Chieri. La nuova piscina costa troppo e (per ora) non si farà

PISCINA COMUNALE: COSTI E TEMPI NON PIÙ SOSTENIBILI. LA VERIFICA DEL PROGETTO ESECUTIVO HA DATO ESITO NEGATIVO. SICCHIERO E QUATTROCOLO: “NON CI ARRENDIAMO E VALUTEREMO OGNI OPZIONE”

 

«Siamo delusi e amareggiati per l’esito negativo della verifica del progetto esecutivo della nuova piscina. La mancata validazione impedisce alla nostra Amministrazione di procedere con l’appalto. L’aumento insostenibile del quadro economico dei costi dell’opera, stimabile in un milione e 100mila euro (lavori ed oneri annessi) in più rispetto ai 7 milioni previsti inizialmente, unitamente alle rigide tempistiche di apertura e chiusura del cantiere, condizionate da verifiche non positive del progetto, fanno sì che non vi siano più le condizioni per la realizzazione della nuova piscina comunale». Lo affermano il Sindaco Alessandro Sicchiero e il vice Sindaco e assessore al Bilancio Roberto Quattrocolo dopo aver acquisito il parere dell’organismo terzo che ha proceduto alla verifica del progetto esecutivo prima dell’avvio della gara per l’affidamento dei lavori. La verifica della progettazione è una fase obbligatoria finalizzata ad accertare la completezza e la conformità della soluzione progettuale prescelta alle specifiche disposizioni funzionali, prestazionali, normative e tecniche contenute negli elaborati progettuali dei livelli già approvati.

 Spiegano Alessandro Sicchiero, Roberto Quattrocolo e l’assessora ai Lavori pubblici Daniela Sabena: «Avevamo messo in conto che potessero sopraggiungere dei costi ulteriori in fase di realizzazione ma qui siamo di fronte ad una cifra che, ancor prima di iniziare, va oltre qualsiasi realistica previsione. Né ci potevamo aspettare che sorgessero in quest’ultimo anno nuove difficoltà, dal momento che già avevamo ridimensionato il progetto originario. Su 7 milioni di investimento, ben 2 milioni e 800mila sono coperti da un mutuo ad “interessi zero” dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC). Nonostante si sia ottenuta una proroga di un anno rispetto alla scadenza originaria, l’agevolazione dell’interesse zero è vincolata al rispetto di termini inderogabili: consegna del cantiere entro la metà di dicembre 2026 e conclusione dei lavori entro dicembre 2028. Una tempistica che  difficilmente potrà essere rispettata, dal momento che il progetto non ha superato le verifiche obbligatorie e l’aumento dei costi fa sì che l’appalto richieda l’avvio di una gara europea, che comporta procedure più complesse e tempi più lunghi. Di fronte ad un progetto che non corrisponde a quello di partenza e che viene a costare di più, sarebbe irresponsabile accanirsi e voler proseguire, perdendo le agevolazioni dell’ICSC».

A giugno 2025 è stata affidata ad uno studio di professionisti la progettazione esecutiva e il mese successivo è stato assegnato, ad un organismo indipendente, l’incarico professionale di verifica e validazione del progetto esecutivo. Il quadro economico prevedeva un investimento di 7 milioni di euro. Nove mesi fa, quindi, tutto appariva chiaro: individuato il professionista incaricato di redigere il progetto esecutivo, individuato il soggetto verificatore, stabiliti i costi dell’opera.

Durante le successive fasi di verifica della progettazione esecutiva sono poi emerse delle criticità di diversa natura che, nel dicembre 2025, hanno consigliato all’Amministrazione comunale di richiedere, ed ottenere, dall’ICSC la proroga dei termini per l’avvio dei lavori, originariamente prevista entro la metà del dicembre 2025, e, quindi, il mantenimento dell’agevolazione dell’interesse zero sul mutuo.

Col nuovo anno lo studio di professionisti ha quindi trasmesso il progetto esecutivo da cui si evince un considerevole aumento del quadro economico dei costi di realizzazione dell’opera (da 7 milioni a circa 8 milioni e 100mila euro), che comporta il superamento delle soglie comunitarie e quindi l’obbligo di indire una procedura aperta per l’affidamento dell’appalto dei lavori di costruzione. Il prolungamento dei tempi comporta la perdita dell’agevolazione dell’interesse zero sul mutuo, con ovvie ricadute negative sul Bilancio.

Concludono Alessandro Sicchiero e Roberto Quattrocolo: «Insieme ai nostri tecnici abbiamo cercato in tutti i modi di superare le difficoltà sopraggiunte nel corso dei mesi, abbiamo ridotto il progetto iniziale in tutto quello che era possibile (a meno di non volere una piscina senza vasche…), abbiamo ottenuto la proroga dal Credito Sportivo. Non è bastato. Non possiamo più proseguire con l’attuale progetto, perché è venuta meno la sostenibilità economica. Questo non vuol dire che l’opera non verrà realizzata, perché una città come Chieri non può rimanere senza una piscina moderna, utilizzabile non solo dai cittadini  ma anche dalla comunità scolastica.  Non ci arrendiamo: azzeriamo tutto e riapriamo il “dossier piscina”, verificando se la strada da percorrere debba rimanere quella dell’opera pubblica o se vi possano essere partnership con soggetti privati, nelle forme previste dal PPP (partenariato pubblico privato), che assicurino migliori performance di realizzazione dell’opera sulla base degli indirizzi di sostenibilità della successiva gestione, mantenendo le prerogative di accesso a costi popolari, che è l’interesse pubblico che continuiamo a voler perseguire».