ALLEGRO MOLTO a cura di Edoardo Ferrati

Torino – SCHUBERT-SCHUMANN: FILO ROSSO CON DIFFERENZE- Il pianista toscano Andrea Lucchesini (foto) propone, per l’Unione Musicale. il ciclo  delle Sonate di Schubert e i capolavori composti da Schumann negli anni Trenta. Il progetto è assai stimolante per l’asoltatore non solo sul versante musicale, ma anche letterario, biografico, poetico. Lucchesini, amatissimo dal pubblico torinese, ha voluto accanto a sè il soprano svedese Lisa Larsson, voce di rango internazionale ammirata soprattutto per la varietà del repertorio affrontato. Il progetto non nasconde la propria ambiziosità: nonostante le  differenze biografiche e di contesto, molti sono gli aspetti che avvicinano Schubert e Schumann, quali la libertà creativa che si intesse nell’ordito di un artigianato sapiente, il lirismo e le improvvise accensioni drammatiche che, spesso, precipitano nell’abisso del silenzio. Nella prima parte verranno eseguiti alucni tra i più noti lieder di  Schubert quali Gretchen am Spinnarde (Margherita all’arcolaio) dal goethiano Faust Die Forelle (La trota), la celebre Standchen (Serenata) dalla raccolta Schwanengesang (Canto del cigno) . Accanto ad essi le Tre Romanze op, 23 di Schumann, datate 1839 che chiudono un decennio tutto dedicato al pianofote. La Sonata  di Schubert è incorniciata da una selezione dal ciclo Frauenleben e Dichterliebe (Vita di  di donna e amore di poeta) che contiene  alcune vette della letteratura liederistica e che Schumann dedicò alla moglie Clara Weick Completa, in prima esecuxione assoluta, il brano Shell I compare che il compositore bolognese Fabio Vacchi ha scritto su testo di Shakespeare e dedicato alla stessa Larsson.

Torino, Conservatorio, p. Bodoni Stagione Unione Musicale

mercoledì 30 ottobre, ore 21.00

ANDREA LUCCHESINI (pianoforte), LISA LARSSON soprano), LAURA TORELLI (voce recitante) Musiche di Schubert, Schumann, Vacchi

Torino- R.A.I. NUOVA MUSICA-

Torna R.A.I. Nuova Musica, quattro concerti dedicati ad autori, direttori e interpreti della musica contemporanea. Quest’anno tali concerti non sono programmati in un ciclo unico, ma distribuiti nell’arco della tradizionale stagione sinfonica. Apertura affidata a Ryan Mc Adams(foto) ,reduce dal Regio con pescatori di perle. La serata prenderà avvio con una pagina assai nota di Charles Ives (1874-1954), intitolata Unanswered question (Domanda senza risposta). In vita il compositore statunitense rifiutò di appartenere al mondo e alla fama: una scelta controcorrente, restare fuori dal mondo per attraversarlo in silenzio. Il pezzo si regge su una triplice sovrapposizione di tre strati, coordinati da tre serie di melodie dove ogni linea ha il proprio tempo e tonalità. Una sorta  di autentico “collage” musicale su  piani e stili contrastanti sovrapposti che rappresentano in modo grafico  la dualità del ventesimo secolo che convive sia con la musica tonale che con quella atonale nel medesimo spazio e tempo. La composizione contiene l’idea filosofica che Ives affrontò nei suoi scritti, ovvero la contemplazione sublime della creazione, Una domanda può essere migliore di una risposta. Philip Glass (1937) è considerato tra i capofila del minimalismo musicale che  in sostanza, non è che un’alternativa al serialismo della musica colta europea e nasce con lo scopo di rendere più accessibile la musica d’avanguardia, considerata impossibile da ascoltare. Un tentativo votato al meno sperimentale e totalmente discostata dagli schemi compositivi del passato. Verrà eseguito il Concerto n. 3 per pianoforte e arhi che Glass dedicò nel 2017 a Simone Dinnerstein  che lo eseguirà nella serata.  Glass così illustra la sua composizione: Il concerto prende forma attorno al pianoforte, come se fosse una proiezione degli armonici delle sue corde. Solista e ochestra non si fronteggiano, ma si avvolgono in un tenero abbraccio per tutta la durata del concerto. La chiusura è affidata ad Andrew Norman (1979) con la prima italiana di Play sinfonia per grande orchestra, scritta nel 2013 su commissione della Boston Modern Orchestra Project e riveduta tre anni dopo per la Los Angeles Philharmonic. Concepita per un vasto organico trasferisce il triplice significato del titolo Play, inteso come atto fisico del suonare, gestualità teatrale e conflittualità da videogioco. Una sorta di caos tanto che alla fine il direttore d’orchestra si ferma e lascia che i singoli strumentisti si autogestiscano.

Torino, Auditoriuma “Toscanini” (R.A.I.), p. Rossaro

Rassegna R.A.I. Nuova Musica

giovedì 31 ottobre, ore 20,30

ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE R.A.I. diretta da RYAN ADAMS solista, SIMONE DENNERSTEIN (pianoforte) Musiche di Ives, Glass, Norman

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