Celebrare la Pasqua in questo tempo di pandemia

Il mistero di Cristo supera le nostre paure

di P. Pio Giuseppe Marcato op

Anche con le dovute precauzioni, la Pasqua di quest’anno segna un avvenimento fondamentale nella vita delle nostre comunità cristiane. Sembrava dai rapporti settimanali del SSN e dal comitato scientifico che la morsa della pandemia rallentasse il suo corso mortifero, ma purtroppo non è stato così. Imprudenze, modificazioni genetiche del virus, insofferenze per la forzata immobilità… hanno favorito il dilagare del morbo e quindi, oltre alle rinnovate restrizioni, anche l’ulteriore blocco delle iniziative e la stessa ripresa delle attività produttive. Anche la vaccinazione collettiva ha avuto i suoi ripetuti rallentamenti nello svolgersi del piano nazionale. Come si suol dire: si poteva fare di più e meglio, e le restrizioni dovevano essere rispettate in modo ancor più ferreo; ma non si può piangere sui risultati negativi, si dovevano frenare subito le uscite e le continue stravaganze, e queste documentate dai social in modo impietoso.

Ma celebrare ugualmente la Pasqua al termine del lungo e sofferto periodo quaresimale è il modo migliore per rendere credibile la nostra volontà di corrispondere alla dignità di essere ‘creature nuove, illuminate dalla grazia dello Spirito’. La Pasqua cristiana non segna solo l’inizio della grande primavera ma il risveglio e la rinascita dell’identità spirituale della comunità cristiana. Il Signore della vita, il Cristo Risorto, fissa il cammino di riavvicinamento al Padre, l’accoglienza del dono dello Spirito e l’impegno di una testimonianza del Regno, l’azione missionaria, in ogni parte della Terra. La Pasqua di Cristo è il modello della nostra Pasqua personale e comunitaria, non riguarda semplicemente Lui. Con il Battesimo, con il quale siamo stati resi conformi al Figlio di Dio, siamo stati immersi nella sua Morte e Risurrezione e viviamo ora la vita nuova dello Spirito. Non dovremmo più ricadere nelle opere della carne, nell’indifferenza ai valori spirituali, ma agire in conformità di quel modello per cui sono stare rese ‘nuove tutte le cose’. Il progetto cristiano inizia proprio in questo modo e in questo contesto, non teme confronti con nessun’altra esperienza religiosa e spirituale. Superate le tentazioni della carne, del potere e della superbia, la proposta dell’identità di ‘figli nel Figlio’ sollecita la comprensione di questa verità sia parte dei giovani che degli adulti, uomini e donne che, se anche segnati dalle tante limitazioni culturali, sociali ed economiche, tuttavia s’innalzano ad una dignità sorprendentemente nuova che supera gli ostacoli e le fragilità proprie di ciascuno. Pasqua della vita, Pasqua dello Spirito: è proprio questo che permette alla comunità cristiana di affrontare anche questa ‘terza ondata’ della pandemia per dedicarsi ai fratelli ammalati, alle persone sole e sfiduciate, alle famiglie provate dalla povertà e segnate dall’indigenza di sperare oltre ogni limite e di attendere dalla disponibilità di tutti una ripresa e una ventata di conforto e coraggio per un domani migliore. Pasqua di Cristo è la Pasqua della Chiesa! Oltre le tempeste e i naufragi di vario genere, e non solo quelli avvenuti nel nostro Mar Mediterraneo, che abbiamo potuto constatare in questi ultimi mesi (v. femminicidi, omicidi, furti e frodi al patrimonio…) si evidenza quello scoramento e quella mancanza di coraggio per riprendere le posizioni di prima linea e dare ad un mondo frastornato, il desiderio di fare fronte comune e condividere un momento difficile di cui non si intravvedono ancora i traguardi di uscita e di mete sicure. Insieme a tutti i mezzi messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnica, con l’aiuto solidale delle Nazioni, c’è la volontà di ridare speranza all’umanità e di accogliere da parte dei credenti la proposta di Cristo ad essere noi per primi testimoni di misericordia, verità e carità. Una Pasqua celebrata in modo nuovo. Non c’è solo la festività esteriore e l’evasione dalle abitudini quotidiane, c’è al contrario la ricerca di quel senso profondo della vita, reso fragile dalle tante morti di persone conosciute e dal numero crescente della perdita di tanti amici, c’è il bisogno e la necessità di vivere una vita al di là dello scarto e dello spreco, godere di quell’essenzialità che rende liberi e responsabili di un ‘terreno’, il nostro mondo, offerto alle nostre capacità interpretative e operative e sono indice di una responsabilità finalmente compresa e condivisa che ci rende veramente umani e membri di una fraternità diffusa. Solo così la festa di Pasqua di Cristo e nuova Pasqua dell’Uomo non avrà perso il suo valore ma sarà principio di un nuovo tempo di grazia e di pace.

A tutti gli auguri di una serena e santa Pasqua di Risurrezione del Signore Gesù!

 

 

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