PIEMONTE ARTE: TRAME TESSILI INCISE, SONG DONG AL M.A.O., INSERZIONI AL CASTELLO DI RIVOLI, DRONERO, BENE VAGIENNA, CHERASCO…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

Chieri. Trame tessili incise

Chieri, Palazzo Opesso · 3–25 ottobre

La mostra “Trame tessili incise”, ospitata a Palazzo Opesso di Chieri dal 3 al 25 ottobre, presenta una selezione di opere calcografiche realizzate dai soci dell’Associazione Incisori Chierese Il Quadrato 2.

Il titolo della mostra nasce dall’incontro tra due mondi: quello della tessitura, profondamente legato alla storia e alla tradizione di Chieri, e quello dell’incisione, arte antica e al tempo stesso continuamente capace di rinnovarsi.

La lastra incisa diventa così una superficie sulla quale costruire trame, intrecci, segni e ritmi, proprio come un tessuto.

Le opere in mostra interpretano il tema della trama in modi differenti: talvolta attraverso riferimenti espliciti al mondo tessile, altre volte mediante intrecci più personali e suggestivi, segni e linee.

“Trame tessili incise” è un dialogo con il territorio: Chieri, città dalla lunga tradizione tessile, offre un contesto particolarmente significativo per una mostra nella quale il filo e il segno, il tessuto e l’incisione, la materia e l’immagine si incontrano e si trasformano reciprocamente.

Il percorso espositivo invita quindi il visitatore a osservare da vicino la complessità del segno inciso e a scoprire come, attraverso tecniche e sensibilità diverse, una semplice linea possa diventare trama, ritmo, superficie e racconto.

La mostra calcografica  “Trame tessili incise” è curata dall’Associazione Incisori Chieresi Il Quadrato 2  e sarà aperta dal 3 al 25 ottobre presso la Galleria Civica  Palazzo Opesso in  Via S. Giorgio, 3 a Chieri

Orario: dal lunedì al venerdì 16 – 19  sabato e domenica 10,30 – 12,30 e 16 – 19. La mostra è on-line su 100torri.it

R.C.

Chieri, Biblioteca Civica. MOSTRA FOTOGRAFICA “1925 – 2025 Payne e Leavitt due astronome un centenario”

Giovedì 1° ottobre 2026 alle ore 17 inaugura la mostra fotografica dal titolo “1925 – 2025 Payne e Leavitt due astronome un centenario”, a cura di Infini-To – Planetario di Torino, dedicata a Cecilia Payne e Henrietta Leavitt. Cento anni fa, due scoperte rivoluzionarono la nostra comprensione dell’Universo: Cecilia Payne ci permise di comprendere di cosa sono fatte le stelle, mentre Henrietta Leavitt contribuì a rivelare che la Via Lattea è solo una tra le miriadi di galassie che popolano l’Universo. La mostra sarà visitabile fino a venerdì 30 ottobre 2026. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Università di Torino e l’Accademia delle Scienze, con il patrocinio del CIRSDe.Ingresso libero senza prenotazione.

M.A.O.: SONG DONG. SOUL OUT

A cura di Davide Quadrio e Li Zhenhua

in collaborazione con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci

MAO Museo d’Arte Orientale

Via san Domenico 11, Torino

 

Dal 23 ottobre 2026 fino al 27 giugno 2027 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Song Dong. Soul Out, la prima mostra personale in Italia dedicata all’artista Song Dong (Pechino, 1966) a cura di Li Zhenhua e Davide Quadrio, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci. L’esposizione è concepita come un progetto site-specific che coinvolge l’intero museo, trasformandolo in un dispositivo narrativo in cui le opere di Song Dong entrano in dialogo con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis.

Riunendo alcune delle installazioni più iconiche dell’artista, insieme a un archivio di fotografie e video di performance realizzate dagli anni ‘90 a oggi, Song Dong. Soul Out ripercorre oltre trent’anni di lavoro, mettendo in luce una pratica capace di intrecciare esperienza individuale e storia collettiva, memoria privata e trasformazioni sociali, restituendo al contempo uno sguardo sulla Cina contemporanea.

 

 

 

 

 

 

Palazzo Madama. Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884 – 1961

A cura di Giovanni Carlo Federico Villa, Maria Paola Ruffino e Gregorio Thaon di Revel Mazzonis, con il coordinamento scientifico di Clelia Arnaldi di Balme

 

Torino è una città che ha saputo reinventarsi più volte nel corso della sua storia. Dopo la perdita del ruolo di capitale del Regno d’Italia nel 1865, ha costruito nuove identità attraverso l’industria, la cultura, la moda, l’arte e l’innovazione. È proprio questo processo di trasformazione il punto di partenza de Il corpo della città, la nuova mostra di Palazzo Madama Torino – in programma dal 15 ottobre 2026 al 22 febbraio 2027 – che racconta un secolo di storia torinese attraverso il corpo: rappresentato, vestito, disciplinato, liberato e trasformato dalle profonde evoluzioni della società moderna.

In ideale continuità con la mostra MonumenTo. La forma della memoria, il progetto propone un punto di vista originale attraverso il quale osservare l’evolversi della città attraverso il corpo, inteso non soltanto come soggetto artistico, ma come spazio in cui si riflettono i cambiamenti sociali, economici e culturali, luogo ideale di intersezione fra moda, arte e trasformazioni urbane. Se MonumenTo interrogava il rapporto tra città e monumenti, Il corpo della città sposta lo sguardo sulle persone, sull’intima relazione che lega le forme della città a quelle dei suoi abitanti, al loro abbigliamento e ai loro gesti, in ognuno dei momenti storici in cui Torino ha costruito e reinventato la propria identità.

Attraverso dipinti, sculture, abiti, fotografie, manifesti, documenti, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un percorso scandito dalle grandi Esposizioni, a partire dall’Esposizione Generale Italiana del 1884 fino alla grande mostra di Italia 61, e propone una riflessione sulla città come organismo vivente, in continua trasformazione, e sul corpo come luogo in cui i cambiamenti della modernità diventano visibili.

 

Castello di Rivoli. Inserzioni. Haris Epaminonda, Sung Tieu, Christelle Oyiri

Edificio Castello, I e II piano

Giunta alla sua terza edizione, Inserzioni conferma il proprio ruolo di laboratorio permanente del Castello di Rivoli. Pensato per invitare artisti contemporanei a confrontarsi con l’architettura incompiuta del Castello e con il percorso della Collezione, il progetto trasforma periodicamente le sale del Museo in una mostra in costante evoluzione.   Uno spazio liminare, una porta al confine tra due diverse dimensioni; un lungo corridoio che sfocia in un’ampia stanza, memoria di una condizione abitativa marginale e marginalizzante; un ambiente in cui si ripropongono diverse realtà monumentali in luoghi, contesti e situazioni le più disparate, frutto di una esistenza in cui il concetto stesso di città si è scomposto, frammentato e divenuto fluido.   Sono queste le riflessioni attorno a un tema – con ogni evidenza al centro del pensiero contemporaneo – a cui sono indipendentemente e autonomamente arrivate Haris Epaminonda, Sung Tieu e Christelle Oyiri, le tre artiste protagoniste della terza edizione di Inserzioni a cura di Francesco Manacorda (dal 25 settembre 2026), il programma di committenze del Castello di Rivoli con cui il Museo invita a realizzare nuove opere in dialogo con gli ambienti del Castello e con la Collezione permanente.

TORINO. FLASH BACK ART FAIR, 14^EDIZIONE DAL 29 OTTOBRE AL 1°NOVEMBRE

Si è svolta la conferenza stampa di presentazione della quattordicesima edizione di Flashback Art Fair, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 negli spazi di Flashback Habitat, in corso Giovanni Lanza 75 a Torino.

Intitolata IN TIME, l’edizione 2026 prosegue la ricerca di Flashback sull’arte come spazio capace di mettere in relazione epoche, linguaggi e prospettive differenti. Antico, moderno e contemporaneo convivono in un percorso nel quale il tempo non è una dimensione lineare, ma un territorio aperto: passato, presente e futuro si incontrano, si trasformano reciprocamente e tornano a interrogare il nostro modo di abitare il presente.

Il tema dell’edizione invita a riflettere sul valore del tempo e sulla responsabilità di essere “dentro il proprio tempo”: riconoscerne le urgenze, conservarne la memoria e immaginare possibilità condivise per il futuro. L’immagine guida è affidata all’astronauta Paolo Nespoli, il cui sguardo dallo spazio suggerisce un cambio di prospettiva: osservata a distanza, la Terra supera confini e separazioni, restituendo una visione più ampia e consapevole di ciò che ci circonda.

In questa cornice, le gallerie partecipanti presentano opere capaci di interrogare il presente attraverso la memoria, la materia, la natura, il corpo, la spiritualità, la politica e la sperimentazione dei linguaggi. Dipinti, disegni, fotografie, sculture e installazioni di epoche diverse entrano in dialogo, dimostrando come ogni opera possa continuare a generare significati nel tempo e nell’incontro con il pubblico.

PINACOTECA ACCADEMIA ALBERTINA. “IL SASSOFERRATO. LA BELLEZZA SENZA TEMPO DELLA PITTURA”, PRESENTAZIONE DEL LIBRO

 

Savigliano. «Sulle tracce della Scuola pittorica saviglianese  tra ’500 e ’600»

Domenica 4 ottobre visita guidata gratuita in concomitanza con la Festa del pane Un viaggio nella storia dell’arte e della città, seguendo le tracce di alcuni dei protagonisti della pittura saviglianese tra Cinquecento e Seicento. È ciò che vuole essere il percorso della visita guidata gratuita in programma per domenica 4 ottobre, alle ore 10 e alle ore 15, nell’ambito della Festa del Pane. Organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Savigliano, la visita prenderà avvio dal cinquecentesco Arco di Trionfo, attraversato il quale si entrerà nel suggestivo Quartiere dei Nobili. Tra palazzi signorili, chiese, giardini e testimonianze architettoniche, la visita permetterà di riscoprire una stagione particolarmente significativa della storia artistica di Savigliano.  Protagonisti del racconto saranno gli affreschi manieristi dei fratelli Arbaudi, insieme alle opere di Giovanni Antonio Molineri, uno dei più importanti pittori saviglianesi del Seicento, e del pittore fiammingo Jean Claret, suo allievo e discepolo.  Particolarmente significativa sarà la visita alla chiesa di Sant’Andrea, dove sarà possibile ammirare la Coena Domini di Jean Claret, importante testimonianza della presenza e dell’influenza della cultura pittorica fiamminga nel territorio.  Il percorso proseguirà nel Chiostro della chiesa di San Pietro, preziosa testimonianza della Savigliano seicentesca, dove si potranno ammirare gli affreschi di Giovanni Antonio Molineri. Il chiostro diventerà così una delle tappe centrali di un itinerario che permetterà di comprendere il legame tra arte, architettura e vita religiosa nella città.  La visita condurrà inoltre alla facciata picta di Palazzo Muratori Cravetta, affacciata su via Jerusalem. Le sue pitture costituiscono una particolare testimonianza della cultura figurativa e della storia cittadina: una facciata che, attraverso le immagini, raccontava lo scorrere del tempo e che ancora oggi continua a raccontarlo, offrendo ai visitatori una lettura originale della città e delle sue trasformazioni.  Per info e prenotazioni: ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it.

FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO. MOSTRE IN CORSO A TORINO

Xin Liu – EXHAUST Fino all’11 ottobre

Prima personale in Italia dell’artista Xin Liu, la mostra esplora le conseguenze delle aspirazioni tecnologiche e scientifiche concentrandosi sui loro residui: detriti spaziali, materiali degradati, codici e organismi alterati. Attraverso film, installazioni e nuove opere, l’artista riflette su ciò che resta dopo il fallimento delle promesse di progresso, trasformando scarti e obsolescenza in possibilità generative.Con la consulenza curatoriale di Hans Ulrich Obrist.In collaborazione con K11 Art Foundation Hong Kong.

June Crespo – Danzante A cura di Bernardo Follini Fino all’11 ottobre

La prima mostra istituzionale italiana di June Crespo riunisce sculture e installazioni che dialogano con il corpo e la percezione del visitatore. I lavori, ispirati alle forme di fiori come iris e uccello del paradiso, indagano materiali, superfici e texture per creare esperienze fisiche e sensoriali che evocano vitalità, frammentazione e presenza.In collaborazione con Secession di Vienna e MO.CO. di Montpellier.

Lenz Geerk – Theatre of the mind Fino all’11 ottobre

Prima personale in un’istituzione italiana dedicata alla pittura di Lenz Geerk, che presenta figure, oggetti e paesaggi immersi in atmosfere silenziose e introspettive. Attraverso colori delicati e composizioni sospese, i dipinti esplorano stati psicologici e momenti intimi, dove il significato emerge da sottili tensioni emotive più che da narrazioni esplicite.

Adji Dieye – Continente ArteA cura di Ilaria Bernardi Fino all’11 ottobre

Attraverso una videoinstallazione a due canali e nuove sculture, l’artista riflette sui meccanismi attraverso cui media, mercato e istituzioni costruiscono narrazioni e attribuiscono valore all’arte, interrogando stereotipi, immaginari culturali e categorie attraverso cui leggiamo il presente.In collaborazione con Associazione Genesi.

Maggiori informazioni

Orari: Giovedì dalle 20 alle 23 (ingresso gratuito), da venerdì a domenica dalle 12 alle 19.

DRONERO. “SOTTO IL SEGNO DI DIANA”

Aperta la mostra “Sotto il segno di Diana. Trame e alchimie nelle opere di Silvana Cesano, Francesca Corbelletto, Silvia Giorsetti, Simona Ghigo”, un viaggio sensibile tra arte, natura e memoria che vede protagoniste quattro artiste legate profondamente al territorio valmairese. La mostra è in corso presso il Museo Mallé (Dronero). 

La mostra rappresenta la terza edizione del progetto “Nuovi Talenti” ideato e promosso dalla Mamo Educational Foundation ETS in collaborazione con il Museo Civico Luigi Mallé

e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

 

MUSEO D’ARTE URBANA TORINO. LA PRIMA MOSTRA DOPO LA FINE DEL MONDO

Dal 3 al 17 ottobre 2026, il MAU – Museo d’Arte Urbana di Torino presenta La Prima Mostra Dopo La Fine Del Mondo, personale di LABADANzky che si sviluppa nella Galleria del MAU, negli spazi antistanti e in piazza Moncenisio, con un’installazione site-specific.

«La linea immaginaria che separa un “oggetto fruibile” da un “rifiuto” – spiega LABADANzky – è ormai totalmente astratta e arbitraria». Da questo confine incerto prende forma una ricerca che trasforma tecnologie obsolete, elettrodomestici e materiali dismessi in sculture e installazioni. Tra ironia e inquietudine, la mostra invita a riflettere sui meccanismi della produzione e del consumo, sul valore che attribuiamo agli oggetti e sulla facilità con cui li consideriamo scarti. I resti del presente diventano così possibili reperti di un futuro ancora da immaginare.

L’inaugurazione si terrà sabato 3 ottobre alle ore 18.30, presso la Galleria del MAU, in via Rocciamelone 7/c a Torino.

BENE VAGIENNA. GLI APPUNTAMENTI DI OTTOBRE E NOVEMBRE

CHERASCO. Silvia Levenson  … e vissero tutti felici e contenti

Mostra a cura di Cinzia Tesio e Marco Albeltaro

Cherasco, Palazzo Salmatoris dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027

 

Dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, le prestigiose sale di Palazzo Salmatoris a Cherasco ospitano la mostra personale di Silvia Levenson, dal titolo “… e vissero tutti felici e contenti”, a cura di Cinzia Tesio e Marco Albeltaro.

L’itinerario espositivo si addentra nella cifra stilistica di un’artista di rilievo internazionale, la cui indagine visiva esplora senza esitazioni diversi “territori di scontro”: la dimensione corporea, le demarcazioni geografiche e sociali, lo spazio domestico e i meccanismi del potere. Ambiti che la cultura dominante dipinge come approdi sicuri e spazi identitari vengono riletti dall’artista come possibili contesti di oppressione, emarginazione o brutalità.

Per rappresentare tali dicotomie, Silvia Levenson elegge come materia primaria il vetro, una sostanza intrinsecamente doppia. Presenza costante nella vita di tutti i giorni — usata per custodire il cibo o schermare le nostre abitazioni —, cela in sé una potenziale pericolosità: la sua improvvisa frammentazione può provocare ferite e segni permanenti. Questa duplice natura ne fa lo strumento perfetto per evocare la precarietà e l’imperscrutabilità delle relazioni umane.

Il percorso creativo dell’artista trae origine da una profonda vicenda personale che si salda indissolubilmente con la storia condivisa. L’esperienza dell’esilio dall’Argentina durante la dittatura militare diventa materia viva, trasformata in una testimonianza di valore universale sulle manifestazioni del controllo: dai soprusi tra le mura di casa all’annullamento dell’identità personale, fino ai nodi delle migrazioni, all’alienazione del consumo e all’illusione programmata della felicità.

 Silvia Levenson (Buenos Aires, 1957) è un’artista nota a livello internazionale. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di oltre trenta istituzioni museali in tutto il mondo. Nel corso della sua carriera è stata protagonista di decine di mostre personali e collettive all’interno di spazi pubblici e privati in Europa, Stati Uniti, America Latina e Australia.

«Ospitare nelle sale di Palazzo Salmatoris la personale di Silvia Levenson è per la nostra città motivo di profondo orgoglio ed elemento di grande arricchimento culturale. – dice la consigliera alla cultura Mara Degiorgis – Levenson è un’artista straordinaria, capace di trasformare un materiale apparentemente quotidiano come il vetro in uno strumento di narrazione potente, affilato ed emozionante. Le sue opere ci invitano a guardare oltre la superficie delle cose e ad addentrarci in temi di profonda attualità. Attraverso la sua storia personale e la sua sensibilità, l’artista parla a ciascuno di noi, stimolando una riflessione necessaria sulla memoria e sulle dinamiche del potere. Invitiamo tutta la cittadinanza e i visitatori a vivere questa mostra non solo come un percorso estetico di altissimo livello, ma come un’opportunità di dialogo e di crescita collettiva».

Titolo: Silvia Levenson. … e vissero tutti felici e contenti

A cura di: Cinzia Tesio e Marco Albeltaro

Sede: Palazzo Salmatoris, Via Salmatoris 1, Cherasco (CN)

Apertura: giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30

Sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30

Date di apertura: dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027

Ingresso: libero

Inaugurazione: sabato 3 ottobre ore 16

 

La grande opera di Omar Galliani “Un’arabesque per Troubetzkoy” donata al Museo del Paesaggio di Verbania

Celebrata la donazione da parte di Omar Galliani della sua opera “Un’arabesque per Troubetzkoy” al Museo del Paesaggio di Verbania. L’opera era stata creata appositamente per la mostra che Galliani aveva tenuto presso il museo verbanese nei mesi scorsi. La grande tavola è stata collocata nella sala che ospita la famosa ballerina del principe sculture che l’ha ispirata.

 

ALMESE. RICETTO PER L’ARTE. GLI ACQUERELLI DI DONATELLA GAGLIARDI E 48 ORE DI SCULTURA

venerdì 2 ottobre ore 18.00 – “ESORDI, ricerca e sperimentazione” acquerelli di Donatella Gagliardi

sabato 3 ottobre ore 16.30 -“L’attimo e la forma – 48 ore di scultura” sculture di Ivo Bonino

Un fine settimana all’insegna dell’arte quello proposto nell’ambito degli eventi di “Arte, Artigianato, Musica e Siole Piene”, con due appuntamenti dedicati alla creatività, alla ricerca e alla sperimentazione, capaci di mettere in dialogo linguaggi e forme artistiche differenti.

Venerdì 2 ottobre, alle ore 18.00, negli spazi del Ricetto per l’Arte – Agorà della Valle di Susa, ad Almese, sarà inaugurata la personale di Donatella Gagliardi, vincitrice dell’estemporanea di pittura della 26ª edizione di “Arte, Artigianato, Musica e Siole Piene”. La mostra, dal titolo “ESORDI, ricerca e sperimentazione”, accompagnerà il pubblico alla scoperta del percorso artistico dell’autrice e della sua particolare sensibilità verso il paesaggio, la luce e le emozioni.

Nata a Ivrea e residente a Villar Dora dal 1983, Gagliardi si dedica dal 2022 con passione all’acquerello, tecnica che ha approfondito attraverso corsi e workshop con artisti di rilievo nazionale e internazionale. La sua ricerca nasce dall’incontro tra studio e sperimentazione e si sviluppa attraverso disegno e acquerello, esplorando paesaggi, ritratti e soggetti naturalistici. Nelle sue opere la luce, le trasparenze e le sfumature diventano strumenti per restituire emozioni e impressioni. «Per me dipingere non è un semplice esercizio tecnico, ma una necessità personale, un momento di benessere in cui il tempo si ferma», racconta l’artista, descrivendo un rapporto con la pittura fatto di libertà, osservazione ed emozione. L’acquerello diventa così un vero e proprio linguaggio capace di trasformare lo sguardo sul mondo in un intreccio di riflessi, luci e ombre.

Il secondo appuntamento è in programma sabato 3 ottobre, alle ore 16.00, presso la Palestra della Scuola di Rivera ad Almese, con Ivo Bonino e il progetto “L’attimo e la forma – 48 ore di scultura”.

Un tempo breve, quasi un respiro, invita il visitatore a vivere l’arte come un’esperienza irripetibile. L’attimo e la forma nasce dall’incontro dell’artista con la materia che, attraverso il linguaggio della scultura contemporanea, crea un dialogo in cui storia e innovazione si riconoscono e si valorizzano reciprocamente.

Le opere di Ivo Bonino, artista riverese, abitano lo spazio con naturalezza e danno vita a un percorso nel quale la ricerca artistica contemporanea incontra il pubblico. Per due soli giorni il luogo espositivo si trasforma in un percorso emozionale: la materia diventa racconto e ogni scultura invita a rallentare lo sguardo, a sostare e a lasciarsi attraversare dalle emozioni.

Protagonisti dell’esposizione sono “I Santon”, opere che richiamano le tradizionali statuette del presepe provenzale e che vengono reinterpretate attraverso una visione profondamente contemporanea. Bonino parte da oggetti dell’artigianato locale, rivestiti con materiale plastico e modellati in morbidi drappeggi dalle forme sinuose, arricchiti da una ricca varietà cromatica.

Da questo processo creativo prendono vita figure senza tempo: madri con bambini tra le braccia, uomini sapienti, uomini regali, uomini erranti. Personaggi che appartengono a ogni cultura e a ogni epoca e che diventano simboli universali dell’umanità, metafora di una rete capace di unire i popoli oltre i confini geografici e culturali.

Il percorso artistico di Ivo Bonino nasce nel 1968, quando entra nella bottega di Gino Olivero, apprendendo le tecniche della pittura e maturando una sensibilità destinata ad accompagnarlo lungo tutta la sua ricerca. Dopo gli esordi dedicati al paesaggio, l’incontro con protagonisti dell’arte piemontese, tra cui Piero Ruggeri, lo conduce verso una pittura informale, materica ed energica, dove colore e gesto diventano protagonisti.

Negli anni successivi la figura umana entra progressivamente nella sua produzione, mentre il nuovo millennio segna un ritorno al paesaggio come spazio interiore, luogo di riflessione e libertà. I numerosi viaggi in Toscana, Provenza e Costa Azzurra rappresentano un ulteriore momento di svolta: proprio da queste esperienze nascono I Santon, sintesi tra memoria, spiritualità e ricerca contemporanea.

Le superfici vibranti, le colature cromatiche e la ricchezza materica richiamano la forza espressiva dell’Informale, trasformando la tradizione in una nuova forma di linguaggio artistico.

Le sculture di Bonino raccontano così un’umanità in cammino, fatta di incontri, accoglienza e condivisione. La loro presenza dialoga con il luogo espositivo, dando vita a una narrazione che supera il semplice allestimento per diventare esperienza.

Per quarantotto ore la forma incontra il tempo. Poi resterà il ricordo di un’esperienza vissuta, intensa e irripetibile, capace di lasciare un segno ben oltre la durata della mostra.

Due appuntamenti diversi per linguaggio, tecnica e sensibilità, ma accomunati dalla stessa volontà: portare l’arte fuori dai luoghi consueti, renderla esperienza condivisa e creare occasioni di incontro tra artisti, territorio e pubblico.

Il fine settimana di “Arte, Artigianato, Musica e Siole Piene” conferma così la vocazione di Almese alla promozione della cultura e della creatività, valorizzando percorsi artistici differenti e offrendo al pubblico l’opportunità di incontrare da vicino la pittura e la scultura contemporanea.

 

Mostra: “ESORDI, ricerca e sperimentazione” acquerelli di Donatella Gagliardi

Quando: venerdì 2 ottobre ore 18.00 – Ricetto di Almese – Vicolo San Mauro – Almese

Orari: dal 3 al 27 ottobre sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.00 in settimana su prenotazione

 

Mostra: sabato 3 ottobre ore 16.30 -“L’attimo e la forma – 48 ore di scultura” sculture di Ivo Bonino

Quando:  sabato 3 ottobre ore 16.30 Palestra della Scuola di Rivera ad Almese

Orari: sabato 3 ottobre dalle 16.00 alle 18.00 – dome

FUORI PIEMONTE

Pinacoteca nazionale di Bologna:il via alla stagione delle grandi mostre con la dedica speciale a san Francesco

La prima mostra che apre il nuovo percorso della Pinacoteca nazionale di Bologna guidata dal direttore Luigi Gallo sarà quella dal titolo In Cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento.

Prodotta in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, l’esposizione esplora le trasformazioni iconografiche della figura del Santo in un momento cruciale per l’arte bolognese e non solo, il passaggio tra Rinascimento e Barocco.

La mostra, curata dal direttore Luigi Gallo e dalla storica dell’arte Elena Rossoni, presenta dipinti, disegni, libri illustrati e incisioni, partendo dalla grande quantità di opere dedicate a san Francesco realizzate dai pittori bolognesi. Un’occasione per valorizzare il ricco patrimonio del museo, in parte inedito al pubblico, affiancandolo con prestiti concessi da prestigiosi musei nazionali come la Galleria Borghese, i Musei Capitolini, La Pilotta di Parma e la Galleria Nazionale delle Marche.