La Sacrestia


La Sacrestia


Piccolo ambiente a sinistra del presbiterio. Oltre allo splendido armadio scolpito da Giuseppe Antonio Riva, vi sono custoditi anche cinque ovali appartenenti all’ “apostolato”, cioè della serie di quattordici quadri,  rappresentanti gli Apostoli, Gesù e la Madonna, acquistati dalla Confraternita nel 1733: rappresentano San Giovanni (con il calice da cui emerge un’aspide), San Tommaso (con uno strumento da costruttore), San Giacomo (con il bastone da pellegrino), San Paolo (con la spada) e San Bartolomeo (recante il coltello con il quale fu scorticato vivo).

GIOVANNI BATTISTA REBAUDENGO, Cristo morto (1711)

GIOVANNI BATTISTA REBAUDENGO, Cristo morto (1711)

GIOVANNI BATTISTA REBAUDENGO, Cristo morto (1711).

Nella piccola sacrestia è conservato un dipinto del quale Antonio Bosio scrive che venne donato alla Confraternita di San Bernardino dal conte Secondo Borello (il cui stemma compare nel quadro) e inizialmente collocato sotto l’altare della Madonna dei Sette Dolori.  Si tratta di un’opera molto efficace nel rendere l’abbandono di un corpo senza vita ed il pallore della morte: una delle poche note di Giovanni Battista Rebaudengo (le altre sono alcuni dipinti nella chiesa della Confraternita di San Bernardino di Vigone  e la Sindone sorretta da angeli sulla volta del coro della Parrocchiale di Rivoli).

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