PERSONAGGI NOVARESI 32. DON SILVIO GALLOTTI, SACERDOTE IMPEGNATO NELL’EDUCAZIONE DEI GIOVANI, RICONOSCIUTO “VENERABILE” DA PAPA GIOVANNI PAOLO II

Don Silvio Gallotti
Don Silvio Gallotti (nella foto) nasce a Cannobio il 22 settembre 1881 in una famiglia modesta, ma ricca di fede. Aiutato dal parroco, undicenne, entra in seminario a Novara, dove si appassiona a Gesù, che è esigente ma anche infinitamente buono e il suo modello è San Francesco di Sales, umile, forte e mite di cuore come Gesù. Al termine delle classi ginnasiali ottiene il primato assoluto negli esami, per doti, impegno e profitto. Nell’ottobre 1898 inizia il Liceo, mostrando sempre un grande amore allo studio. Spesso al mattino passa la colazione al compagno vicino, per fare digiuno e penitenza e un atto di carità.
A Novara inizia gli studi teologici e i superiori lo giudicano “serio, buono, ascetico, rigido, sempre lieto”; viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1904. Vive i primi anni del suo ministero sacerdotale come parroco in due piccoli paesi affacciati sul lago Maggiore (Trarego e Cambiasca), dove tra giovani, ammalati e poveri affronta con gioia le prime esperienze di ministero, conoscendone anche le difficoltà e le povertà.
Scriveva che “il sacerdote deve somigliare alla candela, che arde e si consuma per illuminare” e questa è un po’ la sintesi del suo essere sacerdote. Nel 1906 viene mandato come coadiutore a Galliate, in una popolosa parrocchia della bassa novarese, dove restò fino al 1910. Qui si mostra chiaramente per quello che è, cioè un prete che non aspetta di essere chiamato è lui che va alla ricerca di chi ha bisogno. Dimostra subito un grande fervore pastorale ai poveri, alle famiglie e soprattutto ai giovani che riusciva a coinvolgere, trasmettendo la passione per il Vangelo. Molti si innamorarono di quell’esempio di vita sacerdotale e diversi decisero di seguire la vocazione alla vita consacrata.
Per la stima che ha di lui, il Vescovo nel 1911 gli chiede di assumere la direzione spirituale del Seminario San Carlo di Arona e dieci anni più tardi ne diviene rettore. Vi resta per 15 anni, esercitando anche il ministero della predicazione, soprattutto nei mesi estivi, nelle parrocchie in cui è invitato. Scopre in questi anni il trattato della vera devozione a Maria scritto da San Luigi Grignion di Montfort. Questo fatto segna profondamente la sua vita, la sua spiritualità e il suo metodo educativo, giungendo quindi ad operare e vivere in Maria e per Maria per essere tutto di Gesù.

Cripta di Don Silvio Gallotti
Costituisce anche il gruppo “Missionari di Maria”, caratterizzato da una devozione mariana totalizzante, che gli aderenti si impegnano a diffondere. Il ricorrente riferimento alla spiritualità mariana e il fatto che cerca di instillare nei chierici la “vera devozione” a Maria non piacciono a molti, tanto che gli viene imposto dal Vescovo un silenzio che gli causa incomprensioni e umiliazioni. Forse sono anche questi dispiaceri la causa dei suoi frequenti dolori di stomaco di cui soffre negli ultimi anni, che le cure mediche e i ricoveri ospedalieri non risolvono. Nell’ottobre 1926 viene chiamato come direttore spirituale dei chierici di teologia presso il Seminario di Novara, ma il suo fisico è ormai provato. Il 2 dicembre celebra la sua ultima messa, poi inizia una lenta agonia e muore pochi mesi dopo, il 2 maggio 1927 nell’ospedale di Pallanza (Verbania), dove era ricoverato.
Sulla vita e sul ministero di don Gallotti ha indagato molto il tribunale diocesano dal 1953 al 1959. Agli inizi del 2000 la sua vita fu esaminata criticamente dai teologi della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi e quindi il 19 aprile 2004 il Papa Giovanni Paolo II, che aveva in comune con don Silvio la grande devozione a Maria, firma il decreto che riconosceva l’eroicità delle virtù da lui praticate, con il conseguente titolo di “Venerabile”.
Impegnato nell’insegnamento e nell’educazione dei giovani, viene ricordato per il carattere austero che impresse alla propria vita e per la nobiltà dei sentimenti che lo contraddistinsero. Scrisse libri di formazione spirituale e si prodigò in opere di carità sino alla morte.
Sotto il Santuario SS. Pietà di Cannobio, nella provincia del Verbano Cusio Ossola, si trova la cripta con la tomba del Venerabile don Silvio Gallotti (nella foto).
A lui fu intitolata una via di Novara nel quartiere San Paolo, con delibera n. 887 del Consiglio Comunale del 20 luglio 1954.
Enzo De Paoli



