PIEMONTE ARTE: SICCHIERO, MINASSO, ROSANNA COSTA, DE’ CAVERO, ACCORSI, D’ADDA, SORDEVOLO, GRIBAUDO, SACCOMANDI, VELLANO…

coordinamento redazionale: Angelo Mistrangelo

 

CHIERI, MOSTRA DI MAURIZIO SICCHIERO “…MA CHE BELLA L’ITALIA!”

L’idea di allestire questa mostra mi è venuta mesi fa seguendo un’interessante trasmissione televisiva che parlava dei Borghi più belli d’Italia. Avendo io disegnato, nel corso degli anni, (tanti anni ormai) molti scorci, vedute e paesaggi di luoghi italiani, luoghi visitati per turismo, per lavoro o per aver partecipato  ad eventi culturali tipo mostre o concorsi, mi sono detto: perché non mettere in esposizione tutti questi  lavori?…e così è stato! Ho tirato fuori dal mio vasto archivio di elaborati, una cinquantina di mie acqueforti, tecnica da me prediletta,  e alcune grafiche a colori eseguite a china e acrilico acquerellato e ho allestito la mostra. Le opere esposte illustrano luoghi noti e località meno conosciute di diverse regioni della nostra bella Italia: si potranno ammirare suggestivi vedute delle Cinque Terre, e altri soggetti liguri di Ponente e Levante, interessanti Monasteri e Abbazie  toscane, diverse località del Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna, Puglia, e ancora accattivanti scorci del Delta del Po,  particolari di capitelli romanici, ruderi di antiche testimonianze di un passato fiorente.

Non manca, ovviamente, un omaggio a Chieri rappresentata con i suoi vicoli, scorci, cortili, monumenti, edifici storici, disegnati  rispettando si, l’aspetto documentaristico, ma a volte,con  composizioni  fantastiche. Per soddisfare la curiosità del visitatore che, osservando le opere, potrebbe non riconoscere tutti i luoghi rappresentati, ho preparato una breve  sintesi scritta per ognuno dei lavori, completando così la narrazione. Non sarò certamente l’unico ad avere affrontato una tematica con queste caratteristiche, ma sicuramente ha un’interpretazione personale  l’approccio emotivo verso ognuno di questi elaborati. La passione messa nell’osservarle prima e disegnarle dopo, appaga  il mio spirito tanto da far mia la frase: “tanto più la creazione di un’opera è carica di travaglio, pathos e dispendio di energia, tanto più alta sarà la soddisfazione  di averla  partorita”

Mi auguro di trasmettere altrettante emozioni a chi  si pone davanti a questi lavori!

 

Maurizio Sicchiero

 

 

CHIERI, MOSTRA FOTOGRAFICA “MUTAZIONI” DI ENRICO MINASSO

A Chieri  da sabato 30 novembre a domenica 29 dicembre 2019 presso Fine-Art Image Gallery, Via San Giorgio 2, si terrà la Mostra Fotografica “MUTAZIONI” – Immagini di Enrico Minasso. Di particolare rilievo dal punto di vista tecnico/artistico, e interessante stimolo ad una riflessione sul rapporto tra fotografia e tempo, la mostra pone in primo piano alcuni scatti risalenti al 2005, quando il fotografo, dopo la ripresa in studio, sviluppa la Pellicola Polaroid-55 positivo/negativo. Il negativo non viene sottoposto al bagno di fissaggio. Le Mutazioni hanno inizio. Negli anni, la pellicola si trasforma sotto la naturale azione chimica, modificando in continuazione l’aspetto dell’immagine. Potremo dunque ancora pensare alla fotografia che ferma e rende eterna la figura? Ogni serie delle Mutazioni si compone di tre elementi:

Un positivo polaroid scattato nel 2005 (4″x5″)

Una prima stampa 18×24 cm effettuata nel 2010

Una seconda stampa 18x24cm effettuata nel 2015

Ogni stampa è dunque unica e irripetibile, così come lo è ogni singola serie di queste immagini.

Oltre alle Mutazioni, il percorso prevede la visione di fotografie b/n ai sali d’argento e la serie di scatti dal titolo “Il’aria” realizzati con macchina a foro stenopeico.  Il loro sapore onirico, e la particolarità di questa forma artistica che segna un ritorno all’antico sono oggetto del suggestivo testo che vi ha dedicato Andrea Repetto (in allegato). Le fotografie, nudi d’autore, sono accompagnate da brevi testi narrativi.

Il giorno dell’inaugurazione, sabato 30 novembre alle ore 18, Enrico Minasso sarà presente per salutare gli intervenuti e a disposizione per una guida alla visione delle opere.

Fine-Art Image Gallery, Via San Giorgio 2,

Orari apertura: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato 15.00 – 19.00

 

UNA SERATA D’ARTE A MONCALIERI PER ROSANNA COSTA

Nella Sala Conferenze della Biblioteca Civica «A.Arduino», in via Cavour 31 a Moncalieri, si tiene lunedì 2 dicembre, alle 17,30, il convegno «Rosanna Costa: Incontrare l’arte e il sogno» che racconta la sua esperienza tra pittura e scultura. Promosso dall’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, questo appuntamento è stato organizzato in occasione dei 25 anni della donazione, da parte dell’artista, del bronzo «Estate» alla Biblioteca Civica e collocato all’ingresso della medesima. Intervengono Laura Pompeo, Assessora alla Cultura della Città di Moncalieri, Giuliana Cerrato, Direttrice della Biblioteca Civica «A. Arduino», Silvana Nota, Curatrice della raccolta d’arte civica, e naturalmente Rosanna Costa. Modera Angelo Mistrangelo, giornalista e critico d’arte. Durante l’incontro verrà proiettato il video «Genesi di una scultura: fusione in bronzo di un’opera dell’artista».

E il modellato della scultura, il fluire delle chiome femminili, la sottile vena poetica della ricerca della Costa si misura attraverso un lungo magistero artistico meditato e controllato. Formatasi alla scuola di Sandro Cherchi, Emilio Musso, Domenico Valinotti e Gigi Morbelli, docente di «Disegno e storia dell’arte», invitata alle rassegne del Circolo degli Artisti e del Piemonte Artistico Culturale di Torino, Rosanna Costa affida alla scultura e alle pagine pittoriche il senso di una visione della realtà che diviene momento espressivo, linguaggio e comunicazione di interiori emozioni e sensazioni (Angelo Mistrangelo).

E le forme assumono nelle sue opere il valore di un’immagine reinterpretata, che affiora dal marmo di Carrara, dal bronzo e dalla terracotta, in una sorta di dialogo tra l’artista e la materia, tra intuizioni e pensieri. Pensieri che occupano lo spazio dei ricordi, dei sogni, di una visione che travalica il vero per riportare «alla nostra memoria miti evocanti classicità e passare culture»(Gian Giorgio Massara). Un profilo, uno sguardo, un volo lieve di uccelli si libera nell’atmosfera che avvolge il monumento «Estate».

Nel segno dell’arte, la Città di Moncalieri incontra la stagione creativa di Rosanna Costa, testimonianza del suo lungo cammino tra narrazione e spiritualità, cultura e impegno sociale.

 

 

 

1999-2019 DA 20 ANNI LA NOSTRA BELLEZZA NON PASSA DI MODA. IL MUSEO ACCORSI-OMETTO COMPIE 20 ANNI

Martedì 3 dicembre 2019

Dalle 10 alle 22 apertura non stop

Museo Accorsi-Ometto | Via Po 55 | Torino

Il 3 dicembre 2019 il Museo Accorsi-Ometto compie 20 anni.

Il Museo sarà aperto dalle 10 alle 22 con ingresso libero e gratuito: sarà possibile visitare le collezioni permanenti, senza obbligo di visita guidata, e la mostra VITTORIO CORCOS. L’avventura dello sguardo. L’intera giornata sarà un omaggio al nostro pubblico che, in questi anni, ci ha seguiti calorosamente e a tutti coloro che hanno contribuito a fare del Museo Accorsi-Ometto un punto di riferimento culturale della città di Torino e della Regione Piemonte. Un ricordo particolare sarà dedicato al Presidente Giulio Ometto, recentemente scomparso, la cui tenacia e impegno furono determinanti per l’apertura del museo sognato da Pietro Accorsi ed effettivamente realizzato dal Cavalier Ometto secondo le direttive del celebre fondatore. Un momento importante, spiega il direttore Luca Mana, “per rileggere il passato del Museo Accorsi-Ometto e trarre dalle esperienze vissute gli elementi utili a creare nuove idee che possano farlo crescere ulteriormente in futuro. Una istituzione privata che in questi due decenni ha saputo ricavarsi, non senza fatica, un proprio spazio culturale in una città a forte vocazione pubblica e che non ha mai smesso di essere tramite e collante tra il pubblico e il privato nel campo dell’arte”. Alle ore 18.00, in sala conferenze, il professore Vittorio Natale parlerà della collezione di opere medievali del Museo, recentemente incrementata da una serie di trittici trecenteschi e rinascimentali provenienti dall’eredità di Giulio Ometto e da un disegno attribuito a Francesco Salviati, raffigurante l’Allegoria dell’Arno; alle ore 18.30 seguirà la presentazione del volume “Residenze della Nobiltà Italiana” a cura di Fabrizio Antonielli d’Oulx, presidente di VIVANT Associazione per la valorizzazione delle tradizioni storico-nobiliari.

 

ALLA PINACOTECA ALBERTINA LA CREATIVITA’ DI PAOLA de’CAVERO

Alla Pinacoteca Albertina la stagione espositiva prosegue con la mostra «Arte come Teatro» dedicata all’opera e alla creatività di Paola de’Cavero, accompagnata dal catalogo Edito da Albertina Press, stampa L’Artistica Savigliano, con testi di Paola Gribaudo, Salvo Bitonti, Marco Zuccarini e Edoardo Di Mauro. Un percorso artistico, il suo, che trova riferimenti e connessioni con le parole di William Shakespeare:«Ogni volta che lo riterrai opportuno/ accendi un sogno e lascialo bruciare in te». E con la riflessione di William Shakespeare si apre e si confronta con la realtà odierna il mondo di Paola de’ Cavero, il gioco delle illusioni sceniche e il rigore geometrico, la fantasia dei materiali e la forza di un’espressione che diviene personaggio, costume, storia. E’, in sintesi, anche la storia della sua donazione all’Accademia Albertina, di cui è Accademico d’Onore dopo essere stata titolare della cattedra del corso di Costume dello Spettacolo, di un «corpus» di opere che contribuiscono in modo significativo ad impreziosire il patrimonio artistico e culturale dell’accademia torinese. In particolare, si ricordano le tavole con «spazi/scena» e «costumi» realizzate nel 1967 per l’«Amleto» di Shakespeare e i quattro collage su acciaio/rame, per «spazio scena» e «costumi», ideati e composti nel 1978 per l’opera «Ernani» di Giuseppe Verdi. E sono queste, indubbiamente, testimonianze dell’ampia e articolata esperienza di Paola de’ Cavero, della sua visione e definizione di un’«Arte come Teatro», delle cadenze di un pensiero che unisce indissolubilmente la parola alla gestualità dell’artista, lo spazio scenico al palcoscenico, dove si esprimono, muovono, agiscono, i teatranti secondo un’interpretazione che, a tratti, raggiunge e si identifica con le interiori scansioni del dettato surrealista. Le raffinate incisioni con i sinuosi corpi delle ballerine, il segno che fissa una subitanea intuizione o fluisce come una e irripetibile frase musicale e quella sottile tensione che presiede alla formulazione di un volto, di una figura, di un atteggiamento, rappresentano le motivazioni e le accensioni di una scrittura per immagini che si può ricollegare ai versi del drammaturgo Bertolt Brecht: «essi che ora nel volo uniti posano;/ così portare li può al nulla il vento» (da «Gli amanti»). E nel volo incontriamo la leggerezza di Chagall e Licini, di un sogno e di un ricordo, lieve e affascinante, che percorre il teatro e rivela nella luce l’incorporea figura «Di colui che aspetto-/ lontano suono di passi/ su foglie cadute», espressa nell’haiku del poeta giapponese Buson (Yosa Buson 1716-1783). Il ritmo compositivo, la pittura quale segnale di inconfondibili e simboliche trascrizioni linguistiche, la rilettura dei testi di Shakespeare e Gounod, assumono una singolare misura del nostro tempo, evocano e si risolvono «nella tesi e nella dialettica di arte-teatro» attraverso una «acutezza entusiasmante» (Marziano Bernardi). Mentre il personalissimo senso di libertà, di creatività, di trasformazione dei materiali, siano questi foglie, fili di rame, carte colorate, garze, ritagli di giornale, fotografie, concorre a delineare un segno che, dalla pittura alla ideazione scenografica, occupa lo spazio, animandolo, tra forme e colori. Forme che affiorano nitide e, suggerisce Luigi Carluccio – «Sulla sua ossatura elegante e sofisticata che risponde alle scelte sofisticate e rare dei temi, la fantasia dell’artista prende il sopravvento sul rigore della scenografia e consente un felice condominio di esperienze e di risultati». Vi è in questo percorso la strenua, vibrante, intensa adesione di Paola de’Cavero ai valori di un’arte che si fa veicolo alle «magie della scena»(Licisco Magagnato)e all’inesausta invenzione poetica.

Angelo Mistrangelo     

 Pinacoteca Albertina, via Accademia Albertina 8, orario: 10-18, mercoledì chiuso, tel.011/0897370, sino al 19 gennaio 2020.  

 

SPAZIOBIANCO, MOSTRA DI MARIO D’ADDA

Spaziobianco invita alla mostra di un artista che si è nascosto per tutta la vita e che – alla sua morte – ha lasciato un tesoro segreto di oltre quattromila opere. … Nel decennio forse più sperimentale del XX secolo, in quella straordinaria fucina artistica che fu la Torino degli anni Sessanta, Mario D’Adda decise di camminare da solo. E di non mostrarsi a nessuno. Non lo fece per timidezza o per timore. Tutto sta ad indicare che fosse perfettamente consapevole del valore e dell’originalità dei suoi lavori. Ma sapeva anche che la sua strada conduceva in direzioni lontane – se non opposte – rispetto a quelle degli altri artisti e che era perfettamente inutile mostrarsi (svelarsi ) in quel momento… La mostra che ora viene ospitata nelle sale di Spaziobianco è composta da opere totalmente inedite realizzate da Mario D’Adda in diversi periodi degli anni Sessanta. Ha come titolo “Per magia e grazia”, un’espressione coniata dallo stesso artista che si addice perfettamente alle caratteristiche di questi suoi straordinari lavori. La mostra è stata curata da Silvano Costanzo ed Ettore Ghinassi con la collaborazione di Pino Mantovani. Il catalogo, disponibile in galleria, contiene anche foto inedite tratte dall’Archivio Storico della Famiglia D’Adda. “Per magia e grazia” sarà inaugurata venerdì 29 novembre 2019 a partire dalle ore 18,00. Rimarrà visibile fino a venerdì 20 dicembre 2019, dal martedì al venerdì, dalle 16,30 alle 19,00, o su appuntamento contattando:

Spaziobianco, via Saluzzo 23 bis (interno corte)  10125 Torino

 

PASSIONE DI SORDEVOLO, PRESENTATA LA PROSSIMA EDIZIONE

E’ stata presentata in conferenza stampa a Palazzo Lascaris  la prossima edizione della Passione di Sordevolo  dal 13 giugno al 27 settembre, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio, Vittoria Poggio insieme al giornalista televisivo Massimo Giletti e ai vari rappresentanti istituzionali. 400 attori popolari, 4.000 metri quadrati di anfiteatro, 2.400 posti, 40.000 spettatori per ogni edizione, 35 repliche in 100 giorni, 5.000 metri quadri di scenografia, 300 addetti dietro le quinte e 29 scene per uno spettacolo di oltre 120’. Ecco alcuni numeri de La Passione di Sordevolo, la più grande rappresentazione di teatro popolare corale in Italia che si tiene, ogni cinque anni da oltre due secoli, a Sordevolo (provincia di Biella), in un teatro all’aperto che si trasforma in un frammento della Gerusalemme dell’anno 33 d.C., con la reggia di Erode, il Sinedrio, il Pretorio di Pilato, l’orto degli ulivi, il cenacolo, il monte Calvario. Un evento realizzato dall’AssociazioneTeatro Popolare di Sordevolo e dal Comune di Sordevolo, che per l’edizione 2020 si avvarrà del prezioso sostegno della Regione Piemonte e di VisitPiemonte – la società in house della Regione Piemonte e di Unioncamere per la valorizzazione turistica e agroalimentare del territorio – oltre alla storica collaborazione con l’ATL Biella.

 

“L’ESSERE” – MOSTRA ALLA GALLERIA “MEB – ARTE STUDIO” DI BORGOMANERO

Sabato 23 novembre è stata inaugurata a Borgomanero, presso la Galleria “MEB – Arte Studio” (Via San Giovanni 26), la mostra “L’Essere”, a cura di Marco Emilio Bertona. Per questa rassegna otto artisti sono stati chiamati a confrontarsi attraverso una selezione di opere, pittoriche e scultoree, sulla tematica dell’Essere. Otto figure internazionali, ognuna caratterizzata dal proprio IO e dal proprio percorso artistico, cercano di narrare il difficile rapporto tra l’uomo e la società contemporanea, in cui esso è costretto a vivere. Gli artisti invitati e coinvolti nell’iniziativa sono: Salvatore Astore, Daniele Galliano, Marcovinicio, Max Neumann, Sergio Ragalzi, Franco Rasma, Giovanni Rizzoli, Luigi Stoisa. Salvatore Astore vive e lavora a Torino, dove si è formato all’Accademia di Belle Arti. Sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, della Galleria d’Arte Moderna di Torino, del PAC di Milano e della Sol Lewitt Collection in Connecticut. Daniele Galliano, autodidatta di formazione, esordisce all’inizio degli anni ’90. Si forma come artista di strada, studia i grandi maestri e la storia della pittura. Esplora il cinema, la fotografia, il fumetto, la letteratura, la musica, dai quali il suo lavoro sarà fortemente influenzato. Le sue opere sono incluse in alcune delle principali collezioni pubbliche e private, come la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e la Unicredit Art Collection di Milano. Marcovinicio nasce a Premosello Chiovenda in provincia di Novara e vive a Domodossola. L’artista ha esposto presso la Galleria Weber & Weber di Torino, in occasione delle mostre personali del 1987,1990, 1992, 199, 1998. La sua pittura ad olio è densa e spessa e le sue opere sono affollate di visioni liberatorie, oniriche, poetiche, misteriose e magiche. Max Neumann (Germania) è un artista nato nel 1949. Il filo conduttore che unisce i suoi lavori è la condizione temporale in cui l’uomo vive: l’attesa, il quotidiano, la non comunicazione, la pessimistica alienazione che deriva dalla sofferenza. L’artista tedesco esplora gli spazi della solitudine attraverso soggetti simili ad ombre, entità, incarnazioni di una certa condizione umana. Sergio Ragalzi nasce nel 1951 a Torino, dove tuttora vive e lavora. Esordisce sulla scena dell’arte italiana nel 1984 con “Extemporanea”, la mostra che consacra la riapertura della Galleria romana “L’Attico” di Fabio Sargentini, galleria che gli dedicherà negli anni numerose personali. E’ un sentimento di ingombrante, minaccioso e urgente dramma quello che accompagna la visione delle sue opere. Franco Rasma è un artista nato nel 1943. Fin dagli inizi degli anni ’70 ha sviluppato un proprio linguaggio artistico, fatto di continue sperimentazioni. Le sue opere sono visualizzate percezioni di un dove la mente, scavalcati i confini dell’esistenza spinta fino al crepuscolo, si inoltra ulteriormente non senza rischio di non ritornare più, di perdersi sui propri passi, dalla notte notturna a quella extraumana. Giovanni Rizzoli, nato a Venezia nel 1963, ha seguito il Works of Art Course di Sotheby’s a Londra nel 1984-1985, ha frequentato l’Architectural Association e contemporaneamente la City and Guilds a Londra tra il 1985 e il 1987. Nel 1988 ha seguito un corso di pittura giapponese tradizionale a New York. Dopo di che si è laureato in Storia dell’Arte all’Università Ca’ Foscari in Venezia nel 1991. Vive e lavora a Milano. Ha insegnato presso la New York University nelle sedi di Venezia e New York. Luigi Stoisa nasce a Selvaggio di Giaveno (Torino) nel 1958, dove attualmente vive e lavora. La sua attività artistica ha inizio a partire dalla fine degli anni ’70, durante la sua esperienza scolastica, quando ancora era studente all’Accademia di Belle Arti di Torino, dove conseguì il diploma di pittura. La mostra proseguirà fino all’11 gennaio 2020.

Enzo De Paoli

 

DA CASA JORN AL MUSEO DELLA CERAMICA DI MONDOVI’

Una mostra dedicata ad Ezio Gribaudo in occasione dei suoi 90 anni

Inaugurazione venerdì 29 novembre alle ore 17.00

Il Museo della Ceramica di Mondovì celebra i 90 anni di Ezio Gribaudo, con “Da Casa Jorn al Museo della Ceramica di Mondovì” una mostra che presenta la parte meno conosciuta del maestro, i cui natali hanno un forte legame con l’area geografica del basso Piemonte. Nella rassegna, che sarà inaugurata il 29 novembre prossimo, vengono esposti per la prima volta in Piemonte una serie di piatti decorati, nati sulla scia delle altre ricerche monocrome condotte da Gribaudo, a partire dai Flani e dai Logogrifi che gli diedero grande fama. Le opere provengono dalla mostra “Ritorno a Casa Jorn. Omaggio a Ezio Gribaudo”, che Albissola ha voluto dedicare questa estate al maestro torinese e che si sposta ora al Museo della Ceramica di Mondovì per arricchirsi di nuovi percorsi ed interpretazioni espositive. All’inaugurazione parteciperanno Ezio Gribaudo; Andreina d’Agliano, Presidente della Fondazione Museo della Ceramica di Mondovì; Luca Bochicchio, direttore del MuDA e di Casa Museo Jorn, che terrà una conferenza sul rapporto tra Ezio Gribaudo e Asger Jorn. La mostra di Mondovì rientra nel ciclo di iniziative organizzate in Piemonte come tributo a Gribaudo, uno dei più grandi pittori italiani nati nel Novecento, personaggio poliedrico, dai molteplici interessi: grafico, editore, collezionista, promotore culturale. Visitabile fino al 12 gennaio 2020, è realizzata con la collaborazione dell’Archivio Gribaudo di Torino che sta curando altre iniziative legate alla ricorrenza in diverse sedi pubbliche italiane legate al percorso professionale e umano di Ezio Gribaudo.

LA MOSTRA

Albissola e Mondovì, legate da antiche vie di comunicazione sin dal Medioevo, già oggetto di un progetto di rete, “La Terra di Mezzo. Le vie della ceramica tra Liguria e Piemonte” (Compagnia di San Paolo), rinnovano la collaborazione grazie a Ezio Gribaudo (Torino 1929). Il maestro ha saputo dialogare con gli artisti dell’Avanguardia del XX secolo ma anche con maestranze artigianali quali la stampa e la ceramica. Il cuore centrale della mostra è costituito infatti da un gruppo di ceramiche inedite realizzate da Gribaudo negli anni ’70 a Casale Monferrato, insieme ad altre opere riconducibili allo stesso periodo e alla sua ricerca sul bianco assoluto. Sarà esposta inoltre una scultura in ceramica di Jorn (prestito della collezionista Lauretta Orsini), degli stessi anni in cui l’artista danese collaborò con il maestro al libro sulla sua casa giardino di Albissola, Le Jardin d’Albisola (edito postumo nel 1974). La scultura è riprodotta nelle pagine del volume, esposto alla mostra, e messa in dialogo con i “bianchi” di Gribaudo. Completa l’esposizione una sezione di preziosi libri d’artista della collezione di Casa Jorn e dell’Archivio Gribaudo, tra cui il menabò originale de Le Jardin d’Albisola, curato da Ezio Gribaudo per le Edizioni d’Arte dei Fratelli Pozzo di Moncalieri, ulteriore connessione tra Liguria e Piemonte.

Stella Cattaneo e Daniele Panucci, dell’Associazione Amici di Casa Jorn, sono i curatori della mostra – in collaborazione con la direttrice del Museo della Ceramica di Mondovì Christiana Fissore – e del catalogo, edito da Gli Ori di Pistoia, con la supervisione di Paola Gribaudo (Archivio Gribaudo di Torino).

EZIO GRIBAUDO

Ezio Gribaudo (Torino, 1929) è un artista ed editore d’arte formatosi nel rigore di intensi studi di arte grafica, all’Accademia di Brera e successivamente presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Con il suo lavoro artistico realizzato attraverso vari media e tecniche miste, nonché i tradizionali strumenti pittorici, è passato dalla grafica alla scultura e alla pittura, con i mezzi della moderna industria tipografica, poi sostituiti con torchi manuali echeggianti la dimensione più artigianale della sua opera. Dopo un inizio caratterizzato da uno stile figurativo e non astratto, Gribaudo ha ampliato i suoi interessi pittorici includendo molteplici materiali e tecniche, dando così vita a flani e logogrifi. I monocromatismi bianchi elaborati in tipografia sono stati realizzati con le matrici e le tecniche della riproduzione seriale con i flani, scarti della produzione di giornali e testi editoriali, andando così al di là delle tecniche pittoriche tradizionali. Negli anni sessanta, ha sviluppato i logogrifi, ovvero impronte tipografiche su carta buvard, prive di inchiostro e impresse a secco (embossing), dimostrando come nel suo lavoro sia fondamentale il rapporto tra testo e immagine. Gribaudo ha vinto il premio per la grafica alla XXXIII Biennale di Venezia (1966) precisamente con i logogrifi, il cui concetto è basato sul gioco linguistico di un logos che passa attraverso rebus verbali e immaginali, dove grifo significa “rete da pesca”. I logogrifi hanno poi dato origine a loro volta a molteplici sviluppi materici e verbali quali i metallogrifi e i saccogrifi. All’interno di questa metamorfosi delle tecniche, continua a tornare un uso della scrittura come arte.

 

TORINO, MOSTRA “TANTE TESTE TANTI CERVELLI. LANTERNA MAGICA DELLA FACCE UMANE”

La mostra “Tante teste tanti cervelli. Lanterna magica della facce umane” verrà inaugurata martedì 3 dicembre 2019 alle 17.30 al Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia (Via Corte d’Appello 20/C – Torino). Attraverso una rassegna di circa settanta libri animati, illustrati, abbecedari e giochi dell’Ottocento e del primo Novecento provenienti dall’Archivio e dalla Biblioteca della Fondazione Tancredi di Barolo, la mostra esplora i rapporti tra libri animati e precinema, con un focus specifico sul tema delle metamorfosi del volto trattato nella mostra #FacceEmozioni attualmente in corso al Museo Nazionale del Cinema. All’inaugurazione parteciperanno, oltre al curatore Pompeo Vagliani, Donata Pesenti Campagnoni e Simone Arcagni, curatori della mostra #FacceEmozioni, e Maria Cristina Morandini dell’Università di Torino. La mostra, allestita nel Percorso Libro del MUSLI, sarà visitabile dal 4 dicembre 2019 al 30 giugno 2020 nei seguenti orari:

Lunedì- venerdì: 9.30-12.30

Domenica: 15.30-18.30

Ingresso al Percorso Libro del MUSLI (comprensivo di mostra): € 4,00. Sono previste riduzioni e gratuità. Inoltre, fino al 6 gennaio 2020, in occasione della mostra #FacceEmozioni al Museo del Cinema, si prevede una scontistica reciproca tra i due Musei.

 

                                                                                     

VERCELLI: MOSTRA “ARCHETIPI – IL DIVENIRE NELL’ARTE” DI BIAGIO VELLANO                   

Foyer del salone dugentesco

7 – 22 dicembre 2019

Verrà inaugurata, il 7 dicembre alle 16,30, presso il Foyer del Salone Dugentesco di Vercelli, in via Galileo Ferraris 108, la mostra  “ Archetipi – Il divenire nell’arte di Biagio Vellano”. Una trentina di opere realizzate con diverse tecniche e diversi materiali. L’allestimento, curato dalla critica d’arte dottoressa Carla Bertone, resterà visitabile fino al 22 dicembre 2019, con il seguente orario: 7-8 –13-14-15-20-21-22 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19,30. In occasione dell’apertura della mostra, verrà presentato un catalogo in quadricromia, formato 33×32 di 40 pagine, contenente l’intervento critico della dottoressa Bertone, la biografia dell’ Artista e un excursus antologico della sua produzione. Biagio Vellano, nato a Trino il 16 agosto 1928 e deceduto a Camino Monferrato il 23 luglio 2008, era un uomo che amava profondamente la vita e prediligeva vivere a contatto della natura, da cui traeva perenne motivo  di ispirazione. Vellano  aveva frequentato il Liceo Classico durante i difficili anni della guerra avendo,  in seguito, frequenti contatti con Maestri come Felice Casorati e Mario Tozzi. Nel corso degli anni, aveva poi accumulato una notevole esperienza nell’attività di designer ed arredatore d’interni, a fianco del fratello Pierangelo. Guardava il mondo con forza ed entusiasmo, sempre pronto a cogliere nuovi spunti e nuove suggestioni e  la sua vita era  un continuo viaggio verso nuove e meravigliose scoperte a nutrimento del suo genio creativo. Sin dalle prime opere, realizzate ad appena sedici anni d’età, egli andava costantemente alla ricerca di forme e materiali sempre nuovi ed originali. Nacquero così, molti anni dopo, gli spettacolari quadri materici, realizzati con plastica fusa, con legno consunto, con carta bruciata, con ferro modellato con il fuoco, con vecchi libri, con pietre, con foglie appassite, con conchiglie raccolte sugli arenili del mare e persino con  gusci di  granchio dilavati dalla risacca,  cercando sempre di creare opere capaci di donare lo stesso stupore e lo stesso incanto che lui provava osservando il mondo che lo circondava. Di lui, a Trino, si ricordano con affetto, anche per gli straordinari presepi realizzati, in anni ormai lontani, in alcune chiese della città. Resta, come testimonianza della sua attività in questo campo, un  presepe realizzato negli ultimi mesi di vita e donato alla sua Trino, visibile presso la chiesa di San Giovanni Battista durante il periodo natalizio.

 

CUNEO: MOSTRA “IL MISTERO DELLE COSE” DI SERGIO SACCOMANDI

TORINO, “CINEMARTE”: FRIDA. VIVA LA VIDA

Secondo appuntamento di “CineMarte – dove l’arte incontra il Cinema”, il progetto esclusivo nato dalla collaborazione tra Accademia Albertina, Centro Unesco di Torino e il Cinema Massaua. Il 26 novembre alle 20,00 il professor Gabriele Romeo, docente di fenomenologia delle arti contemporanee, presenterà FRIDA. VIVA LA VIDA. Il docufilm evento dedicato alla rivoluzionaria artista messicana Frida Khalo sarà un viaggio nella vita di una donna che più di ogni altra è riuscita a costruire una potente autobiografia per immagini, capace di raccontare con intensità la sua storia: il dolore fisico, il dramma dell’amore tradito e degli aborti, l’impegno politico. Presentato in anteprima al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile, il docu-film diretto da Giovanni Troilo,  prodotto da Ballandi Arts  e Nexo Digital, in collaborazione con Sky Arte, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946). Solo al Cinema Massaua i possessori della carta Abbonamento Musei avranno diritto all’acquisto a tariffa ridotta (8 euro). Per informazioni e prenotazioni 011.199.011.96 www.massauacityplex.it

 

 

 

SAN MAURIZIO CANAVESE, MOSTRA “I COLORI DELLA NATURA DI IVANA FERRETTI”

L’arte antica del Dipinto ad olio su Rame in mostra presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso di San Maurizio Canavese (To)

Sabato 30 Novembre 2019, dalle ore 14 alle ore 20

Presso la Sala di rappresentanza della Società Operaia di Mutuo Soccorsodi San Maurizio Canavese, in via Giacomo Matteotti 13, sabato 30 novembre 2019, si inaugura “I colori della Natura”, la personale di dipinti ad olio su rame di Ivana Ferretti e chi lo vorrà potrà provare l’emozione di sentirsi pittore di un tempo e provare una delle più affascinanti sfide: dipingere su rame. “ Per chi si avvicina per la prima volta al dipinto ad olio su rame sarà una esperienza molto affascinante, come lo è stato per me trent’anni fa quando ho utilizzato questo metallo al posto delle tele” spiega l’artista. Le opere della pittrice marchigiana Ivana Ferretti sono miniature (in passato chiamate popolarmente “ramini”) e dipinti di medie e grandi dimensioni e rappresentano fiori, paesaggi di campagna e montani. “ E’ il mondo in cui sono nata e cresciuta e che continuo a portare nel mio cuore. Anche dove vivo ormai da cinquant’anni, fuori Torino, i miei occhi godono di paesaggi meravigliosi che immortalo nei miei dipinti”.

Ivana Ferretti punta prevalentemente la sua attenzione su ciò che ama di più: la Natura incontaminata che rappresenta attraverso immensi campi impreziositi da vivacissimi papaveri, superbe marine o distensivi paesaggi alpini, ricoperti talvolta da una leggera coltre di neve.

Paesaggi reali, ma reinventati dalla sua immaginazione, descritti con equilibrio cromatico che spesso si avvale di vigorosi accostamenti di colori (rossi, azzurri) e da trasparenze che risaltano dalla densità di luce derivata dal rame e che danno ai sui ambienti atmosfere fiabesche con orizzonti che si perdono in lontananze luminose.

Società Operaia di Mutuo Soccorso: via Giacomo Matteotti 13, San Maurizio Canavese (To)

Sabato 30 Novembre 2019- Orario mostra: dalle ore 14 alle ore 20.

 

CON “MUSEIAMO” ALLA SCOPERTA DELLA CULTURA, DELLA STORIA, DELLA SCIENZA E DELL’ARTE IN PIEMONTE

Sabato 30 novembre con la visita al Museo di antropologia criminale “Cesare Lombroso” inizia la quarta stagione delle visite guidate teatrali del progetto “MuseiAmo” (www.museiamo.it), ideato dall’attore e regista Davide Motto e da Vincenzo Valenti e patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino. L’ideazione e la realizzazione del progetto sono a cura di Oikos Teatro e ART.Ò. “Museiamo” consente di vivere la storia e l’autenticità dei luoghi con un’ottica diversa. Quest’anno, il file-rouge che unisce i 18 siti coinvolti è un set cinematografico per celebrare Torino Capitale del cinema 2020. Gli attori-guide impersoneranno un regista e un attore da provinare che, con l’aiuto e il coinvolgimento del pubblico, dovranno girare un “colossal” che valorizzi il patrimonio culturale piemontese. Le tappe nei musei prevedono due visite, alle 15 e alle 16,30, ad eccezione del Museo della Scuola e del Libro per l’infanzia, visitabile alle 15,30 o alle 17. La visita unica alla pinacoteca e al Sacro Monte di Varallo inizierà alle 15,30. Il biglietto d’ingresso costa 6 euro, scontati a 5 per i possessori della Carta Torino Musei. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni. Sono partner dell’iniziativa l’Abbonamento Musei Torino Piemonte, il DAMS dell’Università e l’Atl “Turismo Torino e provincia”, che assicura la segreteria organizzativa degli eventi. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’Ufficio del Turismo di Ivrea dell’Atl “Turismo Torino e provincia”, chiamando il numero telefonico 0125-618131 o scrivendo a info.ivrea@turismotorino.org

SI PARTE DAL MUSEO LOMBROSO

Come detto, la prima tappa di MuseiAmo sarà, sabato 30 novembre il Museo di antropologia criminale, riallestito nel 2009 a cento anni dalla morte di Cesare Lombroso, fondatore della disciplina. Le collezioni comprendono preparati anatomici, disegni, fotografie, corpi di reato, scritti e produzioni artigianali e artistiche, anche di pregio, realizzate da internati nei manicomi e da carcerati principalmente nella seconda metà dell’Ottocento. Il nuovo allestimento intende fornire al visitatore gli strumenti necessari a comprendere l’epoca storica in cui Lombroso si trovò a formulare le sue teorie su due principali categorie sociali: i criminali e i malati psichiatrici, sottolineando anche gli errori da lui commessi e le aperture a nuove discipline antropologiche che si svilupparono durante tutto il Novecento.

IL CALENDARIO COMPLETO DELLE VISITE

– sabato 30 novembre Museo di antropologia criminale “Cesare Lombroso”

– domenica 8 dicembre Museo storico della Reale Mutua

– domenica 29 dicembre Museo nazionale del Risorgimento italiano

– domenica 12 gennaio Infini.To – Museo dell’astronomia e dello spazio di Pino Torinese

– sabato 25 gennaio Museo civico “Per Alessandro Garda” di Ivrea

– sabato 8 febbraio Officina della scrittura

– domenica 16 febbraio Museo Borgogna di Vercelli

– sabato 22 febbraio Museo di anatomia umana “Luigi Rolando”

– sabato 7 marzo Museo della frutta “Francesco Garnier Valletti”

– domenica 22 marzo Museo civico “Casa Cavassa” di Saluzzo

– domenica 29 marzo Museo nazionale del cinema

– sabato 4 aprile Palazzo dei Musei Pinacoteca e Sacro Monte di Varallo

– domenica 26 aprile Palazzo Grosso di Riva presso Chieri

– domenica 3 maggio WiMu Museo del vino a Barolo

– domenica 17 maggio Museo archeologico del Canavese di Cuorgnè

– domenica 24 maggio MusIi-Museo della scuola e del libro per l’infanzia

– domenica 7 giugno castello “Malgrà” di Rivarolo Canavese

– domenica 14 giugno castello Cavour di Santena

 

PREMIO I MURAZZI 2019: CONSEGNA PREMIO ALLA CARRIERA

E PREMI EDITI E INEDITI

 Circolo dei Lettori – Via Bogino, 9 – Torino

Venerdì 29 novembre 2019

ore 17,30-20

CONFERIMENTO PREMI

Premio alla Carriera a Tomaso Kemeny

  • PREMI PER L’EDITO

POESIA intitolata a Nino Pinto: Daniela Raimondi, 1º premio • Teresa Capezzuto, 2º premio • Gabriella Montanari, 3º premio

Finalisti:  Dante Ceccarini, Raffaele Floris, Isabella Horn, Gianfranco Isetta, Vincenzo Lauria, Paolo Malinverno, Maria Pagano, Lorenzo Pompeo

POESIA OPERA PRIMA intitolata a Liana de Luca: Lucilla Trapazzo, 1º premio

Finalisti: Lucia Macro, Chiara Nobilia, Martina Vivian

PROSA: Myriam Mantegazza, 1º premio • Raffaele Messina, 2º premio • Franco Cadenasso, 3º premio

Finalisti: Michele Bussoni, Angela Delgrosso, Adelfo Maurizio Forni, Francesco Grasso, Manrico A.G. Mansueti, Luciana Navone Nosari, Massimo Polimeni, Mario Sodi

SAGGISTICA : Silvia Zoppi Garampi, 1º premio • Renzo Montomoli, 2º premio • Giuseppina Mellace, 3º premio

Finalisti: Elisabetta Orsini, Noemi Paolini Giachery

  • PREMI PER L’INEDITO

SILLOGE di poesia intitolata a Nino Pinto: conferimento del premio inedito assoluto a Franco Sorba e delle dignità di stampa a Bruno Civardi, Angela Donna, Alda Fortini, Pierantonio Milone, Barbara Panelli, Mario Rondi, Giancarlo Stoccoro, Rodolfo Vettorello, Antonio Zavoli

POESIA SINGOLA: presentazione dell’antologia Voci dai Murazzi 2019

PROSA: conferimento del premio inedito assoluto a Pablo Cerini e delle dignità di stampa a Lorenzo Donati, Andrea Martini, Luigi Lazzaro, Lorenzo Oggero, Rosanna Pirovano, Stefania Portaccio

SAGGISTICA intitolata a Veniero Scarselli: conferimento del premio inedito assoluto a Francesco Felis e delle dignità di stampa a Franca Olivo Fusco, Francesco Messina

  • PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

PER LA PROSA a Annella Prisco

 

LAGO D’ORTA, CORSO DI CINEMA

Torna l’appuntamento con il critico cinematografico Bruno Fornara. Quest’anno il tema del corso sarà la commedia americana classica. Le lezioni, organizzate dall’Associazione Culturale Asilo Bianco, si terranno nelle sale del Museo Tornielli di Ameno, sul Lago d’Orta, il 6, 7 e 8 dicembre.

Un bel modo per andare, tutti insieme, “alla ricerca della felicità”.

 

MANTA: VISITE TEMATICHE PER CONOSCERE I PROTAGONISTI DELLA STORIA DEL CASTELLO.

Ogni secolo ci regala personaggi di spicco che hanno lasciato una profonda traccia nell’evoluzione artistica del Castello. Senza l’opera di Valerano con Clemenzia Provana, signori della Manta, e di Tommaso III con Margherita de Roussy, Marchesi di Saluzzo, oggi, non potremmo ammirare lo straordinario ciclo di affreschi del Salone Baronale. Se a metà Cinquecento, i cugini Michele Antonio e Valerio, conti Saluzzo della Manta, non avessero ampliato il maniero non avremmo il Salone delle Grottesche e la Galleria con gli appartamenti della famiglia. Fino ad arrivare al Seicento ed al passaggio dei Savoia alla Manta con il Duca Carlo Emanuele I.

Dediche, motti, monogrammi, ritratti ci raccontano i signori della Manta: un percorso inedito per dare un volto a chi ha abitato nei secoli questo splendido luogo.

Grazie al progetto Les Ducs des Alpes / I Duchi delle Alpi finanziato nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera tra Francia e Italia ALCOTRA (Asse III Attrattività del territorio).

BIGLIETTI

Iscritto FAI e residente a Manta: Euro 5

Intero: Euro 11

Ridotto (ragazzi 6 -18 anni): Euro 5

Domenica 1 dicembre – ore 10,30 – 11,30 – 12,30 – 14,00 – 15,00 e 16,00 –  VISITE GUIDATE PER GLI ADULTI

 Domenica 1 dicembre – ore 14,30 – 15,30 e 16,30 – AVVENTURA NATALIZIA IN CASTELLO

Percorso speciale dedicato ai bambini che potranno scoprire la storia della fortezza medievale attraverso fiabe e racconti sui suoi antichi abitanti e partecipare al laboratorio manuale per la creazione di addobbi per la casa e la cameretta.

BIGLIETTI

Iscritto FAI e residente a Manta: Euro 6

Intero: Euro 10

Ridotto (ragazzi 6 -18 anni): Euro 6

 


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