STORIA DELLA CHIERI MODERNA (9). Dicembre 1798: Piemonte francese
Dal 1792 la Francia rivoluzionaria teneva sotto scacco il Piemonte. Ma nel dicembre del 1798 lo occupò. Il generale Joubert, comandante dell’Armata d’Italia (Napoleone era impegnato nella campagna d’Egitto), convinse il re Carlo Emanuele IV a cedere ai Francesi la cittadella e l’arsenale di Torino e ad esortare la popolazione e le truppe ad obbedire alle autorità militari francesi. La sera del 9 dicembre il Re abbandonava la città diretto in Sardegna. Lo stesso giorno Joubert insediava un Governo Provvisorio repubblicano. Il 1798, VII anno della Repubblica Francese, diventava l’“anno primo della Libertà Piemontese”: questo, almeno, era quanto i Francesi dicevano e ciò di cui i “patrioti” piemontesi si erano lasciati convincere.
Nel pomeriggio dell’8 dicembre 1798 fu “presa” anche Chieri. Lo racconta don Giacomo Emanuele Borelli, parroco di San Giorgio, in una nota scritta in alcune pagine del registro dei Battesimi: “Venne adunque il Generale in capo Joubert con cinque mila uomini (avea per altro mandato ordine tre o quattro ore avanti di provvedere pane e carne per dieci mila) in Chieri li 8 dicembre del 1798, due ore dopo mezzodì, per la Porta del Gialdo, e piantarono nel ‘Piano’ l’Albero della Libertà, che era una pianta molto alta con un bonetto rosso in cima […]. Nella notte poi i soldati parte si ritirarono nelle chiese di San Fi lippo e di San Domenico e parte governarono la città con alcuni cannoni da sulla collina fuori della Porta di Torino. Li 9 a mattina, deposto il Corpo di Città, crearono una nuova Municipalità. Lo stesso giorno 9 a sera si portarono a Torino, dove il Re Carlo Emanuele IV ha rinunciato al Generale Joubert il Potere Esecutivo ne’ suoi Stati…”.
Altre carte dell’’Archivio Comunale danno un’altra versione di quegli avvenimenti. Ad eleggere la nuova Municipalità non sarebbero stati i militari francesi prima di proseguire per Torino. Sembra che la mattina del 9 dicembre, il Consiglio Comunale in carica, di sua iniziativa, abbia spedito il Segretario Vittorio Cornaglia e il Consigliere Giacomo Folco a Torino a conferire con il generale Montrichard, comandante della Sesta Divisione dell’Armata francese d’Italia, per riceverne gli ordini, e Montrichard abbia consegnato loro la lista, preparata in tempi record (ma evidentemente già pronta da tempo), dei componenti una Municipalità provvisoria, che poi sarebbe stata confermata e insediata ufficialmente il 23 dicembre. La nuova Municipalità era composta dai “cittadini”: Nicolò Curbis (nobile, Maire, cioè Sindaco), Michele Cugiani (“insinuatore”, cioè esattore delle tasse), Vittorio Cornaglia (archivista del Comune), e dai commercianti Giacomo Ramello, Giacomo Folco, Giuseppe Fantini e David Levi. Segretario fu nominato Francesco Giachino. Secondo le disposizioni del Governo Provvisorio, ogni candidato giurò toccando con le mani le Sacre Scritture sostenute dal Giudice.
(Da: A. Mignozzetti, “PAGINE DI STORIA CHIERESE, civile e religiosa, 1789-1985”, Chieri 2022, pp. 44 – 45)
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