SORPRESE DI ARTE E DI STORIA CHIERESE. I Santi Giuliano e Basilissa in un prezioso ricamo seicentesco

(8^ puntata)

 

Del cavaliere di Malta Flaminio Balbiano, della sua cappella nel Duomo di Chieri originariamente dedicata a Santa Basilissa e da lui intitolata alla Madonna del Carmine e da lui dotata di una nuova pala d’altare e di una solenne ancona lignea abbiamo già scritto diffusamente nelle puntate precedenti. Abbiamo anche visto che egli da tutti i luoghi dove prestò servizio e infine da Malta, dove ricoprì le più alte cariche dell’Ordine, rivolgendosi direttamente al Capitolo dei Canonici o servendosi come intermediario del nipote conte Alberico, per la sua cappella inviò continuamente oggetti di arredamento e suppellettili o il denaro per procurarli. Fra l’altro, con una lettera del 3 aprile 1662 informò il Capitolo di aver fatto spedire da Messina una cassa contenente un ricco paramentale: un dono destinato alla Collegiata ma con l’evidente scopo che venisse  utilizzato per la sua cappella.

Il paramentale è l’insieme delle vesti sacre necessarie per la celebrazione solenne della Santa Messa (pianete, stole, manipoli, tunicelle, dalmatiche, piviali ecc.). Quello spedito a Chieri da fra’ Flaminio è di damasco rosso, sul quale ricorre continuamente la croce di Malta. Tuttora presente negli armadi della sacrestia del Duomo, nel 2007 dalla Compagnia dei Santi Giuliano e Basilissa ne fu finanziato il restauro nelle parti che maggiormente avevano risentito delle ingiurie del tempo.

Di esso fa parte anche un pezzo di tessuto, con tutta evidenza parte di un paramento più grande inspiegabilmente andato smembrato, nel quale, con la tecnica del ricamo in oro, sono raffigurati i Santi Giuliano e Basilissa con sullo sfondo la riproduzione schematica del Duomo di Chieri (fig. 1).

Antonio Mignozzetti

(Continua)