Milano per lavoro, ha continuato sempre a dipingere con continuità e passione. Numerose le sue mostre personali, tra le più importanti ricordiamo quella presso l’Accademia Ambrosiana d’Arte di Milano, presso il Chiostro di Santa Maria alla Fontana e quella presso Studio Palazzi nella storica Via Tadino, sempre a Milano. Attualmente vive ed opera a Novara.

Enzo De Paoli

 

FRANCESCO MURLO ESPONE ALLA SALA DELLE ARTI DI COLLEGNO

Alla Sala delle Arti di Collegno, si inaugura giovedì 10 ottobre, alle 17,30, la mostra «Naturalmente» del pittore Francesco Murlo, organizzata dal Comune di Collegno e Circolo degli Artisti di Torino, accompagnata dal catalogo realizzato graficamente da Corrado Alderucci. La natura rappresenta un punto di riferimento, di indagine, di ricerca che caratterizza la pittura di Francesco Murlo e gli aspetti di un’esperienza che, di volta in volta, trova nuove occasioni e territori della memoria per esprimersi. A oltre vent’anni dalla prima mostra personale a Saint Vincent, l’esposizione alla Sala delle Arti di Collegno costituisce un’occasione per entrare in contatto con il suo mondo, con le emozioni quotidiane, con le luci che accendono boschi e arbusti e corsi d’acqua.   atosi ai corsi di Giuseppe Grosso, presso i laboratori dell’Associazione Culturale Gli Argonauti, Murlo rivela una piacevole definizione del paesaggio, in una sorta di dialogo continuo con l’ambiente, con l’alternarsi delle stagioni, con il ritmico susseguirsi delle onde che raggiungono affascinanti e inesplorati approdi. Per questo appuntamento con il pubblico, l’artista, come già rilevato da Gian Giorgio Massara per altre rassegne, affida alle opere il valore di una natura incontaminata, lontana il più possibile dalle trasformazioni attuate dalla società d’oggi, preservata da inquinamenti e, in molti casi, da insediamenti abusivi e distruttivi. Osservando i suoi recenti quadri, tutti di piccolo formato, si coglie l’essenza di un dettato che evoca un sentiero tra alberi e radure, tra rami e un fitto fogliame, possenti tronchi e robuste radici che affiorano con energia dal terreno. Vi è, in questo percorso, il desiderio di entrare in sintonia con un ambiente profondamente amato, di raccontare il volo leggero dei gabbiani sul mare o delle grandi nuvole che si rincorrono in cieli tormentati, appena rischiarati da lampi di luce. Invitato alle rassegne «Percorsi di Luce» e «Ensemble», attivo al Circolo degli Artisti di Torino e presente alle iniziative del Comune di Collegno, Murlo mantiene inalterata nel tempo una propria visione della natura che riprende e fissa con delicatezza e una sottile vena poetica. E’, soprattutto, la luce che concorre a fissare un momento o un’immagine, un luogo o una riflessione, che esalta e documenta  il suo cammino legato a una tecnica pittorica affinata con il trascorrere degli anni. Mostre collettive e personali, incontri e atmosfere oniriche, appartengono al suo discorso sempre controllato, alle vedute della terra dei butteri, al vento che sospinge le acque del mare, in una narrazione sensibile, rasserenante, rivolta al vero. E tramonti, intrecci luminosi, spumeggianti onde, descrivono l’intima dimensione espressiva di Murlo e l’interiore richiamo a una natura silente e misteriosa.

                                          Angelo Mistrangelo 

 

Collegno, Sala delle Arti, Certosa Reale, Parco Generale C.A. Dalla Chiesa, in via Torino 9, orario: mercoledì-venerdì 15,30-18,30, sabato e domenica 10-12/15,30-18,30, sino al 10 novembre.

                                                                                                                

CARAGLIO: LE GENIALI INVENZIONI DI LEONARDO NELLE MACCHINE TESSILI

Al Filatoio fino al 16 febbraio 2020

Nel cinquecentenario della morte, il Filatoio di Caraglio (Cuneo) rende omaggio a Leonardo da Vinci con una affascinante e coinvolgente mostra – “L’altra tela di Leonardo. Le geniali invenzioni nelle macchine tessili” – che si svolge dal 5 ottobre 2019 al 16 febbraio 2020. Il genio toscano si occupò della messa a punto e dell’invenzione di dispositivi e macchine per una delle attività preponderanti del suo tempo e presso il Filatoio di Caraglio il pubblico potrà vedere la riproduzione dei suoi disegni e le macchine (vere) complete di quei dispositivi sui quali si concentrò la sua mente, con un impatto notevole sulla produzione della seta per oltre duecento anni. La mostra sarà inaugurata sabato 5 ottobre alle ore 16, dalle ore 17 sarà possibile visitare gratuitamente la mostra e assistere alla performance Mille Regretz. Trame di seta sonora avvolgono Leonardo, realizzata dall’ensemble artistico Gli invaghiti. Lo spettacolo sarà ospitato all’interno di “Ossigeno”, una molecola teatrale – un teatro itinerante, piccolo ed essenziale – situata nel cortile del Filatoio di Caraglio. Leonardo fu impressionato, in particolare, dal torcitoio circolare da seta e dedicò tantissimi suoi disegni per studiarne i movimenti con variazioni incredibili. Al Filatoio ne sono stati fedelmente ricostruiti due in scala reale, perfettamente funzionanti e unici. Il torcitoio circolare da seta fu un evento quasi unico nella storia della tecnica e dell’industria: bisogna arrivare al vapore, o all’elettronica per avere trasformazioni di portata paragonabili. La mostra è suddivisa in 3 sezioni. Una multimediale, che occupa le prime tre sale: attraverso video installazioni coinvolgenti, il visitatore scopre l’ingegno dell’artista nella messa a punto e nell’invenzione di dispositivi e macchine per l’arte tessile. Nella seconda sezione, con un allestimento particolarmente scenografico che evoca i meccanismi delle ruote dentate presenti nei disegni di Leonardo, si possono ammirare i modelli lignei di alcune macchine da lui concepite, tra cui il telaio meccanico automatico per tessitura. La terza sezione si sviluppa nei tre piani del Museo della Seta: dall’Incannatoio fino ai Baratroni, passando per i locali dei grandi Torcitoi circolari, verranno rappresentati, su grandi pannelli, gli studi di Leonardo sul miglioramento dei meccanismi e automatismi che costituiscono l’intero processo produttivo del filo di seta. Le invenzioni leonardiane visibili nel Museo e presenti nelle macchine ricostruite sono: il movimento di va e vieni del filo (zetto), che consentì di rendere più uniforme la torsione e moltiplicò la produzione a parità di tempo; il movimento a strofinacci (settori circolari) con contrappeso per garantire l’aderenza ai fusi dall’interno; la forma del “cassetto” di contenimento dell’acqua in ingresso nelle ruote idrauliche, l’albero multi rocchetto con il distributore di filo collettivo nell’incannatoio ed altri ancora.

La mostra, a cura dell’architetto Aurelio Toselli, si è avvalsa del coordinamento scientifico del professore Flavio Crippa, i quali hanno studiato, progettato e realizzato la ricostruzione di tutte le macchine presenti nel Museo del Setificio Piemontese, e della preziosa collaborazione del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, del Museo del Tessuto di Prato, del Museo Leonardiano di Vinci e del Civico Museo Abegg di Garlate.

Accanto al progetto di allestimento, con la collaborazione di Kalatà progetti per fare cultura, la Fondazione Filatoio, sta lavorando ad un programma di attività di audience development per coinvolgere quelle fasce di pubblico individuate attraverso il progetto “Open 2017”: le famiglie con bambini, gli studenti delle Scuole di ogni ordine e grado e il pubblico locale.

La mostra è promossa dalla Fondazione Filatoio Rosso e dal Comune di Caraglio in co-produzione con la Fondazione Artea. È stata realizzata con il contributo della Fondazione CRT, Fondazione CRC e della Banca di Caraglio. Sponsor privati: Merlo Group Spa, Idrocentro SpA, Toselli Costruzioni. Il Filatoio gode del sostegno alle attività istituzionali della Compagnia di San Paolo.

La mostra è inserita nelle iniziative realizzate in occasione delle celebrazioni di Leonardo che verranno comunicate sul sito web www.leonardoatorino.it a cura di Turismo Torino con la collaborazione dell’Associazione Abbonamento Musei.

“L’altra tela di Leonardo. Le geniali invenzioni nelle macchine tessili”

Dal 5 ottobre 2019 al 16 febbraio 2020

Da giovedì a sabato 14.30-19.00; domenica e festivi: 10.00-19.00

Biglietto intero euro 9 – biglietto ridotto euro 6

 

NOIRE: SCOSE DI PAOLO ICARO

Paolo Icaro inaugura la stagione espositiva a Torino con due esposizioni: la grande antologica alla GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e SCOSE la personale appositamente realizzata per gli spazi di Noire Gallery. SCOSE presenta un insieme di grandi opere di carta accompagnate da un prezioso libro d’artista che, come da tradizione, la galleria è solita editare per ogni mostra personale. Immagini di gravità e di leggerezza, di materia ed astrazione, di misura e dismisura. Sintetiche ed essenziali, le opere di Paolo Icaro raccontano una storia di relazioni instabili tra il corpo e lo spazio, le geometrie e i  luoghi. La carta è scultura nelle opere presentate alla Noire Gallery che restituisce la memoria del gesto creativo, portandone il peso e l’impronta ma anche “superficie teorica” su cui si esercita la mano a fare. L’artista utilizza materiali mai inerti, aperti al fluire del tempo, al mutare delle temperature, alla trasformazione di forme ed equilibri fisici. Il suo stato è quello del “non finito”, del divenire, della mobilità. È così che ogni materia impiegata (carta, gesso, vetro o acciaio che sia), pur assumendo verità di corpo, si fa testimonianza delle infinite possibilità formali implicite nella materia stessa.

Icaro esplora lo spazio: uno spazio da misurare in senso fisico e mentale, da ricercare nel divenire del tempo. Un mondo di SCOSE mobili e fluttuanti è quello che racconta l’artista in questa mostra, dove progetto e accidentalità si fondono. Come scrive lui stesso nel libro realizzato per l‘esposizione: …le scose prendono nome e diventano cose: il nome di una cosa la trasforma in cosa. L’artista conclude citando il celebre verso di Jorge Luis Borges: “Todas las cosas son palabras”.

 

AOSTA: MOSTRA FRAGMENTS DE MÉMOIRE. LE CIMETIÈRE DU BOURG – IL CIMITERO DI SANT’ORSO (1782-1930)

Aosta, Sede espositiva Hôtel des États

Piazza Chanoux, 8

12 ottobre 2019 – 9 febbraio 2020

Orario: martedì – domenica 10 – 13 /14 -18

Chiuso lunedì. Ingresso libero

L’Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 11 ottobre 2019 alle ore 18  sarà inaugurata presso la sede espositiva dell’Hôtel des États  ad Aosta,  la mostra   Fragments de mémoire. Le cimetière du Bourg – Il cimitero di Sant’Orso (1782-1930).  La mostra, realizzata dalla Struttura Attività espositive in collaborazione con il Bureau Régional Ethnologie et Linguistique et Archives Historiques nell’ambito della collana Fragments de mémoire,riguarda un luogo ricco di storia nel centro storico di Aosta, il cimitero di Sant’Orso, che per centocinquant’anni, dal 1782 al 1930, ha accolto le sepolture del borgo. L’intento della mostra è di presentare al pubblico, attraverso l’esposizione di documenti, fotografie e pannelli di testo, una sintesi della storia del cimitero di Sant’Orso, contestualizzandola nell’ambito delle aree sepolcrali di Aosta. L’esposizione illustra inoltre uno spaccato della vita sociale e religiosa della comunità aostana, che suggerisce considerazioni di carattere antropologico, sociale e filosofico sulla concezione della morte tra la fine del XVIII e i primi decenni del XX secolo. Le fonti archivistiche e la documentazione fotografica ripercorrono la storia di un luogo in cui sono state sepolte quasi diecimila persone, tra cui personaggi illustri quali l’imprenditore Zimmermann, l’inventore Manzetti e numerosi canonici della Collegiata dei Santi Pietro e Orso. Osserva l’Assessore Laurent Viérin: “Prosegue, così, il nostro impegno nella valorizzazione del ricco patrimonio archivistico, documentario e storico valdostano che, attraverso iniziative espositive come questa, viene offerto alla fruizione di un pubblico sempre più ampio, attento e desideroso di conoscere i vari aspetti della storia della Valle d’Aosta”. La mostra è corredata da una brochure in italiano e francese disponibile in mostra.

 

GALLERIA D’ARTE PIRRA: TRA FIGURAZIONE E ASTRATTISMO

Da   sabato  12   ottobre   2019

Prerogativa dell’artista è l’evoluzione creativa, la sperimentazione, lo spingersi oltre per trovare la forma di comunicazione più efficace del proprio sentire. Le opere in mostra, di autori distanti per epoca e formazione, fotografano un momento specifico del loro cammino espressivo, quello dell’esplorazione di un linguaggio visuale di forme, colori e linee indipendente dalla rappresentazione oggettiva della realtà.

Particolarmente interessanti la produzione e il percorso artistico dei russi Sergey Vasilievich Chekhonin (1878-1936), Peter Efimovich Sokolov (1986-1967) e Tamara Ter-Ghevondyan (1908-2000), le cui vicende creative sono inevitabilmente legate a quelle politiche. Il primo, vulcanico e versatile, è grafico, ceramista, pittore, costumista, illustratore. Dopo aver studiato disegno e pittura a San Pietroburgo, dove è allievo anche di Repin, si appassiona alla ceramica e alla grafica. Illustratore dal grandissimo estro, ha fatto parte della generazione più giovane del movimento di orientamento cosmopolita Mir Iskusstva, che ha dato un contributo fondamentale anche all’evoluzione grafica dell’editoria sovietica. Questa sua apertura al rinnovamento artistico viene messa al servizio della neonata Repubblica Federativa, per la quale realizza, tra le altre cose, la bandiera utilizzata dal 1918 al 1937. Partecipa a numerose esposizioni in Europa, Stati Uniti e Giappone, ed è in occasione di una mostra a Parigi nel 1928 che Chekhonin decide di non rientrare più in patria, probabilmente a causa del mutato clima politico. In mostra un acquerello e china, Studio per figura, degli anni Venti.

Diversissima la vicenda, anche biograficamente ricca di contraddizioni, di Sokolov. Rappresentante dell’Avanguardia russa, studia con Mashkov, Kuznetsov, Malevich, del quale diverrà assistente, e a sua volta sarà insegnante di Vladimir Nemukhin. Professore del Vkhutemas, Sokolov è proiettato verso un percorso artistico che vede l’approdo all’astrazione come esito prevedibile. Così però non sarà, perché alla fine degli anni Trenta, dopo una profonda crisi spirituale e l’avversa situazione politico-intellettuale, Sokolov distrugge la maggior parte del suo lavoro costruttivista e ripiega su un figurativismo di maniera, di “sussistenza”, fatto di anonimi paesaggi. L’opera in mostra, Studio per composizione n° 14 del 1923, appartiene alla stessa serie conservata nel museo, dalla storia unica e affascinante, intitolato a Igor Savitsky in Uzbekistan.

Tra gli artisti più significativi di quella che è stata definita la Seconda Avanguardia russa, quella che si è sviluppata durante la breve e relativa liberalizzazione culturale dell’era Kruscev, vi è Tamara Ter-Ghevondyan. Le sue opere, prodotte e confinate nella clandestinità per decenni, attingono alla cultura europea, al simbolismo delle sue radici armene e naturalmente all’esperienza della prima avanguardia, verso la quale si pone come sviluppo di un cammino interrotto dall’imposizione staliniana del “ritorno all’ordine”. Riscoperta e sempre più ricercata in patria, della Ter-Ghevondyan sarà esposta la gouache con falce e martello Composizione, del 1928, precedente all’attività del dissenso, ma rappresentativa della sua sperimentazione formale e compositiva.

Boris Lacroix (1902-1984), architetto e designer d’interni francese di origine russa, famoso per il suo contributo all’Art Déco e per le creazioni, in particolare le lampade, degli anni Cinquanta è presente con un’opera del 1925.

Saranno inoltre esposti, di Léopold Survage (1879-1968), due acquerelli con delicati paesaggi figurativi degli anni Dieci e un originale disegno fronte e retro, da un lato una figura e dall’altro uno studio per composizione.

In mostra anche oli e acquerelli degli anni Cinquanta che raccontano l’evoluzione e la dinamica della sintassi grafica di Edgardo Corbelli (1918-1989). Una parentesi di libere combinazioni di linee, forme e colori per comunicare il sentire individuale, o di composizioni in cui prevale l’attrazione per i processi di astrazione geometrizzante, prima che la figura femminile diventi il soggetto dominante della sua pittura. Anche alcune opere di Giulio Da Milano (1895-1990) rivelano questo passaggio nell’indagine dei propri mezzi espressivi, forme più sfatte e colori protagonisti, per una messa a fuoco sempre più precisa della propria, autentica identità artistica.

La mostra rimarrà aperta sino al 20 novembre 2019. Corso Vittorio Emanuele II, 82 – 10121 Torino – Tel. 011.543393 www.galleriapirra.it

ORARI: da lunedì a sabato 9,30-12,30; 15,30-19,30. APERTI DOMENICA MA

 

NOIRE GALLERY, UN’OPERA DI BOCHNER NELLA CAPPELLA DI SAN SEBASTIANO

Noire Gallery è lieta di annunciare la collaborazione con l’artista Mel Bochner con il progetto Meditation on the Theorem of Pythagoras (1972-1991) nella Cappella di San Sebastiano, luogo simbolo della tradizione artistica di Noire Gallery.

Lo spazio, affrescato da un wall drawing di Sol LeWitt (double drawing: 1st wall- horizontal not straight lines not touching, 2nd wall- vertical not straight lines not touching, 1972), ospita progetti site-specific di artisti internazionali invitati a confrontarsi con un luogo espositivo intimo e ricco di memoria. Mel Bochner è uno dei più celebri artisti concettuali americani, oltre ad essere stato un caro amico di Sol LeWitt. Nel 1966 Bochner organizza a New York quella che sarà definita la prima mostra di arte concettuale della storia. I numeri sono stati i suoi primi strumenti di lavoro, contare gli permetteva di avere una base su cui creare senza la responsabilità di inventare, ma solo di esprimersi. Come dice l’artista: “I numeri mi danno la libertà di pensare a qualcos’altro. Sono stati già inventati e non appartengono a nessuno”. Il rapporto con l’idea, con la sua  materializzazione, è parte costante della sua ricerca.

L’opera esposta, presentata sul pavimento di legno della Cappella, è la dimostrazione del Teorema di Pitagora. Questa iterazione della meditazione di Bochner sul Teorema di Pitagora comprende la meticolosa collocazione di piccoli pezzi di cotizzo, blu brillante, vetro di Murano. La scelta di questo materiale non è causale; nel 1991 l’artista fu invitato a fare una mostra nello studio di Lucio Fontana e scoprì una scatola di cotizzi multicolori, che incorporò nella sua installazione

site specific. Come racconta l’artista: “…Se si afferma che l’esperienza della conoscenza passa attraverso la dialettica tra “materiale” e “concettuale”, manca la dimensione “emozionale”. Ed ecco allora che “il colore è la dimensione dell’emozione e dello spirito”. Meditation on the Theorem of Pythagoras è la prova di quanto sia forte e vitale la nostra reazione al colore.

Sebbene sia possibile sezionare l’enigma matematico di Pitagora attraverso la logica, lo stesso non si può dire del colore.

 

GALLERIA MANZONI: MOSTRA “SOLINUNIO” DI VALENTE TADDEI

Dal 10 al 31 ottobre

Via Alessandro Manzoni  27/G

Torino

Opening:  giovedì 10 Ottobre – Ore 18

sarà presente l’artista

 

Maestro della figurazione contemporanea l’artista toscano Valente Taddei è il protagonista della mostra “Solinunio” ospitata nella galleria Grafica Manzoni. In esposizione un corpus di oltre 30 opere di cui moltissime inedite, eseguite ad olio e china su carta. Riconoscibili per tratto, uso del colore e sofisticata composizione, i suoi dipinti possiedono un taglio narrativo dato dalla presenza di un soggetto privilegiato e simbolico.  Un omino eroe e anti-eroe, attore di ogni situazione o metafora inventata per aprire un discorso o una domanda lievemente surreale. Il suo Adamo, unico eroe, definito per infinitezza, percorre un viaggio immaginoso sotto il dettato di un filo impregnato di vita e malinconia. Animato da desideri donchisciotteschi, di vicende più farsesche che tragiche a cui è impossibile, osservando, non donare un sorriso per l’esercizio di humour e relata rèfero. Per queste mise en scène minimaliste, magiche, volutamente semplici, come il dipinto in cui un arpione viene scagliato verso le stelle, o la presenza di una lunghissima scaletta si appoggia ad una luna ancora tutta da scoprire dove far salire quel che resta dell’infanzia, rivelano il suo campo d’azione e la sua forza rappresentativa.

 

 

DOMENICA 13 OTTOBRE “CREATIVAMENTE ROERO”

TORINO, SPAZIO MOUV: CLAUDIO MELLANA È RIMASTO SENZA PAROLE, ESPOSIZIONE DI DISEGNI UMORISTICI

Inaugurazione mostra il 15 ottobre alle ore 18

Torino, Spazio Mouv

Via Silvio Pellico 3

Si inaugura martedì 15 ottobre alle ore 18,00 la mostra personale del disegnatore umoristico Claudio Mellana curata del Centro Studi Vivere dal Ridere. Una sorta di mini antologica dove attraverso una cinquantina di opere, tutte rigorosamente senza parole, si ripercorre una parte della lunga carriera di questo poliedrico artista. Mellana, da sempre amante dell’umorismo e dedito all’organizzazione di mostre storiche che valorizzano la cultura della satira, espone questa volta una selezione delle sue vignette che spaziano dal surreale all’assurdo attraverso un abile e ben dosato mix tra satira e cinismo senza perdere mai di vista l’aspetto umoristico. Completa L’esposizione un catalogo in distribuzione gratuita contenete una selezione delle opere in mostra.



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