PIEMONTE ARTE: CHIERI SPIRAGLI DI BELLEZZA, BERTOLINO A CARMAGNOLA, ESTATE AL MUSEO GIANSONE, TESIO A GHIGO DI PRALI, NIQUIDETTO, BORTOLATO…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

Chieri Settembre: all’Annunziata mostra Spiragli di Bellezza, le foto e i dipinti.

La mostra collettiva Spiragli di Bellezza apre i battenti sabato 26 settembre alle ore 16 a Chieri nei locali del Santuario SS. Annunziata. Invitati a partecipare con la propria opera fotografi, pittori e tutti coloro che desiderano condividere segni di bellezza e di speranza nella vita di ogni giorno.

Ogni quadro, ogni scatto fotografico esposto nella mostra non sarà una semplice immagine, ma la ricerca di quella bellezza, frammento di un mondo possibile e migliore.

Mancano pochi giorni per la presentazione delle opere; occhi aperti: uno scatto o un dipinto possono raccontare un’emozione e diventare protagonisti della mostra “Spiragli di Bellezza”. 

La mostra chiuderà il 4 ottobre alle ore 18 nel Santuario della SS. Annunziata con il concerto di musica sacra eseguita sull’antico organo del Santuario e la premiazione dell’opera più votata dal pubblico della mostra.

Regolamento sulla home del sito/Regolamento Spiragli di Bellezza

Organizzazione Confraternita della Misericordia Chieri

in collaborazione con Unione Artisti Chierese

Curatore della mostra dott. Matteo Maso

Contatti info@confraternitachieriannunziata.org

Iscrizione e consegna opere

Sabato 5 e 12 settembre (ore 9/12), domenica 13 settembre (ore 9/10,30)

Segreteria Confraternita, Piazza Trieste 1, Chieri

Orari Mostra

Inaugurazione 26 settembre 2026 ore 16

Durata mostra 26/27 settembre e 3/4 ottobre 2026

Orari di apertura: ore 16/19

Via Principe Amedeo, Chieri

Ingresso Libero

CARMAGNOLA. INES DANIELA BERTOLINO. Le rose del mio giardino

INAUGURAZIONE SABATO29 AGOSTO ORE 17,00

DA SABATO 29 AGOSTO A SABATO 19 SETTEMBRE 2026

Aperto domenica 30 agosto e 6 settembre

Chiuso il lunedìOrario: 9,00-12,30 / 15,00-19,00

Durante la Fiera del peperone

apertura straordinaria ore 20,30-23,00.

ESTATE AL MUSEO MARIO GIANSONE: CULTURA VISIVA E NOVECENTO.

Gli aspetti e i contenuti della cultura visiva del Novecento appartengono all’arte e alle esperienze dello scultore Mario Giansone (Torino 1915-1997), a cui è stato dedicato l’omonimo Museo all’interno della storica struttura dell’ex maglificio fratelli Bosio, in via Sestriere 1, a Sant’Ambrogio di Torino.

Un nuovo e suggestivo punto di riferimento caratterizzato da un significativo nucleo di 263 opere, tra sculture, quadri, xilografie, disegni, incisioni, litografie, stencil e arazzi, che costituiscono l’indiscussa testimonianza della creatività di Giansone, artista e docente, dal linguaggio contrassegnato dai temi della guerra, tecnologia, intimismo, musica e trascendenza, ma sempre “alla ricerca dell’armonia nascosta”. E di una scrittura in cui, ha sottolineato l’artista: “Il segno che scalfisce trasversalmente obbliga la materia al movimento”, secondo una visione capace di trasformare una controllata gestualità in forma compiuta, tensione espressiva, immagine. Mentre Giuseppe Floridia, artefice della nascita del museoo e profondo conoscitore dell’arte di Giansone, recentemente scomparso, ha messo in evidenza che la sua scultura “fatta di vuoti e di ombre, si traduce sovente in una definizione dello spazio che varia con il variare del punto di osservazione, ma che rimane sempre comprensibile anche quando si manifesta in modo informale o, secondo una sua definizione, “in forma chiusa”.

E il percorso di Giansone si è sviluppato inizialmente attraverso le “sociali” della Promotrice al Valentino, le Quadriennali di Torino e Roma, l’importante personale alla Galleria La Bussola di Torino e, dopo la scomparsa, le retrospettive a Torre Pellice, Palazzo delle Feste di Bardonecchia, Liceo Artistico “Aldo Passoni” a Torino (“Mario Giansone: artista, insegnante, teorico”), e sempre nel capoluogo torinese negli spazi espositivi del Gruppo Ersel, Palazzo Saluzzo Paesana e Palazzo Madama.

Ora è possibile entrare in contatto con l’ampio e coinvolgente “corpus” della sua opera nelle sale del “Museo Mario Giansone” che ospita, tra le altre, le sculture “La donna della domenica”, “Bacio” e “Donna con levriero”, la plastica sequenza del Jazz e la musica, l’”Opera Omnia”, i “Gatti”, le teste in bronzo e marmo, sino alle pagine astratte e i preziosi e raffinati gioielli.

Orario:venerdì, sabato e domenica 14,30-19 (ultimo ingresso alle 18,30), fino al primo weekend di novembre. Informazioni:biglietteria@fondazionegiansone.com, www.fondazionegiansone.com.

 

Angelo Mistrangelo   

 

 

TORINO. PROSEGUE FINO AL 10 OTTOBRE LA MOSTRA “ROMANO GAZZERA. NEL REGNO DEI FIORI GIGANTI”

A Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15, Torino, prosegue sino al 10 ottobre la mostra “Romano Gazzera. Nel regno dei fiori giganti”, curata da Giulia Caffaro, promossa dalla Fondazione Romano Gazzera, presieduta da Giorgio Gagna, in collaborazione  con il Consiglio regionale del Piemonte, con presidente Davide Nicco. Un appuntamento che rinnova l’attenzione intorno alla figura e all’arte di Gazzera (1906-1985), mentre si segnala che il Premio Gazzera è stato vinto dall’artista contemporanea Bahar Heidarzade (nella foto), con un’opera dal colore   intenso in dialogo con l’atmosfera e i contenuti dell’esposizione.

BIELLA. DAL 28 NOVEMBRE “DIVISIONISMO 1900-1930. IL SEGNO DELL’AVANGUARDIA IN ITALIA

Boccioni, Balla, Carrà e Segantini sotto lo stesso tetto, a Biella. Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027, Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero ospitano Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia in Italia, mostra curata da Niccolò D’Agati e Sergio Rebora che riunisce oltre 150 opere per rileggere uno dei movimenti più fecondi della pittura italiana.

Il progetto non si limita a celebrare i maestri fondatori. Punta invece a dimostrare come il Divisionismo, nato convenzionalmente nel 1891 con l’esposizione de Le due madri di Giovanni Segantini, abbia continuato a trasformarsi ben oltre il secolo che lo aveva generato. Sono i primi decenni del Novecento il vero terreno di maturazione del movimento: è lì che la scomposizione del colore smette di essere tecnica e diventa linguaggio, strumento per evocare sensazioni, tensioni, modernità.

GHIGO DI PRALI. “NEVE IN AGOSTO”. GLI ACQUERELLI DI WALTER TESIO

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino. Inaugurazione di Adji Dieye. Continente Arte e performance Re-VEIL: the sound of images di Luc Ndikubwimana

Inaugurazione: 10 settembre 2026

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con Associazione Genesi, presenta Continente Arte, una mostra personale di Adji Dieye, a cura di Ilaria Bernardi. Il progetto prosegue la collaborazione tra le due istituzioni, avviata nel 2023, a sostegno delle nuove generazioni di artisti italiani attivi sulla scena internazionale.Attraverso una nuova videoinstallazione a due canali e una serie di sculture inedite, Dieye esplora come il linguaggio e l’architettura possano dare consistenza a immaginari culturali che, sedimentandosi nel tempo, continuano a orientare la lettura del presente.Al centro della mostra è una riflessione su una forma dell’inconscio culturale occidentale e sulle categorie, spesso non interrogate, attraverso cui il sistema dell’arte interpreta e attribuisce valore alle opere. Ambientata in un set di televendita, la videoinstallazione mette in scena, con ironia e spirito critico, i meccanismi attraverso cui mercato, media e istituzioni proiettano sull’artista narrazioni precostituite, appiattendo così qualsiasi complessità presente nel lavoro.Attraverso registri differenti, i due televenditori, Tiziana Bianchi (personaggio fittizio interpretato da Valeria Bruni Tedeschi) e Alessandro Orlando (che interpreta se stesso, ma declinato al contempo in un venditore in una fiera d’arte), costruiscono infatti discorsi che attribuiscono valore alle opere facendo leva quasi esclusivamente su elementi esterni alla loro effettiva complessità formale e concettuale. L’attenzione si concentra sulla provenienza geografica dell’artista, sugli stereotipi associati agli artisti afrodiscendenti, sulle aspettative del pubblico rispetto a determinati temi identitari e sociali, fino a trasformare l’opera in una sorta di pretesto per la conferma di narrazioni già note. La televendita diventa così una metafora dei processi di mediazione culturale che accompagnano l’arte contemporanea, mettendo in discussione il ruolo di critici, curatori, istituzioni, media e mercato nella costruzione del significato e del valore delle opere.In continuità con la videoinstallazione, una serie di sculture ispirate all’architettura neosudanese trasferisce sul piano materiale il medesimo processo di proiezione. Inclinate e attraversate da specchi, le strutture mostrano come un immaginario possa acquisire consistenza e arrivare a sostituirsi a ciò che pretende di rappresentare.Sempre il 10 settembre si terrà la performance RE-VEIL: the sound of images di Luc Ndikubwimana.

Il lavoro si concentra sulla riscrittura dell’immaginario collettivo, attraverso una performance afro-futurista di sound art che dialoga con una composizione di videoarte, entrambe focalizzate sul percorso dell’arte nera, delle culture afrodiscendenti e delle voci nere che hanno attraversato e rivoluzionato la storia contemporanea.

Ingresso libero

NIQUIDETTO. AR(S)MONIE PER LA VILLEGGIATURA

ALESSANDRIA. MOSTRA “IL SECOLO DI BORT” NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI MARIO BORTOLATO

PRAGELATO. “ARTE D’ALTA QUOTA”

CUSTODI DI BELLEZZA: LA REGIONE PIEMONTE RACCONTA I GIARDINI STORICI ATTRAVERSO IL PNRR

Protagonisti 111 giardinieri d’arte, una professione d’eccellenza grazie a 8 corsi di formazione specialistica.  Completata anche la catalogazione di 400 parchi e giardini storici del Piemonte

 

 

I grandi progetti del Pnrr prendono forma attraverso le immagini e le voci di chi li realizza. “Racconti PNRR – Storie da un territorio in continua evoluzione” è un viaggio visivo sul canale multimediale istituzionale della Regione Piemonte, pensato per mostrare concretamente la trasformazione del territorio piemontese grazie ai principali progetti del Pnrr. Con questo piano la Regione ha gestito 2419 interventi, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro, ottenendo il 100% del target prefissato.

Una delle prime tappe del video racconto riguarda la salvaguardia dei parchi e giardini storici, un patrimonio verde del Piemonte, costruito nel corso dei secoli, che oggi viene tutelato come bene culturale e paesaggistico, valorizzando al contempo la professionalità di chi se ne occupa. L’intervento, che vale complessivamente 721 mila euro, previsto dalla missione 1, componente 3 del Pnrr, unisce la conoscenza scientifica del paesaggio alla riscoperta di mestieri d’eccellenza con un racconto immersivo (https://pnrr.regione.piemonte.it/racconti/verde-storico).Il progetto ha permesso di censire e catalogare 400 parchi e giardini storici di straordinario pregio con schede georeferenziate realizzate insieme agli esperti universitari. Questo lavoro, finanziato con 120 mila euro, pone le basi per una nuova programmazione turistica e culturale, coinvolgendo siti di rilievo come l’Abbazia di Vezzolano – Giardino del Chiostro ad Albugnano (AT), il Castello di Miasino (ex Villa Solaroli) a Miasino (NO), le Cascine e le Serre del Castello di Racconigi (CN), il Giardino di Villa della Regina a Torino, il Giardino del Sacro Monte di Varallo (VC), il Giardino di Villa Schneider a Biella, il Parco del Castello di Marengo ad Alessandria e Villa San Remigio a Verbania (VB).Accanto alla mappatura scientifica, le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e l’azione della Regione Piemonte hanno dato un impulso decisivo alla qualificazione del capitale umano. Il settore della Formazione Professionale della Regione Piemonte, tramite il sistema delle agenzie formative accreditate, ha giocato un ruolo chiave: grazie a un investimento di oltre 600 mila euro derivante dalle risorse europee, sono stati attivati 8 percorsi formativi accreditati che hanno permesso a 111 nuovi giardinieri d’arte di acquisire competenze specialistiche e un titolo riconosciuto. Gli allievi, affiancati sul campo da maestri d’arte e tecnici esperti, hanno alternato lezioni teoriche a centinaia di ore di tirocinio pratico, lavorando nelle più prestigiose dimore storiche del territorio.«Valorizzare la professione dei giardinieri d’arte significa investire nella tutela di un patrimonio unico, trasformandolo in opportunità di sviluppo, occupazione qualificata e competenze altamente specialistiche – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Formazione, Daniela Cameroni –. Per una Regione che ha scelto l’eccellenza come motore della propria crescita, formare professionalità dedicate anche alla cura della botanica storica significa fare del patrimonio culturale e paesaggistico una leva concreta per costruire il futuro. Le Residenze Reali e, più in generale, il patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Piemonte rappresentano infatti uno straordinario fattore di attrazione turistica, capace di generare valore, occupazione e ricadute economiche lungo un’intera filiera della quale i giardinieri d’arte sono protagonisti. I giardini storici sono un patrimonio identitario della nostra Regione, e lo sono anche le donne e gli uomini che, con competenza e passione, se ne prendono cura ogni giorno».

Accostarsi al mestiere di giardiniere d’arte significa infatti unire rispetto per la natura e padronanza delle tecniche conservative. Prendersi cura di un giardino storico significa conservare un’opera viva. Ogni intervento, dalla potatura di una siepe secolare alla gestione di alberi monumentali e specchi d’acqua, richiede competenze botaniche, conoscenza del paesaggio e tecniche conservative specifiche.

Le immagini e i video pubblicati portano dietro le quinte del restauro verde, offrendo una prospettiva che svela i gesti concreti a tutela del patrimonio verde piemontese.

 

A Verbania la mostra “35. Ucraina. Una memoria che continua”. 35 opere per raccontare 35 anni di indipendenza dell’Ucraina attraverso l’arte e la memoria

Lunedì 24 agosto 2026, alle ore 18:00, in occasione della Festa dell’Indipendenza dell’Ucraina, presso lo spazio d’arte ArtLab, in via Baiettini 53 a Verbania, sarà inaugurata la mostra collettiva di arte contemporanea ucraina “35. Ucraina. Una memoria che continua”, progetto culturale dedicato al 35° anniversario dell’Indipendenza dell’Ucraina. All’inaugurazione sarà presente Olena Gryshchenko, Console del Consolato Generale d’Ucraina a Milano, che interverrà a Verbania in rappresentanza dell’istituzione consolare.Tra gli ospiti dell’inaugurazione sarà presente anche Sasha Mazhorka (@sasha.mazhorka), nota blogger e content creator ucraina, seguita da una vasta community sui social media, con oltre 323.000 follower su TikTok e 174.000 follower su Instagram. La sua partecipazione contribuirà a dare ulteriore visibilità all’iniziativa e al suo messaggio culturale, avvicinando anche il pubblico più giovane al racconto dell’Ucraina contemporanea attraverso l’arte.

La mostra nasce dal desiderio di raccontare l’Ucraina non soltanto attraverso i grandi eventi della sua storia, ma attraverso la memoria personale e collettiva, le immagini della terra d’origine, le esperienze della separazione, dell’emigrazione e della ricerca di una nuova casa.35 anni di indipendenza. 35 opere. 35 storie.Il progetto riunisce 35 opere di artisti ucraini, una per ciascun anno trascorso dalla proclamazione dell’Indipendenza nel 1991.

Trentacinque testimonianze artistiche e trentacinque storie personali che, insieme, compongono un grande ritratto corale dell’Ucraina contemporanea.Il percorso espositivo prende avvio dalla figura della Madre, legata alla Madrepatria, simbolo di protezione e memoria. Nelle opere diventa anche immagine contemporanea del dolore e dell’attesa, trasformandosi in segno di amore e forza dello spirito umano. Accanto a lei compaiono le gru, simbolo delle anime di chi non ritorna, che attraversanola mostra come memoria viva. Un tema centrale è la separazione dalla terra d’origine e l’emigrazione, esperienza di migliaia di ucraini, con l’Italia come seconda casa e luogo di incontro tra culture.

Il percorso si chiude con il ritorno simbolico alla terra natale, presente nella memoria attraverso paesaggi e luoghi interiori.La mostra non cerca quindi di proporre un’unica immagine dell’Ucraina. Al contrario, invita il pubblico a scoprirla attraverso 35 prospettive individuali, nelle quali si intrecciano amore e perdita, memoria e distanza, identità e trasformazione, dolore e speranza.Trentacinque opere.

Trentacinque storie personali. Trentacinque modi di pronunciare una sola parola: Ucraina. In un momento storico in cui l’Ucraina continua a difendere la propria libertà, la propria identità e il proprio patrimonio culturale, l’arte assume anche il valore di uno strumento di dialogo e di diplomazia culturale, capace di raccontare il Paese attraverso una dimensione profondamente umana e universale.La scelta del 24 agosto, giorno in cui l’Ucraina celebra la propria indipendenza, conferisce all’inaugurazione un significato particolare. La presenza della Console Olena Hryshchenko sottolinea inoltre il valore istituzionale dell’iniziativa e il suo ruolo nel promuovere la conoscenza della cultura ucraina sul territorio italiano.

La mostra vuole essere non soltanto un evento espositivo, ma anche un luogo di incontro tra la comunità ucraina e quella italiana, un’occasione per avvicinarsi all’Ucraina contemporanea attraverso le storie, la memoria e lo sguardo dei suoi artisti.

Il progetto è promosso dallo Studio d’arte ArtLab by Nataliia Maloh, fondato da Nataliia Maloholovko, in collaborazione con Associazione SIVIERA Arte.

INAUGURAZIONE

Lunedì 24 agosto 2026 – ore 18:00 ArtLab Via Baiettini 53 – Verbania (VB)

Mostra: “35. Ucraina. Una memoria che continua”

Periodo: 24 agosto – 30 settembre 2026 Ingresso libero