LA POPILLIA JAPONICA ANCHE NEL BIELLESE

La popillia japonica è un coleottero di origine giapponese che si ciba e quindi distrugge piante da frutta come kiwi, pesco, nocciolo, mora, mirtillo ecc., fiori come la rosa, colture come soia e alberi come quercia e robinia. Allo stato larvale distrugge prati erbosi ed irrigui. Giunta forse da Malpensa, trasportata dagli aerei, la popillia japonica è stata trovata inizialmente nel parco del Ticino nel 2014, ma si è diffusa velocemente nella provincia novarese. L’anno scorso è stata trovata anche a Gattinara e, nel Biellese, solo a Villa del Bosco; ora però la sua presenza è stata segnalata anche a Lessona da alcuni viticultori. Per ora invece nella stessa zona fortunatamente non ha colpito floricultori e vivaisti. I tecnici della Regione del settore fitosanitario monitorano periodicamente la situazione che si spera non peggiori.

Gli adulti di popillia japonica hanno forma tendenzialmente ovale, lunghezza variabile tra 8 e 12 mm. e larghezza tra 5 e 7 mm. Il corpo, come vediamo nella foto, ha un colore verde brillante e bronzeo.

La Regione Piemonte, in collaborazione con l’Ente Parchi Ticino-Lago Maggiore dal 2014 ha avviato un piano di monitoraggio e contenimento attraverso l’installazione di trappole per la cattura dell’insetto. Le trappole non catturano tutti gli insetti attirati pertanto non vanno assolutamente posizionate all’interno di orti o giardini privati in quanto provocherebbero un aumento della popolazione dell’insetto e dei danni. Gli insetti possono essere raccolti con le mani e schiacciati in quanto non pungono e non sono pericolosi per la salute umana. Possono anche essere raccolti nelle prime ore del mattino scuotendo le foglie e facendoli cadere in una bacinella con acqua e gocce di sapone liquido che ne ostacola la fuga. E’ inoltre possibile utilizzare insetticidi per uso non professionale acquistabili presso rivenditori di articoli per il giardinaggio.

G.D.P.

Pubblicità