PIEMONTE ARTE: MUSEO DEL TESSILE, POESIA PALAZZO GROSSO, JUVARRA, DE WAN, HORIKI, ANTONELLI, SALONE DEL LIBRO, LOBALZO…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

SABATO 6 MARZO 2021 – ORE 15.00 IN STREAMING DAL MUSEO DEL TESSILE DI CHIERI: LA STORICA MANIFATTURA LENCI. ARTISTI, SARTE E BAMBOLE IN FELTRO NELLA TORINO DEL NOVECENTO

Sabato 6 marzo, alle ore 15.00, il secondo appuntamento del ciclo di conferenze «ARS ET INDUSTRIA», organizzato dal Museo del Tessile di Chieri, sarà dedicato alla storica manifattura Lenci. La curatrice e storica dell’arte Melanie Zefferino, Presidente della Fondazione Chierese per il Tessile e del Museo del Tessile, ci guiderà in un viaggio nella Torino del Novecento alla scoperta di artisti, sarte e…bambole! A causa delle restrizioni anti-Covid19 (zona “arancione”), la conferenza non si potrà svolgere in presenza alla “Porta del Tessile”, bensì solo online: per ricevere il link di connessione bisogna prenotarsi (massimo 90 utenti) fornendo i propri dati (nome, indirizzo, e-mail) a: prenotazioni@fmtessilchieri.org  La Presidente Melanie Zefferino offrirà uno spaccato inedito sulla storica fabbrica Lenci e le sue bambole da collezione in feltro. Il Museo del Tessile, infatti, ha da poco ricevuto in dono una piccola raccolta che comprende il raro Fumatore d’oppio (1919), il cui bozzetto tracciato da Elena König Scavini, fondatrice della manifattura, si conserva all’Archivio Storico della Città di Torino. Vi sono inoltre tre pezzi degli anni Novanta, ovvero Stella, la Modistina e un prototipo, che replicano modelli degli anni Venti e Trenta, seppure con le innovazioni in termini di processo e materiali che furono sviluppate da Beppe Garella. Infine, vi è una bambola della serie “Res Naturae” (1992), realizzata esclusivamente con materiali naturali e custodita in una scatola di cartone riciclato, a testimonianza di quanto la fabbrica torinese avesse sempre recepito le istanze del proprio tempo, spesso anticipando pure nuove tendenze. Nella conferenza saranno mostrate le immagini di alcune creazioni di grande bellezza, disegnate da artisti quali Marcello Dudovich, Gigi Chessa, Mario Sturani e altri, confezionate con maestria da sartine, falegnami, pittori e artigiani che animarono la fabbrica torinese nel corso del Novecento (dapprima in Via Cassini 7, poi in Via San Marino 56 bis fino alla chiusura del 2002). Fra le bambole che avrebbero dovuto essere in mostra a Chieri nella sala della “Porta del Tessile” vi sono alcuni rari pezzi storici appartenenti a Lorena Cascino, titolare di Arredantico”, che per l’occasione li esporrà nel suo rinomato negozio di antichità in Via Monte di Pietà 23/I, Torino. Spicca una bambola con il vestito in organza di seta, i capelli in lana mohair e il volto con i famosi “goggly eyes”, che ritroviamo pure nel Fantino (uno dei primi esempi di bambola in celluloide), anch’esso degli anni Trenta. Vi è poi la Puzzola “tradotta” negli anni Quaranta da cartone animato di Walt Disney a pupazzo tridimensionale in feltro, materiale di cui sono fatti anche i narcisi che la rendono più amabile. Spiega Melanie Zefferino, Presidente della Fondazione Chierese per il Tessile e Museo del Tessile: «Per questo ciclo di conferenze ho scelto il titolo di Ars et Industria, ispirandomi da quello che fu il motto della Lenci di Torino, “Ludus est nobis constanter industria” (il gioco è per noi un continuo fare industrioso), per mettere in luce i rapporti tra creatività, arte e manifattura. In quella fabbrica, che prima della guerra impiegava oltre 500 persone, la produzione si intrecciava con la creatività artistica. Artisti disegnavano modelli e lavoravano insieme a ceramisti, decoratori e sartine. Allora si parlava di “arti applicate”, ovvero quello che oggi per certi versi associamo al design. Durante la conferenza mi soffermerò sulle caratteristiche dei materiali e metodi impiegati dalla Lenci prima e dopo la seconda guerra mondiale, svelando alcuni dati interessanti emersi dalle indagini diagnostiche eseguite proprio sul Fumatore d’oppio. Inoltre, ricorderò la figura di Elena König Scavini, una donna artista che spaziò dalla fotografia all’imprenditoria sperimentando varie arti applicate, e quella di Beppe Garella. Come si legge nella sua autobiografia, Una bambola e altre creazioni (1945, riedito da Neos edizioni), la Scavini cedette ai Garella la sua fabbrica all’inizio della seconda guerra mondiale e si ritirò a Chieri, dove si dedicò alla tessitura di arazzi. Di quei lavori, purtroppo, si è persa traccia e sarebbe bello che riaffiorassero alla memoria nella Chieri che presto conserverà le bambole in feltro Lenci, alla pari di famosi musei del mondo, come il Museo della Bambola di Angera, il Museo Civico di Cuneo e il Victoria & Albert Museum of Childhood di Bethnal Green (Londra).

«ARS ET INDUSTRIA» è un Progetto realizzato con il patrocinio del Comune di Chieri, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte e di UICI (sezione di Torino), il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e la sponsorizzazione tecnica di Cascina Gilli.

 Info: prenotazioni@fmtessilchieri.org, tel.329/4780542

 

RIVA PRESSO CHIERI. PREMIO NAZIONALE DI POESIA “PALAZZO GROSSO”: SLITTA AL 10 MAGGIO IL TERMINE PER PRESENTARE LE OPERE

Novità nel bando per la XXVIII edizione del Premio di Poesia Palazzo Grosso 2021

Le variazioni  dovute a cause di forza maggiore :

-Termine di presentazione opere : 10 maggio 2021

-Premiazione 26 settembre 2021 , da confermare a seconda delle disposizioni governative .

 

 

PER L’8 MARZO LA DONNA VISTA DA ROBERTO DE WAN

Pittore e designer, il torinese Roberto De Wan apre venerdì 5 marzo, a partire dalle 10, il suo atelier milanese in via Manzoni 44, con una selezione di quadri recenti sul tema “Abstract flowers for Women’s day-Anyway”. Un appuntamento organizzato in occasione dell’8 marzo, Festa della Donna, condotto da Silvana Gavosto e Juliana Ierugan (info@dewanmilano.it). La tensione espressiva, il pulsante cromatismo e il segno robusto, appartengono ai momenti e agli aspetti delle opere di Roberto De Wan, a un percorso scandito da una vibrante figurazione e, ancora, da elaborazioni compositive astratto-informali. Vi è nelle cadenze del suo discorso la strenua volontà di comunicare sensazioni e riflessioni che diventano volti, corpi, simboli di una scrittura che fluisce immediata, rapida, incisiva senza ripensamenti o cancellazioni. Dalla misurata e iniziale formazione nello studio di Raffaele Pontecorvo ai rapporti e le aperture concettuali della cultura visiva dell’area milanese, si delinea il senso di una ricerca figurale che affonda le radici nella stagione artistica del Novecento, nella continua e inesausta definizione di un gesto liberatorio, di un incontro, di un’appartenenza. E l’omaggio e i riferimenti alle pagine letterarie dell’Alighieri, i profili e gli sguardi che indagano sulla natura umana e l’immagine di «Mithos» esprimono una quotidianità rivisitata e reinterpretata all’insegna di una visionarietà che, talora, segnala una sottile e affiorante spiritualità, un alternarsi di luci e ombre, un dialogo serrato tra realtà e interiorità, tra la sottesa energia dei ritratti e la ragazza di Pervinca. La figura femminile è declinata secondo la vitale definizione di un gesto, di un atteggiamento, di una personalissima espressione.

Angelo Mistrangelo 

 

 

BIBLIOTECA NAZIONALE: MOSTRA “FILIPPO JUVARRA REGISTA DI CORTI E CAPITALI DALLA SICILIA AL PIEMONTE ALL’EUROPA

Filippo Juvarra regista di corti e capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa, che si terrà dal 5 marzo al 31 maggio 2021, è la prima iniziativa istituzionale all’interno delle celebrazioni del trecentesimo anniversario (1720/23 – 2020/23)  della  Biblioteca  Nazionale  Universitaria  di  Torino.  Dedicata  al  Primo  Architetto  Civile  di  S.M.,  come  venne  nominato  da  Vittorio  Amedeo  II,  l’esposizione  permette  di  ammirare  per  la  prima  volta  nella  sua  interezza,  il Corpus  juvarrianum,  il  più  consistente  fondo  di  disegni  del  maestro  e  dei  suoi  principali  allievi,  custodito  presso  la  Biblioteca.Per  l’occasione  è  stato  pubblicato  un  corposo  volume  che  raccoglie  al  suo  interno  numerosi  saggi,  necessari  all’inquadramento culturale e storico del personaggio e della sua produzione artistica, e l’intero inventario dei bozzetti racchiusi negli album esposti.Sarà disponibile nel bookshop insieme ai principali cataloghi delle passate mostre. Il  ricavato  concorrerà,  in  occasione  del  settecentesimo  anniversario  dantesco,  al  restauro  del  manoscritto  cartaceo  Dante Alighieri, Inferno del XVI secolo, conservato anch’esso presso l’ente, così da unire insieme due grandi protagonisti dell’arte e della cultura italiana nel mondo.  L’inaugurazione della mostra che avverrà il 4 marzo 2021, sarà scenario di tre eventi simbolici: –  l’emissione  di  un  Annullo  Postale  Speciale  dedicato  a  Filippo  Juvarra,  recuperabile  in  mostra  per  tutto  il  periodo  dell’esposizione insieme ad una serie di cartoline commemorative; – l’intitolazione a Filippo Juvarra della sala mostre che si affianca all’auditorium Vivaldi, a ricordo dei due illustri artisti dei quali la Biblioteca Nazionale custodisce importanti documenti autografi; –  la  visita  all’antico  laboratorio  di  restauro  del  libro,  il  primo  in  Italia  in  una  biblioteca  pubblica  statale,  creato  per  il  restauro dei volumi recuperati dall’incendio del 1904

 

VERCELLI. LE STAGIONI DELL’ARTE DEL GIAPPONESE HORIKI KATSUTOMI

L’artista giapponese con Riccardo Cordero

Vercelli. La lunga stagione artistica di Horiki Katsutomi, nato il 18 febbraio 1929 a Tokyo e scomparso a fine febbraio a Cigliano, all’età di 92 anni, si è in gran parte svolta in Italia dove si era trasferito nel 1969. La sua ricerca è contraddistinta da una rappresentazione che, secondo una mirabile resa compositiva, occupa lo spazio con i segni di un continuo ed inesausto viaggio alla scoperta della conoscenza e di se stesso. Un viaggio e una esplorazione dei personaggi e dei territori della mitologia classica e, in particolare, del poema omerico Odissea, che ha interpretato con singolare e intima energia. E così dal Giappone all’Europa, si individuano gli aspetti di un itinerario che è affidato alle pagine di un diario dal quale affiorano le quotidiane e filosofiche riflessioni, permeate dalla luce che attraversa lo studio, le tele, i colori. Una pittura, quindi, di sintesi, di silenzi, di suggestive visioni che diventano testimonianza di un lirico espressionismo astratto. Invitato alle Quadriennali di Roma e Torino, alla Rassegna Internazionale Premio Renato Guttuso a Bagheria (Palermo) e con una mostra personale all’Università Bocconi di Milano, Horiki rivela una scrittura scandita da una “riflessione infinita e atemporale” (Gaspare Luigi Marcone), un determinante dialogo tra l’uomo e l’artista, la cultura orientale e quella occidentale. Del 2018 è, invece, l’esposizione “Stanze della pittura”, curata da Giovanni Iovane, con Italo Bressan, Franco Marrocco e Alessandro Savelli, a Palazzo Lomellini di Carmagnola, organizzata dall’Associazione Piemontese Arte, presieduta dallo scultore Riccardo Cordero. Un’esperienza, la sua, attentamente indagata da Pino Mantovani e Francesco Poli, che esprime l’essenzialità di un discorso pittorico evidente in opere come “Itaca” e “Ulisse”, dalla poetica definizione dell’immagine evocata. Numerose le presenze in campo internazionale e nell’area artistica torinese: dalle gallerie “Giancarlo Salzano”, “Mantra” di Paolo Tonin, “Mutabilis”, “Raffaella De Chirico”, “Weber&Weber” a Palazzo Saluzzo Paesana.

Angelo Mistrangelo 

 

TORINO, SALONE DEL LIBRO: VERSO VITA SUPERNOVA

Il Salone del Libro riparte, torna in presenza e fissa le date della XXXIII edizione.

Compatibilmente con l’andamento dell’emergenza sanitaria, Vita Supernova si terrà a Torino dal 14 al 18 ottobre 2021. Nel settecentesimo anniversario dantesco, il Salone richiamerà infatti grandi nomi della scena culturale per ragionare insieme sul futuro che ci aspetta; e così la città di Torino tornerà ad accogliere editori, autori, scuole e la comunità di lettori che in questo anno difficile non hanno mai smesso di incontrarsi, anche se virtualmente, intorno alla lettura.

 

ACCADEMIA ALBERTINA, SI INAUGURA L’ANNO ACCAMICO

Cerimonia di inaugurazione anno accademico  dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino 2020/21 e conferimento dei diplomi H C a Pietro Carriglio, Laura Delli Colli e Alfredo Jaar . Domenica 7 marzo 2021   h.17.00   in streaming sulla pagina Eventi Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino di Facebook

 Dopo la cerimonia di conferimento degli accademici d’Onore del 24 gennaio scorso che ha avuto diverse  migliaia  di  visualizzazioni  sui  canali  social,  Domenica  7  marzo  2021  alle  h.  17.00  in streaming  sulla  pagina  Eventi  Accademia  Albertina  delle  Belle  Arti  di  Torino  di  Facebook,  si svolgerà la cerimonia di inaugurazione anno accademico dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino 2020/21 e il conferimento dei diplomi H C a  tre personalità rispettivamente del teatro, del giornalismo e dell’arte, Pietro Carriglio, Laura Delli Colli e Alfredo Jaar La cerimonia sarà introdotta dalla vicedirettrice dell’Accademia, Laura Valle e sarà condotta dalla Presidente, Paola Gribaudo e dal Direttore Edoardo Di Mauro. E’  previsto  un  intervento  della  neo-ministra  dell’Università  e  della  Ricerca,  Prof.ssa Cristina Messa. Le laudationes dei tre diplomandi saranno tenute da docenti dell’Istituzione: dallo storico dell’arte contemporanea, Gabriele  Romeo  per  lo  scenografo  Pietro  Carriglio,  dal  regista  e già  Direttore dell’Accademia, Salvo Bitonti per  la  giornalista  cinematografica,  Laura  Delli  Colli  e  dal  critico d’arte, Antonello Tolve per l’artista, architetto e regista Alfredo Jaar, che sarà collegato da New York.

 

MOSTRA DI MASSIMO ANTONELLI A DOMODOSSOLA

Lunedì 1 marzo si apre a Domodossola, presso lo Spazio Gallery – Ufficio dei Private Banker (Via G. Marconi 26; tel. 0324/481303) la mostra fotografica di Massimo Antonelli, con il seguente orario di apertura: da lunedì a venerdì 8,45-12,45/15,00-18,45, sabato 8,45-12,45. Nella mostra Antonelli propone quattro scatti legati al progetto “Black&light” e cinque immagini estrapolate dal nuovo progetto ancora in divenire “Orta San Giulio”. L’artista, romano di origine ma domese di adozione, sviluppa la sua curiosità per la fotografia fin da bambino, ma è solo quando sua moglie gli regala la sua prima Reflex analogica che la sua passione esplode in modo dirompente. L’occasione, ripetuta anche l’anno successivo, di esporre al pubblico il suo primo progetto “il Borgo di Vogogna” si presenta nel 2008 all’interno della manifestazione “Pane, pietra e formaggio” di Beura-Cardezza. Nel 2015 espone nella sua prima personale dal titolo “La Città in bianco e nero”, in cui presenta una serie di scatti ispirati al centro storico di Domodossola. L’anno successivo partecipa alla Collettiva fotografica “Ottoperdieci”, presentata presso il mobilificio Franzini. Nel 2017, dopo un intenso lavoro durato circa un anno e mezzo, prende forma “Black&light”, progetto esposto successivamente nella mostra fotografica allestita al Castello di Vogogna e ora riproposto in questa esposizione. L’idea nasce da uno spettacolo di danza a cui Antonelli assiste e a seguito del quale inizia una vera e propria collaborazione artistica con la scuola di danza “Attitude” e tre ballerine, immortalate a più riprese nei momenti più intensi ed espressivi della propria arte. Quanto al progetto “Orta San Giulio”, iniziato nel 2017 e ancora in lavorazione, nasce dalla volontà di mostrare il magnifico paesaggio del lago d’Orta da un diverso e personale punto di vista fotografico.

Enzo De Paoli

 

TORINO, CARAVAGGIO AI MUSEI REALI

Da Roma un capolavoro dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica

Galleria Sabauda, fino al 30 maggio 2021

Arriva ai Musei Reali di Torino il San Giovanni Battista di Caravaggio, che sarà esposto dal 25 febbraio al 30 maggio nelle sale dedicate ai pittori caravaggeschi della Galleria Sabauda. L’opera, realizzata tra il 1604 e il 1606, proviene da Roma dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica grazie a uno scambio promosso dalle direzioni dei due musei in occasione della mostra L’ora dello spettatore. Come le immagini ci usano (Roma, Palazzo Barberini, 2 dicembre 2020 – 5 aprile 2021). L’esposizione romana accoglie infatti nel suo percorso la rarissima tavola di Hans Memling con la Passione di Cristo, conservata alla Galleria Sabauda. L’evento espositivo, sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e da Reale Mutua, è una straordinaria opportunità per portare all’attenzione del pubblico le collezioni di due grandi pinacoteche italiane e il genio dei loro insuperati maestri. Caravaggio, uno dei pittori più celebrati e amati di ogni tempo, con il suo stile audace e innovatore sperimenta nei primi anni del 1600 nuove composizioni di soggetto sacro e profano, popolate da personaggi raffigurati nell’immediatezza della loro umanità e arricchite da frammenti di natura morta. Tra queste si colloca anche il San Giovanni che raffigura “il Battista”, uno dei santi più venerati dalle chiese cristiane, asceta spesso considerato come l’ultimo dei Profeti. Caravaggio lo mostra ancora adolescente, in un momento di riposo nel deserto, dove trascorse gran parte della sua esistenza. La figura, avvolta in un mantello rosso, emerge dall’oscurità, il volto in penombra e le mani indurite dal sole, lo sguardo schivo e malinconico rivolto al buio oltre la cornice, come sorpreso da una misteriosa presenza. Accanto, gli oggetti che ne qualificano l’identità: la croce di canne e la ciotola per i battesimi. L’opera, scortata dal Corpo dei Carabinieri, è arrivata a Torino il 24 febbraio scorso e sarà esposta per i prossimi tre mesi in una sala del percorso permanente della Galleria Sabauda. La mostra-dossier permetterà di presentare al pubblico uno dei capolavori del pittore che con il suo linguaggio rivoluzionario seppe cambiare il corso della storia dell’arte, ma sarà anche un’occasione unica per mostrare lo stretto dialogo che intercorre con le opere di quei pittori italiani e stranieri, di prima e seconda generazione, che furono profondamente influenzati dalla sua pittura. Alcuni, come Giovanni Baglione, coetaneo del Merisi e suo acerrimo nemico, interpretano solo esteriormente i modelli del maestro; altri come Valentin, Vignon, Ribera e Serodine ripropongono con grande rigore l’umiltà mistica dei santi a partire da invenzioni caravaggesche. Altri ancora, come Antiveduto Gramatica e Orazio Riminaldi, guardano al profondo naturalismo e alle nuove tematiche introdotte dal Merisi, mentre il pittore olandese Matthias Stomer porta avanti nei suoi quadri a “lume di notte” i vigorosi contrasti tra luci e ombre. Caravaggio affascina i grandi collezionisti del tempo e anche i Savoia: come mostrano le opere esposte, anche la casa reale piemontese si aggiorna subito sulla moderna pittura di realtà, ampiamente documentata negli inventari degli anni Trenta del Seicento. Sarà Orazio Gentileschi a donare proprio al duca sabaudo Carlo Emanuele I, nel 1623, la splendida pala con l’Annunciazione, una delle sue opere più intense e significative.

 

DUOMO DI TORINO: APPUNTAMENTO CON IL SILENZIO. ALLA RICERCA DEL VOLTO. PERSONALE DELL’ARTISTA ROSSANA GALLO BERTOLDO

Fino all’11 aprile 2021)

La mostra è incentrata sul tema del Mistero della Croce ed è stata realizzata per essere esposta all’interno delle chiese dove spiritualità e umanità si incontrano. L’opera è composta da otto croci di grandi dimensioni (m. 2×1) realizzate in plexyglas e posizionate su basi illuminate caratterizzate da iscrizioni tratte da testi sacri. I materiali che l’artista ha utilizzato all’interno delle lastre in plexyglas per dar vita alle croci sono allusivi ai simboli della Passione e alla Gloria di Redenzione quali chiodi, spine, lacrime della Vergine (realizzate in vetro di Murano), corde, garza per il Sudario, sangue, mani, piume. Il risultato che scaturisce attraverso la trasparenza del materiale rende inviolabile il contenuto che sembra fluttuare nell’ambiente che lo accoglie. La composizione delle otto croci è inserita all’interno di uno spazio quadrato simbolo della Terra, manifestazione del Divino, esso rappresenta anche l’Universo Creato.

 

NONE, ASTA PER DIRE BASTA: IN VENDITA QUADRO DI ANGELA POLICASTRO

L’associazione “LA CITTA’ DELLE DONNE”, insieme ai patrocini dei Comuni di None (TO) e Castagnole Piemonte (TO), promuovono una particolare asta online dedicata alla vendita di un quadro della pittrice nonese ANGELA POLICASTRO dal nome “AL PIANOFORTE”.

L’intero ricavato sarà devoluto all’associazione con l’intento di sostenere e portare avanti azioni precise e mirate, concretizzando al massimo gli interventi, avvalendosi di strutture già consolidate nell’ambiente ospedaliero per DONNE in difficoltà, dalla malattia alla violenza domestica, per offrire alternative di vite migliori, dimostrando che è possibile soprattutto a chi ha paura.

 

 

 

 

 

GALLERIA IN ARCO: TRE SGUARDI AL FEMMINILE

Francesca Woodman, Floria Sigismondi, Michela Forte

Fino al  1° maggio 2021

Galleria In Arco, Piazza Vittorio Veneto 1/3, Torino

Questa mostra mette a confronto tre artiste molto diverse, ma unite dalla complessa personalità del proprio linguaggio. Entrambi utilizzano – se non in modo peculiare, come nel caso della Woodman – il proprio autoritratto, in modo citazionista per Floria Sigismondi o con fini evocativi, come nel caso di Michela Forte. Altro elemento caratterizzante è la creazione di personali set, dove inscenare le proprie realizzazioni utilizzando materiali eterogenei e non convenzionali. Tutto ciò messo a confronto porta ad istintive riflessioni sul fare arte e sul coinvogimento personale, affrontando temi classici ed esistenziali che non hanno limiti di tempo e di interazione. Francesca Woodman sviluppa, attraverso le sue immagini, temi filosofici e psicologici, creando all’interno del proprio ambiente domestico personalissime architetture che evocano antichi miti. Isolata nel suo studio la Woodman ha saputo raccontare l’ epoca della sua generazione, partendo dai ricordi d’infanzia e svelando senza remore né pudori le sue più intime paure e frustrazioni. Floria Sigismondi, perfettamente integrata in un preciso background culturale nato nella prima metà degli anni ’90, ha sviluppato un linguaggio visivo basato sulla citazione, la ripetizione differente e la trasversalità dei contesti, proponendo un immaginario basato su un attento studio della realtà e delle sue possibili forme ed espressioni. Nella sua opera traspare un vago malessere esistenziale, un modo nuovo di intendere il corpo ed il linguaggio che ne consegue, esprimendone tutta l’inquietudine contemporanea. Michela Forte, già dai primissimi autoritratti realizzati all’interno dei set fotografici domestici, esprime una fitta rete di simbologie e rimandi letterali che alterano la lettura delle immagini, disseminando qua e là tracce di desiderio, di celate intenzioni ed introspezioni. L’uso stesso che fa l’artista del bianco e nero, controllando minuziosamente sfumature e contrasti in camera oscura, colloca la sua opera in una dimensione più astratta e onirica; la sua opera viene realizzata con l’utilizzo di oggetti inconsueti, strumenti medicali e comuni elementi naturali nei quali l’artista trasferisce le proprie emozioni, in un processo simile a quello del transfert psicanalitico.

 

LE SENSIBILI IMMAGINI DI SANDRO LOBALZO

In questa stagione quanto mai complessa e sofferta, il ricordo di Sandro Lobalzo, scomparso negli ultimi giorni di febbraio, rappresenta un ulteriore momento di riflessione intorno al valore dell’arte e dell’esperienza di questo artista nato ad Albenga il 27 settembre 1946. Formatosi al Liceo Artistico di Torino, allievo per la storia dell’arte di Gian Giorgio Massara, ha frequentato successivamente l’Accademia Albertina di Belle Arti alla scuola dei maestri Francesco Franco, Mario Calandri e Paolo Derusticis. Pittore, incisore, prezioso acquerellista, Lobalzo ha insegnato ai corsi CEDAS Fiat, e non solo, trasmettendo, di volta in volta, alle allieve e allievi gli elementi di una tecnica raffinata e misurata in cui segno, luce e colore caratterizzano una figurazione estremamente sensibile: dai paesaggi agli interni,  alle nature morte con un melograno e una plastica testa di donna. Vi è nel suo percorso attraverso i movimenti artistici del secondo Novecento e dei primi anni del nuovo Millennio, il senso di una ricerca legata a una rappresentazione che il pubblico ha potuto vedere e apprezzare, a partire dal 1965, in occasione delle mostre collettive e personali alla Galleria Davico, corredata dai testi di Pino Mantovani e Ferdinando Albertazzi, alle gallerie “Fogliato”, “Micrò”, “Arte Club”. Mentre nel 1981 ha esposto le opere “Forse laggiù…” ed “Eventi quotidiani” alla 139° Esposizione Arti Figurative della Promotrice delle Belle Arti al Valentino.  Nel 2003 è stato invitato alla rassegna “Il mito di Edipo”, alla Sala delle Arti di Collegno, insieme a Elrej (Ennio Rutigliano), Vinicio Perugia ed Ezio Vincenti, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Città di Collegno e Associazione “Gli Argonauti”. In seguito ha partecipato alla collettiva “Gli dei del mare e delle acque Oceano e Teti”, sempre nella stessa sala, con l’acrilico “Giochi proibiti”. In ogni caso, Lobalzo, artista schivo e riservato, ha delineato la realtà quotidiana con immagini dalla limpida vena narrativa, che uniscono emozioni e luoghi in un tempo sospeso di immateriali atmosfere.

 

Angelo Mistrangelo      

 

CONCENTRICA PLAY: ZONA ROSA. DISCORSI SEMISERI ATTORNO AL MONDO DELLE DONNE

con Giorgia Goldini, la psicologa clinica racconigese Silvia Senestro e l’avvocato Cesarina Manassero, presidente del Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino.

Sabato 6 marzo ore 18

Nuovo appuntamento per l’ottava edizione della rassegna Concentrica, realizzato in sinergia con Progetto Cantoregi e programmato in streaming sulla piattaforma Zoom sabato 6 marzo 2021 alle ore 18. ZONA ROSA. Discorsi semiseri attorno al mondo delle donne è il titolo dell’appuntamento che vedrà protagoniste Giorgia Goldini, la psicologa clinica racconigese Silvia Senestro e l’avvocato Cesarina Manassero, presidente del Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino. Durante l’incontro si ragionerà attorno alla figura della donna e al suo carico mentale. L’evento era stato originariamente programmato nel calendario della rassegna Concentrica//Spettacoli in Orbita, il 5 marzo 2021 alla SOMS di Racconigi, in collaborazione con Progetto Cantoregi e sarebbe dovuto andare in scena con il titolo Troppe donne in un’altra di Giorgia Goldini. Purtroppo, per le cause già note, anche questo spettacolo è stato annullato. Sulla scia degli altri esperimenti fatti fino ad oggi, la direzione artistica della rassegna ha proposto all’attrice torinese di trasportare parti di quel lavoro all’interno di un “incontro” in streaming che potesse così inserirsi nel cartellone virtuale di Concentrica Play. “Abbiamo cercato una soluzione ad hoc per non far saltare anche questo appuntamento” spiega la direzione artistica “Ci è venuta l’idea di creare un evento dedicato alla festa della donna e di coinvolgere sia l’artista che avrebbe dovuto fare lo spettacolo sia il territorio che avrebbe dovuto ospitarlo. Non sarà uno spettacolo, ci teniamo a sottolinearlo. Sono proposte alternative che hanno una duplice valenza: sostenere gli artisti e continuare a coltivare il rapporto con il nostro pubblico.” Giorgia Goldini che si definisce non solo autrice, attrice, comica e casalinga part time, ma anche ricercatrice, da molti anni ormai indaga l’ambito della tragicomicità della vita e, in questo incontro dedicato alle donne, tratterà la questione della S.D.U.C.N.F.U.C.I.C. (sigla che sarà svelata durante la serata) e illustrerà l’utilizzo del “Prontuario delle risposte”. L’evento è gratuito con possibilità di fare una donazione. Il link dell’evento si può reperire sulle pagine Instagram e Facebook della rassegna nonché sul sito internet www.rassegnaconcentrica.net e condiviso sulla pagina Facebook di Progetto Cantoregi. Per info: info@rassegnaconcentrica.net

 

POLO CITTATTIVA, “VECCHIE E NUOVE R- ESISTENZE: RICONNESSIONI _10”

il filosofo alberto banaudi

Continuano nel mese di marzo, con il percorso “Vecchie e nuove R-esistenze: riconnessioni -10”  le videoconferenze organizzate da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’albese – I.C. di San Damiano d’ Asti, Museo Arti e Mestieri di un Tempo, Associazione “Franco Casetta”, Israt e Casa della Memoria della Resistenza e della Deportazione di Vinchio, con Fra Production Spa, Apri, Libreria “Il Pellicano” e Aimc di Asti.

1) Giovedì 4 marzo, ore 18,  “APRI ALLA VITA Interviste a ipo e non vedenti ai tempi del Covid-19. CE LA FAREMO!” a cura di Renata Sorba. Interverranno Sara Carnovali, Armando Gabriele, Alessandra Monticone, Barbara Venturello; 2) sabato 6 marzo, ore 17,  “76° Anniversario della Commemorazione della Battaglia di Cisterna e di Santo Stefano Roero – Presentazione progetto ‘Oggetti R-Esistenti”, con testimonianze audio-video dell’Archivio Pasquero, interventi delle autorità, associazione “Franco Casetta”, Mario Renosio (Israt), Lino Spadaro e Roberta Fornier; 3) sabato 13 marzo, ore 17, Maurizio Molan presenta “Altezza è mezza bellezza?” (Ed. Lindau), ne discute con Tiziana Mo; 4) sabato 20 marzo, ore 17.30, videosofia “La guerra dell’amore. La visione di Eros nei poeti e in Platone” con il professor Alberto Banaudi; 5) domenica 28 marzo, ore 16, (incontro in presenza – se le restrizioni lo permetteranno – e su Meet) Chiesa parrocchiale “S.S. Gervasio e Protasio” di Cisterna d’Asti – se le norme antipandemia lo permetteranno – e su Meet “Una comunità che cura – Il restauro della Pala del Principe dal Pozzo” con interventi di Baldassarre Molino, Silvio Rolando, Ivana Bologna e don Luigi Binello.

Gli interessati dovranno compilare il modulo per aderire agli incontri entro e non oltre mercoledì  3 marzo 2021. Mentre gli insegnanti di ruolo che si iscriveranno, riceveranno il codice per iscriversi sulla piattaforma ministeriale Sofia.

LINK AL MODULO DI ISCRIZIONE: www.scuolealmuseo.it/blogdidattica/.

Per ulteriori informazioni: polocittattiva@icsandamiano.it

 


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