Un rapporto di AtradiusCollections.com sul recupero crediti internazionale mostra che il 45% dei pagamenti in Europa è stato registrato in ritardo nel 2025
Tassi elevati e credito commerciale: il nuovo equilibrio dei pagamenti B2B in Europa
Nel 2025 il sistema dei pagamenti tra imprese europee continua a mostrare segnali di rallentamento. Secondo il Payment Practices Barometer di AtradiusCollections.com, il 45% delle fatture B2B in Europa è stato pagato in ritardo.
Il dato si colloca in un contesto macroeconomico ancora segnato da politiche monetarie restrittive della Banca Centrale Europea e da una crescita debole nell’area euro, come indicato anche nelle previsioni della Commissione Europea. In questo scenario, il credito commerciale continua a svolgere un ruolo centrale nel finanziamento delle imprese, ma diventa anche una delle principali fonti di tensione nei flussi di cassa.
Ne deriva una crescente attenzione al tema del recupero crediti internazionale, sempre più integrato nelle strategie di gestione del rischio delle imprese esportatrici.
Un fenomeno confermato da più indicatori europei
Il dato riportato da Atradius si inserisce in un quadro più ampio già evidenziato da diverse istituzioni europee. Le analisi della Commissione Europea sul capitale circolante mostrano infatti un progressivo allungamento dei tempi medi di pagamento tra imprese, in particolare nei settori legati all’industria e all’export.
Anche i dati Eurostat sulle difficoltà finanziarie delle imprese segnalano un aumento delle situazioni di stress nei pagamenti commerciali tra il 2024 e il 2025, soprattutto nelle economie più orientate al commercio internazionale.
Nel complesso, queste evidenze indicano che il rallentamento dei pagamenti non è un fenomeno congiunturale, ma parte di una trasformazione più ampia del funzionamento del credito commerciale in Europa.
Recupero crediti internazionale: differenze tra settori e mercati
Le dinamiche dei pagamenti variano sensibilmente tra settori economici. Il comparto delle costruzioni presenta strutturalmente tempi di pagamento più lunghi, mentre l’industria manifatturiera è più esposta alle oscillazioni del ciclo economico e della domanda globale. Nei servizi B2B, invece, i ritardi risultano più frammentati ma frequenti nelle transazioni internazionali.
Un esempio concreto aiuta a comprendere l’impatto operativo: una PMI italiana attiva nell’export di componenti industriali può trovarsi a incassare un pagamento con 60 o anche 90 giorni di ritardo rispetto alla scadenza contrattuale. Questo comporta la necessità di finanziare produzione, forniture e costi del personale senza entrate immediate, aumentando la pressione sul capitale circolante e la dipendenza da linee di credito a breve termine.
In questo contesto, il recupero crediti internazionale assume un ruolo sempre più rilevante nella gestione della continuità finanziaria.
Strumenti diversi per un problema complesso
La gestione dei crediti cross-border non segue un modello unico. Le imprese combinano strumenti differenti in base al livello di rischio e al mercato di riferimento.
Tra le soluzioni più diffuse figurano il factoring, le assicurazioni sul credito commerciale e i servizi di recupero crediti stragiudiziale o giudiziale. Le società specializzate nel credit management operano attraverso reti internazionali di partner locali, mentre le polizze di credito hanno principalmente la funzione di copertura del rischio di insolvenza, come indicato anche nei rapporti OECD sul trade credit.
Operatori come Atradius Collections si inseriscono in questo ecosistema con attività di gestione del credito commerciale in numerosi mercati internazionali. Tuttavia, l’efficacia degli interventi dipende da fattori esterni come il sistema giuridico locale, la possibilità di enforcement delle decisioni e la dimensione del credito, elementi che rendono il risultato tutt’altro che uniforme.
Un trend coerente a livello europeo e internazionale
Le dinamiche osservate trovano conferma nelle analisi della Banca Centrale Europea e della Commissione Europea, che evidenziano una crescente pressione sui tempi di pagamento e un utilizzo sempre più diffuso del credito commerciale come strumento di finanziamento tra imprese.
Anche l’OECD sottolinea come, nelle fasi di incertezza economica, le imprese tendano a dilatare i tempi di pagamento per preservare liquidità interna, contribuendo così a rendere più lento e meno prevedibile il ciclo dei pagamenti.
Conclusione: il vero costo dei ritardi non è nei numeri, ma nel tempo
Il 45% di pagamenti in ritardo in Europa nel 2025 non è soltanto un indicatore statistico, ma un segnale di come il tempo stia diventando una variabile economica sempre più determinante per le imprese.
In un sistema in cui il credito commerciale sostituisce in parte il credito bancario, ogni ritardo nei pagamenti rappresenta un trasferimento implicito di rischio lungo la catena del valore, spesso dalle imprese più grandi verso i fornitori più piccoli


Tassi elevati e credito commerciale: il nuovo equilibrio dei pagamenti B2B in Europa