Passione Fumetti: da Jovanotti a Vasco Rossi, la musica è di casa alla Sergio Bonelli Editore

Vasco Rossi - La rabbia giovane di Barbara Baraldi, Sergio Gerasi e Flavia Biondi
Il 19 maggio scorso è uscito il graphic novel Vasco – la rabbia giovane, il primo di tre volumi della biografia a fumetti del cantautore Vasco Rossi, a cui la Sergio Bonelli Editore aveva già dedicato, nell’estate 2021, tre albi della serie mensile di Dylan Dog, ispirati a tre delle sue canzoni più note: Sally, Albachiara e Jenny, sceneggiati rispettivamente da Paola Barbato, Gabriella Contu e Barbara Baraldi, e disegnati da Corrado Roi, Sergio Gerasi e Davide Furnò, con copertine di Gigi Cavenago e Fabrizio De Tommaso. Albi che sono poi diventati volumi cartonati da libreria – arricchiti dai testi delle canzoni e da interviste a Vasco, alle sceneggiatrici e ai disegnatori – disponibili separatamente o in un lussuoso cofanetto a tiratura limitata e numerata, contenente anche tre stampe su carta di pregio con le splendide copertine disegnate da Fabrizio De Tommaso.
Vasco Rossi e Dylan Dog di Fabrizio De Tommaso

Vasco Rossi, la biografia a fumetti

Vasco Rossi a fumetti
Vasco – la rabbia giovane fa parte del progetto editoriale Vasco – una favola lunga una vita, articolato in tre volumi a colori, ciascuno di cento pagine, che ne ripercorrono la vita e la carriera. I testi sono firmati da Barbara Baraldi, attuale curatrice e sceneggiatrice di Dylan Dog, mentre i disegni sono di Sergio Gerasi e Flavia Biondi. In ogni volume vi sarà una sezione finale di approfondimento, contenente materiali d’archivio, scritti autografi e immagini storiche, ma anche delle mini interviste agli autori del volume, o almeno così è nel primo. Ho apprezzato in particolare l’intervista a Barbara Baraldi, in cui racconta il suo – sicuramente non facile – lavoro di ricerca, impostazione della narrazione e scelta dei contenuti. Stiamo parlando di un fumetto che parla di memorie di vita e di musica, di un’epoca e di un contesto sociale e geografico di cui non si è mai parlato molto, post sessantottino e periferico. Un mondo che però Barbara Baraldi conosce bene, sia perché ci è nata – una generazione dopo quella di Vasco – sia perché quel mondo lo ha rappresentato in diversi suoi romanzi, in particolare nel primo ciclo dedicato ad Aurora Scalviati.
Vasco Rossi a fumetti
Ascolto Vasco Rossi fin dai tempi della sua prima partecipazione a Sanremo nel 1982 con Vado al massimo, ma non mi sono mai interessato – come per qualsiasi altro cantante – alla sua biografia. E, probabilmente, avrei continuato a non saperne molto se non fosse uscito Vasco – la rabbia giovane, a fumetti. Ebbene, leggendolo mi sono emozionato in più di un’occasione. Notevole la bravura con cui Barbara fa entrare il lettore nella vita di Vasco bambino, poi ragazzo e infine giovane uomo, agli inizi di una carriera in embrione che, in questo primo volume mi ha ricordato le avventure della band indie dei primi anni 2000 raccontate da Emanuele Rosso nel suo Off the record, segno che il tempo passa ma certe dinamiche rimangono, e accomunano generazioni distanti decenni. Ad emozionarmi – e divertirmi – anche gli episodi in cui vengono rievocate situazioni che hanno dato vita alle canzoni di Vasco, come la bellissima Colpa d’Alfredo, sicuramente apprezzabili da chi le sue canzoni le conosce bene.
Vasco Rossi a fumetti
La narrazione è comunque leggera, avvincente ed emozionante anche per chi – se esiste – non conoscesse le sue canzoni, con dialoghi essenziali ad accompagnare i bei disegni di Sergio Gerasi, che si è occupato della parte biografica, e di Flavia Biondi, disegnatrice degli intermezzi onirici, sospesi tra sogno e ricordo. Uno sguardo toccante nei pensieri di Vasco Rossi. Dialoghi accurati, ma nessuna didascalia e diverse sequenze mute, particolarmente intense, caratterizzano la parte biografica, mentre i pensieri e lo sguardo interiore animano le parti disegnate da Flavia Biondi, il cui stile linea chiara crea il giusto distacco, senza allontanarsi troppo da quello di Sergio Gerasi, con cui ha una certa affinità di tratto. Anche se qui li vediamo in veste di disegnatori, è bene ricordare che entrambi sono autori di diversi graphic novel da autori completi, tra cui La Generazione, La Giusta Mezura, Le Maldicenze e La casa delle magnolie per Flavia Biondi (tutti editi da Bao Publishing); In inverno le mie mani sapevano di mandarino, Un romantico a Milano, L’Aida, Valentina è vera e Valentina, quanto ti amo! per Sergio Gerasi (i primi tre editi da Bao Publishing, Valentina da Feltrinelli Comics), autore che a mio parere non è ancora stato adeguatamente celebrato nel mondo del fumetto italiano. Scoperto dal grandissimo Ade Capone, ha iniziato a lavorare su Lazarus Ledd nel 2000, per poi passare alle altre pubblicazioni della Star Comics, nel felice periodo delle miniserie, fino a Valter Buio, su cui ha iniziato a collaborare con Alessandro Bilotta, di cui oggi realizza i volumi della serie Eternity, sempre per Sergio Bonelli Editore. Nel mentre ha realizzato, tra le altre cose, tantissime storie di Dylan Dog, diversi albi della serie culto Mercurio Loi, collaborato ai disegni di Orbit Orbit di Caparezza e portato avanti l’opera di Guido Crepax su Valentina.

La musica nei fumetti della Sergio Bonelli Editore


Non è la prima volta che la Sergio Bonelli Editore – casa editrice il cui marchio è l’Avventura – dedica suoi fumetti alla musica. Non si è infatti ancora spento l’enorme eco mediatico che ha accompagnato l’altrettanto enorme successo di Orbit Orbit, graphic novel scritto da Caparezza e presentato all’ultima Lucca Comics & Games 2025 (di cui ho parlato nel mio reportage), ma prima ancora vi era stata l’incursione nientemeno che di Jovanotti in un racconto di Zagor. Allegato all’albo La banda degli spietati, il numero 632 di Zagor (Zenith n. 683) uscito nel marzo 2018, era stato dato in omaggio un albetto di 32 pagine, contenente l’avventura Il richiamo della foresta, scritta da Moreno Burattini a partire da un soggetto di Michele Masiero e disegnata da Walter Venturi, che vedeva Jovanotti agire insieme a Zagor, personaggio di cui è da sempre lettore appassionato (insieme a Mister No), tanto da portarne il simbolo anche nel suo tour cicloturistico in Sudamerica Non voglio cambiare pianeta, nel 2020.

La musica, le canzoni e i loro interpreti sono comunque da sempre presenti nelle pubblicazioni a fumetti della Sergio Bonelli Editore (intendendola nella sua evoluzione storica dall’inizio delle pubblicazioni a marchio Audace). Certamente non mi viene in mente nessun episodio in cui si siano visti Tex e i suoi pard canticchiare o fischiettare – immagine che farebbe rabbrividire qualsiasi vero e serio appassionato – ma in molte altre serie, la musica ha avuto un ruolo nemmeno tanto secondario, grazie proprio a Sergio Bonelli, per tantissimi anni meglio conosciuto come Guido Nolitta.

Cico e Guitar Jim


Il più grande cantautore, compositore e paroliere nei fumetti della SBE è indubbiamente da sempre il grande Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, purtroppo nato in tempi in cui l’industria discografica non esisteva ancora, altrimenti avremmo avuto sicuramente uno Speciale Cico Cantautore, in cui avremmo assistito alle sue tournée in giro per il Messico e non solo. Nonostante questo, da ben 65 anni – tanti quanti sono gli anni di presenza in edicola della serie dedicata a ZagorCico allieta le avventure del suo amico con allegre canzoncine da lui stesso ideate. Ma a testimoniare la passione per la musica di Sergio Bonelli c’è anche la creazione di un altro personaggio, che nella serie di Zagor ha avuto l’onore di essere protagonista del n. 100 della serie gigante: Il mio amico “Guitar” Jim, in cui assistiamo al terzo ritorno di Guitar Jim, controverso e simpatico menestrello del West – che nella chitarra nasconde una letale pistola – già apparso in precedenti avventure quali Gli sciacalli della foresta (n. 29) e La mano di Allah (n. 75), e destinato a tornare più volte negli anni a venire.

Mister No


La musica ha un ruolo importante anche nell’altra fondamentale serie creata da Guido Nolitta, vale a dire Mister No. Qui è Jerry Drake, alias Mister No, a chiudere spesso le sue avventure cantando o fischiettando una canzone, fin dal finale di uno dei primissimi albi, La vendetta del gringo (n. 5, con disegni di Franco Bignotti). L’albo successivo, L’uomo della Guyana (disegni di Roberto Diso) si apre invece con Mister No che porta a spasso sul suo Piper un cantante lirico, un baritono del Teatro dell’Opera di Manaus. Non passano molti albi prima che entri in scena un altro personaggio destinato a tornare più volte nel corso della serie, vale a dire il simpatico cantante Dana Winter, il cui divertentissimo arrivo avviene nella fondamentale avventura Pioggia che inizia nelle ultime pagine dell’albo n. 12 “Tango” Martinez, sempre di Guido Nolitta e Roberto Diso.
Ma la musica accompagna un po’ tutta la serie dedicata a Mister No, in particolare con riferimenti al Blues e al Jazz, e con temi ricorrenti come quello del brano When the Saints Go Marching In. Inoltre, si suona e si canta nei locali e nelle feste che Jerry Drake frequenta a Manaus e capita che lo si veda addirittura ballare, come succede nell’albo n. 27 Chi ha visto Carlos Gomez?

Ken Parker e Dylan Dog


Tra le pubblicazioni della Sergio Bonelli Editore, la musica è presente anche in serie create da altri autori, come nel Ken Parker di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. Ad esempio il meraviglio albo n. 12 La ballata di Pat O’Shane è strutturato come una ballata folk, accompagnando gli episodi con le note musicali e le parole di una immaginaria canzone. E c’è musica anche nello straordinario Diritto e rovescio, albo che vede tra i protagonisti anche Totò.


All’interno della celebre collana Un uomo un’avventura, trenta volumi cartonati pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore (allora Cepim) tra il 1976 e il 1980, quello scritto e disegnato da Guido CrepaxL’uomo di Harlem, n. 21 pubblicato nell’aprile del 1979 – vede come protagonista un contrabbassista afroamericano che si ritrova suo malgrado coinvolto in un regolamento di conti tra gangster.


Infine, ricordando che al rapporto di Martin Mystère con la musica la Sergio Bonelli Editore ha addirittura dedicato un’antologia che ne ripropone i casi più importanti: Martin Mystère – Musica, Maestro! (facilmente reperibile sul sito e in libreria), cosa dire di Dylan Dog, che si diletta suonando il clarinetto – e in particolare Il trillo del diavolo di Giuseppe Tartini – fin dal mitico n. 1 L’alba dei morti viventi, di Tiziano Sclavi e Angelo Stano?

Precisi riferimenti al mondo della musica sono spesso presenti sulla serie, ad esempio in Golconda (n. 41 di Tiziano Sclavi e Luigi Piccatto) all’Inferno suona una band che si ispira ai Demon, band heavy metal inglese, mentre in Delirium (n. 54 di Claudio Chiaverotti e Giovanni Freghieri) il sottofondo della festa a pag. 23 è The Sound of Silence di Simon & Garfunkel. Numerosi sono anche gli albi in cui è la musica ad essere protagonista, come in Sinfonia mortale (albo n. 99 di Michelangelo La Neve e Ugolino Cossu), mentre ne Il seme della follia (n. 175 di Paola Barbato e Luigi Piccatto), l’antagonista è una rockstar ispirata al cantante Marilyn Manson. Anche l’attuale curatrice di Dylan Dog, Barbara Baraldi, ha ideato per l’Indagatore dell’Incubo una storia a tema rock: Gli anni selvaggi (n. 364, disegnato da Nicola Mari), in cui vengono rievocati gli anni della giovinezza di Dylan Dog in cui ricopriva il ruolo di road manager della punk-rock band Bloody Hell.

Immagini © Sergio Bonelli Editore