SORPRESE D’ARTE E DI STORIA. Due statue  nella cappella delle reliquie (7^puntata)

Nemmeno noi di CentoTorri, che da qualche settimana, per ricordare i Santi Giuliano e Basilissa, andiamo pubblicando questi brevi articoli sulle loro immagini conservate all’interno del Duomo, avremmo immaginato che queste fossero così numerose. E invece ci troviamo a scrivere la settima puntata della serie (e non sarà ancora l’ultima). Puntata che dedichiamo alle bianche statue dei due Santi esposte nella cappella delle reliquie (la prima della navata sinistra a partire dal transetto). Una cappella dalla storia antichissima, originariamente dedicata ai Santi Cosma e Damiano o ai “Corpi Santi”, cioè alle reliquie dei Santi: infatti vi sono conservate molte reliquie, comprese quelle di San Giuliano, di Santa Basilissa e della loro collaboratrice Santa Genesia. Fondata da Giovanni Moffa della  consorteria dei Gribaldenghi, poi passata ai Broglia della stessa consorteria, alla fine dell’Ottocento, in seguito alla rinuncia di questi ultimi, era rimasta in carico al Capitolo dei Canonici, i quali all’inizio del Novecento ne commissionarono la ristrutturazione all’eclettico artista torinese Giovanni Massoglia.

Sensibilmente rinnovata, la nuova cappella è caratterizzata da un semplice stile neogotico. Sull’altare di marmo si apre la grande nicchia che custodisce le reliquie, impreziosita da una elegante cornice goticheggiante intagliata dagli Artigianelli di Torino.

Ai lati dell’altare, su due mensole, Massoglia collocò le bianche statue di legno dei santi Giuliano e Basilissa, opera, riferisce lo storico Bartolomeo Valimberti, dello scultore Ferraro. Ma a questo proposito sorge un problema: non si conosce uno scultore con tale nome vissuto in quell’epoca. Se non fosse per l’autorità del Valimberti, verrebbe il dubbio che, in realtà, le due statue siano opera dello stesso Massoglia il quale, oltre al resto, era anche un provetto intagliatore e scultore.

Antonio Mignozzetti

(Continua)