STORIA DELLA CHIERI MODERNA. (3) Il costo della guerra contro la Francia rivoluzionaria
La guerra, sia negli anni in cui fu incombente (settembre 1792 – aprile 1796), sia nei pochi mesi in cui fu guerreggiata (12 aprile – 15 maggio 1796. Fig. 1: brigata di soldati sabaudi), sia negli anni successivi ebbe effetti devastanti per lo Stato e per le economie locali. Per farvi fronte il re Vittorio Amedeo III fu costretto a ricorrere a misure eccezionali ed impopolari. Impose un prestito forzoso ai banchieri e alle comunità ebraiche, gravò di una sovrimposta alle province piemontesi e colpì le rendite degli Ordini religiosi: tutte misure che alla fine si rivelarono insufficienti e resero necessaria la stampa di una quantità eccessiva di carta moneta, causando un’inflazione sempre più grave. Varie ricerche di mutui a Genova, Ginevra, Londra ed a Rotterdam ebbero scarsissimo successo. Mancava perfino il denaro per le paghe dei soldati. “Le spese sostenute dallo Stato per la guerra contro la Francia dal 1792 al 1796 – scrive lo storico P. Notario – avevano consumato la rendita ordinaria di quindici anni, e portato allo stremo le forze del paese, turbato da una gravissima inflazione e vessato dalle imposte straordinarie, dalle requisizioni e dagli abusi compiuti nelle campagne e nelle città dagli eserciti francesi”. All’inizio del 1797 “il debito pubblico ammontava a 340 milioni di lire, mentre il reddito nazionale ascendeva a 290-300 milioni”.
La guerra compromise l’economia delle campagne e delle città anche a causa delle coscrizioni sempre più numerose. Necessarie per completare i ranghi dei reggimenti provinciali, esse erano anche una iattura perché privavano le famiglie delle braccia necessarie per portare avanti il lavoro delle campagne e delle botteghe artigiane.
A Chieri la prima richiesta di uomini arrivò il 10 gennaio 1790. Ma non era che l’inizio. Nei mesi ed anni successivi continuò lo stillicidio di richieste dello stesso tenore, tutte puntualmente esaudite. Il 16 febbraio 1793, ad esempio, il Consiglio Comunale dovette scegliere ben 148 cittadini destinandoli a vari reparti dell’esercito. Ne seguirono altri il 12 aprile 1796, altri ancora il 30 aprile dello stesso anno e così via.
13 maggio 1794, poiché il reggimento del Corpo della Milizia della città si era assottigliato a causa dei molti elementi inviati al Reggimento Provinciale di Torino, vennero nominati dei sostituti scelti fra i cittadini e fra gli uomini delle campagne dei quali colpisce la giovanissima età: su 34 elementi, nove avevano 16 anni; due ne avevano 17; sei erano diciottenni; dodici avevano fra i 19 e i 22 anni. Intanto proseguivano le richieste di reclute per il reggimento provinciale di Torino.
(Da: A. Mignozzetti, “PAGINE DI STORIA CHIERESE, civile e religiosa, 1789-1985”, Chieri 2022, pp. 8 – 12, passim).
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