L’ Edicola di ieri
a cura di Valerio Maggio
(Saverio Raimondo Il Foglio 24 dicembre 2025)
«La tendenza di questo Natale 2025 è il “no contact”: figli che non tornano a casa per Natale, manco una telefonata per fare gli auguri, zero contatti – appunto – con la famiglia d’origine, specie con i genitori. È la moda di quest’anno, online l’hashtag #nocontact fa proseliti e si diffonde: nel mondo sempre più figli rivendicano il tagliare i ponti con la propria famiglia come strategia di sopravvivenza (niente di meno!) e benessere psicologico.In effetti, se in casa ci sono stati casi di abusi, violenze, o i conflitti famigliari hanno travalicato il limite, tagliare i ponti mi pare il minimo – anzi, il minimo in certi casi è chiamare i carabinieri, magari proprio a Natale (…) [ma] non dubito che dietro alcuni “no contact” si celino in realtà banalissime liti famigliari, incomprensioni, rancori, frustrazioni, repressioni, non detti, complessi, sensi di colpa, recriminazioni, eredità contese, insomma: i rapporti famigliari. (…)
La famiglia (ognuna “infelice a modo suo”, diceva Tolstoj) è il primo terreno della convivenza perché, con quegli esseri immondi che ci sono toccati in sorte come parenti, impariamo a sopportare: super-potere a dir poco necessario in questo mondo così fastidioso. (…). La famiglia mette a disagio, ma così è il mondo reale che, vi ricordo, non è fatto per girare attorno a noi; quindi se non si è in grado nemmeno di farsi un pranzo a Natale con i parenti, tanto vale che i ponti si taglino anche con il resto dell’umanità. (Forse) sto drammatizzando io: forse dietro al movimento “no contact” c’è solo una scusa altisonante per non ingrassare al pranzo di Natale. In ogni caso, senza fare tanto rumore sui social con i vostri problemini, se quest’anno a Natale volete risparmiarvi cenoni o tombolate avete la scusa perfetta: l’influenza. Quella di quest’anno si chiama variante K, nome vagamente kafkiano (…) ed è contagiosissima. Se la stanno prendendo tutti, c’è mezza Italia a letto, quindi è credibile se il 24 sera o il 25 mattina, ops!, chiamate per dire che non andate perché avete 40 di febbre. Senza fare tanto rumore per nulla».

