Natale al tempo del covid: ecco come (forse) sarà

Giorni decisivi per il Natale in tempo di covid. Il prossimo dpcm dirà come lo potremo passare, tra divieti e aperture (con giudizio). I media in queste ore si sbizzarriscono a formulare ipotesi: dal colore delle zone (rossa, arancione o gialla) alle speranze su un vaccino che, ben che vada, arriverà a inizio 2021. Ma qualcosa si può, con lo spannometro, prevedere. Il 3 dicembre, data in cui uscirà il dpcm, sapremo come fare lo shopping natalizio, il cenone con i parenti e quant’altro. Molto probabilmente, da quella data a Natale, l’Italia sarà una (provvisoria) zona gialla, dove si darà respiro al commercio (dunque, negozi tutti aperti e ristorazione, con limitazioni, pure) e dove la navigazione a vista avrà come punto di riferimento la pressione sugli ospedali, terapia intensiva in primis. Ci si potrà muovere di sera, ma non di notte (oltre le 23, le 24 al massimo) e poco o nulla al di fuori del proprio comune. Con qualche eccezione (seconde case?) e sempre con estrema prudenza. A meno che da subito la situazione migliori su tutto il territorio nazionale. Improbabile, ma non impossibile. Il Piemonte (come la Lombardia), salvo colpi di scena, il 27 novembre sarà riclassificato ‘arancione’, ma quel che più interessa a bar e ristoranti è poter tenere aperto di sera, almeno fino ad una certa ora. E questo, forse, sarà possibile. Ma con un occhio sempre ai numeri del contagio, che potrebbero indurre ad un nuovo dpcm con nuova stretta proprio a Natale, se le cose dovessero andare male (o comunque non bene). Si parla di cenoni e veglioni in casa con non più di sei persone, ma il punto è: chi e come potrà controllare? Autocontrollo e buon senso basteranno? I tamponi rapidi funzionano e saranno sicuramente chiamati sempre più in causa, anche e soprattutto per questioni come feste e cenoni. E così le mascherine obbligatorie. Come si vede, si galleggia tra speranza e paura. Decisivi, comunque, i prossimi giorni. Soprattutto in Piemonte.

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