VERBANIA. INTERVENTI DEI CARABINIERI IN OSPEDALE. TRE PERSONE DENUNCIATE NEGLI ULTIMI GIORNI PER AGGRESSIONE A PERSONALE SANITARIO

I carabinieri della Sezione Radiomobile di Verbania negli ultimi giorni sono intervenuti presso l’ospedale Castelli di Verbania per episodi di aggressione nei confronti del personale sanitario. Tre le persone denunciate in stato di libertà. In particolare il primo intervento risale alla fine del mese di giugno, quando i militari sono intervenuti presso la citata struttura sanitaria in quanto era stato segnalato un soggetto armato di spranga che minacciava i presenti. Una volta individuato il soggetto, un 72enne del Cusio, lo steso veniva immobilizzato e disarmato della lunga spranga in metallo e al termine degli accertamenti denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di strumenti atti ad offendere, minaccia e interruzione di pubblico servizio.

Lo scorso 5 agosto i carabinieri sono intervenuti nuovamente presso il pronto soccorso poiché era stato segnalato un individuo in stato di agitazione che aveva aggredito il personale sanitario intento a prestargli le cure del caso. Una volta sul posto il soggetto, in evidente stato di alterazione da abuso di alcolici, appariva minaccioso anche nei confronti dei militari. Terminati gli accertamenti volti alla ricostruzione degli eventi l’uomo, un 29enne richiedente asilo, veniva denunciato per percosse aggravate commesse a personale esercente una professione sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni.

Il giorno successivo sempre i carabinieri del Radiomobile di Verbania sono intervenuti nuovamente presso il DEA di Verbania dove era stato trasportato in ambulanza un soggetto in forte stato di agitazione dovuto anch’egli all’abuso di alcolici, il quale, durante il tragitto in ambulanza, aveva aggredito il personale medico all’interno del veicolo di soccorso. Anche quest’ultimo, un 36enne del Verbano, al termine degli accertamenti veniva denunciato per percosse aggravate commesse a personale esercente una professione sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni, reato introdotto nel 2020 al fine di tutelare la sicurezza e l’incolumità del personale sanitario e socio-sanitario, che prevede la procedibilità d’ufficio.

La problematica delle aggressioni ai danni del personale sanitario è costantemente monitorata dall’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie, che annualmente stila un rapporto sul fenomeno sia nazionale che regionale.

Lo scorso anno, la Regione Piemonte ha registrato 1.621 segnalazioni di aggressione ai danni del personale sanitario, per un totale di 2.207 operatori coinvolti, tutte provenienti dal settore pubblico. La categoria professionale più colpita è quella degli infermieri (61%), seguita da medici e OSS. I contesti più a rischio risultano essere i Pronto Soccorso, le aree di degenza e i reparti di psichiatria. Le violenze sono state prevalentemente di tipo verbale (87%), affiancate da episodi fisici (26%), perpetrate in massima parte da pazienti e loro familiari o caregiver. Per quanto riguarda la nostra provincia, dall’inizio dell’anno i carabinieri sono intervenuti presso gli ospedali di Verbania e Domodossola 17 volte, anche se per lo più si è trattato di soggetti in stato di agitazione con comportamenti minacciosi, senza però sfociare in aggressioni fisiche come nei citati casi, e l’arrivo dei militari ha portato alla normalizzazione della situazione.

La problematica relativa alla sicurezza dei presidi sanitari è stata altresì affrontata a livello istituzionale in provincia con la sottoscrizione nel maggio dello scorso anno di un protocollo di intesa tra la Prefettura, la Questura, il Comando Provinciale Carabinieri e l’ASL del VCO, volto a rafforzare la collaborazione tra i citati enti a tutela degli operatori sanitari da aggressioni o atti di violenza e definire le modalità di attivazione delle FFOO, il tutto armonizzato anche alla luce del nuovo Piano di Controllo Coordinato del territorio.