Gandini, il Chieri Calcio ed (eventualmente) la Lega Pro: il presidente non ha smesso di sognare
La strada è ancora lunga e irta di ostacoli, ma la (eventuale, possibile) promozione in Lega Pro non spaventa il Chieri. O quanto meno non fa perdere il sonno al suo ambizioso presidente, Luca Gandini. Che si gode la nuova sede (che è poi casa sua, un pezzo della vecchia sede dell’ATLA, l’azienda di famiglia) e pensa al futuro con ottimismo. O almeno con serenità.
LA SEDE – “Avevamo bisogno di una nuova sede, adeguata ai nuovi profili della società, e poi perché comunque quella precedente al Buozzi era diventata obsoleta e non a norma, oltre che troppo piccola. Qui abbiamo più spazio e i nostri trofei brillano di più.
LE STRUTTURE – “Ogni giorno mi misuro con mille problemi e intanto cerco di dare continuità alla gestione ordinaria. Passo dalla serie D ai tornei giovanili all’estate ragazzi, spero che vada tutto bene: sia verso l’amministrazione comunale, con cui ci incontriamo spesso per i problemi dei campi di gioco, che nei confronti dell’aspetto economico finanziario, ne scopro ogni giorno una nuova…Sulla carta, e per ora solo sulla carta, sembrerebbe risolto il problema del nuovo campo: in pratica, per adesso, pensiamo di sfruttare di più il De Paoli, che è sottoutilizzato ma che non può reggere anche gli allenamenti sennò collassa; e abbiamo chiesto collaborazione alle altre società chieresi, a cominciare dal San Giacomo, che si sono date disponibili. Il mio sogno è quello di partire dal campo in sintetico ‘Pavia’ a San Silvestro e lì intorno costruire un piccolo centro sportivo, fatto soprattutto di campi di allenamento, da 5 o da 8, perché è soprattutto di questi che abbiamo bisogno. Dobbiamo seguire circa 400 ragazzi e ci serve tanto spazio.”
LA LEGA PRO – “Per la promozione in Lega Pro, si lotta. Anche qui, è un problema di campi. Il De Paoli non sarebbe a norma secondo le indicazioni date l’anno scorso dalla Lega, ma non lo sono nemmeno la stragrande maggioranza degli altri stadi, per cui si punterà, nel caso, ad una deroga. Manca comunque poco per mettersi a posto: la capienza delle tribune, prevista in 2500 posti dalla Lega, è 2.200, basta costruire una tribunetta per i tifosi ospiti e il gioco è fatto. Per i posteggi siamo a norma. Il punto è la struttura societaria, ben più importante della struttura tecnica, che non mi preoccupa affatto. Non è un problema di capacità tecniche, in serie D ci sono giocatori che valgono la Lega Pro ma che per motivi loro preferiscono non essere professionisti. Il salto contrattuale è però molto forte. La nostra ‘rosa’ attuale non sarà modificata né adesso né dopo perché è un bel gruppo. Per la promozione, la strada obbligata è quella di arrivare primi: sennò, con i play off, sarebbe un terno al lotto…”
IL SETTORE GIOVANILE – “La Juniores è prima come l’anno scorso, ma questa squadra è completamente diversa da quella che ha vinto lo scudetto: meno fantasiosa, meno consapevole della propria forza individuale e collettiva, ma molto più umile, sgobbona, compatta. Insomma, una squadra tosta. Che vince. Il resto del panorama è ottimo: la squadra del ’98 è stata molto sfortunata fin qui, ma ci teniamo molto e può fare benissimo. Le altre tre squadre, il ’99, il 2000 e il 2001, sono molto competitive e almeno una arriverà in fondo.”
Gianni Giacone


