PERSONAGGI NOVARESI 34. ALFREDO GIANNONI, OREFICE E INSIGNE COLLEZIONISTA
Alfredo Giannoni (nella foto il suo ritratto), al quale si deve la più importante galleria civica della città di Novara, tuttora aperta con successo al pubblico, nasce proprio a Novara il 19 settembre 1862 da Paolo e da Adele Gatti. La sua è una famiglia piccolo-borghese relativamente agiata. Come i fratelli inizialmente lavora per la pubblica amministrazione come impiegato delle ferrovie, ma dimostra subito anche un importante interesse per la cultura, in particolare nel settore storico-artistico. Al contempo emerge la sua forte volontà di acquisire una più rilevante posizione sociale nella sua città.
Tra il 1903 e il 1912 si occupa anche della gestione del Teatro Faraggiana, incrementando la consueta programmazione di spettacoli di intrattenimento anche con iniziative di carattere culturale. Nel primo decennio del Novecento subentra alla madre nella gestione del negozio di oreficeria della sua famiglia, lasciando a questo punto il lavoro nelle ferrovie e consolidando così anche la sua situazione economica.
La nuova disponibilità finanziaria gli consente di avviare anche una attività che negli anni lo porterà ad accreditarsi come banchiere. Nella sua vita non si annotano legami matrimoniali per una sua precisa scelta. Comincia invece ad interessarsi all’arte e al collezionismo del suo tempo, costituendo gradualmente una consistente raccolta di pittura e scultura italiana, che colloca inizialmente presso la sua abitazione (nella foto il dipinto “La lavandaia” del maestro vigezzino Giovanni Battista Ciolina).
Diventa amico di Alessandro Viglio, che dal 1917 è direttore dei Musei Civici di Novara. Negli anni Venti del Novecento prende forma il suo progetto di

La Lavandaia, dipinto di Giovanni Battista Ciolina
donare la sua collezione al Comune di Novara, che dovrà esporla al pubblico nelle sale del complesso monumentale del Broletto cittadino che vediamo nella foto (collocato tra le attuali via Fratelli Rosselli e corso Italia). La donazione avverrà in tre momenti successivi: nel 1930, nel 1935 e nel 1938. Le sue ingenti raccolte diventeranno quindi così proprietà del Comune. Alfredo Giannoni muore a Novara il 27 novembre 1944.
Nella sua vita Giannoni ha quindi coltivato la propria passione artistica collezionando quadri, sculture, disegni e incisioni secondo un particolare gusto, che egli si formò seguendo l’esempio delle grandi città, inserendosi così nella élite culturale novarese del tempo, impegnata nel contribuire a fare emergere e valorizzare gli aspetti della cultura della propria terra. Accettò cariche ufficiali di carattere culturale; fece parte dell’Associazione milanese Famiglia artistica, della Permanente di Milano e della Società Promotrice di Belle Arti di Torino.
Nel 1930, al Broletto, come voluto da Giannoni, fu aperta al pubblico l’esposizione del primo nucleo della sua collezione, che donò interamente al Comune di Novara appunto tra Il 1930 e il 1938, con l’obiettivo di costituire una galleria pubblica di arte moderna, che potesse essere arricchita con regolari acquisizioni.

Novara Il Broletto
La Galleria Giannoni raccoglie circa novecento opere, ma la grande parte non sono esposte. Vi sono sale aperte al pubblico e anche sale di studio, tutte presso il Broletto. La collezione è rimasta nel suo complesso come all’origine. In essa sono rappresentate tutte le scuole artistiche italiane del tempo, con particolare attenzione ai maestri lombardi e piemontesi e costituisce un valido documento per la storia del collezionismo e del gusto di un’epoca.
Il percorso della Galleria Giannoni è organizzato attraverso temi iconografici di particolare valore, nell’ambito delle scelte di gusto di Alfredo Giannoni. I lavori esposti attraversano tutto il periodo delle opere disponibili, all’incirca tra il 1860 e il 1940 e anche oltre, grazie a raccolte d’arte comunali novaresi databili dopo il 1945. L’allestimento è composto da oltre 100 pezzi tra dipinti e sculture spesso di grande formato.
Ad Alfredo Giannoni è stata intitolata una via, nel quartiere di Sant’Agabio, su proposta dalla Commissione per la toponomastica, il 18 marzo 1967.
Enzo De Paoli



