PIEMONTE ARTE: IL TESORO DEL DUOMO DI CHIERI, MASO GILLI A SAN FILIPPO, DE-COLL’, SPIRAGLI DI BELLEZZA, UNIA A RUBIANA, I SOCI DELLA PROMOTRICE…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
Chieri. Esposizione straordinaria de “Il Tesoro del Duomo di Chieri” – Il Tesoro ritrovato

Sabato 12 settembre 2026 , dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, nella Sagrestia del Duomo saranno visibili i capolavori del Tesoro del Duomo di Chieri che erano stati trafugati nel 1973 e restituiti alla Comunità grazie al prezioso lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Preziosi reliquiari, commissionati per il Duomo ad orafi fiamminghi dai canonici Antonio Carboni ed Enrico Rampart, rappresentano una collezione di capolavori di altissimo livello, che Chieri ha rischiato di perdere a causa del clamoroso furto del 12 luglio 1973 ma che ha poi ritrovato in buona parte, con alcuni pezzi ritrovati tra il 1974 e il 1981 e i due ultimi ritrovamenti recenti. Nell’occasione sarà presentata la mostra virtuale de il Tesoro del Duomo di Chieri: arte, storia e devozione svelate al pubblico, curata da Rosanna Cauda e Roberto Toffanello e visibile su 100torri.it per permettere a tutti, in ogni momento, di ammirarlo e studiarlo.La mostra on-line, annunciata all’inizio dell’estate, è oggi disponibile, con un semplice clic: si entra in un mondo antico e affascinante, le cui origini risalgono alla fine del Quattrocento e all’inizio del Cinquecento.Ha scritto Don Marco Di Matteo, parroco del Duomo, nella presentazione della iniziativa di 100torri: “Un Tesoro che testimonia la storia di fede di una comunità, un Tesoro che il Duomo custodisce, ma che è patrimonio cittadino, bene comune, ed è in questo spirito che siamo orgogliosi di renderlo ora ancora più fruibile e apprezzabile a tanti.”La mostra on-line si inaugura in occasione della mostra “Il Tesoro ritrovato”, l’esposizione straordinaria del Tesoro dopo il recente ritrovamento delle statue in argento della Madonna col Bambino e di San Giuliano.
Sabato 12 settembre, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, nella Sagrestia del Duomo saranno visibili quei capolavori e sarà presentata la mostra virtuale su 100torri.it.
Link: https://www.100torri.it/chieri-il-tesoro-del-duomo/
CAPPELLA DI SAN FILIPPO – CHIERI. “ALBERTO MASO GILLI VITA E OPERE DI UN ARTISTA CHIERESE CHE HA VARCATO I CONFINI”
OTTO IMPORTANTI OPERE DI ALBERTO MASO GILLI DIVENTANO UFFICIALMENTE PATRIMONIO DELLA CITTÀ DI CHIERI. UNA MOSTRA PER CELEBRARE L’ARTISTA E RINGRAZIARE I DONATORI

Alberto Maso Gilli, Chiesa di San Giorgio, Chieri
Dal 12 al 27 settembre 2026 la mostra «Alberto Maso Gilli, vita e opere di un artista chierese che ha varcato i confini» ricorda il celebre pittore e incisore: durante la cerimonia di inaugurazione, sabato 12 settembre, alle ore 10, sarà formalizzata la donazione alla Città di Chieri di otto importanti opere dell’artista, fatta dalle Associazioni culturali e da privati cittadini.
La Città di Chieri e l’Associazione Carreum Potentia ODV organizzano la mostra «Alberto Maso Gilli: vita e opere di un artista chierese che ha varcato i confini», allestita all’interno della Cappella di San Filippo dell’omonimo Complesso in via Vittorio Emanuele II, 63. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di formalizzare la donazione di otto opere del grande pittore e incisore, cinque delle quali già in custodia al Comune, più una nuova acquisizione; a queste si aggiungono due incisioni di grande pregio. La collezione entrerà ufficialmente a far parte del patrimonio cittadino durante la cerimonia di inaugurazione in programma sabato 12 settembre alle ore 10. Sarà possibile visitarla fino al 27 settembre, tutti i sabati e le domeniche dalle ore dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18.
Le opere di Gilli oggetto della donazione costituiscono il cuore pulsante della mostra: tra queste, spiccano quattro quadri acquistati nel 2017 presso una galleria d’arte romana grazie all’iniziativa di un gruppo di benefattori chieresi composto dalle associazioni Compagnia della Chiocciola, Carreum Potentia, Avezzana (oggi confluita in Carreum Potentia) e Rotary Club, unitamente ai privati cittadini Manuela Olia, Margherita Ronco, Bruno Masera, Claudio Martano, Beppe Ronco e Maurizio Sicchiero. A queste si aggiungono il Ritratto di Luigi Collo (sindaco di Chieri negli anni Settanta dell’Ottocento), recentemente donato da un lontano discendente della famiglia, e il Ritratto di Margherita Collo (sorella del sindaco), già consegnato in passato dal dottor Guido Collo e oggi conservato nella saletta dedicata a Gilli all’interno del Complesso di San Filippo; completano il lotto due incisioni all’acquaforte donate da Filippo Morgantini e Maurizio Sicchiero.

Alberto Maso Gilli, Porta Torino, Chieri
A completare la mostra ci sono altre due grandi tele realizzate da Gilli, attualmente custodite nel Palazzo Comunale di Chieri: si tratta del Ritratto di Michelangelo Buonarroti e di un Autoritratto. In esposizione anche un prezioso catalogo pubblicato nel periodo in cui l’artista era attivo a Torino. La mostra sarà accompagnata, infine, da un percorso narrativo composto da pannelli illustrativi che ne raccontano il legame con il territorio, la formazione, l’evoluzione artistica e il valore della produzione, mentre altri cartelloni racconteranno al pubblico le opere di Gilli presenti nelle chiese della città.
La cerimonia di sabato 12 settembre sarà quindi l’occasione per rendere ufficiale un percorso iniziato nove anni fa, quando le opere furono acquistate grazie alla mobilitazione di associazioni e cittadini chieresi e affidate alla custodia della Città: «A nove anni dall’ultima mostra dedicata ad Alberto Maso Gilli – dichiarano il sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora alla Cultura Antonella Giordano – era giusto riproporre un’esposizione che desse l’opportunità di ringraziare quanti hanno partecipato all’acquisto delle opere che ora diventano ufficialmente patrimonio del Comune insieme alla recente donazione fatta dai discendenti del sindaco Collo. Sarà un’ulteriore occasione per far conoscere un artista chierese di primo piano e per restituire alla cittadinanza una parte significativa del nostro importante patrimonio culturale».
La mostra è un progetto della Città di Chieri e dell’Associazione Carreum Potentia ODV e si realizza nell’ambito di un percorso di coprogettazione che ha l’obiettivo di valorizzare la StArt Gallery, la galleria permanente dedicata alla storia e all’identità della città: «La mostra su Alberto Maso Gilli – aggiunge il presidente di Carreum Potentia ODV Dario Franceschi – è l’occasione per far conoscere più in profondità uno dei personaggi illustri di Chieri. Non a caso, l’esposizione trova spazio all’interno della StArt Gallery, lo scrigno che custodisce e racconta la storia della città declinata in tutte le manifestazioni espresse dalla nostra comunità nel tempo».
Biografia di Alberto Maso Gilli
Alberto Maso (Tommaso) Gilli nacque a Chieri nel 1840 e trascorse la sua giovinezza nella casa dei Montefamerio, in piazza Umberto I (l’antica piazza delle Erbe). Formatosi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si affermò nelle principali esposizioni nazionali con dipinti di soggetto storico, tra cui il celebre Arnaldo da Brescia dopo il diverbio con papa Adriano IV. Parallelamente, sviluppò una brillante carriera come incisore, ottenendo nel 1878 il primo premio all’Esposizione Universale di Parigi. Insegnò all’Accademia Albertina e collaborò ai grandi progetti di valorizzazione del patrimonio medievale piemontese, contribuendo anche agli allestimenti del Borgo Medievale di Torino, mentre nel 1885 fu nominato direttore della Reale Calcografia di Roma, dove promosse l’innovazione delle tecniche incisorie e la formazione di una nuova scuola di incisione. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni pubbliche italiane, tra cui la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. A Chieri, il suo legame è testimoniato anche dal restauro del coro ligneo quattrocentesco e del pulpito cinquecentesco del Duomo.
Mostra “Alberto Maso Gilli: vita e opere di un artista chierese che ha varcato i confini”
Cappella di San Filippo
via Vittorio Emanuele II, 63 – Chieri (Torino)
Dal 12 al 27 settembre 2026
Orari di apertura: tutti i sabati e le domeniche
dalle ore dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18.
Ingresso libero
www.comune.chieri.to.it
LA MOSTRA E’ ON-LINE SU 100TORRI.IT.
Link: https://www.100torri.it/chieri-alberto-maso-gilli/
IL CHIERESE PIER TANCREDI DE-COLL’ FIRMA IL MANIFESTO D’AUTORE DEL PREMIO “AVVISI DI BURRASCA A OLIVETO CITRA
Il Manifesto d’autore della 42° edizione del Premio, “Avvisi di burrasca”, è firmato dall’artista chierese Pier Tancredi De-Coll’ e rappresenta una ragazza, un vicolo e l’attesa di un mondo che cambia. L’opera si presta a molteplici interpretazioni.
La ragazza, seduta sui gradini di un vicolo del centro storico di Oliveto Citra, è il centro emotivo della composizione.
Tutto ciò che la circonda sembra partecipare al suo stato d’animo, un momento sospeso in cui la burrasca non è ancora arrivata ma qualcosa nell’aria annuncia che sta per arrivare. Una delle intuizioni più interessanti dell’opera è che la storia del mondo può arrivare anche dentro il vicolo più appartato.
“Avvisi di burrasca” può essere letto come un dipinto sulla paura, ma anche sulla speranza. L’opera diventa una litografia d’arte grazie alla collaborazione di PrintLitoArt di Arti Grafiche Boccia.
Chieri, Nastro di partenza per Spiragli di Bellezza all’Annunziata
La mostra collettiva “Spiragli di Bellezza” apre il 26 settembre al Santuario SS. Annunziata di Chieri per creare uno spazio in cui riconoscere la bellezza che abita un paesaggio, una luce, un dettaglio inatteso. Attraverso un vostro quadro o foto presente nella rassegna ogni scorcio può diventare uno spiraglio di bellezza per ricordarci che un mondo migliore è possibile.
Iscrizione e consegna delle opere in piazza Trieste 1, Chieri, sede Confraternita della Misericordia:
sabato 5 e 12 settembre dalle 9 alle 12
domenica 13 settembre dalle 9 alle 10,30.
Ti aspettiamo per costruire insieme questa esperienza di bellezza.
Inaugurazione Spiragli di bellezza 26 settembre ore 16
Chiusura mostra 4 ottobre 2026 alle ore 18 con concerto d’organo
e premiazione del vincitore votato dal pubblico.
Orari di apertura: ore 16/19
RUBIANA. SERGIO UNIA, SCULTURE IN GESSO, BRONZI, CARBONCINI E DIPINTI
Dal 12 al 27 settembre 2026, la Pinacoteca Comunale F. Tabusso di Rubiana ospita una mostra straordinaria curata da Marco Marzi e Massimo Venegoni, dedicata alla grazia, all’essenzialità e alla poesia della figura femminile nell’arte.
Un viaggio tra realtà e contemplazione che mette al centro le sculture in gesso, i bronzi, i carboncini e i dipinti dello scultore Sergio Unia, affiancati dalle opere di grandi maestri come Lorenzo Alessandri, Antonio Nunziante, Kurt Mair e Guglielmo Meltzeid.
Pinacoteca Comunale F. Tabusso, Piazza Roma 11 – Rubiana (TO)
Da sabato 12 a domenica 27 settembre 2026🥂
Inaugurazione: Sabato 12 settembre ore 16:00
Orari di apertura: Sabato e Domenica: 10:00 – 12:00 | 15:00 – 18:00
ALLA “PROMOTRICE” AL VALENTINO ESPONGONO 335 SOCI ARTISTI

Piero Ducato, nuotatrice (1958)
Nelle sale della Società Promotrice delle Belle Arti al Valentino, in viale Balsamo Crivelli 11, s’inaugura venerdì 11 settembre, alle 18, la “184° Esposizione Arti Figurative” con 663 opere, realizzate da 335 soci, tra artiste e artisti, che esprimono le attuali esperienze, le personali innovazioni stilistiche e i contenuti che caratterizzano i singoli percorsi espressivi.
In tale angolazione, la mostra sottolinea il costante impegno della società, presieduta da Giovanni Prelle Forneris, nella divulgazione della cultura visiva con la partecipazione attiva del Consiglio Direttivo, Commissione Artistica, Direzione Artistica e Segreteria Generale rappresentate da Orietta Lorenzini, che ha curato come al solito il catalogo e allestimento generale.
Un percorso, quindi, quanto mai di ricco di proposte che, in qualche misura, si segnalano facendo riferimento a quanti sono scomparsi lasciando le testimonianze dei loro itinerari tecnico-espessivi.
E attraverso le pagine pittoriche, sculture, grafiche, fotografie, installazioni si sviluppa questa nuova rassegna che richiama il pubblico e collezionisti, giornalisti ed esperti d’arte, artisti e quanti operano all’interno di questo settore, che possono ammirare nel salone centrale la parete interamente dedicata alle sei grandi e intense composizioni di Antonio Carena, per poi avvicinarsi all’armonia della scultura in legno “Nuotatrice” di Piero Ducato e, di volta in volta, vedere la scultura-paesaggio di Sandro Cherchi, la “Signorina egiziana n.2” di Umberto Matroianni, i Logogrifi di Ezio Gribaudo e il “Ponte sulla Dora” di Piero Martina.
Con le preziose incisioni di Tino Aime si entra in contatto con il rapido segno delle figure di Michele Baretta e Giulio Da Milano e, in particolare, quello meditato di Serafino Delaurenti, pittore e scrittore, sino a raggiungere la pregevole serie di ritratti e autoritratti di Ninì Maccagno, le incisioni di Franco Gentilini e Aligi Sassu, il “Parco Michelotti” di Luigi Spazzapan e il bozzetto in gesso di Leonardo Bistolfi per il monumento a Giuseppe Garibaldi.
Un itinerario, quindi, che occupa le tredici sale della Palazzina Libery creando una sequenza di impressioni, di risvolti creativi, di rapporti tra arte e materia, linguaggio e gestualità, fantasia e visioni oniriche, che rappresentano l’ampia e diversificata testimonianza delle ricerche in atto.
E, così, è possibile scoprire il cromatismo di Enrico Paulucci e la natura morta di Nicola Galante, entrambi esponenti dei “Sei di Torino”, la misurata e incisiva raffigurazione di Giacomo Soffiantino e i “pesci” di Mauro Chessa, in una successione che annovera la possente struttura di una chiesa di Edgardo Corbelli, la “Piazza San Carlo” di Fernando Eandi, l’”Universo donna” di Claudio Giacone e “Il traghettatore” di Pietro Morando.
In ogni caso, si possono rilevare i riferimenti alla realtà contemporanea e i documenti di una singolare scrittura, accanto all’energia del colore di un astrattismo contrassegnato dalla materia di Piero Ruggeri e dalla sensibilità di Paolo Derusticis, Alfonso Grattini, Attilio Lauricella, pittore e scultore, Nene Martelli e Mario Bisoglio.
In un alternarsi di interpretazioni, di visioni e narrazioni, si nota l’essenza di una stagione che unisce Giuseppe Bercetti ai paesaggi dell’alessandrino Guido Botta, il poetico scorcio del Melezet di Giuliano Emprin alla famiglia e musicanti di Trento Longaretti, l’”Attualità del passato” di Alfredo Levo con le “Rovine romane” di Mario Lisa , la “Natura morta con fiori” di Pina Martellini con la veduta di Saint Tropez di Emilio Scarsi e Pinetta Gramola, Mary Morgillo, Luciana Bey, Pierluigi Bovone e Stefano e Michelangelo Cambursano.
Con il paesaggio moderno di Mario Giovannini vi sono le danzatrici di Adriana Giorda e Claudia Sacerdote, la fattoria in Africa della pittrice e scenografa Maria Chiara Orlandini, la lirica composizione di Giuliana Rosso che annuncia le immagini di lungo il Po dipinte da Maria Antonietta Prelle, il bambino di Mario Micheletti, la Venezia di Metello Merlo e il naturalismo di Pierino Nervo, Gianfranco Naretto, Greta Stella, Leonardo Stroppa, Tatiana Veremejenko, Giampiero Verra, Graziella Voghera, Tullio Tulliach e Giacinto Vittone. Mentre insieme alle visioni notturne di Attilio Cutrupi, si ricorda Bruno Fisanotti e le marionette di Oddino Gagliardi, le bambole di Almerico Tomaselli, pittore e scrittore d’arte, e Francesca Graziani Giovannini, Maria Vagliasindi, Enrica Berardi, Enzo Albano e Vincenzo Albano, Marisa Boano e gli acquerelli di Gianni Lorenzo Cacioli e Aldo Cimberle e il bronzo di Mariella Perino.
Un’ampia rassegna che rinnova l’incontro con l’attività creativa dei soci, tra passato e contemporaneità.
(Orario visita: martedì-sabato 11-13/16-19,30, domenica 11-13, tel.011/6692545, sino all’11 ottobre).
Angelo Mistrangelo
DRONERO. LA TAVOLOZZA DI GIULIO BOETTO. FINISSAGE DELLA MOSTRA

Adapted Sceneries. Chapter Two: from Turin to Gwangju nella Corea del Sud
Gwangju Museum of Art (GMA), Galleria 6
5 settembre – 15 novembre 2026
Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino e la Fondazione Torino Musei presentano Adapted Sceneries. Second Chapter: from Turin to Gwangju, un progetto espositivo che inaugura il 5 settembre 2026 presso la Galleria 6 del Gwangju Museum of Art (GMA), uno dei principali musei d’arte contemporanea della Corea del Sud.
La mostra rappresenta un nuovo capitolo del dialogo culturale avviato tra Torino e Gwangju nell’ambito del Patto di collaborazione siglato dalle due città nel 2024, è stata realizzata con il supporto della Città di Torino e conferma il percorso di apertura internazionale della Fondazione Torino Musei.
Nel quadro delle Attività Internazionali previste dal Piano Strategico 2023-2026, la Fondazione promuove la presenza dei musei torinesi nei principali contesti internazionali e favorisce il dialogo culturale e la cooperazione tra l’Italia e gli altri Paesi attraverso progetti di ricerca, collaborazione e valorizzazione del patrimonio.
Il progetto espositivo nasce come naturale prosecuzione di Adapted Sceneries, realizzato al MAO nel 2025 a partire da un importante nucleo di opere provenienti dalle collezioni del GMA. Attraverso linguaggi differenti e prospettive complementari, la mostra propone una riflessione sul modo in cui i paesaggi vengono costruiti, abitati e trasformati, mettendo in relazione due città lontane geograficamente ma accomunate da profonde esperienze di cambiamento e rigenerazione.
Se il primo capitolo offriva elementi storico-artistici della città e della regione di Gwangju allo sguardo torinese, Adapted Sceneries. Second Chapter: from Turin to Gwangju compie il percorso inverso, portando in Corea una riflessione sulla storia artistico-culturale e socio-politica della città di Torino e della Regione Piemonte dagli anni Sessanta del Novecento a oggi.
Attraverso arte visiva, architettura, design, musica e performance, la mostra indaga il concetto di paesaggio come spazio in continua trasformazione, risultato dell’interazione tra ambiente naturale, sviluppo urbano e presenza umana. Il progetto mette in relazione dimensione pubblica e privata, memoria e contemporaneità, raccontando come le trasformazioni economiche, politiche e sociali abbiano modellato luoghi, comunità e modi di abitare il mondo.
Il percorso espositivo si sviluppa attorno a quattro nuclei principali che dialogano tra loro in un’unica grande installazione.
Al centro della mostra si trova il progetto di Roberto Gabetti (Torino, 1925-2000) e Aimaro Oreglia d’Isola (Torino, 1928) per Talponia, il celebre complesso residenziale realizzato a Ivrea per dipendenti e ricercatori Olivetti. Considerata uno degli esempi più significativi dell’utopia industriale italiana del secondo Novecento, Talponia viene raccontata attraverso riedizioni degli arredi originali in prestito dalla galleria di Marco Cappello, Amini e Axolight, e da una selezione di immagini del fotografo Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930 – Genova, 2025) e materiali d’archivio provenienti dall’Archivio Gabetti e Isola, tra cui disegni e bozzetti degli stessi architetti. Un racconto che restituisce la visione di un modello innovativo di relazione tra architettura, lavoro e qualità della vita, sviluppato nel contesto della straordinaria esperienza culturale e industriale di Ivrea, oggi sito UNESCO. La presentazione di questa sezione è realizzata in collaborazione con lo Studio Isolarchitetti, con Lodovico Gabetti e Fabrizio Pellegrino e con l’Archivio Olivetti.
A dare voce e presenza corporea allo spazio espositivo è U., la performance musicale di Alessandro Sciarroni (San Benedetto del Tronto, 1976), Leone d’Oro alla carriera per la danza alla Biennale di Venezia 2019.
Presentata al Teatro Carignano del capoluogo piemontese nell’ambito del festival Torino Danza nel 2024, U. è una performance musicale in cui sette cantanti performano a cappella 11 canti della tradizione italiana dal novecento ad oggi. Attraverso il canto corale, l’opera mette in scena temi universali quali il rapporto tra essere umano e natura, il trascorrere del tempo, la fragilità dell’esistenza e la dimensione rituale della vita collettiva.
La proiezione in mostra presenta l’ultimo canto della performance musicale “Cantico”, con parole scritte da Alessandro Sciarroni e musica di Aurora Bauzà e Pere Jou.
Il tema della relazione con il paesaggio prosegue anche nei video della serie Ephemeris di Giuseppe Penone (Garessio, 1947), figura centrale dell’Arte Povera. I video, realizzati dall’artista a partire dal 2016, restituiscono la poesia intrinseca nell’atto creativo, scaturito dalla contemplazione degli elementi essenziali della natura, e rivela l’approccio dell’artista e i movimenti del suo corpo, delle sue mani, della sua voce e delle sue parole mentre interagiscono con la materia. Nell’ambito di Adapted Sceneries. Second Chapter: from Turin to Gwangju è presentata una serie che include i primi cinque video del 2016 pubblicati sul canale digitale del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (Cosmo Digitale / Digital Cosmo). La presentazione di Ephemeris avviene in collaborazione con l’artista, il suo archivio e con il Castello di Rivoli.
Completa il progetto una nuova composizione commissionata a Caterina Barbieri (Bologna, 1990), tra le più autorevoli compositrici della scena elettronica internazionale contemporanea e Direttrice Artistica del Settore Musica della Biennale di Venezia per il biennio 2025-2026. Ideata appositamente per la mostra, l’opera sonora offrirà ai visitatori un’esperienza immersiva e intima.
La sua musica, descritta da Pitchfork come “un viaggio che altera la mente” e “una macchina dei sogni per le orecchie”, indaga il potenziale creativo della computazione e delle complesse tecniche generative per esplorare temi legati alla memoria, al tempo e alla fenomenologia della percezione, interrogando spesso stati di trance, coscienza alterata e intensità emotiva.
Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (TO). Tra pietra e affresco, alla scoperta del Bestiario
Sabato 12 settembre, ore 15.30

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Gli animali scolpiti nella pietra e raffigurati negli affreschi della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, sono i “residenti silenziosi” protagonisti di Tra pietra e affresco: narrazione itinerante nel Bestiario della Precettoria, l’appuntamento in programma sabato 12 settembre alle ore 15.30.
Il percorso propone una lettura del patrimonio figurativo della Precettoria attraverso le numerose presenze animali che ne abitano gli spazi: dai soggetti reali alle creature fantastiche. Nel Medioevo, infatti, gli animali erano portatori di significati simbolici e potevano rappresentare virtù e vizi, paure, ammonimenti o promesse di salvezza.
La visita accompagnerà i partecipanti tra pietre e affreschi per imparare a riconoscere e interpretare queste immagini, ricostruendo il significato che assumevano all’interno della cultura medievale. Un modo diverso per osservare la Precettoria, soffermandosi su dettagli che diventano la chiave per comprendere l’immaginario e la simbologia dell’epoca.
Scarica il comunicato stampa
INFO
Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso
Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)
Sabato 12 settembre 2026, ore 15.30
Tra pietra e affresco: narrazione itinerante nel Bestiario della Precettoria
Costo: 7 euro + biglietto di ingresso
Biglietto di ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro
Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone
Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito
Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente
Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):
011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it
Galleria Pirra Torino. FARFA Vittorio Osvaldo Tommasini. Il genio eclettico del Secondo Futurismo
INAUGURAZIONE VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2026 – ORE 17. Catalogo in sede.
In collaborazione con la Galleria Vico Spinola di Savona.
Artista eclettico e intellettuale completo, Vittorio Osvaldo Tommasini, noto come Farfa (Trieste 1879/1881 – Sanremo 1964), è una delle personalità più originali e affascinanti del panorama del Secondo Futurismo. La sua produzione attraversa una straordinaria varietà di linguaggi espressivi, comprendendo dipinti, opere su carta, ceramiche e poesie, testimonianza di una personalità creativa vulcanica, capace di reinventarsi continuamente. È tuttavia nell’estetica futurista che Farfa raggiunge la sua espressione più alta, imprimendo al movimento una cifra personale caratterizzata da ironia, fantasia e un gusto spiccatamente anticonvenzionale. Grazie a questa originale interpretazione del Futurismo, l’artista si afferma come una figura di primo piano, tanto enigmatica quanto innovativa, collocandosi in una posizione strategica tra la corrente ligure e quella torinese.
La mostra presenta oltre trenta opere, offrendo un ampio percorso attraverso le diverse stagioni della ricerca artistica di Farfa. Il pubblico potrà ammirare un ricco insieme di lavori realizzati con tecniche differenti, tra cui le celebri cartopitture – collage futuristi che rappresentano uno dei momenti più significativi della sua produzione – dipinti a olio, pastelli, acquarelli, tempere, carboncini e tecniche miste. Completano l’esposizione un raro sgabello d’artista e una singolare porta futurista, testimonianze della sua inesauribile sperimentazione creativa. L’itinerario espositivo copre un ampio arco cronologico, dagli anni Venti agli anni Sessanta, restituendo l’evoluzione di un autore che ha saputo attraversare decenni di ricerca mantenendo intatta la propria libertà inventiva e il proprio spirito anticonformista. Un’occasione per riscoprire Farfa non solo come protagonista del Futurismo, ma come artista poliedrico, capace di coniugare sperimentazione, poesia e una visione del mondo sorprendentemente moderna.
La mostra rimarrà aperta sino al 18 ottobre 2026.
Cherasco. Finissage della mostra “Realismo Arcano” di Mirko Andreoli
con la presentazione del libro“Nel mondo delle maschere, racconti ritrovati” a cura di Marina Panero, Ivo Chiolerio e Wilma BasoloSala Reviglio di Palazzo Salmatoris di Cherasco, sabato 12 settembre ore 17
Per la conclusione della mostra “Realismo Arcano” dell’artista cheraschese Mirko Andreoli, allestita nelle suggestive sale storiche di Palazzo Salmatoris, ci sarà uno speciale appuntamento all’insegna del dialogo tra arti figurative, mito e folklore piemontese.
Il finissage ufficiale è in programma per sabato 12 settembre alle ore 17.00 e l’evento offrirà l’occasione per incontrare l’artista e immergersi nelle sue opere, caratterizzate da una dimensione simbolica e grafica dove natura, mistero e atmosfere arcane si fondono armoniosamente. Nelle settimane di apertura l’esposizione ha registrato centinaia di visitatori, per la Città di Cherasco ospitare a Palazzo Salmatoris un’esposizione di un proprio concittadino rappresenta motivo di profondo orgoglio: il percorso di Andreoli, affermatosi con autorevolezza nel panorama artistico e illustrativo contemporaneo, trova nella cornice del palazzo la sua ideale consacrazione, a testimonianza del legame vivo tra il territorio e le sue eccellenze creative.
A impreziosire il pomeriggio, sabato alle 17, sarà la presentazione al pubblico del volume “Nel mondo delle maschere, racconti ritrovati”, a cura di Marina Panero, Ivo Chiolerio e Wilma Basolo, edito dalla casa editrice Atene del Canavese. L’opera è un’affascinante antologia corale che riscopre e restituisce la memoria di un mondo ormai lontano: tra le sue pagine si muovono le leggendarie masche, spiriti silvestri, folletti e curiosi aneddoti d’altri tempi, grazie al contributo di numerosi autori di differente provenienza ed estrazione, accomunati dalla passione per la tradizione e il racconto popolare.
Si ricorda inoltre che, dopo l’appuntamento di sabato, la mostra “Realismo Arcano” resterà ancora aperta al pubblico per l’intera giornata di domenica 13 settembre, in occasione dell’appuntamento del Mercatino dell’Antiquariato di settembre, offrendo un’ultima giornata di visita a cittadini e turisti prima della chiusura definitiva: dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, ingresso libero e gratuito.
ALBA. MOSTRA DI CRISTIANA CRAVANZOLA “PERCORSI TRA PRESENTE E PASSATO”
Corso Torino 18 Professional Workshop dedica la ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, ad una riflessione sull’epoca moderna, attraverso l’indagine plastica e scultorea dell’artista albese Cristiana Cravanzola.
Un percorso artistico, sottolinea la curatrice Vilma Vola, che non si lascia ricondurre a un unico movimento o a un unico maestro di riferimento, ma che rivela piuttosto una maturità costruita nel tempo grazie alla lunga esperienza dell’artista come docente di Discipline Plastiche e Scultoree presso il Liceo Artistico di Alba: un incontro tra il mestiere dell’artista e quello dell’insegnante che ne fa una figura eclettica e completa.
Cristiana Cravanzola, albese, classe 1970, consegue nel 1988 il diploma di Liceo Artistico “Ego Bianchi” di Cuneo e nel 1992 il diploma di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Attualmente è docente di Discipline Plastiche e Scultoree presso l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Govone” di Alba – sezione Liceo Artistico.
Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose collettive e simposi di scultura in Italia e all’estero — tra gli altri a Certaldo, Villafranca di Lunigiana, Torano di notte, Chiasso e Lugano, Art Innsbruck, Berlino — e ha tenuto diverse personali, tra cui quelle presso l’Enoteca Regionale del Castello di Barolo, il Centro Culturale “Luigi Russo” di Pietrasanta, la Galleria “La Telaccia” di Torino e, più di recente, la rassegna ceramisti contemporanei di Benevagenna (2024).
Sue opere sono presenti in collezioni private tra cui “La torre della Filanda” di Torino, la Fondazione Antonio Fineschi di Prato e il Commercial Center di Os, in Norvegia.
Opening Sabato 12 settembre, alle ore 18:00 in Alba, Corso Torino 18.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Bra inaugura “Ricordé”: un archivio, un paese, una mostra fotografica
Oltre 30mila immagini storiche in mostra dal 12 settembre al 25 ottobre. Ingresso gratuito
Bra ospita la mostra “Ricordé. Un archivio, un paese, una mostra fotografica”, che celebra il ritrovamento e il recupero dell’Archivio fotografico Studio Bruno Risso: oltre 30.000 immagini, tra lastre su vetro, negativi e stampe, riemergono dopo decenni per restituire volti, luoghi e storie della città. L’esposizione, promossa dal Comune di Bra e curata dal dottor Giancarlo Volpi, è parte del più ampio progetto di acquisizione finanziato dall’avviso pubblico Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La mostra – ospitata nella “Zizzola. Casa dei braidesi” dal 12 settembre (data di riapertura del museo e del parco dopo i lavori estivi) al 25 ottobre e visitabile tutti i fine settimana dalle 10 alle 18 con ingresso gratuito – propone una selezione di immagini accuratamente stampate a mano in camera oscura dal curatore. L’allestimento si articola attorno a un’imponente scultura ad albero genealogico dell’artista internazionale Giovanni Borgarello, da cui sono sospesi ritratti stampati su vetro a evocare le circa 25.000 lastre ritrovate: un vero e proprio albero della memoria della città. Inoltre sarà presente anche il banco ottico ligneo di fine ottocento attraverso cui sono state scattati questi ritratti fotografici su vetro.
L’esposizione è organizzata in quattro sezioni principali:
• Il recupero: documentazione fotografica dei sei anni di intervento sull’archivio, dal ritrovamento in cantina nell’estate del 2020 al lavoro di conservazione e catalogazione.
• Le radici: una selezione di ritratti e vedute storiche, dalle stampe ai sali d’argento, che attraversano l’Ottocento e il Novecento restituendo volti e paesaggi di un’epoca passata.
• Il motocross America dei Boschi: immagini e testimonianze che ricostruiscono la storia delle gare internazionali e della grande partecipazione popolare.
• La discoteca Diamant: fotografie e ricordi che riportano alla vita le serate, i concerti e gli artisti che hanno animato il locale come Patty Pravo, Ornella Vanoni e Massimo Ranieri.
Informazioni pratiche
Sede: Zizzola – Casa dei braidesi, Strada Fey – 12042 – Bra (CN)
Curatore: dott. Giancarlo Volpi
Allestimento: selezione di stampe a mano in camera oscura, installazione scultorea di Giovanni Borgarello e banco ottico ligneo originale dello studio fotografico.
Apertura: sabato 12 settembre – domenica 25 ottobre (solo i weekend)
Orari: 10.00 alle ore 18.00
Ingresso: ingresso gratuito – per info www.museidibra.it
PINEROLO. SCATTI: ISTANTI DI STORIE. 50 ANNI DI ARTIGIANATO, 200 ANNI DI FOTOGRAFIA.
Dal 10 al 13 settembre Pinerolo celebra i 50 anni della Rassegna dell’Artigianato Pinerolese con “Scatti. Istanti di storie. 50 anni di Artigianato, 200 anni di Fotografia”: 30 mostre fotografiche diffuse, grandi ospiti, spettacoli, buon cibo, laboratori e un’intera città trasformata in un racconto attraverso immagini fotografiche e artigianato.
ORARI RASSEGNA:
giovedì 10 settembre ore 17.00 – 23.00; venerdì 11 settembre: 17.00 – 23.30; sabato 12 settembre: 10.00 – 24.00; domenica 13 settembre: 10.00 – 21.00
Casale Monferrato. Al Castello del Monferrato la mostra “Dalla trincea alla famiglia. La posta del soldato”

E’ stata inaugurata sabato 5 settembre “Dalla trincea alla famiglia. La posta del soldato”, la mostra dedicata alla corrispondenza dei soldati durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, organizzata dall’Associazione 11° Fanteria Casale in collaborazione con la Città di Casale Monferrato e ospitata nelle salette al secondo piano del Castello del Monferrato fino al 20 settembre 2026.
L’esposizione nasce dal lavoro di ricerca del tenente Ettore Bongiovanni, vicepresidente dell’associazione, che ha raccolto e tradotto in apposite schede numerose cartoline originali dell’epoca, spedite dai soldati dalle trincee e dal fronte. Saranno presentate oltre 100 schede che consentiranno di conoscere direttamente la forma della scrittura dell’epoca, con i suoi dialetti, le particolarità linguistiche e anche gli errori ortografici, insieme a lettere e cartoline originali, oggetti e indumenti.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle modalità con cui i militari potevano comunicare con le proprie famiglie. La cartolina rappresentava infatti uno dei principali strumenti attraverso cui mantenere un legame con i propri affetti durante la permanenza al fronte, in un contesto nel quale la corrispondenza era sottoposta a precise limitazioni: ai soldati non era consentito fornire informazioni sulle operazioni, descrivere dettagli della vita in trincea né indicare la località nella quale si trovavano o il proprio reparto.
Questi e altri aspetti saranno approfonditi nel convegno in programma sabato 5 settembre alle ore 15. Interverranno, dopo i saluti del sindaco Emanuele Capra e del presidente nazionale dell’Associazione del Fante Gianni Stucchi, l’autore e vicepresidente dell’Associazione 11° Fanteria Casale Ettore Bongiovanni, il generale in congedo Antonio Zerrillo, la presidente dell’associazione Ester Patanella, il colonnello Gelsomino Biasone e due delegati del Centro Studi dell’Associazione Alpini di Casale Monferrato. Concluderà i lavori l’onorevole Enzo Amich.
A completare l’esposizione saranno alcuni materiali originali e di particolare interesse storico messi a disposizione dall’Associazione Alpini di Casale Monferrato e dal Circolo Filatelici, che hanno collaborato alla realizzazione della mostra.
La mostra, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Durante la settimana sarà possibile organizzare visite per scuole e gruppi, previa prenotazione al recapito email ass.11mocasale@libero.it .
Cuneo. Mostra “Dalle cittadelle ai paesaggi di luce – Omaggio al Livio Politano (1937-2025)
La mostra “Dalle cittadelle ai paesaggi di luce – Omaggio al Livio Politano (1937-2025)” si presenta al pubblico come il trentaduesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.
Politano, nato a Beinette nel 1937 ha iniziato la propria carriera artistica negli anni ’50 frequentando a Torino lo studio del maestro Filippo Scroppo e seguendo le correnti di metà novecento di Menzio, Paulucci, Calandri e Galvano. Le prime esposizioni risalgono al 1964 e sono proseguite fino al 2022, sempre apprezzate dagli appassionati d’arte e collezionisti alla ricerca di Arte che fa gioire l’animo.
Durante la lunga carriera artistica, con spontanea poesia, ha creato numerosi lavori che hanno caratterizzato la produzione con temi di unicità cromatica e armoniosa bellezza.
La mostra vuole offrire una fotografia dell’arte del pittore beinettese esponendo i temi che hanno caratterizzato la sua lunga carriera pittorica: dal paesaggio figurativo all’astrattismo geometrico e dal surrealismo al periodo metafisico.
Nelle opere di Politano si nota l’eleganza e la raffinatezza nell’uso dei colori e si percepisce lo studio e la creatività artistica che ha caratterizzato ogni sua tela. Come in un sogno rappresentava la realtà “ideale” con leggerezza compositiva e cromatismo armonico a formare un’arte essenziale, leggera e pulita. L’arte concettuale di Livio Politano emerge al “primo sguardo” ed è subito identificabile, non lascia indifferenti, fa lavorare l’immaginazione per cogliere il pensiero che l’ha generata.
In galleria Arte+ saranno presentate un insieme di circa trenta opere che spaziano dai paesaggi figurativi di primo periodo alle Cittadelle Metafisiche del periodo di maturità. Inoltre gli intrecci dei nastri surreali e le architetture futuristiche.
FERRERE, INAUGURATA LA STREET ART CHE CELEBRA IL TERRITORIO E LA SUA IDENTITÀ
L’artista Daniela Montrucchio ha trasformato la cabina di E-Distribuzione in un’opera d’arte dedicata ai simboli del territorio
È stato inaugurato oggi il murales sulla cabina di E-Distribuzione nel Comune di Ferrere, che si è trasformata in una tela a cielo aperto. Protagonista di questa iniziativa è stata l’amministrazione comunale, con la collaborazione del Distretto paleontologico astigiano, l’ente Parco Paleontologico e l’artista Daniela Montrucchio che, attraverso la sua opera, vuole stabilire un ponte tra la memoria geologica (il Mare Pliocenico che ha formato le colline) e i simboli identitari di Ferrere. Il titolo “L’elogio dell’imperfezione; memoria geologica e identità di Ferrere” rende omaggio a Rita Levi Montalcini, che qui visse parte della sua infanzia. Le Sette Colline celebrano il paesaggio locale e la sua anima agricola. Le api iper-realistiche e l’alveare, rappresentano la comunità operosa, la tradizione del miele e la continuità vitale tra passato e futuro del paese.
Ricetto per l’arte – Agorà della Valle di Susa METAMORFOSI. La forma dell’imprevisto opere di Sara Ferrero e Paola Zanella
Venerdì 11 settembre alle ore 18.00 si inaugura la mostra che dà il via alla seconda parte della stagione artistica 2026, con le opere di due artiste Sara Ferrero di Avigliana e Paola Zanella di Rivoli con studio a Buttigliera Alta.
Per l’occasione Andrea Massaro accompagnerà il pubblico con il suo handpan.
Metamorfosi, la forma dell’imprevisto nasce dall’incontro tra due artiste che condividono un linguaggio comune: la terra come origine, il gesto come atto creativo, la materia come luogo di relazione tra essere umano e natura.
È proprio in questo contesto che prende forma una mostra che mette in dialogo attraverso due percorsi differenti, le ricerche di Sara Ferrero e Paola Zanella, due artiste accomunate da una profonda relazione con la materia e con la sua inesauribile capacità di trasformazione.
GALLERIA TUCCI RUSSO. HARALD KLINGELHÖLLER- and the world apart, twice ( horizont )
Inaugurazione: martedì 15 settembre 2026, ore 18 – 20
Fino al 31 gennaio 2026
Dal mercoledì al sabato, ore 11 – 13 | 15 – 19
La prima mostra di Harald Klingelhöller alla galleria Tucci Russo risale al 1993. Dalla metà degli anni Ottanta, Harald Klingelhöller occupa una posizione unica all’incrocio tra scultura e linguaggio. Come un “flâneur linguistico”, trasforma la parolascritta e parlata in forma tridimensionale. La sua pratica crea una tensione tra elementi narrativi e arte visiva, impiegando un ampio spettro di materiali – da quelli fragili come carta, cartone e specchi di vetro a quelli pesanti come acciaio e granito.Le sculture di Klingelhöller possono essere lette come trascrizioni spaziali del linguaggio. Giocano con l’intonazione, la ripetizione e la progressione lineare delle let-tere. Le sequenze di parole metaforiche e poetiche che utilizza – tratte da fonti come la stampa, la poesia o testi medici e giuridici – non fungono semplicemente da titoli. Piuttosto, stabiliscono una struttura in cui linguaggio e oggetto coesistono senzamai coincidere completamente. Questa stessa non-corrispondenza costituisce il tema centrale del suo lavoro: l’imprevedibile relazione tra la parola e il mondo parallelo delle cose.Questo dialogo aperto permette di leggere la sua opera come metafora di una specifica concezione dell’arte, che insiste sull’autonomia dell’opera pur invitando al contempo a un confronto discorsivo sul suo significato.
Nella mostra – and the world apart, twice (horizont) – le opere esposte sono da-tate 2026 e rappresentano quindi l’evoluzione più recente della poetica dell’artista e si presentano su diversi livelli: sospeso, a pavimento o, nel caso della serie (Horizont),come una linea di orizzonte, sostenuta da un leggio, su cui le parole che compongono il titolo sono metaforicamente trasferite.




