PIEMONTE ARTE: DE-COLL, CUZZI, MARENTINO, MONDAZZI, GUGLIELMINETTI, PINEROLO, CARIGNANO, BRA…

coordinamento redazionale: Angelo Mistrangelo

 

PROROGATA LA MOSTRA DI DE-COLL A CANDIOLO

Visto l’ interesse suscitato, la mostra dell’artista chierese Pier Tancredi De-Coll “Lessico Quotidiano” all’IRCC di Candiolo è prorogata fino al 31 gennaio 2020. La mostra rientra tra le iniziative di Life is pink, metà del ricavato delle vendite sarà devoluto alla ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

UMBERTO CUZZI: LE OPERE DEL GRANDE ARCHITETTO IN MOSTRA A PINO TORINESE

L’esposizione sarà inaugurata mercoledì 11 dicembre alle ore 18,00

presso l’Auditorium del Centro Polifunzionale

Verrà inaugurata mercoledì 11 dicembre alle ore 18.00 presso l’Auditorium del Centro Polifunzionale (via Folis, 9, Pino Torinese) la mostra delle opere di Umberto Cuzzi donate al Comune dall’Istituto Alvar Aalto, attraverso il suo Presidente, Leonardo Mosso e la vicepresidente Laura Castagno.

Umberto Cuzzi, il cui archivio è conservato dall’Istituto Alvar Aalto, è uno dei più importanti architetti del filone razionalista. Ha avuto modo, per ragioni familiari, di frequentare molto Pino nel corso della sua vita e di dipingere alcuni suoi ambienti caratteristici negli anni 50-60. Tra i lavori donati vi sono, in particolare, diversi acquarelli con vedute del centro, panorami, paesaggi e un disegno architettonico di grandi dimensioni.

Cuzzi nasce in Istria, ma giunge a Torino dopo la Grande Guerra per studiare al Politecnico. Si è distinto per la sua adesione al Miar, il Movimento Italiano per l’Architettura Razionale, e per aver realizzato numerosi edifici a Torino: il più famoso è il centro di produzione RAI in Via Verdi, ma ha curato molti altri progetti, fra cui quello di edilizia popolare in Borgata Vittoria. Negli anni partecipa a concorsi disegnando i progetti per la costruzione del palazzo della Civiltà del Lavoro, del Palazzo dei Congressi ed il Ministero per l’Africa italiana presso l’Eur di Roma.

Durante la sua permanenza torinese Cuzzi ha intessuto negli anni un forte legame con il territorio di Pino Torinese, dove risiedeva la madre, restando affascinato dai luoghi e dal paesaggio collinare che ha ritratto e che oggi, chiudendo un cerchio, torna esposto sul territorio che l’ha ispirato.

Mercoledì 11 dicembre, alle ore 18.00 presso l’Auditorium interverranno Leonardo Mosso, Laura Castagno e Gianfranco Cavaglià dell’Istituto Alvar Aalto a illustrare la mostra e le caratteristiche delle tredici opere esposte: si procederà poi con l’inaugurazione e la visita all’esposizione, allestita presso i locali della Biblioteca civica “Angelo Caselle” (via Folis, 9, primo piano). L’esposizione, nell’intento dei donatori, resterà aperta al pubblico, con ingresso libero, negli orari della Biblioteca: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato: 14.00 – 18.30 giovedì, venerdì e sabato: 9.00 – 12.00.

 

MARENTINO: MOSTRA “I 101 PRESEPI DI CASA ZUCCALA”

In occasione del Mercatino di Natale che si terrà a Marentino (TO) il prossimo 8 dicembre 2019, Casa Zuccala organizza una Mostra per presentare al pubblico la Collezione di più di cento Presepi raccolti da Elena Buscaglione, conservatrice con il marito Guido Vanetti della dimora storica “Casa Zuccala”, in oltre cinquant’anni di ricerche in Italia e in tutto il mondo, grazie anche alla collaborazione di amici che per turismo o lavoro hanno visitato i paesi più remoti.  Negli anni  la collezione si è arricchita ed, oggi, conta oltre 120 presepi, parte dei quali verranno presentati nella prossima Mostra. L’interesse della collezionista è stato prioritariamente rivolto non tanto ai diorami riproducenti ambienti più o meno realistici dei luoghi della Natività, quanto alla raffigurazione, data da artigiani diversi e culture diverse ai tre personaggi della Santa Famiglia: Maria, Giuseppe e il Bambino.

La Mostra rimarrà aperta, con ingresso libero, tutti i giorni festivi da domenica 8 dicembre a giovedì 26 dicembre 2019, con orario 15-19.

 

 

IL TEMPO DEI SILENZI E LA SCULTURA DI RAFFAELE MONDAZZI

Per un tragico incidente, il 29 novembre è scomparso a Lombardore lo scultore Raffaele Mondazzi, precipitando dal tetto di una struttura di sua proprietà. Artista e raffinato interprete di forme dall’armonioso modellato, Mondazzi ha sviluppato un discorso intimamente legato all’immagine, a una figurazione dai tratti simbolici, a una visione che univa passato e presente, materia e narrazione, leggerezza e memoria. Nato a Mercato Saraceno (Forlì) nel 1953, si era trasferito nel 1960 a Torino, dove ha frequentato il Liceo Artistico e il corso di scultura di Sandro Cherchi all’Accademia Albertina di Belle Arti. Assistente di Scultura e docente del Corso di Scultura Sacra Contemporanea presso lo stesso Istituto, negli anni 1982-83 ha tenuto un corso di restauro di scultura antica presso la Missione Archeologica Italiana di Hyerapolis di Frigia, in Turchia, diretta da Daria Ferrero De Bernardi ed i Musei Archeologici di Istanbul e Smirne. E dal 1972 ha, contemporaneamente, sviluppato un’attività espositiva in Italia e all’estero, proponendo, di volta in volta, opere pittoriche, sculture e disegni che rappresentano i momenti di una ricerca scandita da una misurata definizione di un volto, di una figura, di un corpo che occupa lo spazio animandolo. Un’esperienza che ha fatto dire ad Angelo Dragone:«Balza viva (…)nei lavori di Mondazzi – anche quelli che più da vicino sentono il fascino dell’antico, quasi suggerendo discendenze dedalico-cretesi o da Olimpia ma neppure immemori d’un tenero Prassitele sensibile al contingente della vita – la perentoria genuinità che dà eloquenza ai sentimenti veri…». Sentimenti che affiorano dalle sculture, dai segni-colore, dalla «lettura» di una realtà rivisitata e reinterpretata secondo una calibrata «scrittura per immagini» E dagli interventi critici di Franco Fanelli, Pino Mantovani, Andrea Balzola e Giorgio Auneddu emergono gli aspetti della stagione artistica di Mondazzi, la poetica orchestrazione di una rappresentazione segnalata da Gianfranco Bruno sul Catalogo Bolaffi della Scultura Italiana del 1984. Presente nel libro «Và pensiero arte italiana 1984-1996» di Edoardo Di Mauro e Ivana Mulatero, edito dai Fratelli Pozzo nel 1997, Mondazzi è stato premiato con la targa «Una vita per l’arte» al Premio Cesare Pavese, promosso dal CEPAM (Centro Pavesiano Museo Casa Natale) a Santo Stefano Belbo, dalla commissione composta, tra gli altri, da Luigi Gatti, Massimo Ghiotti, Gian Giorgio Massara e Clizia Orlando. Una stagione, la sua, scandita dalle partecipazioni alle Esposizioni della Promotrice al Valentino, alla Biennale di Disegno a Torre Pellice, alle mostre personali a Bucarest, Francoforte sul Meno, Istanbul. E ancora alla torinese Galleria Davico e nel giardino di Casa Toesca a Rivarolo Canavese, sino alla collettiva «Omaggio a Gino Gorza» alla Galleria del Ponte, alle Mostre della Ceramica di Castellamonte e l’adesione, per un breve periodo, all’Associazione Piemontese Arte, presieduta da Riccardo Cordero. Un cammino, quindi, che ha attraversato correnti, sperimentazioni, nuovi linguaggi, all’insegna di una raffigurazione che gli appartiene indissolubilmente. E bronzetti, monumenti, ritratti, costituiscono il «corpus» di un itinerario accompagnato da una sensibile attenzione alla cultura visiva di questo nostro e complesso tempo.

Angelo Mistrangelo

 

ASTI, MOSTRA PRESEPI DI GUGLIELMINETTI

I PRESEPI di Eugenio Guglielminetti sono esposti presso la Sede della Fondazione Eugenio Guglielminetti, in Asti, corso Alfieri 375, fino al 19 gennaio 2020, con il seguente orario: venerdì, sabato e domenica 16-18.

 

 

 

 

 

 

“LUCI DI ARTISTA”; “AURORA” DI ALESSANDRO SCIARAFFA

La XXII edizione di Luci d’Artista ospita quest’anno Aurora, una nuova opera luminosa e sonora realizzata da Alessandro Sciaraffa (Torino, 1976) appositamente per la Stele del Torino Outlet Village. Il progetto è nato dalla confluenza virtuosa di visioni fra istituzioni pubbliche e soggetti privati. La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea è stata incaricata dalla Città di Torino di individuare l’artista e di curare il progetto per il Torino Outlet Village, sponsor di Luci d’Artista 2019 e ormai affermato polo attrattivo per una clientela sempre più internazionale e desiderosa del Made in Italy. È stato scelto Alessandro Sciaraffa, artista torinese, giovane, ma dal curriculum già significativamente consistente. Nasce così l’idea di estendere il baricentro della tradizionale rassegna Luci d’Artista oltre i confini noti del capoluogo piemontese, ospitando nel programma di quest’anno il progetto luminoso pulsante di Alessandro Sciaraffa, che genera suggestioni dal forte impatto visivo e simbolico.

 

 

“ORO INCENSO MIRRA. PRESEPI NEL MONFERRATO”, 4^ EDIZIONE

Dall’8 dicembre al 6 gennaio si terrà la quarta edizione di “Oro incenso  mirra. Presepi nel Monferrato”. La manifestazione, organizzata dall’omonima associazione,  coinvolge 10 comuni dell’Astigiano: Albugnano, Aramengo, Camerano Casasco, Castagnole Monferrato, Castagnole delle Lanze, Cocconato , Grana, Monale, Montegrosso d’Asti e Schierano che in un percorso ideale tra oltre 1200 rappresentazioni della Natività  offrono  al pubblico un coinvolgente viaggio attraverso la magia del Natale e la suggestione del presepe.

Dice Silvia Colpani, presidente dell’associazione: “Alcuni tra i borghi più belli del Monferrato hanno scelto di unire risorse, creatività e intenzioni per svelare e promuovere un volto inedito del territorio della nostra provincia: l’incanto dell’atmosfera natalizia tra le nostre colline, resa ancora più calda dalle tante diverse rappresentazioni della Natività disseminate sul territorio. Tra capolavori e versioni rare, presepi piccolissimi e presepi grandissimi, prove d’artista, materiali insoliti, collezioni provenienti da ogni parte del mondo, la rassegna si rinnova e cresce anno dopo anno. In questa nuova edizione anche il comune di Castagnole delle Lanze è entrato nella squadra portando “in dote” un’offerta di oltre 200 nuovi presepi”.

Nella storica cornice dell’abbazia di Vezzolano, ad Albugnano, si trova il presepe della restauratrice Anna Rosa Nicola che si rinnova di anno in anno: una rappresentazione di mestieri antichi e a volte dimenticati, scorci in miniatura di vita quotidiana ricca di sempre nuovi dettagli.

Ad Aramengo la mostra “Presepe…che meraviglia”: attraverso 18 paesaggi ci si inoltra nei diversi significati degli elementi che compongono il presepe

Sotto le volte in tufo delle cantine del castello di Camerano Casasco si può ammirare il presepe meccanico costruito dallo scultore Gennaro Cosentino in 25 anni di lavoro: 40 statue in legno movimentate da decine di motori elettrici progettati dall’artista stesso.

A Castagnole delle Lanze sono circa 200 i presepi esposti lungo le vie del borgo e realizzati con materiali poveri che richiamano le tradizioni del territorio. Nel Parco della Rimembranza  è invece presente un presepe con personaggi a grandezza naturale

Nelle settecentesche cantine della tenuta La Mercantile di Castagnole Monferrato sono un centinaio i presepi in mostra, tra i quali spiccano il “Presepe del Vino” ispirato alla vendemmia e quello realizzato dagli ospiti della Casa di Riposo.

Entrato da poco a far parte dei “Borghi più belli d’Italia”, Cocconato offre al visitatore l’opportunità di ammirare, negli angoli più caratteristici del centro storico e i punti panoramici del paese, oltre 150 presepi che, anche grazie all’illuminazione notturna, si ammantano di un fascino particolare. Da non tralasciare la mostra “Presepi d’artista” nel salone comunale: rappresentazioni artigianali di maestri presepisti sempre curiose e interessanti, come il presepe meccanico con quaranta movimenti cui Maurizio Longobardi lavora dal 2014, il nuovo allestimento curato da Silvia Colpani dell’ormai celebre presepe all’uncinetto di Adriana Gandini con circa 400 elementi, le nuove realizzazioni dei presepisti  del gruppo “Artigiani del Presepe” di Torino (Roberto Aiello, Adriano Gatto, Roberto Niglio, Pierluigi Calogiuri), il presepe di don Renato Dalla Costa e  Beppe Puglia, il pezzo unico intagliato nel legno dell’artista polacco Jan Leonczak, la nuova versione del presepe in foglie di mais di Paola Bonetto e le originali creazioni di Antonella Armosino.

Gli apicultori Francesco Collura e Marco Roati propongono invece una decina di arnie in cui gli artisti hanno creato presepi ispirati al lavoro delle api.

E ancora il presepe animato, che con sempre nuovi personaggi e ambienti a grandezza naturale e illuminati nelle ore notturne, realizzato da artisti cocconatesi, si snoda lungo il suggestivo percorso a gradini che porta alla chiesa di Nostra Signora della Consolazione.

Nei locali sottostanti la chiesa di Grana il prezioso presepe realizzato da Nino Di Muzio e curato ora dal figlio Cristiano occupa una superficie di circa 180 metri quadrati, con 380 personaggi, due sinagoghe, il palazzo di Erode, un castello, varie abitazioni reso ancor più suggestivo dai giochi di luce che scandiscono le ore della giornata.

A Monale, statue ad altezza naturale ritraggono alcuni dei cittadini monalesi, mentre nel Salone Polivalente sono esposti oltre cento presepi provenienti da tutto il mondo oltre alle statue di terracotta prodotte dagli abitanti del paese sotto la guida dell’artista Martino Canavese al quale si deve anche il presepe intagliato nel legno con la Sacra Famiglia a grandezza naturale.

Il presepe meccanico di Montegrosso d’Asti, costruito  da Maurizio Nanni, con personaggi in movimento e la scena scandita dalle diverse fasi del giorno e della notte, si trova nello “Scalo Ferroviario” adiacente alla stazione. Qui, due vagoni storici ospitano diversi presepi, tra i quali quelli realizzati dalle scuole dell’Istituto Comprensivo.

I “Presepi in strada” di Schierano, frazione di Passerano Marmorito, realizzati dagli abitanti del paese, si trovano dislocati lungo le strade, i vicoli, sulle finestre, davanti alle porte, sul sagrato delle chiese come messaggio francescano di pace, fede e tradizione. Realizzati con semplicità e con materiali naturali, sono dedicati a papa Francesco e al suo trisnonno Giuseppe Bergoglio, nato a Schierano nel 1816.

WWW.PRESEPINELMONFERRATO.IT

 

MOSTRA “LE DONNE” DI GIANNI SESIA DELLA MERLA

BURNING GIRAFFE: “FIORI D’ARTIFICIO”, MOSTRA DI ANNA CAPOLUPO, ELISA MULIERE, ARIAS GLEZ

In occasione dell’ultima mostra nello spazio espositivo di Via Eusebio Bava 8/a, a Torino, a partire da sabato 7 dicembre, Burning Giraffe Art Gallery ospita Fiori d’artificio, una collettiva composta da circa venti opere pittoriche degli artisti Anna Capolupo; Elisa Muliere e Arias Glez, distinti l’uno dall’altro per tecnica pittorica e materiali utilizzati, ma accomunati da un approccio lussureggiante che deforma e reinterpreta la realtà ritratta attraverso il ricorso a un’astrazione fortemente gestuale dagli esiti floreali.Il percorso della mostra si apre con i paesaggi urbani ruvidi e materici di Anna Capolupo (Firenze, 1983), in cui la minuziosa figurazione architettonica viene stravolta e frammentata dalla sovrapposizione di tecniche e materiali e dagli interventi di collage e décolagge. Sempre la stessa artista – che collabora con la galleria torinese sin dalla sua prima mostra nel giugno 2014 – presenta un’inedita serie di Vasi di fiori, in cui, alle architetture urbane si sostituisce una delicata e minimale astrazione che tramuta i fiori in segni e macchie di colore, mantenendo inalterata la forza e l’immediatezza che contraddistinguono l’estetica della sua pittura. La tradizione pittorica della natura morta trova in Arias Glez (Cadice, 1979, vive e lavora a Torino) il suo perfetto interprete contemporaneo, capace di custodire inalterate la delicatezza e l’eleganza delle composizioni floreali, pur trasfigurandole in rapide pennellate, rese ancor più brillanti dall’utilizzo del plexiglass a supporto dell’intervento pittorico, e sospendendole sugli sfondi sgargianti di delicate stoffe colorate scelte con estrema attenzione per interagire al meglio con le composizioni.

L’astrazione prende il sopravvento nelle tele di grande e piccolo formato di Elisa Muliere (Tortona, 1981, vive e lavora a Bologna). La gestualità esuberante dell’artista si traduce in rigogliose tracce cromatiche immediatamente floreali, che sono però esplosioni espressionistiche in cui si mescolano energia e sensibilità, che, partendo dalla forza del puro gesto, e dalle possibilità di apertura del movimento, raccontano ossessioni e tensioni che riaffiorano dall’inconscio.

Fiori d’artificio

Anna Capolupo, Elisa Muliere, Arias Glez

dal 7 dicembre 2019 al 15 febbraio 2020

opening: sabato 7 dicembre, ore 16:30 – 20:30

orario di apertura: martedì – sabato, ore 14:30 – 19:30 (mattina su appuntamento)

Burning Giraffe Art Gallery

Via Eusebio Bava, 8/a, 10124, TORINO

www.bugartgallery.com | info@bugartgallery.com

  1. 011 5832745 | m. 347 7975704

 

PINEROLO: I PRESEPI DELLA TRADIZIONE POPOLARE IN MOSTRA DAL 7 DICEMBRE AL MUSEO CIVICO ETNOGRAFICO

Un mese di eventi, con mercatini e occasioni di incontro per grandi e bambini: a Pinerolo in vista del Natale la città si vestirà con il suo abito più bello, a partire da piazza San Donato, la piazza del Duomo, che sarà il centro pulsante delle festività grazie alle proiezioni natalizie. Tra le iniziative natalizie più interessanti vi sono le mostre che saranno visitabili al Museo Civico Etnografico Pinerolese e che porteranno visitatori alla scoperta dei presepi nella tradizione popolare. Sono ben quattro le esposizioni proposte dal MUSEP con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. L’inaugurazione ufficiale è in programma sabato 7 dicembre alle 17,30 a Palazzo Vittone, in piazza Vittorio Veneto 8. Sarà visitabile sino a domenica 12 gennaio la mostra “I presepi nella tradizione popolare”, con oggetti provenienti dalle collezioni di Danilo Giuliano. Nello stesso periodo a Palazzo Vittone si potrà assistere alla multivisione di Remo Caffaro intitolata “Un Natale d’arte”, che proporrà la Natività com’è raffigurata nelle opere dei grandi maestri e dei pittori del Pinerolese. La mostra “Anime d’Argilla – Santons de Provence” sarà visitabile sino a domenica 2 febbraio ed è curata da Paola Di Biccari. “Bambole e ricordi da tutto il mondo” proporrà oggetti provenienti dalla collezione di Osvalda Dalmasso.

Il MUSEP è aperto il sabato dalle 16 alle 18, la domenica dalle 10,30 alle 12 e dalle 15,30 alle 18, nei giorni feriali dalle 15 alle 18.

Per saperne di più si può visitare il sito Internet www.musep.it oppure chiamare i numeri telefonici 0121-374505 (il mattino) e 335-5922571.

 

 

M.A.O.: LA REGINA MADRE D’OCCIDENTE NEL GIARDINO DEGLI IMMORTALI

Esposizione di un raro drappo cinese restaurato

grazie al contributo dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei

dal 6 dicembre 2019 al 22 marzo 2020

Salone Mazzonis

MAO Museo d’Arte Orientale

Via San Domenico 11, Torino

Una delle più antiche divinità cinesi è Xiwangmu, la Regina Madre d’Occidente, che vive su monti Kunlun, presso un giardino immerso fra le nuvole in cui cresce il pesco dell’immortalità, un albero che dà frutti ogni 3.000 anni. Questa pianta prodigiosa rappresenta il punto d’unione fra cielo e terra e Xiwangmu, che la possiede, è considerata sovrana degli immortali, protettrice della vita e dispensatrice di longevità. Per il loro carattere beneaugurale, le rappresentazioni della Dea venivano anche appese alle pareti nelle grandi dimore dei mandarini, alla maniera degli arazzi occidentali. In occasione del suo 11° compleanno, il MAO ha il piacere di esporre per la prima volta al pubblico un grande drappo raffigurante la Regina Madre d’Occidente nel giardino degli immortali, completamente restaurato. Il drappo in seta, donato da un privato e restaurato grazie al generoso contributo dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei, ha misure notevoli (445 cm d’altezza per 320 di larghezza) ed è finemente decorato con filati di sete policrome e dorati: ad una prima analisi stilistica si ritiene che possa risalire al periodo finale del regno del famoso imperatore Qianlong (1735-1796) e, considerando la sua altissima qualità, non si esclude che potesse far parte degli arredi di corte. L’eccezionalità del manufatto consiste nella sua rarità e nel suo stato di conservazione: al contrario della maggior parte dei drappi ricamati di grandi dimensioni, solitamente smembrati per essere venduti in parti separate, quest’opera ha infatti mantenuto la sua integrità, che consente di apprezzare la minuzia dei dettagli e l’abilità tecnica nella realizzazione. Il tema principale della raffigurazione è la discesa della Regina Madre d’Occidente, Xiwangmu, a cavallo di una fenice nel giardino del pesco dell’immortalità e tutta l’iconografia dell’opera – compresa quella dei riquadri laterali – è permeata di simboli del taoismo popolare legati alla lunga vita e alla prosperità.

Il drappo sarà esposto nel Salone Mazzonis fino al 22 marzo 2020.

 

CARIGNANO, VOLTI PAESAGGI COLORI E POESIA

Carignanesi in mostra ai Battuti Bianchi

Nata dall’idea del poeta Elio Chiaramello, venerdì dicembre alle ore 16,30  inaugura una mostra collettiva di pittori carignanesi, Claudio Vivalda, Graziella Alessiato, Monica  Ternavasio. Tre modi diversi di esprimere la pittura, ma accomunati dalla medesima passione nei confronti dell’Arte. L’Arte vissuta anche tra le vie e le piazze di Carignano, che fa da sfondo ad alcuni bei quadri. La splendida cornice della Chiesa barocca dedicata allo Spirito Santo, in Via Vittorio Veneto a Carignano, da tempo ospita eventi artistici di grande rilievo. La mostra sarà aperta con i seguenti orari: ven 6 dic. h 16,30-18,30; sab 7 e dom 8 dic. h 16,30-18,30; giov 12 dic h 9,30-12,30; ven 13 dic h 16,n30-18,30; sab 14 e dom 15 dic h 16,30-18,30. Sabato 14 dicembre, alle ore 17, il poeta Elio Chiaramello proporrà alcuni suoi componimenti (molti dei suoi versi dialogheranno con i quadri durante tutto il periodo dell’esposizione collettiva), con l’accompagnamento musicale di Domenico Gieco (sax, fisarmonica, mandolino). Un bel ritorno in pista di Elio, dopo la sua performance a ottobre al Festival Letterario “Poeti in Aia”.  La mostra ha il patrocinio del Comune di Carignano e dell’Organizzazione di Volontariato “Progetto cultura e Turismo”.

 

 

 

MOSTRA DI NATALE ALLA GALLERIA “ELENA SALAMON – ARTE MODERNA” DI TORINO

La Galleria “Elena Salamon – Arte Moderna” di Torino (Via Torquato Tasso 11 – Piazzetta IV marzo) propone per la sua mostra di Natale, che proseguirà anche nel mese di gennaio, una selezione di stampe originali di arte moderna, tra le quali le incisioni di Toulouse Lautrec, Chagall, Miro’, Matisse, Pissarro, Niki de Saint Phalle, Folon, Andy Warhol, Robert Indiana, Keith Haring, Dorazio, Luzzati, Manet, Picasso, Renoir. Presentate inoltre alcune affascinanti xilografie di Hokusai e Hiroshige oltre ad alcune stampe antiche, tra le quali emerge una importante e bella acquaforte di Albrecht Durer. Da una visione delle opere in esposizione ricordiamo: Marc Chagall con 4 litografie a colori, tra le quali in particolare il romantico “Les amoureux en gris” (1957); Piero Dorazio con 2 acqueforti ed una litografia a colori, significativa l’acquaforte “Composizione astratta” (1990); Emanuele Luzzati con 4 serigrafie, tra cui “Gli acrobati” (2002); Edouard Manet con l’acquaforte “Les gitanos” (1862); Henri Matisse con 3 litografie a colori, tra le quali “Tristesse du roi” (1952); Joan Miro’ con 6 litografie e tra le altre “Femme au miroir” (1956) e una acquaforte; Pablo Picasso con 3 litografie a colori, compresa la “Petit corrida”(1957); Camille Pissarro con l’acquaforte + acquatinta ”Soleil couchant” (1879); Pierre Auguste Renoir con l’acquaforte “Bagneuse debout à mi-jambes” (1910); Henri de Toulouse Lautrec con 5 litografie, tra cui “Mary Hamilton” (1894); Hokusai Katsushika con 8 xilografie a colori, a partire da “I tre bianchi del Fuji” (1835), Hiroshige Utagawa I con 5 xilografie e “Veduta dal monte Akiba” (1831-1834). Terminiamo la nostra veloce panoramica sulla rassegna con l’incisione a bulino “La Madonna con la pera” (1511) di Albrecht Durer. Questa Madonna con la pera rappresenta uno dei capitoli di più ampio respiro tra le Madonne incise, disegnate o dipinte da Durer. Questa composizione si distingue per l’estrema dolcezza. La pera simbolo di pace in opposizione alla mela simbolo di discordia e tentazione. Orario Natale 2019: martedì, mercoledì, venerdì 15,00-19,00; giovedì, sabato 10,30-19,00; apertura con orario continuato 10,30-19,00 domenica 1, 8, 15,22 dicembre; lunedì chiuso; chiusura dal 29 dicembre al 6 gennaio.

Enzo De Paoli

 

TORINO. MAU & CO. IL MUSEO D’ARTE URBANA NEL BORGO CAMPIDOGLIO

Sabato 7 dicembre 2019 , nell’ambito del cartellone di Contemporary Art Torino + Piemonte, si svolge la decima edizione di “MAU & CO. Il Museo d’Arte Urbana nel Borgo Campidoglio”

Ore 15.30 : visita guidata gratuita alle opere del MAU ed al Borgo Campidoglio con il Direttore Artistico Edoardo Di Mauro, in collaborazione con Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta .

Ore 17.15 : ingresso da Piazza Risorgimento torretta lato via Rosta decorata dall’artista Karim con un’opera dedicata alla partigiana e Donna della Costituzione Teresa Noce, visita con guida al Rifugio Antiaereo, in collaborazione con Museo Diffuso della Resistenza. Costo Euro 4,00. Prenotazioni Numero Verde 800 329 329

Dalle 18.30 alle 21.30 : presso la Galleria del Museo d’Arte Urbana via Rocciamelone 7 c, asta di opere di artisti contemporanei a costo contenuto il cui ricavato, sotto forma di donazione liberale, sarà esclusivamente devoluto a sostegno del mantenimento della sede del MAU.

In asta opere di : Angelo Barile, Corrado Bonomi. GEC, Gianfranco Sergio, Viola Gesmundo, Enzo Bersezio, Francesco Skià, Daniele D’Antonio, Diego Bonelli, Leardo Sciacoviello, Vinicio Momoli, Andrea Petrone, Max Petrone, Gianni Gianasso, Matteo Ceccarelli, Carlo Giuliano, Mono Carrasco, Ermanno Barovero, Riccardo Ghirardini ed altre a sorpresa

Nella stessa serata festa di fine anno del media partner Officine Brand. Ingresso libero e rinfresco

 

FONDACO BRA: MOSTRA COLLETTIVA

opening 7 dicembre h 18

dal 7 al 24 dicembre 2019

dal mercoledì alla domenica h 10/12 | 16/20

Il Fondaco Bra | Via Cuneo 18 | Bra

Il Fondaco vi aspetta per un primo brindisi pre natalizio

negli spazi della Galleria allestiti con una Collettiva. Da Emanuele Luzzati a Mauro Chessa, da Tommaso Cascella a Kazuko Iraoka, Sandro Chia, Daniele Fissore

e poi Maura Banfo, Gosia Turzeniecka, Moira Franco, Marco Cazzato.

 

BARDONECCHIA: “MOUNTAIN BOOK. LEGGERE IL QUOTIDIANO”

LIBRI DI FRONTIERA – LA FRONTIERA DEI LIBRI

Palazzo delle Feste – Piazza Valle Stretta

Sabato 7 dicembre 2019 Ore 18.00

INCONTRO CON VALENTINA TOMIROTTI

GIORNALISTA E SCRITTRICE A ROTELLE

Sabato 7 dicembre, alle ore 18.00, nell’ambito della rassegna letteraria “Mountain Book. Leggere il quotidiano”, Libri di frontiera-La frontiera dei libri, organizzata dall’associazione torinese “Il BookPostino” e curata da Valeria Rombolà, Chiara Caratto, Sabina Prestipino e Sante Altizio, in collaborazione con il Comune di Bardonecchia, programmata da novembre ad aprile al Palazzo delle Feste di piazza Valle Stretta, si terrà il secondo appuntamento letterario ad ingresso libero.

Protagonista Valentina Tomiriotti, nata a Mantova nel 1982, cittadina del mondo per adozione, laureata in Scienze della Comunicazione, giornalista pubblicista, esperta, a vario titolo, in comunicazione e testimonial del progetto “Boudoir Disability”, conosciuta online come Pepitosa, in carrozzina sin dalla nascita a causa di una malattia genetica, che non le ha impedito di vincere numerosi prestigiosi premi letterari e, più in generale, di scrivere e sorridere alla vita.

La “giornalista a rotelle” come ama definirsi, parlerà di “Un altro (d) anno”: non un’autobiografia, né un diario, né un calendario, ma dodici mesi che parlano di una vita vissuta comodamente seduta su quattro ruote, ma il racconto di dodici mesi lunghi trentasei anni. Narrazione vivida e impertinente di una vita che incontra ostacoli, frontiere, a volte più imponenti delle barriere architettoniche, cercando appunto di superarle, per rendere stabile qualcosa che è nato in bilico.

Al termine dell’incontro con l’autrice, inserito nel ricco calendario del Progetto CinemAbility Film Fest, in calendario dal 5 all’8 dicembre nella Conca, festival cinematografico che porta sul grande schermo tematiche relative alla disabilità, è previsto l’apericena.


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