PASSIONE FUMETTI – di Giancarlo Vidotto – The Passenger, I mostri non vivono solo nel buio

Il titolo di questo articolo è un gioco di parole. Non è infatti nient’altro che la composizione dei titoli di due ‘graphic novel’ pubblicate nel 2016. Se pure realizzate da autori diversi e per case editrici diverse, ho ritenuto di accostare i due volumi per la forte e insolita tematica comune, almeno nel mondo del fumetto. Oltre ad essere ambientati in Sicilia, trattano entrambi della nostrana criminalità organizzata, in particolare dell’impotenza del cittadino comune nei confronti della sopraffazione violenta. I mostri sono i boss e i sicari della malavita, uomini spietati e crudeli, sempre estremamente determinati nel loro agire. Cattivi veri, e per questo molto più inquietanti di quelli della fantasia. In queste due graphic novel, che molto devono al mondo del cinema (Carlei è un noto regista e Chiaverotti non ha mai nascosto la sua passione per la settima arte), si parta dei ‘veri’ mostri, quelli che vivono in mezzo a noi e di cui tutti potremmo essere vittime.


“The Passenger” nasce da una sceneggiatura cinematografica di Carlo Carlei, trasformata in fumetto dal giornalista e sceneggiatore Marco Rizzo e disegnata da Lelio Bonaccorso. Un romanzo a fumetti (ma chissà che non diventi anche un film) dedicato a tutte le vittime innocenti della mafia, come cita lo stesso Carlei nella nota introduttiva, in particolare alle vittime delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, in cui furono perirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, insieme alle loro scorte. La storia narrata nel volume inizia circa vent’anni dopo questi tragici eventi, con una giovane coppia americana che arriva in Sicilia per trascorrere la luna di miele. Per semplice quanto banale casualità, James Sutton e la moglie, in dolce attesa, si ritrovano catapultati in un incubo angosciante. Julie viene rapita e James costretto a fare da autista all’anziano boss superlatitante Masino Caligiuri, in fuga dalla legge e dai nuovi boss, ma ancora combattivo e astuto, custode di un segreto che i suoi avversari vorrebbero seppellire per sempre. Un’odissea di violenza e crudeltà raccontata con grande realismo.


“I mostri non vivono solo nel buio” è la prima graphic novel scritta da Claudio Chiaverotti – creatore e sceneggiatore di Morgan Lost e Brendon e, in passato, anche di tante storie di Dylan Dog – per i disegni e i colori di Rossano Piccioni. Una storia ideata da Chiaverotti con il suo inconfondibile stile brillante e la consueta attenzione alle sfumature personali ed emotive dei personaggi. Anch’essa è ambientata in Sicilia, un’isola dove il sole illumina tutto, anche i mostri, quelli veri, quelli che non si devono nascondere al buio perché non hanno paura di nulla, si sentono intoccabili e invincibili. Qui non ci sono riferimenti precisi a fatti o persone. Volutamente l’autore ha messo in scena qualcosa che potrebbe capitare a chiunque, cioè trovarsi testimoni di un delitto della malavita organizzata, con le scelte e conseguenze che ne derivano. Anche qui l’elemento forte è l’impotenza dell’uomo comune che si trova a subire la violenza e la sopraffazione di chi si sente più forte.


In “The Passenger” Carlo Carlei e Marco Rizzo hanno dato vita ad un “mostro” di notevole personalità, un boss realistico e credibile. Masino Caligiuri si rivela, man mano che si procede nella narrazione, uomo dotato di profonda intelligenza, di grande conoscenza dell’animo umano e soprattutto di notevole astuzia unita ad una determinazione in grado di intimorire chiunque se lo trovi di fronte. Se fosse animato da nobili intenzioni sarebbe un eroe. Invece le sue parole – taglienti come la sua inquietante, quanto banale, lama ricurva – testimoniano una filosofia di vita perversa, fatta di parole come onore, rispetto, famiglia, fedeltà, utilizzate in modo distorto, come purtroppo accade nella realtà, dove l’amore e la protezione dei propri cari passano per il totale disprezzo per la vita altrui. Marco Rizzo ha scritto dialoghi perfetti, realistici e spaventosi: “Trattala bene. Neanche un graffio” dice Masino al complice, “U’ picciotto qua è uno che si sa comportare”, poi aggiunge “se non ti chiamo fra un’ora esatta. Ammazzala”.


Lelio Bonaccorso, dal canto suo, ne ha dato un’interpretazione che ne esalta le caratteristiche, quelle di un personaggio che potrebbe essere un comune e innocuo nonno, se non fosse per gli occhi stretti e intelligenti e l’espressione spesso crudele delle labbra. Un romanzo lungo e articolato, corposo, dove compaiono tanti altri personaggi credibili e ispirati alla realtà, di quel mondo fatto di connivenze, sottomissione e cieca lealtà. Uno sguardo va anche a chi questo mondo dovrebbe combatterlo, e magari dice di farlo, ma che invece spesso se ne serve per i propri fini. Dove tuttavia c’è anche chi è onesto e altrettanto determinato nella propria azione, come l’Ispettore Lizzio che, anche graficamente, omaggia il Commissario Montalbano di Andrea Camilleri. Lelio Bonaccorso ha una lunga esperienza nella realizzazione di fumetti realistici tratti dalla realtà (da Peppino Impastato a Pantani, a Che Guevara) e in “The Passenger” mette in scena tantissimi personaggi espressivi e credibili con un tratto gradevole ed efficace, validamente supportato da una colorazione dai toni volutamente cupi.


Ne “I mostri non vivono solo nel buio”, Claudio Chiaverotti si concentra invece maggiormente sulla figura delle vittime, un padre e una figlia, lui professore vedovo, lei studentessa animata da senso civico e buoni sentimenti. Nei loro comportamenti e nelle loro parole viene messa in scena l’altra grande problematica su cui prospera la criminalità organizzata, la paura dell’uomo comune che diventa accettazione e omertà, favorita anche dall’assenza di protezione da parte delle istituzioni. Qui diventa anche scontro in famiglia, tra un padre protettivo e una figlia idealista. Ma i mostri sono più veloci, determinati nel loro agire. Così Linda, testimone di un’esecuzione, viene rapita dal sicario Geronimo Scuropasso, da lei denunciato. Fin dove può spingersi un padre disperato a cui hanno portato via la figlia, unica sua ragione di vita? No, non andate a riguardare i film con Liam Neeson. Il nostro padre è un anziano professore di lettere, uno che non ha mai preso in mano una pistola in vita sua. Eppure chi può dire cosa può fare chi, solo e disperato, sente di non avere più nulla da perdere?


Dall’altra parte ci sono i mostri, che Claudio Chiaverotti e Rossano Piccioni caratterizzano come vere belve, quasi folli nel loro delirio di violento potere. Gli autori sembrano volerci dire che abbiamo davanti esseri che sembrano uomini solo in apparenza ma che dentro non hanno più nulla di umano. Scopriamo infatti che anche il boss della malavita ha una figlia ma questo non intacca minimamente la sua coscienza. Tornano i valori finti, fatti di parole vuote e interpretazioni perverse. Eppure, sappiamo anche che nelle storie di Claudio Chiaverotti il destino costruisce arabeschi contorti e spiazzanti che vanno oltre la volontà e le possibilità dei personaggi. I disegni di Rossano Piccioni, leggeri ma molto efficaci ed espressivi, esaltano la crudezza delle situazioni, donando un tono quasi surreale al veloce susseguirsi delle vicende. Splendidi i colori acquerellati, vivaci e luminosi, lontani da quel nero che troviamo solo in copertina – realizzata da Leomacs – e nei riquadri che contornano le vignette. Perché “i mostri non vivono solo nel buio”.

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“The Passenger”, un’idea di Carlo Carlei, di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, è edito da Tunué (€ 19,90) ©autori

 

 

 

 


“I mostri non vivono solo nel buio”, di Claudio Chiaverotti e Rossano Piccioni, curato da Stefano Fantelli, è edito da Edizioni Inkiostro (€ 17,00). Copertina di Leomacs ©autori

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