PIEMONTE ARTE: UNIA, PORPORATO, DE LUCA, WUNDERKAMMER, M.A.O.
GUARENE, MOSTRA DI SERGIO UNIA, “UN ARTISTA CHE DA’ FORMA ALLO SPAZIO”
Saranno le sculture e i disegni di Sergio Unia a popolare le sale mostre della Pinacoteca
Comunale del Roero per la prima esposizione annuale del 2018 organizzata da “Il Cammello”.
Si accosteranno all’opera “Nudo nella rete” che dal 2003 fa parte della collezione permanente,
esposta al primo piano di Casa Casavecchia. L’opera “Giovane vendemmiatrice”, realizzata
dall’artista nel 2011 nell’ambito del progetto delle “Porcellane d’artista”, è riprodotta sulla
porcellana affissa sulla parete del “barin” all’ingresso di Via Paoletti. Dal 7 aprile al 10 giugno.
LUISA PORPORATO ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA
Nel Salone della Biblioteca Nazionale Universitaria, in piazza Carlo Alberto 3,si inaugura venerdì 6 aprile, alle 18, la mostra «Tracce, colori, emozioni» di Luisa Porporato, che propone una serie di impressioni che si possono, in certi casi, accostare alla poesia di Rabindranath Tagore: «nel groviglio dei bambù/ nell’abbagliante scintillare/ delle foglie».
Il percorso artistico di Luisa Porporato si snoda attraverso una narrazione che unisce il segno al colore, l’attenzione per la realtà circostante a una natura rivisitata e risolta secondo una meditata e misurata definizione della rappresentazione, sia questa un pino marittimo o lo scintillio al sole dei sassi neri dell’Islanda.
E in ogni tela o foglio di carta da disegno o pagina incisa, si delinea una ricerca espressiva caratterizzata dalla elaborazione di un fregio, da un frammento architettonico, da un ambiente visto e trascritto con una linea incisiva che fissa il fitto intreccio dei rami e delle foglie del «Ficus macrophylla», i robusti e possenti tronchi d’albero e la singolare e suggestiva struttura dei Templi di Angkor, che sembrano evocare i versi di Giorgio Vigolo:«Ardono allora i ruderi su un cielo/ di smeraldo».
Incontri, impressioni, testimonianze di un racconto che emerge dal profondo interesse della Porporato per viaggi e soggiorni in paesi ricchi di storia, di tradizioni culturali, di esperienze artistiche di assoluto rilievo. E nell’ampia sala espositiva di piazza Carlo Alberto, si «scopre» il fascino dei ghiacciai dell’Islanda, la luce sulla roccia dell’Antelope canyon negli Stati Uniti e i bassorilievi che decorano i muri con le «devata» in Cambogia.
Insieme al nitido e puntuale disegno dedicato alla facciata della Biblioteca Nazionale Universitaria, si entra in diretto contatto con le opere realizzate con la tecnica della «maniera nera», con una raffigurazione dalle profonde sfumature che concorrono a definire la sequenza dei soggeti finemente interpretati: da «Eleganze» a «Riflessi», da «Armonie di effe» a «Caval ‘d brons».
Un incontro, quindi, con una pittura contrassegnata dalla volontà di trasmettere sensazioni, sottili emozioni, scansioni di una visione che il segno trasforma in un personalissimo ed esclusivo diario per immagini.
Angelo Mistrangelo
Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria, orario:lunedì-venerdì 14,30-18, sabato 10-12,30, sino al 21 aprile.
TORINO, PINACOTECA ALBERTINA: MOSTRA DI DOMENICO BURATTI
BORGOMANERO, MOSTRA: “SEGNI VAGANTI”, OPERE DI PINO DE LUCA
Galleria Borgoarte – Borgomanero
7-04-2018 / 05-05-2018
INAUGURAZIONE: sabato 07-04-2018 Galleria Borgoarte dalle ore 18.00
PRESENTAZIONE: Vittorio Tonon
Dal secondo dopoguerra agli anni ottanta, l’arte è scossa da continui fremiti innovativi ed esistenziali.
I grandi cambiamenti delle avanguardie storiche del primo novecento hanno alimentato i fantasmi della
ricerca e del nuovo in ogni dove, rimettendo tutto in discussione o analizzando quanto fatto, ma non ancora
ultimato o compiuto. Il costruttivismo e la “Bauhaus” hanno influenzato il modo di vivere, dalla manualità al
progetto, che si riverbera in modo tangibile sull’architettura, sullo studio e l’analisi della materia, la crisi
irreversibile della figura e della forma nell’informale. I concettuali, seguendo l’esempio di Marcel Duchamp,
muovono i loro primi passi condizionando poi pesantemente quelli che saranno i decenni successivi.
La ricerca creativa investe il concetto di spazio-tempo in modo viscerale. La necessità di andare oltre diventa
ossessivo e si manifesta nelle forme più diverse. Anche quello che era stato l’astrattismo storico diventa
nuovo terreno di studio e di analisi.
Le geometrie e il colore ne sono il fondamento, unite da un nuovo collante concettuale.
Ma c’è qualcosa di più profondo e intimo che riaffiora dagli insegnamenti del suprematismo di Malevitch e
dai rigori di Mondrian: le correnti pittoriche non oggettive, l’astratto percepito. Anche in Italia gli artisti si
muovono sull’onda dell’Arte cinetica, dell’Arte programmata, dell’Optical Art: da Piero Dorazio a Grazia
Varisco e il gruppo T, o alle scuole di Munari, Mari e i nuovi designer.
Nelle sue opere Pino De Luca si muove in armonia con una sua interna necessità costruttiva. L’arcobaleno e
la matematica lavorano unite in trame ordinate ad organizzare piani di colore. Entità instabili giocano in
campi cromatici scomposti in sequenze fluide. Nelle sue tele, vibrazioni ottiche e policromia vivono
all’unisono, quasi a simulare l’effetto prisma investito dalla luce.
L’arte ha sempre avuto un’importanza fondamentale nel generare e divulgare conoscenza e in questo grande
mosaico De Luca ha saputo inserire autorevolmente il suo tassello.
Antichi Vigneti di Cantalupo – (Ghemme)
Borgo Arte corso Mazzini, 51 – 28021 Borgomanero (No)
Tel/fax 0322 834262 cell.: 333-8093905 email: galleriaborgoarte@gmail.com
orari:
Galleria Borgo Arte
mercoledì, giovedì dalle 16.00 alle 19.30
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30
domenica su appuntamento
VERBANIA: LE STANZE DELLE MERAVIGLIE – WUNDERKAMMER
Villa Giulia – Via Vittorio Veneto
Pallanza VERBANIA
cura di Marisa Cortese
Delia Gianti
Stanza “Il flusso della vita”
fino al 9 Aprile dalle ore 15 alle 19
Il giorno 3 Aprile si è inaugurata la seconda settimana di esposizioni nella stanze di Villa Giulia a Verbania. Per il secondo anno Villa Giulia fa una immersione totale ed assoluta nell’arte intesa nelle sue sfaccettature: un momento importante che è il risultato di una lunga ed accurata tessitura in cui artisti di diverso genere e tecnica, del territorio ma anche nazionali ed internazionali, si confrontano.
info: +39 333 447 4331
TORINO, M.A.O.: GUARDANDO ALLA MECCA. I TAPPETI DA PREGHIERA
via San Domenico 11 – Torino
Per il ciclo MILLE E UNA STORIA il MAO presenta una nuova selezione di manufatti nella sezione riservata ai tessuti della Galleria dedicata all’arte islamica dei Paesi dell’Asia.
A partire da martedì 10 aprile nella nuova esposizione al pubblico si potranno ammirare, mai esposti prima, 7 tappeti da preghiera di notevole qualità e pregio. Gli esempi selezionati – di lana e di seta, piccoli come siamo abituati a vedere e grandi fino cm 125×205 – provengono principalmente dall’Anatolia e sono databili tra la fine del XVII e l’inizio del XIX secolo.
Dopo i tessuti dedicati alla cavalcatura e quelli turkmeni, questa rotazione di opere concluderà la prima collaborazione con lo studioso e collezionista di fama internazionale Taher Sabahi, che ha offerto importanti spunti di riflessione su diversi aspetti storici e sociali dell’arte tessile islamica.
Tra i fondamenti (arkan) della religione musulmana insieme alla professione di fede (sahada), all’elemosina spirituale (zakat), al pellegrinaggio alla Mecca (hagg) e al digiuno nel mese di Ramadan(sauam), c’è anche la preghiera (salat), inizialmente stabilita nell’arco delle ventiquattrore nel numero di tre orazioni, poi elevato a cinque. La preghiera deve essere compiuta dal fedele in uno stato di purità rituale orientandosi verso la Mecca; questa direzione si chiama quibla e all’interno delle moschee è caratterizzata dal mihrab, un elemento architettonico a nicchia la cui raffigurazione si trova su tutti i tappeti da preghiera (seccade).
Sebbene non esistano precetti riconducibili al Corano o ai detti e fatti del Profeta Maometto (hadith) sulla necessità del tappeto durante la preghiera, tantomeno sul suo uso, si tratta di manufatto che ha una storia antica ed è riconducibile alla necessità del fedele di trovarsi in uno stato di purità, delimitando uno spazio definibile puro o sacro. Il tappeto da preghiera diventa così carico di valore simbolico, uno spazio su cui il fedele durante la sua preghiera entra nella “dimensione del celeste”.
L’enorme diffusione di questi manufatti ha portato da una parte alla codificazione di molti degli elementi iconografici, dall’altra allo sviluppo di stili e tecniche profondamente differenti nei diversi Paesi di fede musulmana. Come anticipato, il mihrab è sempre rappresentato, in modo più o meno evidente, ed è spesso accompagnato da una lampada appesa, come richiamo alla luce della fede e alla vita. Al posto della lampada si possono trovare anche vasi di fiori o un cipresso, con significato per entrambi riconducibile all’albero della vita. Nell’apparato decorativo possono essere presenti elementi naturalistici come appunto i fiori, o fortemente stilizzati come accade di frequente per le stelle e non è insolito trovare versetti del Corano, la data di realizzazione del manufatto e anche il nome del tessitore.
Tra i tappeti da preghiera, gli esemplari più interessanti sono soprattutto quelli prodotti in Turchia tra il XV e il XX secolo, sui quali si assiste anche a una trasformazione del mihrab in una porta che si affaccia su un giardino, a volte quadripartito, evidente simbolo del Paradiso.
CHIVASSO, 1^BIENNALE DI PITTURA SCULTURA, FOTOGRAFIA
TORINO, SEMINARIO “LA BATTAGLIA DI SAN QUINTINO E LA SUA CELEBRAZIONE, LA CHIESA DI SAN LORENZO DI GUARINO GUARINI”
Ciclo di seminari coordinato da Piera Giovanna Tordella e Cristina Stango
Mercoledì 11 aprile 2018
Amelio Fara
(Accademia delle Arti del Disegno di Firenze)
Claudio Rosso
(Università del Piemonte Orientale)
La battaglia di San Quintino e la sua celebrazione
La chiesa di San Lorenzo di Guarino Guarini
L’esito della battaglia di San Quintino (1557) segnò la vittoria della Spagna di Filippo II sulla Francia, con il determinante contributo di Emanuele Filiberto di Savoia, governatore dei Paesi Bassi. Una vittoria celebrata persino nella Firenze medicea, dove, come riferisce il diarista cinquecentesco Agostino Lapini, «si cantò una Messa dello Spirito Santo, in S. Maria del Fiore, in segno d’allegrezza per conto della rotta che ebbono i Franzesi sotto S. Quintino, da Filippo re di Spagna».
A Torino, a un secolo di distanza, la costruzione della basilica di San Lorenzo costituisce della battaglia una ulteriore appendice celebrativa che coinvolge quale progettista il grande ingegnere e teorico dell’architettura militare, Guarino Guarini, la cui incidenza alimenterà la cultura fortificatoria sabauda sino alle soglie dell’unità d’Italia. Di particolare significato, in quel contesto celebrativo, l’ultima rotazione della cupola nella quale il padre teatino applica la geometria di un proprio metodo di tracciamento del fronte bastionato teorizzato nel trattato di fortificazione dato alle stampe negli anni in cui la stessa cupola veniva voltata nella parte finale.
Orario 16,30-18,30
Ingresso libero
L’incontro si terrà presso la sede della
Fondazione Luigi Firpo Onlus Piazza Carlo Alberto 3
al piano primo della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Info 011.8129020 segreteria@fondazionefirpo.it www.fondazionefirpo.it
TORINO, ALPINI E ALPINITA’
J’Alpin d’La Veja, sono lieti di invitare alle serate culturali che si svolgeranno presso la Sezione di Torino dell’ Associazione Nazionale Alpini, in Via Balangero 17 Torino, dal titolo:
“RACCONTANDO GLI ALPINI E L’ALPINITA’ ”
La storia degli Alpini e della nostra Associazione Nazionale raccontata da chi, gli Alpini, li ha sempre nel cuore. La prima serata si svolgerà mercoledì 18 aprile 2018 alle ore 21.00 Protagonista della serata, il presidente emerito Corrado Perona.





