L’AVVOCATO – Truffa Affettiva: di cosa si tratta?

Un reato ancora poco denunciato

La truffa affettiva può essere considerata come una forma particolare di cyber-truffa,  che va a colpire sia sul piano economico che affettivo, provoca traumi emotivi e danni pesantissimi alle  vittime, in quanto agisce sugli affetti e sui sentimenti; si tratta, infatti, di un raggiro perpetuato utilizzando quale mezzo privilegiato internet – ma non solo -volto all’ottenimento illecito di denaro.

In particolare il truffatore fingendo sentimenti d’amore per una persona, la induce in errore prospettandole il progetto di una futura vita insieme solo per farsi consegnare del denaro o dei beni di lusso. Si tratta di un tipo di reato in aumento, visto il costante crescere dell’utilizzo degli strumenti informatici, ma ancora poco denunciato.

Secondo l’Osservatorio ACTA, che ha raccolto i dati dal giugno 2014 al giugno 2021,  le persone che si sono rivolte all’Associazione sono circa 13.586; e questo numero è solo la punta dell’iceberg perchè c’è molto sommerso –  precisa la Presidente dell’associazione, Bonino Jolanda.  “Dopo  il 2017, quando la nostra collaborazione con i media ha portato buona visibilità al fenomeno, abbiamo avuto punte altissime di persone che ci chiedevano aiuto. La strategia di ACTA di partecipare alle varie trasmissioni televisive è stata vincente anche quando la spettacolarizzazione  della truffa affettiva ha suscitato ilarità e critiche. Speriamo che, in futuro, una maggior partecipazione del giornalismo d’inchiesta possa aiutarci maggiormente, correggendo pure i tanti stereotipi che ruotano sul fenomeno. Speriamo anche che le Forze dell‘ Ordine,  a lungo andare,  siano sempre più preparate ad intercettare il fenomeno”.

Quanto all’entità economica del raggiro, le cifre variano da poche centinaia di euro fino ad arrivare a esborsi che rasentano circa mezzo milione di euro. Ad oggi, precisa sempre Bonino Jolanda, “sono circa 10.025 le vittime truffate nel cuore e nel portafogli per euro complessivi  200.500.000. L’importo medio è di 20.000 euro e va da un minimo di  poche centinaia di Euro a 300/400.000 euro. Per fortuna abbiamo solo un caso che supera le 900 mila euro. Prima del 2020 l’importo  pro-capite era decisamente più alto perché la gente non ci conosceva e si rivolgeva a noi molto tardi.  Ora le vittime si accorgono prima di essere raggirate anche grazie al  loro entourage e noi,   grazie  all’aiuto dei media, veniamo contattate ai primi dubbi. Sono invece 3561 gli altri utenti che si sono sempre rivolti alla nostra associazione, si tratta di segnalazioni fatte da parenti ed amici per i tentativi di truffa  (in questi casi, non hanno inviato soldi ma sono stati feriti nei sentimenti)”. 

Al fine di contrastare la diffusione di queste truffe è fondamentale la loro denuncia.

A questo proposito,  l’associazione ACTA, Associazione Contro Truffe Affettive, svolge un ruolo primario in questo ambito. Infatti, ACTA è la prima associazione nata in Italia (a Torino) a tutela delle vittime di truffe affettive e che ha come principale obiettivo soprattutto la sensibilizzazione e la conoscenza del fenomeno; un supporto per aiutare chi ha vissuto questa esperienza a trovare nel gruppo l’energia per affrontare la situazione. Le vittime sono, infatti, intimorite e piegate e fanno fatica a denunciare, temono il giudizio e la derisione altrui. Sulla pagina ACTA di Facebook  https://www.facebook.com/ACTAitalia/ e sul relativo sito (http://acta704.wordpress.com/) è possibile scaricare un modulo per la denuncia di truffa o tentata truffa affettiva e sentimentale.

Occorre pertanto essere informati e stare in guardia perché chiunque può cadere in queste trappole vigliacche e subdole.

 

Monica Pelissero.

 

 

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