CURIOSITA’ NOVARESI 60. MUTUALISMO E SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO

Quadro con le Mani in fede simbolo delle SOMS

Anche Novara, come il resto d’Italia, è stata caratterizzata nei secoli XIX° e XX° dalla realtà delle Società di Mutuo Soccorso. Le Società di Mutuo Soccorso erano associazioni ispirate a principi di mutualità, che avevano come scopo sociale l’erogazione di prestazioni ai soci che venivano a trovarsi nelle condizioni di necessità previste nello statuto della società stessa (nelle foto quadro con le cosiddette “Mani in fede”, il loro famoso simbolo di riconoscimento e manifesto copertina della mostra delle bandiere storiche delle Società di Mutuo Soccorso).

Come scrive Angelo Vecchi nel suo saggio “Le Società di Mutuo Soccorso nel Novarese” (Quaderni del Gruppo Dialettale Galliatese n. 4, 2014): “Il mutualismo mise radici nella prima parte del secolo XIX°. Dopo gli sconvolgimenti dell’epoca napoleonica, la restaurazione segnò un ritorno dell’associazionismo alla tradizione corporativa e caritativo-assistenziale. Furono ripristinati paratici, corporazioni, confrarie, confraternite, compagnie, consorzi, anche organismi antichi come la Societas Romae di Gozzano, le università dei Calzolai di Novara, tuttora esistente, oppure dei sarti. Nuova fu invece la Pia Unione degli Operai di Novara, istituita nel 1836 dai gesuiti” (i Gesuiti a quei tempi reggevano il Collegio Nazionale). Quest’ultimo

Manifesto Copertina Mostra delle Bandiere delle SOMS

sodalizio, così come altri consorzi del capoluogo, conteneva le prime tracce del futuro mutualismo, benché le finalità prevalenti corporative fossero di carità, pietà e culto. Val la pena di ricordare come associazioni di artigiani finalizzate al reciproco aiuto e soccorso siano state attive a Novara in maniera consistente dal XII° secolo fino alla metà del XV°. Si trattava dei cosiddetti paratici o congregazioni, tanti quanti erano le categorie del lavoro e del commercio. Queste società ebbero anche importanza politica ed economica soprattutto nel periodo in cui Novara era libero Comune. Furono sciolte dopo la metà del XV° secolo dagli Sforza, perdendo così la loro attività politico-economica e trasformandosi quindi in compagnie, confraternite e consorzi religiosi-professionali con sede in chiese ed oratori, riducendo la loro attività all’assistenza morale e fisica dei confratelli. Discorso a parte si dovrebbe fare per il Paratico dei Calzolai (fondato nel 1200 e ancora oggi esistente con la denominazione di Università dei Calzolai, con sede in viale Ferrucci 23, Novara), che gestiva l’importante ospedale di S. Giuliano, che tra l’altro ebbe speciali privilegi dai Visconti prima e dagli Sforza poi per i suoi assistiti.

Il periodo d’oro del Mutualismo italiano è certamente quello che si colloca nella seconda metà del XIX° secolo. La forma più diffusa fu quella della Società Operaia di Mutuo Soccorso (SOMS), in cui i lavoratori associati versavano un modesto contributo in una cassa comune, da cui si attingeva in caso di necessità: casi di infortunio, malattia, inabilità o disoccupazione. Molte società mutualistiche estesero poi la loro attività all’istruzione, alla cooperazione, al credito, alla lotta economica, con le casse di resistenza in caso di sciopero e infine a iniziative di sviluppo della democrazia e alla partecipazione politica.

In Piemonte, con la promulgazione dello Statuto del 1848, fu accordata anche la facoltà di associazione per scopi politici, culturali ed assistenziali. Come scrive Amleto Rizzi nelle sue “Spigolature novaresi”, nel capitolo “Un secolo di mutuo soccorso” (Cronistoria novarese n. 13, Novara, tipografia Provera, 1953): “L’idea deve essere stata bene accolta se, il 23 ottobre 1851 ben 350 aderenti si riunirono nella sala maggiore del Municipio dove fu discusso lo Statuto di fondazione di una Società di Mutuo soccorso che prese il nome di Grande Associazione di Mutuo Soccorso degli Operai, Commercianti, Artisti e Contadini della Città di Novara, per il benessere morale e materiale dei Soci”. Il 15 maggio 1852 la Società fu ufficialmente inaugurata e dalla sede sociale, che allora era presso la trattoria della “Bella Venezia”, in via Mossotti (angolo via Giulietti), nel

Monte Pegni Amico Canobio entrata

fabbricato del Sacro Monte di Pietà “Amico Canobio” (nella foto), il corteo, preceduto dalla Banda della Milizia Nazionale, si recò alla Basilica di San Gaudenzio per la Santa Messa e benedizione della bandiera sociale, quindi al Convitto Nazionale nel cui cortile addobbato di festoni, bandiere e iscrizioni augurali si tenne un banchetto per oltre settecento persone. Il Mutualismo crebbe poi vigorosamente tra gli anni ’60 e ’70 dell’Ottocento con la nascita di numerose nuove SOMS, a partire da quella di Borgomanero (1861), tuttora in attività (nella foto la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Borgomanero).

Il successo del Mutualismo portò alla secolarizzazione delle società già esistenti di origini religiose. Ad esempio la Pia Unione degli Operai di Novara, ridotta a meno di 20 soci, nel 1852 si trasformò in Società di Mutuo Soccorso degli Artisti ed Operai di Novara e dieci anni dopo confluì nella grande Associazione degli Operai di Novara. Tra il 1775 e il 1882 nacquero poi a Novara diverse SOMS a indirizzo categoriale. “Ebbero così la loro società –ricorda Angelo Vecchi nel saggio già citato- tipografi, contadini, falegnami e tornitori, sarti e tagliatori, muratori (già protagonisti di una dura agitazione sociale nel 1861), fornaciai, marmisti e metallurgici. Alcune di queste società, a causa delle ridotte dimensioni, ebbero vita stentata, ma la loro formazione preludeva ormai al tramonto del mutualismo, al sorgere del moderno movimento sindacale e a una generale presa di coscienza politica degli strati subalterni della popolazione”. Nel loro periodo d’oro le Società di Mutuo Soccorso organizzarono e gestirono per i propri soci: magazzini di previdenza per la vendita alle famiglie dei generi di prima necessità al prezzo più contenuto possibile, biblioteche popolari circolanti, casse pensioni per i soci più anziani, panifici economici, teatri, servizi di prestito in denaro.

Per arginare la crescente influenza democratico-radicale e operaista nel 1889 nacque la SOMS cattolica di Novara, che doveva tra l’altro sostituire le antiche confraternite scomparse o in decadenza. Una legge del 1886 andò a prevedere il riconoscimento giuridico delle SOMS, ma poche di quelle esistenti lo richiesero, considerandolo una limitazione e una ingerenza dello Stato nella loro vita interna. Tra l’altro, come scrive Vecchi, “il movimento operaio aveva ormai imboccato una strada diversa dal mutualismo la cui funzione principale fu via via assorbita dal nostro sistema statale di Welfare”.

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale obbligatoria per tutti i lavoratori e le Casse Mutue aziendali assorbirono sostanzialmente la funzione delle Società di Mutuo soccorso esistenti, che finirono per ridursi all’amministrazione dei beni e dei capitali riuniti nel corso della loro attività. Inoltre le mutate condizioni economiche generali avevano cambiato in maniera consistente il valore effettivo della moneta, rendendo irrisorio il contributo che veniva erogato ai soci bisognosi.

Società Operaia di Mutuo Soccorso di Borgomanero

“Nel 1947 –come ricorda Amleto Rizzi nel suo saggio sopra citato- entrambe le maggiori società di Mutuo Soccorso novaresi deliberarono la loro messa in liquidazione… Resta ancora attiva quella più antica del Paratico dei Calzolai, che è chiamata: Università Calzolai di Novara – Fondata nel 1200”.

Ad oggi la Fondazione “Centro per lo studio e la documentazione delle Società di Mutuo Soccorso” della Regione Piemonte, che ha la sua sede presso la già citata storica Società di Mutuo Soccorso di Borgomanero (corso Roma 136, Borgomanero), comunica che attualmente Il Consorzio Mutue, una società del 1947 e quindi di recente costituzione, è l’unica novarese a svolgere l’attività mutualistica su larga scala, anche proponendo alle SOMS storiche opzioni di mutualità mediata: la SOMS storica ha infatti la possibilità di iscriversi al Consorzio Mutue e i suoi soci beneficiano di assistenza, a condizioni agevolate. Nel prossimo articolo di “Curiosità novaresi” andremo ad approfondire la conoscenza di questa importante realtà ancora esistente, così come ci soffermeremo su alcune storiche società di rilievo, ormai da tempo scomparse, e su alcuni circoli novaresi nati sempre nell’ambito del mutualismo.

E’ comunque doveroso fin d’ora specificare che le notizie acquisite per la stesura di questi articoli sono state attinte, oltre che dai saggi citati, dalle documentazioni offerte dalla Fondazione Centro per lo studio delle società di mutuo soccorso di Borgomanero, dal volume “Cent’anni di solidarietà. Le società di mutuo soccorso piemontesi dalle origini. Censimento storico e rilevazione delle associazioni esistenti” di Bianca Gera e Diego Robotti (Regione Piemonte, Sovrintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, Cooperativa di consumo e mutua assistenza Borgo Po e Decoratori, Torino, 1989), oltre che dalle documentazioni e dall’Archivio del Consorzio Mutue di Novara. Si ringrazia al proposito in particolare per la cortesia e la disponibilità dimostrate la signora Mariella Zanetta della Fondazione di Borgomanero e la signora Rosalba Prandi del Consorzio Mutue.

Enzo De Paoli