PIEMONTE ARTE: PRECETTORIA DI RANVERSO, NAIMA, ALBA, IVREA, FOSSANO, BRA, AVIGLIANA…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
La Madonna a Ranverso negli affreschi della Precettoria
Domenica 10 maggio, ore 15
Per la Festa della Mamma una visita guidata sulle tracce della rappresentazione della Madonna negli affreschi della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso
La figura della Madonna attraversa e unisce l’intero ciclo figurativo della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (TO): un racconto per immagini che, dall’Annunciazione alla Natività fino alla morte della Vergine, restituisce una delle narrazioni più articolate e stratificate del Piemonte tardomedievale.
In occasione della Festa della Mamma, è in programma domenica 10 maggio un approfondimento dedicato alla rappresentazione mariana all’interno del complesso, dove pittura, devozione e committenza si intrecciano in un percorso visivo di forte coerenza. Il ciclo di affreschi, attribuito in larga parte a Giacomo Jaquerio e alla sua bottega, sviluppa una sequenza narrativa che accompagna il visitatore lungo i momenti centrali della vita della Vergine. Dall’Annunciata, colta in una dimensione intima e sospesa, alla scena della Natività, fino alla Dormitio Virginis, emerge un linguaggio pittorico capace di coniugare attenzione al dettaglio, costruzione dello spazio e intensità espressiva. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un progetto iconografico unitario che riflette la funzione della Precettoria come luogo di assistenza e spiritualità legato all’ordine ospedaliero antoniano. La figura della Madonna assume qui un ruolo centrale: modello di intercessione e presenza costante all’interno di un contesto segnato da cura e accoglienza.
INFO
Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso
Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)
Domenica 10 maggio 2026, ore 15
La Madonna a Ranverso
Costo visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto
Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro
Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone
Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito
È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.
Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):
011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it
www.ordinemauriziano.it
Piovà Massaia. M4DONN3 ELETTRICHE Mostra personale di Naima
9 – 31 maggio 2026
Chiesa di San Carlo, Piovà Massaia (AT)
Inaugurazione: 9 maggio 2026, ore 17.30
Pow Gallery è lieta di presentare M4DONN3 ELETTRICHE , mostra personale di Naima , a cura di Alessandro Icardi, ospitata nella suggestiva cornice della Chiesa di San Carlo a Piovà Massaia valorizzata dall’allestimento dell’architetto Alberto Garino. Il progetto espositivo si colloca in uno spazio liminale dove tradizione figurativa e tecnologia contemporanea si incontrano dando vita a un’esperienza immersiva e stratificata. Le opere di Naima abitano una soglia sottile, quella in cui l’immagine smette di essere semplice superficie per trasformarsi in presenza. Le “madonne” evocate dal titolo non rimandano a una dimensione religiosa, ma recuperano l’accezione antica e cortese della parola, riferita alla “mia donna”, alla dama. Figure femminili che affondano le radici nella memoria iconografica della ritrattistica rinascimentale e popolare, per riemergere come apparizioni contemporanee: volti sospesi tra passato e futuro, attraversati da cromie irreali e tensioni luminose che ne rivelano la natura ibrida. Elemento centrale della mostra è l’integrazione della realtà aumentata che non si configura come semplice strumento tecnologico ma come estensione dell’opera stessa. Attraverso l’interazione con dispositivi mobili, le immagini si attivano: le figure prendono voce, cantano, comunicano, instaurando un dialogo diretto e intimo con il visitatore. L’atto del guardare si trasforma così in gesto partecipativo, capace di oltrepassare i confini della visione tradizionale. Le opere diventano quindi reliquie visive e avatar, icone e interfacce, presenze che non chiedono contemplazione passiva ma attenzione attiva. In questo processo il quadro perde la sua staticità e si apre a una dimensione performativa, in cui immagine, suono e tecnologia convergono. La ricerca di Naima si inserisce nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra umano e artificiale interrogando i concetti di identità, memoria e bellezza sintetica. I suoi volti, al contempo familiari e perturbanti, riflettono una sensibilità diffusa nell’era digitale, in cui l’immagine non è più solo rappresentazione ma diventa segnale, attivazione, esperienza. M4DONN3 ELETTRICHE è dunque un percorso espositivo che invita il pubblico a ripensare il proprio modo di vedere, trasformando la fruizione dell’opera in un incontro vivo, quasi rituale, tra osservatore e immagine.
Informazioni Mostra: M4DONN3 ELETTRICHE – Naima Date: 9 – 31 maggio 2026
Pow Gallery Chiesa di San Carlo, via Roma, Piovà Massaia (AT) – www.powgallery.it info@powgallery.it
Inaugurazione: 9 maggio 2026, ore 17.30. Dal 10 al 31 apertura nei week end e su appuntamento +39 335 5350025 Allestimento Arch. Alberto Garino
ALBA. ANTIDOTI ED ALTRI RIMEDI. Arte visiva, strategie e networking: incontro gratuito per artisti ,studenti e operatori culturali (30 maggio 2026)

IVREA. RE-PLAY 2026. LA TERRA FABBRICATA
Paesaggio, energia e lavoro nel Fondo Edison conservato dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea
A cura di Lorena Tadorni
con Gianmaria Baro, Annamaria Bellotto, Marta Carocci, Barbara Garabello, Rossana Leporati, Patrizia Mani, Simonetta Pozza, Ezio Sartori
Drammaturgia delle opere a cura di Maria Grazia Agricola
ARCHIVIO NAZIONALE CINEMA IMPRESA
Viale della Liberazione 4, Ivrea
8 maggio – 31 luglio 2026
orari: da lunedì a venerdì, dalle ore 10:00 alle 16:00
Inaugurazione 7 maggio 2026, dalle ore 19:00 alle 21:00
Performance drammaturgia delle opere alle ore 19:30
RE-PLAY è un format curatoriale che propone interpretazioni partecipate di collezioni museali e archivi da parte di cittadini e cittadine. Un percorso espositivo condiviso – sostenuto da Regione Piemonte e Fondazione CRT – in cui curatori e curatrici sono persone esterne al mondo dell’arte che, grazie alla loro visione originale e libera da condizionamenti, contribuiscono ad arricchire di significati inaspettati il nostro patrimonio culturale.
Dall’incontro di RE-PLAY 2026 e Archivio Cinema Impresa di Ivrea nasce la mostra LA TERRA FABBRICATA. Paesaggio, energia e lavoro nel Fondo Edison dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea.
Nel 2026 l’Archivio Nazionale Cinema Impresa celebra i suoi vent’anni di attività, e questa ricorrenza viene valorizzata da RE-PLAY prendendo in esame il primo fondo depositato, il Fondo Edison, che rappresenta un nucleo identitario della sua storia. Si tratta di un patrimonio audiovisivo di straordinario valore che documenta la trasformazione industriale, sociale e paesaggistica dell’Italia nel corso del Novecento, attraverso filmati realizzati per raccontare il mondo dell’energia, del lavoro e del territorio.
I materiali raccolti offrono uno sguardo privilegiato sulla costruzione delle infrastrutture energetiche, in particolare sullo sviluppo dell’idroelettrico, con immagini di dighe, centrali e grandi cantieri che hanno ridefinito interi paesaggi naturali. Accanto a questa dimensione, il Fondo restituisce anche la trasformazione del lavoro e della società: dalle pratiche agricole modernizzate grazie all’elettrificazione, ai processi industriali, fino alla rappresentazione delle comunità e delle persone coinvolte in questi cambiamenti.
Di particolare rilievo è la presenza di autori come Ermanno Olmi, che proprio all’interno della produzione Edison ha sviluppato una parte significativa del suo linguaggio cinematografico, contribuendo a elevare il film industriale a forma espressiva capace di coniugare documentazione e ricerca poetica.
Dallo studio collettivo di questi materiali nasce la mostra LA TERRA FABBRICATA, un percorso visivo e narrativo che esplora il rapporto tra l’uomo e la terra: il suo intervento per trasformarla, renderla produttiva, abitarla. Dighe, cantieri, paesaggi modificati e territori coltivati emergono come segni tangibili di un’azione continua che attraversa immagini e memoria industriale, restituendo uno spaccato significativo della storia del nostro Paese, restituendo la complessità di un territorio costruito attraverso la trasformazione della propria terra.
La mostra presenta una selezione di video e immagini d’archivio, organizzati per nuclei tematici:
Dighe e trasformazione del paesaggioTra i lavori esposti, i film di Ermanno Olmi La diga del ghiacciaio (1955) e La mia valle (1955), insieme a Il racconto della Stura (1955), offrono uno sguardo poetico e documentario sulle grandi opere idroelettriche e sul loro impatto sul territorio.
Sfruttamento e produttività della terraFilm come L’energia elettrica nell’agricoltura (1955) e La terra ha fame (1961) di Giovanni Cecchinato raccontano l’introduzione delle tecnologie, dei fertilizzanti e dei mezzi meccanici che hanno trasformato radicalmente il lavoro agricolo e il rapporto con il suolo.
Lavoro femminileUno sguardo particolare è dedicato al ruolo delle donne nei processi produttivi, con materiali come L’industria degli esplosivi (Valloia, Avigliana, 1923–1925), che documenta il lavoro femminile all’interno degli stabilimenti, e i filmati sullo stabilimento Chatillon di Vercelli e di Ivrea.
Territorio e industriaIl legame tra industria e territorio emerge nei documentari dedicati alla produzione tessile sintetica, tra cui La lavorazione del filato sintetico Helion nello stabilimento Chatillon di Ivrea (1969) e Chatillon 68, che raccontano la diffusione degli stabilimenti nella regione e il loro impatto sul tessuto sociale e paesaggistico.
La mostra si sviluppa negli spazi esterni dell’Archivio, attivando un dialogo diretto tra le immagini e il contesto architettonico olivettiano. In questo scenario – dove industria, architettura e visione sociale hanno dato forma a un modello unico di relazione tra lavoro e territorio – la mostra trova una collocazione significativa: le immagini del Fondo Edison si intrecciano con un luogo che è esso stesso espressione di un’idea di paesaggio “fabbricato”, progettato e vissuto. Il pubblico è così invitato a muoversi in uno spazio aperto, in cui memoria industriale e ambiente contemporaneo si sovrappongono, trasformando la visita in un’esperienza diffusa.
Nel percorso espositivo, le informazioni storiche sulle immagini si affiancano all’interpretazione personale dei partecipanti al progetto: narrazioni che restituiscono memoria immaginifica alle opere e contribuiscono a dar loro un “senso rinnovato”. Il giorno dell’inaugurazione, questi racconti diventano intensi momenti performativi.
Il progetto Re-Play si conferma così uno spazio di ricerca collettiva e di attivazione culturale, capace di rendere accessibile il nostro patrimonio generando nuove narrazioni condivise.
All’interno degli spazi dell’Archivio, una sala dedicata alla proiezione continua approfondisce alcuni temi della mostra attraverso una selezione di film del Fondo Edison che ampliano lo sguardo sul rapporto tra industria, territorio e sviluppo del Paese. Tra i titoli presentati: Buon lavoro, Sud (1969) racconto delle trasformazioni economiche e sociali nel Mezzogiorno legate ai processi di industrializzazione, e Il grande paese d’acciaio (1960), dedicato alla costruzione dell’Italia industriale attraverso la produzione siderurgica e le grandi infrastrutture. Questi materiali dialogano con i contenuti della mostra, offrendo una visione più estesa delle dinamiche di modernizzazione e delle narrazioni che le imprese hanno costruito attorno al lavoro, al progresso e al territorio.
FOSSANO. Mostra personale di SANDRO LAVAGNA
Dal 15 al 31 maggio 2026 in Fossano, nella Chiesa di San Giovanni in Borgo Vecchio, via Garibaldi, 71.
Apertura VENERDI’ 15 MAGGIO 2026 ore 18,00.
ORARIO VISITE: VENERDI’, SABATO e DOMENICA 17,30 – 19,30
INGRESSO LIBERO
BRA. CONCORSO DI DISEGNO DAL VIVO A PALAZZO TRAVERSA
Ritorna a Palazzo Traversa, alla sua sesta edizione, il concorso di disegno dal vero organizzato dall’associazione “L’albero inverso” di Bra. Il concorso è rivolto a bambini e adulti e si svolgerà domenica 10 maggio dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30 nella struttura civica di via Parpera. L’attività è aperta a tutti e i partecipanti potranno scegliere un soggetto all’interno delle sale espositive o farsi ispirare dall’architettura museale. Le opere saranno successivamente valutate da una giuria qualificata di esperti e amanti dell’arte.
La quota d’iscrizione è di 15 euro per gli adulti e di 10 euro per i bambini/ragazzi. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare direttamente l’associazione “L’albero inverso” al numero 333.4047601 (Daniela) o alla mail: alberoinverso@gmail.com. (em)
Due mostre fotografiche in Consiglio regionale
Nel periodo in cui Torino è protagonista della fotografia con le numerose mostre legate ad Exposed, il Consiglio regionale presenta due iniziative tra musica, fotografia e storia della città: Edicole Sonore e Italia ’61.
EDICOLE SONORE
Martedì 5 maggio alle 13 nei locali dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio regionale (via Arsenale 14/G a Torino) verrà inaugurata la mostra “Edicole Sonore”, un progetto fotografico di Angelo Artuffo e Massimo Forchino che unisce la musica con il mondo in decadenza delle rivendite dei giornali. Per l’occasione 29 chioschi delle edicole cittadine dismesse riprendono vita attraverso la fotografia diventando palcoscenico per 44 artisti del panorama musicale torinese: un tributo alle edicole dei giornali, ai musicisti e alla fotografia torinese.
La mostra – visitabile dal 5 maggio al 26 giugno 2026 – è promossa dal Consiglio regionale
in collaborazione con la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche Ets, Jazz School, Museo Eikon Museo.
Orari: dal lunedì al giovedì 9 – 12.30 e 14 – 15.30. Venerdì dalle 9 alle 12.30. Ingresso gratuito
Info:
edicolesonore@gmail.com www.edicolesonore.it
ITALIA ’61
Mercoledì 6 maggio, alle 13 a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 a Torino), si inaugura la mostra fotografica “C’era una volta Italia 61”, un viaggio immaginario tra fotografie, manifesti e oggetti, ricordando la leggendaria monorotaia Alweg a 65 anni dalle manifestazioni per il primo anniversario dell’Unità d’Italia.
La mostra, promossa dal Consiglio regionale e curata dell’associazione “Amici di Italia ’61”,
rimarrà aperta al pubblico fino al 10 giugno 2026 nei locali della Galleria Spagnuolo a Palazzo Lascaris.
Orario di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Ingresso gratuito.
L’esposizione celebra i 65 anni dall’evento che segnò Torino nel centenario dell’Unità d’Italia, una stagione unica per l’innovazione architettonica, tecnologica e culturale di cui oggi rimangono solo alcuni segni in città. Da maggio a ottobre nel 1961, in pieno boom economico, Torino si presentò al mondo con infrastrutture avveniristiche, moderni padiglioni e la celebre monorotaia Alweg, simbolo di una nuova idea di mobilità urbana. Obiettivo dell’esposizione oggi è restituire questo patrimonio alla memoria collettiva attraverso un racconto con materiali originali, immagini, manifesti d’epoca e testimonianze dirette.
Per approfondire l’argomento mercoledì 3 giugno alle 15 a Palazzo Lascaris si svolgerà una conferenza pubblica a cura dell’Associazione, dal titolo: “Italia ’61: La città delle meraviglie. L’esposizione nella memoria collettiva: storie, curiosità, frammenti di vita”.
Avigliana. “In nero”, Mostra collettiva di pitture, scultura, ceramica, fotografia e grafica digitale
Galleria “Arte per Voi”, Piazza Conte Rosso, 3 – 10051 Avigliana (To)
Artisti: Franca BARALIS, Ines Daniela BERTOLINO, Susanna BIANCHI, Cetty BONIELLO, Meris CARABETTA, Claudia CATALDO, Luisella COTTINO, Giuliana CUSINO, Lorenzo DI LAURO, Luisa DIAZ CHAMORRO, Maria José ETZI, Francesca FINELLO, Fulvia FOGLIZZO, Silvana GAVAZZA, Nicoletta GIORGI, Marco GIRODO, Sonia GIROTTO, Elisabetta GRANDI, Evgeniy KARPENKO, Pippo LEOCATA,Gianmatteo LOPOPOLO, Michela MACRÌ, Matilde MANGIONE, Mauro NAZZARENI,Vinicio PERUGIA, Guido ROGGERI, Elena PIACENTINI, Mara TONSO, Anna TOSI, Simone TROTTA, Barbara VALLERO, Maria Laura VERDOIA, Serena ZANARDO, Simona ZARA
Pitture, sculture, ceramiche, acquerelli, fotografie, grafiche digitali, oggettistica
Inaugurazione: sabato 9 maggio 2026 ore 15:30
Durata: da sabato 9 maggio a domenica 28 giugno 2026
Orario di apertura: sabato e domenica dalle 15:30 alle 19:30
Che colore ha il buio? Nero. All’inizio di tutto c’è la notte dominata da Nyx, figlia del Caos, madre di Urano e di Gaia.
Divinità sotterranea, il suo vasto regno comprende il sonno, i sogni, l’angoscia, il segreto, la discordia, la miseria, la vecchiaia, la disgrazia e naturalmente la morte.
Il nero è il suo colore.
Nella civiltà egizia era considerato simbolo di fertilità, in quanto colore del limo che fecondava la terra.
Le cose appaiono nere quando, invece di riflettere, assorbono l’energia. Prima ancora che Newton nel 1666 escludesse il nero dallo spettro dei colori, questo colore – non colore ha attraversato momenti di grande fortuna e poi di grande sfortuna, una continua altalena.
Come si ottiene il nero come pigmento? Dalla combustione. Il più antico è infatti il carbone usato a Lascaux per dipingere il Grande Toro sulle pareti della caverna; poi si ricorrerà alle ossa bruciate degli animali mescolate con minerali frantumati e ossidati.
L’altra fonte coloristica è l’inchiostro, ottenuto anch’esso dal nero fumo mescolato ad acqua, colla animale o gomma arabica. Pittura e scrittura nascono entrambe dal nero.
Donatella Avanzo
archeologa e storica dell’arte
TORINO. BORGO PO & DECORATORI. OPERE DI CARLOTTA SOFFIANTINO, TESTI DI CRISTINA CONVERSO
Giovedì 7 maggio, alle 17:30 inaugurazione della mostra e presentazione del libro Il sentiero di Darwin. Sulle tracce di una farfalla (Graphot editrice) – opere di Carlotta Soffiantino, testi di Cristina Converso.
TORINO. MUSEO D’ARTE URBANA. APOCALYPSE. Angelo Barile
Dall’8 al 22 maggio 2026, la galleria del MAU – Museo d’Arte Urbana, in Via Rocciamelone 7/c, ospita APOCALYPSE , mostra personale di Angelo Barile.
Vernissage: 8 maggio 2026, ore 18:30.
La mostra nasce come evoluzione del progetto Oltre il cielo , presentato nel novembre 2025 a Ciriè, e ne approfondisce le tensioni simboliche, concentrandosi sul tema universale e mai risolto del conflitto tra bene e male.
Fulcro del percorso espositivo sono tre figure angeliche di straordinaria potenza: Michele, Gabriele e Luce. Quest’ultimo è colto nell’istante sospeso che precede la trasformazione: è ancora l’angelo più bello, il prediletto da Dio, l’angelo della luce, ma è già in procinto di ribellarsi e diventare Lucifero. In questa soglia ambigua si condensa la tensione centrale della ricerca di Barile, che indaga la dualità tra luce e ombra, tra elevazione e caduta.
Le opere in mostra – grandi oli su tela di 200 × 200 cm – costruiscono un impatto visivo forte e immersivo. Al centro dello spazio espositivo si impone una monumentale statua angelica alta 3,20 metri, elemento cardine dell’allestimento e presenza simbolica che accentua la dimensione drammatica e contemplativa del progetto.
Il lavoro di Barile si inserisce in un percorso coerente che vede negli angeli una figura ricorrente e stratificata, già protagonista della mostra Arcangeli del 2017 e del più recente ciclo Oltre il cielo . In quell’occasione, le opere sono state descritte come capaci di «ammaliare non solo per le grandi dimensioni ma anche perché prendono per mano e portano altrove, ricche di sensi nascosti, riferimenti e micro-letture».
APOCALYPSE si configura così come un viaggio visionario nell’universo dell’artista, in cui pittura e immaginazione si incontrano per esplorare la relazione tra uomo, natura e tempo. Le opere diventano spazi di passaggio tra visibile e invisibile, invitando lo spettatore a superare la superficie dell’immagine per accedere a una dimensione più profonda, dove emozione e riflessione si intrecciano.
MAU – Museo d’Arte Urbana Via Rocciamelone 7/c, Torino 8 – 22 maggio 2026
Vernissage: 8 maggio 2026, ore 18:30 Con il supporto di Casa Martini
La mostra è visitabile dal lunedì al mercoledì su appuntamento telefonico al numero +39 333 5427256.
La galleria è aperta al pubblico dal giovedì al sabato, dalle ore 16:30 alle 19:00
Torino. Visioni Urbane. Simone Mostacci
Dall’8 al 22 maggio 2026, il MAU – Museo d’Arte Urbana presso lo Spazio (Via Rocciamelone 1, Torino) ospita Torino Visioni Urbane , mostra personale di Simone Mostacci.
L’evento è organizzato in collaborazione con Graphot Editrice nell’ambito del Salone Off 2026
La mostra presenta una selezione di disegni originali tratti dall’omonimo libro di Simone Mostacci, edito da Graphot, offrendo al pubblico un accesso diretto al processo creativo che ne ha accompagnato la realizzazione. Attraverso acquerelli, appunti visivi, il percorso espositivo restituisce le diverse fasi del lavoro, dalla prima osservazione fino alla costruzione dell’immagine finale. Il progetto nasce da una pratica lenta e attenta dello sguardo: disegnare come forma di conoscenza, come modo per entrare in relazione con i luoghi e interrogarli. In questo processo, la città non è semplicemente rappresentata, ma progressivamente scoperta e trasformata. Ogni segno diventa traccia di un tempo vissuto, ogni tavola un frammento di esperienza. Torino emerge così come uno spazio dinamico e stratificato, in cui scorci riconoscibili si alternano a visioni più libere e interpretative. Luoghi centrali e periferie, architetture e presenze umane compongono una narrazione visiva in cui la dimensione quotidiana si intreccia con quella immaginativa. Le figure, a volte definite e a volte appena accennate, suggeriscono storie, passaggi, presenze: una città abitata, attraversata, in continuo mutamento.
Più che una semplice raccolta di vedute, Torino Visioni Urbane si configura come un carnet de voyage contemporaneo: un dispositivo visivo e narrativo capace di attivare lo sguardo e l’immaginazione, invitando il visitatore a percorrere la città attraverso il segno e la memoria.
Spazio Garino – MAU Museo d’Arte Urbana Via Rocciamelone 1, Torino
Vernissage: 8 maggio 2026, ore 18:30 Con il supporto di Casa Martini
La mostra è visitabile dal lunedì al sabato, dalle ore 16:30 alle 19:00. Informazioni +39 3335427256, info@museoarteurbana.it
Fondazione Amendola. Daniele Fissore realtà sospesa
Inaugurazione: 8 maggio,ore 18:00
Sede: Fondazione Giorgio Amendola, Via Tollegno52, Torino
A cura di: Luca Motto e Simone Fissore
TORINO – La Fondazione Giorgio Amendola è lieta di annunciare l’apertura della mostra “Daniele Fissore. Realtà sospesa”, una retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti piemontesi più sensibili e acuti della pittura italiana contemporanea.
L’esposizione, curata da Luca Motto e Simone Fissore, in collaborazione conl’Archivio Fissore verrà inaugurata mercoledì 8 maggio alle ore 18:00 e offrirà al pubblico una selezione di 20 opere che ripercorrono l’evoluzione creativa del maestro saviglianese dagli anni Settanta fino agli anni Duemila.
La mostra fa parte degli eventi del Salone Off 2026.
Inaugurazione: 8 maggio 2026, ore 18:00
Date mostra: 8 maggio al 30 giugno 2026
Luogo: Fondazione Giorgio Amendola, Via Tollegno 52, Torino
Orari di apertura: Lun-Ven 9:30-12:30 15:30 19:00, Sab 9:30-12:30
Ingresso: Libero
Sito web: www.fondazioneamedola.i



