PERSONAGGI NOVARESI 36. BERNARDINO LANINO, INSIGNE PITTORE

Cappella del Lanino in Duomo

Bernardino Lanino, pittore del XVI secolo, allievo tra i migliori di Gaudenzio Ferrari, pur non essendo novarese di nascita, è noto a Novara soprattutto per la cosiddetta Cappella del Lanino, considerato uno scrigno di affreschi che si trova all’interno del complesso della Cattedrale di Novara. Gli affreschi, che raffigurano alcuni episodi della vita della Vergine, detto “Ciclo di Maria”, erano stati originariamente dipinti per la Cappella di San Giuseppe dell’antico Duomo. Furono poi staccati e ricoverati in un piccolo locale, vicino alla sacrestia, dopo il 1855, a seguito dei lavori di demolizione del Duomo romanico e lì si possono ancora oggi ammirare.

Bernardino è nato tra il 1509 e il 1513 da Enriotto “de Lanino”, tessitore in Vercelli e da Marchetta. Non si conosce il preciso luogo di nascita, che potrebbe essere Vercelli, dove viveva il padre o Mortara, perché in alcuni documenti giovanili è qualificato come “de Mortara”. E’ invece deceduto a Vercelli tra il 26 novembre 1582 e il 25 aprile 1583.

Discepolo dapprima di Baldassare dei Cadighi, passò poi alla bottega di Gaudenzio Ferrari (1530). Con il trasferimento di quest’ultimo a Milano intorno al 1540, Lanino divenne nel Vercellese l’artista più stimato e apprezzato. Nel 1546 però anche lui era a Milano, dove acquisì alcune scelte stilistiche da Leonardo e dai Leonardeschi milanesi. La sua attività si divide in tre periodi: nel primo (1534-48) l’influsso di Gaudenzio è più evidente; nel secondo (1548-58) la sua personalità emerge più chiaramente; nell’ultimo i colori si fanno invece più tenui.

Crocifissione, tavola dell’altare di San Benedetto

Operò soprattutto nel Vercellese, nel Biellese, a Milano, a Legnano e ovviamente a Novara. A lui, tra l’altro, sono attribuiti gli affreschi di una parte delle cappelle del Sacro Monte di Varallo. Fu molto attivo soprattutto dopo la morte del maestro Gaudenzio Ferrari, di cui ereditò molte commissioni e anche l’importante ruolo nel Milanese.

A Novara dipinse, presso il Duomo, oltre agli affreschi già citati, la tavola dell’altare di San Benedetto raffigurante il Crocifisso con i Santi Gaudenzio, Benedetto e Maria Maddalena (nella foto) e l’affresco raffigurante il Padre Eterno, inserito sopra l’altare di Santa Caterina.

Tornando per la loro importanza agli affreschi del “Ciclo di Maria”, ricordiamo che la potente Confraternita di San Giuseppe nel 1546 stipulò un contratto con Bernardino Lanino, che terminò l’opera nel 1553, come risulta dal Libro Mastro della stessa Confraternita, dove risultano registrati i pagamenti a favore dell’artista. I lavori durarono a lungo perché, per la morte di Gaudenzio Ferrari, avvenuta nel dicembre del 1546, molte sue commesse furono affidate al Lanino, che si trovò sovraccarico di lavoro.

Dopo la conclusione dell’accordo con la Confraternita di San Giuseppe, il Lanino si trasferì a Novara, dove influenzò sicuramente i pittori locali, essendo ormai un maestro apprezzato. Il noto storico Francesco Antonio Bianchini definì gli affreschi della Cappella del Duomo l’opera più importante di Bernardino Lanino per la forza dei colori e del disegno. Sempre a Novara il pittore dipinse la pala dell’altare di San Benedetto voluta dai governanti della Città.

Come si è detto nel XIX secolo, a seguito dell’abbattimento del Duomo, gli affreschi del Lanino già danneggiati da un incendio nel 1642, furono almeno in

Cappella della Madonna di Loreto

parte salvati, perché staccati dal muro e spostati in un altro ambiente. Tuttavia l’incuria del tempo e in particolare l’umidità li danneggiarono ulteriormente. I successivi restauri ricuperarono solo la parte superiore dii alcuni dipinti, mentre di altri sono ora visibili solo le teste dei personaggi raffigurati. Gli affreschi esposti nell’attuale Cappella, detta comunemente del Lanino (nella foto), sono: Sposalizio della Vergine, Annunciazione, Visita di Maria a Santa Elisabetta, Adorazione dei magi, Fuga in Egitto, Strage degli innocenti. Nella realizzazione dell’opera il Lanino seguì fedelmente i modelli e gli insegnamenti del maestro Gaudenzio Ferrari.

Da annotare come nello Sposalizio della Vergine, tra gli invitati rappresentati, si può vedere un personaggio con la tunica nera, raffigurante il Lanino, che si è potuto identificare perché riproduce la stessa rappresentazione che egli dipinse nella Cappella di Santa Caterina nella chiesa di San Nazzaro a Milano. La parte inferiore dell’affresco è completamente scomparsa.

Per ciò che riguarda le opere realizzate dal maestro a Novara ricordiamo ancora che presso la Basilica di San Gaudenzio, nella Cappella di Madonna di Loreto (nella foto), intorno all’altare, sulla parete destra, si trova un Presepio da lui affrescato, proveniente dal monastero di Sant’Agata.

A Bernardino Lanino lui fu intitolata una via nel centro storico con deliberazione consiliare n. 180 del 22 giugno 1906.

Enzo De Paoli